TRASIMENO BLUES: L’ARIA DI NEW ORLEANS TRA ESSENZE DI ROSMARINO E MENTUCCIA. BEL CONCERTO A PANICALE

TRASIMENO BLUES: L’ARIA DI NEW ORLEANS TRA ESSENZE DI ROSMARINO E MENTUCCIA. BEL CONCERTO A PANICALE
0 Flares 0 Flares ×

PANICALE – Lo abbiamo scritto anche qualche giorno fa presentando l’edizione del trentennale attualmente in corso: con Trasimeno Blues si va quasi sempre sul sicuro. Gianluca Dimaggio, il deus ex machina della rassegna itinerante che tocca varie località intorno al lago umbro, non sbaglia un colpo e scova (e propone) talenti magari non conosciutissimi, ma di sicuro spessore. Ma scova anche location assolutamente suggestive e molto adatte allo scopo. Ieri sera per esempio Trasimeno Blues ha fatto tappa a Panicale. Precisamente nel Parco Regina Margherita (nome un po’ fuori tempo, dato che da 80 anni siamo una repubblica e non più una monarchia, ma pazienza), un anfiteatro dotato di servizi per eventi e immerso nel verde fra odori di rosmarino, mentuccia e altre erbe tipiche del territorio, appena fuori dal paese e con posteggio a 50 metri. Un paradiso per una serata dalle atmosfere blues…

Sul palco, che non c’era, ma si fa per intenderci, una band di tutto rispetto: il chitarrista e cantante Alberto Visentin, Riccardo Di Vinci al basso, Piero Perelli alla batteria più il mago dell’armonica Marco Pandolfi, uno dei migliori virtuosi di tale strumento a livello europeo… anzi, “del mondo”, ha tenuto a precisare lo stesso Visentin.

Quasi due ore di musica di musica godibilissima. Con echi, suggestioni e richiami alla patria del Blues, a New Orleans, alla California, all’America on the road… con i confini fra blues e rock che si fanno labili e sfumati… Alberto Visentin ha raccontato dei suoi numerosi viaggi negli Usa a carpire i segreti e l’anima di quel sound, ma anche i suoi soggiorni solitari sulle isolette della laguna di Venezia, vicino casa, fra casoni dei pescatori, nebbia e campanili all’orizzonte. E qui si sente forse l’eco dei romanzi di Massimo Carlotto, tipo quelli che hanno ispirato la serie Tv L’Alligatore per esempio, dove il protagonista è appunto un ex cantante blues che vive fra i canali…

Alla fine giù dalle gradinate e tutti in pista, davanti alla band a ballare l’ultimo brano… Il che dimostra che non è solo il liscio la musica ballabile e che anche il blues lo è, ma è meglio del liscio. E a giudicare dalla platea, fatta per lo più da “pantere grigie”, il blues piace anche e soprattutto a chi non ha più vent’anni e magari è cresciuto ascoltando Janis Joplin.

Un tempo la chiamavano la musica de diavolo. E come noto anche i Rolling Stones avevano sympathy for the devil

Insomma buona musica, grandi musicisti tutti e 4 capaci di assoli da urlo, location suggestiva e perfetta per la serata. Trasimeno Blues non tradisce. E’ una garanzia. Qualunque cosa proponga si può stare tranquilli che non sarà una pacchianata. Quanto alla location, che dire? solo che un luogo del genere dovrebbe essere utilizzato tutte le sere.

m.l.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Consorzio di bonifica