CHIUSI, LE MAESTRANZE DEL CALZATURIFICIO FARIDA IN PIAZZA: SALARI FERMI DA TRE MESI…

giovedì 23rd, luglio 2026 / 15:35
CHIUSI, LE MAESTRANZE DEL CALZATURIFICIO FARIDA IN PIAZZA: SALARI FERMI DA TRE MESI…
0 Flares 0 Flares ×

CHIUSI – Non ci siamo più abituati. Erano anni, forse decenni che a Chiusi non si vedevano operai in piazza per rivendicare salari e diritti. E’ successo questa mattina a Chiusi Scalo, dove hanno sfilato dalla zona artigianale-produttiva della Fontina al centro cittadino le maestranze di una azienda locale, il Calzaturificio Farida. E la notizia in questo caso è doppia, perché oltre a quella dei lavoratori in piazza, c’è anche quella che l’azienda in questione è sempre stata considerata tra le più affidabili e anche corrette nei rapporti con i dipendenti. Una azienda storica di Chiusi, peraltro, che pur avendo aperto stabilimenti in altre zone della Toscana (zona Scandicci) è rimasta ancorata alle radici in Valdichiana. Purtroppo qualcosa si è rotto. I lavoratori e le lavoratrici del calzaturificio lamentano salari e stipendi fermi da tre mesi e una situazione “insostenibile”. Al corteo hanno partecipato, dimostrando la loro solidarietà, il Sindaco del Comune di Chiusi, una rappresentanza del PD, la Segreteria Confederale della Cgil di Siena, le categorie Spi Cgil, Flai, Filcams, Filt e Fillea.

La lotta continuerà, dicono lavoratori e sindacati, con presidi e volantinaggi al mercato e altrove, “almeno fino a quando avremo avuto ciò che ci spetta”. Maestranze e sindacati lamentano la “latitanza” dell’azienda alla quale chiedono di uscire allo scoperto e dichiarare le proprie volontà.

Durante il corteo, il “sentiment” più ricorrente fra le maestranze era quello della sfiducia, del timore di perdere il posto di lavoro. Il ritardo nel pagamento dei salari è un problema ovviamente e un problema serissimo per chi vive di quello. Ma il problema principale, per tutti, è l’incertezza sul futuro.

Come dicevamo, il Calzaturificio Farida è un’impresa storica di Chiusi, è attiva dagli anni ’70. Cioè da 50 anni, più o meno. Non da una settimana. La famiglia Dalbello che ne detiene la proprietà si è spesa anche in altri settori:  il “patriarca” Franco è stato presidente del Chiusi Calcio in anni migliori degli attuali; il figlio Alessandro dirigente sia del Chiusi Calcio che della società di canottaggio D’Aloja. Non è gente che si è nascosta o ha fatto solo gli affari propri.

La situazione che si sta verificando e che oggi la manifestazione delle maestranze ha portato all’attenzione della cittadinanza tutta è un po’ spiazzante. Ma uno dei problemi (ricorrente peraltro a vari livelli e su tutte le questioni) è che si è persa l’abitudine al confronto aperto, alla dialettica politica, alla “trattativa” e quando la bomba esplode è quasi sempre troppo tardi.  C’è da augurarsi che il corteo colorato e giustamente chiassoso (in certe situazioni la prima cosa da fare e è farsi sentire) di oggi serva ad aprire un tavolo di trattativa. Ovvio che i problemi dell’azienda, se ci sono, vanno tenuti presenti, ma anche gli stipendi e i salari vanno pagati e i diritti dei lavoratori vanno tutelati e garantiti, perché non sono regali.

Conosciamo la proprietà del calzaturificio Farida. Non siamo in presenza di “padroni delle ferriere” senza scrupoli e questo crediamo lo sappiano anche i sindacati. Per questo motivo un atteggiamento di chiusura, dilatorio o di “fuga” davanti alle rivendicazioni delle maestranze sarebbe incomprensibile e fuori da ogni logica. I lavoratori e le lavoratrici del resto cosa possono fare, se non difendere il posto di lavoro e chiedere il rispetto del patti e dei contratti?

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Consorzio di bonifica