PROROGA DI 12 MESI PER IL PUNTO NASCITA DI NOTTOLA, REGIONE E SINDACI INSORGONO: COSI’ SI PENALIZZANO LE AREE INTERNE!”
MONTEPULCIANO – Il Comitato Percorso Nascita Nazionale, ovvero l’organismo ministeriale che decide quali punti nascita tenere aperti presso gli ospedali territoriali, in seguito alla richiesta di deroga avanzata mesi fa dalla Regione Toscana per i punti nascita di Poggibonsi, Montevarchi e Montepulciano (Nottola), ha disposto la chiusura del punto nascita di Campostaggia (Poggibonsi); un monitoraggio di 6 mesi per Montevarchi e deroga accordata, ma solo per 12 mesi, all’ospedale di Nottola. Duque fra un anno il punto nascita presso l’ospedale unico della Valdichiana senese, potrebbe chiudere i battenti. Il motivo come è noto è il numero di parti inferiore a 500 all’anno. Nottola si è attestato sopra a 400, ma evidentemente per il ministero e il Comitato suddetto non è sufficiente.
La Regione Toscana, con il presidente Giani ha subito definito la decisione “irricevibile”: “La Toscana sta, senza alcuna ambiguità, dalla parte dei sindaci e delle comunità di Poggibonsi, Montepulciano e Montevarchi. I volumi di attività sono un elemento importante, ma non possono e non devono essere l’unico criterio per decisioni che incidono sulla vita delle persone e sul futuro dei territori. Nei punti nascita della regione operano professionisti che hanno dimostrato, con gli esiti clinici e la fiducia delle famiglie, di garantire un’assistenza di elevata qualità: un patrimonio che la Regione non è disposta a sacrificare. La Regione continuerà il confronto con il Ministero con determinazione, al fianco dei Sindaci fino in fondo, portando una proposta fondata sulle evidenze scientifiche e sulla stratificazione del rischio, per un equilibrio concreto tra sicurezza delle cure e diritto alla prossimità”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il neo direttore generale della Asl Toscana Sud Est, cui tutte e tre le strutture ospedaliere fanno capo, Marco Torre: “La sicurezza del percorso nascita è il risultato del grande lavoro svolto in questi anni dai professionisti della Asl Toscana Sud Est, che hanno costruito una rete sempre più integrata, fondata sulla collaborazione tra i punti nascita, sulla condivisione delle competenze e su percorsi clinico-assistenziali comuni. Un impegno che ha prodotto risultati concreti in termini di qualità e sicurezza delle cure e che merita di essere riconosciuto e ulteriormente valorizzato nel modello organizzativo Hub & Spoke che la Regione Toscana intende proporre al Ministero”.
Incazzati e non poco i sindaci. Parere inaccettabile per il primo cittadino di Montepulciano Michele Angiolini:
“Questo parere del Ministero non è accettabile per l’intero territorio della Valdichiana Senese, dell’Amiata Senese e Val d’Orcia. Non tiene conto né della qualità dei servizi offerti, né delle caratteristiche orografiche e delle distanze presenti nel nostro territorio.
Una deroga di soli 12 mesi non è una soluzione: è un rinvio, che lascia un’intera area nell’incertezza su un servizio essenziale per la vita delle persone. Il punto è semplice e riguarda tutti noi: se si continua su questa strada, nelle aree interne e rurali si potrà solo morire, non nascere. Non è uno slogan, è la conseguenza diretta di scelte che allontanano dai cittadini i servizi essenziali, nel caso specifico quelli sanitari, in territori già segnati da distanze dai grandi centri.
Da parte nostra, la posizione è netta: non ci fermeremo a un rinvio di un anno. L’ho ribadito alla Regione, che sostiene le nostre valutazioni. Sono già in contatto con i colleghi Sindaci, che condividono questa presa di posizione e con i quali nei prossimi giorni promuoveremo iniziative e momenti di mobilitazione del territorio, insieme ai Comuni, ai professionisti e a tutte le realtà che in questi mesi hanno dimostrato, con i fatti, quanto il Punto Nascita di Nottola sia un presidio valido, sicuro, apprezzato da tenere aperto e non da mettere in scadenza”.
“Condivido ogni parola delle dichiarazioni del Sindaco di Montepulciano Angiolini e quanto espresso dalla Reguione Toscana sulla proroga di 12 mesi concessa al Punto Nascita dell’ospedale di Nottola. Una proroga di un anno non può essere considerata una soluzione. È un rinvio, che lascia un territorio intero sospeso, nell’incertezza su un servizio essenziale”, scrive Gianluca Sonnini, sindaco di Chiusi, che aggiunge: ” credo che questa vicenda rappresenti bene la difficoltà che troviamo ogni giorno nel difendere servizi che non possono essere valutati soltanto attraverso numeri, bacini di utenza e criteri uguali per territori profondamente diversi tra loro.
È così per la sanità, ma vale lo stesso per i trasporti e per l’istruzione.
Chi vive in un’area interna ha gli stessi diritti di chi vive in una grande città. E se vogliamo che questi territori abbiano un futuro, dobbiamo fare di tutto per mantenere e migliorare i servizi che ci rendono vivi e attrattivi.
Lo facciamo ogni giorno, spesso affrontando difficoltà e decisioni che arrivano da lontano. Lo faremo anche per Nottola, insieme agli altri Sindaci e alla Regione Toscana”.
Per questioni geografiche e per scelte operate nella vicina Umbria, rimasta senza punti nascita nella zona del Trasimeno, l’ospedale di Nottola rappresenta un punto di riferimento anche per una consistente fetta di utenza umbra. E anche questa è un dato di cui tenere conto, come bisogna tenere conto che il calo delle nascite è generalizzato e riguarda tutta l’Italia. E, come dicono i sindaci, le aree interne, già di per sé più disagiate e sguarnite di servizi, non possono essere sempre le prime a ritrovarsi penalizzate. Almeno la possibilità di nascere in un territorio va salvaguardata. Secondo le direttive del Comitato Percorso Nascita invece le cittadine della Val d’Elsa dovrebbero andare a partorire a Siena, quella di Montevarchi ad Arezzo o Firenze, quelle della Valdichiana, per un anno a Nottola, poi, con tutta probabilità anche loro a Siena o Arezzo.









