CASTIGLIONE DEL LAGO, CHIRONOMIDI SUL VISO… BOBBY SOLO SI RIFIUTA DI CANTARE ALLA ROCCA
CASTIGLIONE DEL LAGO – Due giorni fa Bobby Solo si è rifiutato di cantare ala Rocca di Castiglione del Lago, nonostante avesse già ricevuto il cachet pattuito. Il cantante ha dato forfait non per un abbassamento di voce o un malore. Ma per un’altra ragione: troppi chironomidi. Ovvero i fastidiosissimi moscerini che rappresentano un vero e proprio flagello. A cantare in mezzo a quelle nuvole di insetti, con i riflettori accesi, si rischia di mangiarne un bel po’. Gli organizzatori meditano di ricorrere alle vie legali nel confronti di Bobby Solo. Qualcuno su social si è scatenato: “alla sua età potrebbe anche starsene a casa seduto sul divano”… Ma il forfait dell’Elvis Presley italiano, diventato una star negli anni ’60 con “Una lacrima sul viso” ha riacceso una questione che da tempo fa dannare organizzatori di eventi e operatori sulle rive del Trasimeno. Anche la famosa “isola artificiale” per attirare e catturare i chironomidi, pur avendo fatto registrare dei risultati, si è rivelata insufficiente, non decisiva per risolvere il problema.
Un consigliere regionale di FdI parla di “cattiva pubblicità per il Trasimeno e i paesi rivieraschi” con ricadute negative sulla attrattività del comprensorio lacustre. E ironizzando ringrazia velatamente Bobby Solo per aver portato i chirinomidi sul palco e aver dunque portato la questione alla ribalta nazionale… La cosa buffa è che nonostante l’isola acchiappa-moscerini l’invasione di quest’anno è tale che pare trovi riscontro solo nel 2007… Il che vuol dire che sono almeno 20 anni che il problema sussiste. E se mai aumenta. E cosa significhi lo sa benissimo chiunque si sia trovato ad assistere ad un evento alla Rocca castiglionese o a passeggiare lungolago gustando un gelato. Se il gelato è di colore chiaro rischi di mangiare crema e moscerini, perché questi si fiondano in massa su qualunque cosa sia bianca, biancastra, gialla o giallognola. Finora ne son state provate tante, prima dell’isola artificiale, anni fa, si tentò con dei pannelli chiari retro-illuminati… poi con delle reti piazzate intorno ai lampioni. Di moscerini ne sono stati catturati ed eliminati a quintali (non è una battuta), ma il flagello non è stato debellato e quest’anno, forse anche a causa della siccità e del livello basso del lago, flagella più del solito. In ogni caso il Decreto Palchi (D.L. 22.07.2014) sugli eventi di pubblico spettacolo parla chiaro: “… il responsabile dello spettacolo e le autorità competenti in caso di infestazione massive insetti per pericolo di allergie od inalazioni, devono annullare gli eventi sino a ripristino delle condizioni che evitino rischi”.
Nella foto (tratta da Youtube): Bobby Solo










Dal mio punto di vista mi dovrebbero spiegare gli organizzatori la ragione per la quale un cantante debba eseguire il suo repertorio stando immerso in nuvole di moscerini, che oltre ad essere fatidiosissimi rischiano anche di non far eseguire correttamente le sue canzoni perchè disturbano non poco. Ci avrebbero dovuto pensare prima perchè l’ambiente dove si svolgerebbe la rappresentazione fa parte del Comune e chi giudica tali possibilità si vede che non ha valutato il fastidio che viene recato.E’ come se si invitasse una performance automobilistica in una pista che non permette sia la guida sia la velocità ed è oltretutto a rischio di compromissione della guida di chi la percorra e della sua professionalità.Sono due cose e due rappresentazioni di diversa natura ma mi sembra che il paragone sia calzante.
Il paragone può essere calzante, ma vaglielo a spiegare agli operatori che lavorano su turismo e sugli eventi, in una località turistica, che gli eventi non si possono fare causa moscerini, Ovvio che sono fastidiosi e rendono difficile qualsiasi esibizione. Ricordo un concerto qualche anno fa con Bernardo Lanzetti, ex voce della Pfm, il quale confessò, dal palco di averne fatto una discreta scorpacciata di quegli insettini… Il problema è che nonostante i vari tentativi e varie tecniche sperimentate, la questione è ben lontana dall’essere risolta. E l’impressione è che più il livello dell’acqua si abbassa, più chironomidi arrivano… D’altra parte le aree lacustri e quelle paludose, come è stata la Chiana per 800 anni circa, il problema degli insetti (zanzare, moscerini ecc…) ce l’hanno sempre avuto.
Ci vogliono i vecchi metodi !
Trattamento chimico ! Che ambientalisti e verdi ,mettano l’ anima in pace ! È l’ unico rimedio !!
Gli operatori che lavorano sul turismo e sugli eventi come dici te -vista la situazione- organizzino un altra cosa. magari al chiuso perchè non si può far dare delle boccate di moscerini adosso ad un professionista che canta dal palco. D’altra parte se contro la natura non si può andare- e questo è assodato- chiamino qualcuno che faccia un altro tipo di avvenimento od una mostra sui trenini elettrici o quant’altro ma al chiuso,Ma perchè ci si deve votare le tasche per star dietro alle esigenze delle categorie quando questo risulta impossibile ad essere fatto ? Allora invece di chiamare la gente a cantare fra gli insetti visto che chi organizza conosce tali problemi facciano altro.Nel mpondo non c’è mica solo l’interesse degli operatori turistici o dei commercianti anche se trattasi del periodo estivo ? O no ? Oppure il Comune provveda per tempo a fare delle disinfestazioni per evitare che si formino questi aspetti che nuociono non solo ai cantanti come in questo caso ma che infastidiscono anche la vita dei cittadini. Facciano altro. ma il problema è sempre quello caro Marco, sono sempre i soldi che guidano e star dietro ai soldi anche per i mancati incassi prude il tergo, perchè l’economia ruota ntorno a questo problema e non alle canzoni di Bobby Solo. Se invece si facesse altro anche nel campo della cultura vedresti che le boccate dei moscerini in bocca a chi canta non ci sarebbero.
Carlo, gli eventi estivi non si fanno al chiuso, e poi dove lo trovano comuni come Castiglione del Lago o Passignano un “luogo al chiuso” per migliaia di persone? L’estate è fatta per star fuori, per eventi all’aperto, per i concerti in piazza, negli stadi, nelle arene… Contro i chironomidi i comuni le hanno provate tutte, sono 20 anni che combattono questa guerra, ma finora l’hanno persa. I Chironomidi si sono dimostrati più forti, pressoché invincibili. Tra l’altro la Rocca di Castiglione è uno dei luoghi più iconici, più suggestivi e più capienti di tutto il territorio per eventi di massa, soprattutto per concerti e dovervi rinunciare a causa dei chironomidi (in quelle condizioni non si può cantare) non sarebbe /è cosa di poco conto. Anzi, tutt’altro. Dunque una soluzione va trovata, quelle ecocompatibili finora non hanno funzionato o meglio non sono state decisive. La chimica forse sarebbe una cura peggiore del male… La cultura e la cultura di massa (quindi la musica, il teatro) in estate hanno bisogno di spazi all’aperto, e le iniziative all’aperto richiamano gente, funzionano, ovunque, anche nei borghi più sperduti e ridotti a ghost town (una settimana fa abbiamo scritto su queste colonne di un evento teatrale a Carnaiola… Ma si pensi a Monticchiello, alla Rocca di Sarteano, al bosco di Radicofani), solo che gli eventi all’aperto sono sottoposti a rischi e situazioni legate al meteo, alla particolarità dei luoghi… Domenica scorsa a Città della Pieve, il nostro spettacolo L’Italia chiamò, previsto nel Cortile di Palazzo della Corgna, ha subito un intoppo causa improvviso temporale. Più precisamente un nubifragio. Le attrezzature di scena non erano molte e siamo riusciti in meno di mezz’ora a trasferire il tutto, sedie comprese, in una sala attigua, grazie alla decisione all’impronta del sindaco Risini e al fatto che quella sala era libera e vuota. Ma non sempre è possibile una soluzione di riserva, né si può smontare e rimontare tutto in 20 minuti… Il problema è complesso ed è certo anche un problema di soldi, perché gli eventi grandi e piccoli costano e non poco a chi li organizza e se per qualche motivo un evento salta, qualcuno ci rimette. E magari rischia di non poterne fare altri… Le norme per gli eventi di pubblico spettacolo sono molto rigorose e stringenti, un capestro vero e proprio e impongono a tutti procedure complicate e costose. Valgono per i grandi concerti e anche per una serata di piano bar davanti ad un locale o un reading teatrale in una piazzetta. I comuni dovrebbero fare in modo di favorire e agevolare chi propone degli eventi mettendo a disposizione delle soluzioni standard che possano limitare le spese e gli adempimenti tecnico-burocratici e mitigare i rischi da fattori esterni e qualche comune in effetti lo fa. Altri no. Sui fattori esterni, però, spesso c’è poco da fare, vedi i chironomidi o i nubifragi.