A PROPOSITO DI CEUTA, DI ULISSE E DI ODISSEE ANTICHE E ATTUALI

venerdì 31st, luglio 2026 / 18:45
A PROPOSITO DI CEUTA, DI ULISSE E DI ODISSEE ANTICHE E ATTUALI
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«Io e ’ compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov’Ercule segnò li suoi riguardi,

acciò che l’uom più oltre non si metta:
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l’altra già m’avea lasciata Setta.»
(Inf.XXVI

(Io e i miei compagni eravamo vecchi e deboli quando giungemmo a quello stretto (di Gibilterra) dove Ercole pose le colonne, limite oltre il quale l’uomo non deve procedere: a destra – in Spagna – superai Siviglia, a sinistra – in Africa – avevo già lasciato Ceuta…)

Sono le parole che Dante fa pronunciare a Ulisse quando rievoca il momento in cui, passate Siviglia e Ceuta, in Marocco, stava per spingersi oltre il limite allora assegnato al mondo conosciuto, per pura fame e sete di conoscenza.

Sono invece la fame e la sete vera a spingere persone senza futuro e senza prospettive a gettarsi in mare sperando di cogliere una chance per le proprie vite e quelle dei propri cari attraverso una rotta che viene considerata un’alternativa meno rischiosa rispetto alle traversate sulle carrette del mare.

È ovvio che arrivare a nuoto a Ceuta non significa arrivare in Europa, basta una cartina per capirlo. L’area Schengen non c’entra nulla e, come al solito, delle due l’una: o chi la evoca è molto ignorante e non sa di cosa stia parlando, oppure lo sa benissimo ma è in malafede e conta sull’ignoranza dei suoi elettori.

Lucia Annunziata

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