CHIUSI NON E’ L’UNICO COMUNE AD ESPORRE LO STRISCIONE SUL RIPUDIO DELLA GUERRA E L’ART.11 DELLA COSTITUZIONE. ALTRI PREFETTI SONO INTERVENUTI?

CHIUSI NON E’ L’UNICO COMUNE AD ESPORRE LO STRISCIONE SUL RIPUDIO DELLA GUERRA E L’ART.11 DELLA COSTITUZIONE. ALTRI PREFETTI SONO INTERVENUTI?
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CHIUSI – In occasione delle celebrazioni per la liberazione della città, il 26 giugno scorso, durante la seduta aperta del Consiglio Comunale, convocata per revocare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, conferita nel 1924, su input del prefetto di allora, il sindaco Sonnini riferì della missiva ricevuta dal prefetto di adesso con la quale il Comune di Chiusi veniva sollecitato a rimuovere dalla facciata del Municipio la bandiera palestinese e lo striscione con su scritto “La Valdichiana r1pud1a la guerra”, con un 1 al punto delle i, con chiaro riferimento all’articolo 11 della costituzione.  In altro articolo nel quale si dava conto dell’intimazione del Prefetto, facevamo notare che altri comuni hanno esposto, come il Comune di Chiusi, la bandiera della Palestina e analogo striscione. A Chianciano esattamente lo stesso con identica dicitura. Ma anche fuori dalla Valdichiana succede la stessa cosa: la foto in alto, è stata scattata ieri, 7 luglio. Il Comune in questione è quello di Perugia. Il Palazzo si trova, come è noto, in Corso Vannucci, in questi giorni invaso dal “popolo di Umbria Jazz”, che non è più quello dei primissimi anni, fatto di frickettoni, indiani metropolitani, antagonisti, ma è comunque numeroso. E proveniente da tutto il mondo. Chissà se anche a Vittoria Ferdinandi è arrivata una missiva del prefetto simile a quella ricevuta da Sonnini che ne chiede la rimozione.

Riteniamo di no, altrimenti ne avremmo avuta notizia, come abbiamo dato noi, quella relativa al Comune di Chiusi, altre testate avrebbero certamente reso noto il caso di Perugia, se fosse avvenuto.

Allora che succede? ci sono Prefetti più solerti e altri meno solerti nel far rispettare le stringenti norme del “cerimoniale” relative all’esposizione di bandiere e altro sulle facciate dei municipi? E’ vero che il Prefetto di Siena, nella nota inviata al sindaco di Chiusi, fa riferimento ad una segnalazione pervenuta al Ministero dell’Interno che poi si è attivato allertando la Prefettura e può darsi che a Perugia e altrove nessuno abbia “segnalato” al Ministero l’indebita esposizione (indebita a suo parere, perché quanto ala normativa, se alla bandiera palestinese si può discutere, perché le bandiere straniere possono essere esposte solo in occasione di manifestazioni o eventi e per la durata di quelle manifestazioni o eventi, sullo striscione che cita la costituzione e niente altro, non possono esserci divieti. D’altra parte allo stesso balcone del Comune di Chiusi è rimasto appeso per anni uno striscione giallo che chiedeva “Verità per Giulio Regeni” e nessuno ha segnalato che la cosa fosse inappropriata. Evidentemente ciò che ha disturbato lo sconosciuto segnalatore è l’argomento e proprio quel richiamo ad un articolo della Costituzione, il n.11: L’Italia ripudia la guerra. Sì, perché l’Italia ripudia la guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali, e ripudiare la guerra significa che l’Italia non può partecipare neanche indirettamente a conflitti armati, che non può fornire armi a paesi o forze belligeranti, se non in chiave difensiva. Ma finora nessun Paese membro della Nato è stato attaccato. Quindi molti atti del Governo e del parlamento sono, quelli sì, illegittimi e contrari al dettato costituzionale, non l’esposizione di una bandiera e di uno striscione. Qualcuno può anche pensare che ci sia gente che non ha niente da fare e quindi va in giro a cercare i peli nell’uovo…  Ma anche questa come spiegazione è tropo facile e troppo semplicistica. C’è gente invece che proprio dopo 80 anni, ancora non ha digerito la Costituzione e la caduta rovinosa del Fascismo e vorrebbe riscrivere la storia.

In ogni caso anche a Chiusi, come a Perugia e altrove, e nonostante il richiamo del Prefetto, la bandiera palestinese e lo striscione sul ripudio della guerra e l’art.11 della Carta, sono ancora lì. Bene ha fatto il sindaco Sonnini a non rimuoverli. Nel caso venisse obbligato a farlo, noi ribadiamo la proposta fatta il 26 giugno: si esponga quello striscione all’ingresso della città, dove un tempo c’era la Porta San Pietro, fatta saltare in aria dai nazisti in ritirata e in tutti i punti strategici: davanti alla stazione ferroviaria, davanti al Casello Autostradale, nelle strade principali del centro storico, dello Scalo e magari anche nelle frazioni. Tutti i cittadini e chiunque venga o passi per Chiusi per turismo, per lavoro, per un evento culturale deve sapere che la città ripudia la guerra e ripudia anche i genocidi.

m.l.

Nelle foto: in alto il Municipio di Perugia, sotto il Municipio di Chiusi con analogo striscione.

 

 

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