I GIORNI DELLA LIBERAZIONE: QUANDO CHIUSI DIVENNE UNA PICCOLA CASSINO. LE INZIATIVE PER LE CELEBRAZIONI. ANCHE LA REVOCA DELLA CITTADINANZA ONORARIA A MUSSOLINI
CHIUSI – Siamo nei giorni della “liberazione” di questo territorio dal nazifascismo. Il 19 giugno 1944 fu liberata Città della Pieve, proprio nel giorno della festa patronale. Quasi un segnale divino, per chi ci crede. Lo stesso giorno fu “liberata” anche Panicale. San Casciano Bagni e Cetona il 20, Sarteano il 24, Chiusi il 26, Chianciano, Montepulciano e Castiglione del Lago il 29. Si combatté ovunque, in alcuni casi anche strada per strada. A Chiusi la battaglia durò 5 giorni e i giornali la paragonarono ad una “piccola Cassino”.
Decine e decine di morti fra le SS occupanti e i soldati sudafricani aggregati all’esercito britannico; partigiani o presunti tali arrestati e fucilati; più di 100 morti complessivamente fra i civili, comprese alcune bambine di un collegio; la città vecchia con il 90% degli edifici distrutti o lesionati e completamente minata; 3.000 sfollati nelle campagne, nelle catacombe e nelle paludi intorno al lago, la stazione ferroviaria rasa al suolo nel ’43 e bombardata più volte nei mesi successivi, con danni a tutte le costruzioni circostanti dello Scalo. Nella frazione di Montallese le le SS in ritirata fecero saltare anche la chiesa. Un macello. Alcuni edifici portano ancora oggi, ben visibili, i segni delle schegge e delle pallottole.
Tutti i paesi della zona sia sul versante toscano che su quello umbro ebbero morti, feriti e danni, ma nessuno ne uscì malconcio come Chiusi.
Come ogni anno da ormai molto tempo, nel giorno della Liberazione il 26 giugno, una delegazione del Comune, dell’Anpi e di Primapagina (che lanciò la proposta nel 2014) si recherà in un cimitero di guerra alleato a rendere omaggio ai “liberators” caduti a Chiusi e nei dintorni. Quasi tutti a 20 anni o poco più. Ragazzi venuti a combattere in Italia da Paesi lontani come il Sudafrica o il Canada.
Quest’anno la visita sarà al Cimitero di guerra del Commonwealth a Foiano della Chiana (altri si trovano ad Orvieto, Bolsena e Petrignano di Assisi) e avverrà nella mattinata di venerdì 26.
Nell’ambito delle celebrazioni sempre venerdì 26, alle ore 18,00 si terrà un Consiglio Comunale aperto con all’odg la revoca della cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini nel 1924. Lo fecero centinaia di comuni italiani, sotto la spinta del regime che si andava consolidando, con le buone e con e cattive. E’ dello stesso anno l’omicidio Matteotti.
Il Duce durante il ventennio regalò a Chiusi la lupa capitolina che ancora oggi è posta alla base della Torre Campanaria della cattedrale (in realtà si tratta di una copia, perché l’originale fu rubato negli anni ’90) e, nel 1936, conferì a Chiusi il titolo di città. In provincia di Siena i comuni che possono fregiarsi del titolo di città sono solo 7: Siena, Montalcino, Montepulciano, Colle Va d’Elsa, Chiusi, San Gimignano e Chianciano. 
Alla seduta del Consiglio interverranno Michelangelo Borri e Riccardo Bardotti dell’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell’Età Contemporanea “Vittorio Meoni”.
La giornata inizierà alle ore 17.00 con “Fili Resistenti”, il laboratorio per ricamare insieme i principi fondamentali della Costituzione, a cura di hallowasabi studio. Ovviamente non mancherà l’omaggio ai monumenti ai caduti nel territorio comunale. 
Nei giorni scorsi, su facebook, sono state pubblicate da Maurizio De Ponti una serie di
foto scattate subito dopo il passaggio del fronte e la liberazione. In alcune si vede bene in che stato era ridotta Chiusi: case sventrate, la Porta San Pietro fatta saltare in aria, edifici con i segni delle cannonate… Si tratta di foto ricolorate con l’AI, ma originali, in alcuni casi si tratta di fotogrammi dei “Combat film” girati da registi famosi, che erano al seguito degli alleati anglo-americani. I militari che si vedono sono del’VIII Armata britannica, ma, come detto, erano per lo più volontari sudafricani di origine scozzese e canadesi. Le foto sono quelle che vedete in questo articolo. Ringraziamo qui Maurizio De Ponti per il contributo fornito alla ricostruzione anche visiva di quei drammatici giorni. L’incubo era finito, ma il prezzo fu veramente alto. E queste immagini raccontano chiaramente e senza filtri che la guerra è sempre una montagna di merda, di lutti e di macerie, come amava ripetere l’amico e compagno Fausto Pacchieri, presidente Anpi, scomparso prematuramente nel mese di maggio.
m.l.










D’accordo su tutto,anche sulla revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini e credo che questo atto non voglia andare contro la storia ma a favore.Solo che tale revoca l’ avrebbero potuta fare già nel 1945 oppure qualche anno dopo, fatta oggi in una Italia divisa a metà sà di mezzuccio propagandistico e presta il fianco ad essere attaccati da parte della destra. Confermo che molti personaggi locali investiti dalla politica anche sotto il regime fascista nel terrtorio hanno agito con scrupolo e con coscenza per la salvaguardia dell’interesse della cittadinanza,soprattutto durante il passaggio del fronte sul nostro territorio ed uno di questi a Chiusi fu il Prof. Galeotti che era Podestà ma ce ne furono anche altri,così come ricordo a Cetona Giulio Cinelli che assicurarono il trapasso di regime con il minimo di violenza possibile, così come a Città della Pieve quelli che furono poi il Sindaco Cecconi e Gino Bombagli. Io credo che la cittadinanza onoraria dovrebbe essere data a questi cittadini ed a tanti altri, perchè si sono spesi affinchè la cittadinanza avesse avuto una base sicura da dove ripartire dopo 20 anni di regime bestiale che aveva mandato a fondo l’Italia svendendola allo straniero tedesco e reprimendo la libertà ai suoi cittadini. La storia non si canncella è vero e sarebbe un errore farlo perchè credo che deve essere conosciuta, criticata e dovrebbero essere prese le distanze dai fatti che la travolsero tragicamente,ma in questo clima odierno di contrasto nazionale che si riverbera anche in periferia,l’atto di togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini se pur atto doveroso nel significato etico dei fatti di venti anni di regime da lui capitanato, credo che possa prestare il fianco a tutte quelle critiche anche giuste rivolte alla sinistra che attualmente sul territorio attua una politica inconcludente ed inesistente ( vedi questioni non risolte sulla stazione,sulla viabilità ferroviaria e sull’ammnistrazione esistente e soprattutto futura dei rifiuti sul territorio, e copre questi vuoti con queste decisioni messe all’odg oggi che rischiano di essere veri e propri paraventi, anche perchè oggi purtroppo e sottolineo purtroppo, l’opinione pubblica guarda meno a certi aspetti etico-valoriali e quando capisce che spesso questi siano segni di impotenza politica da parte della politica che decide, tende ad allontanarsi dalla partecipazione mettendo tutto e tutti allo stesso livello, dando spazio anche alla destra di criticare certi operati ormai incrostati da decenni.Questo non vuol dire che non si debba riconoscere il valore di chi ha dato la propria vita per liberarci dal nazifascismo ( i cimiteri sono pieni di giovani ed anche di cittadini inermi, di partigiani e di chi ha combattuto il regime per 20 anni ) ma altra cosa -secondo il mio pensiero- è indire la revoca della cittadinanza onoraria ad un Mussolini che poteva benissimo, anzi con ancora maggior ragione possibile essere stata fatta durante gli ultimi 80 anni. Perchè questo non è avvenuto ed avviene adesso ? Fatta oggi sembra quasi un atto che venga fatto contro il governo attuale per la ricerca di una contrapposizione giusta e doverosa verso la dittatura del ventennio ma anche e giustamente per cercare di scuotere le coscenze addormentate su tutti quei tentativi di cambiamento della nostra Costituzione che negli ultimi anni sono stati tentati da parte della destra. Purtroppo tale messaggio-se fosse fatto a quest’ultimo scopo- non credo che possa produrre molto consenso oggi vista la nebbia ideologica in cui versano le persone. La revoca della cittadinanza ci stà e non fa una piega da parte di un governo democratico del paese ma allora dovrebbero essere state cambiate centinaia di disposizioni e di leggi fatte sotto il ventennio e che ancora hanno una grande derivazione ed un grande peso sulle disposizioni attuali della Repubblica. In questo senso non è giusto annullare la storia, perchè la storia il risultato della realtà odierna è proprio la storia e non si può prescindere da essa,solo che molte volte bisognerebbe non ”usare” tali atti per riempire spazi vuoti che una politica spesso debole per il territorio rischia di svelarsi in tutta la sua fragilità ed impotenza. In pratica ed in parole povere non credo che nell’opinione pubblica nessuno abbia chiesto tale la revoca della cittadinanza onoraria o ci siano stati dei segnali di questo che sano arrivati all’autorità pubblica mentre nello stesso tempo l’utilità pubblica farebbe si che venissero risolti i problemi che ho accennato sopra sul tema principale di come è il nostro territorio e soprattutto di come sarà in un prossimo futuro e se sarà il ricettacolo di rifiuti regolati per leggi e disposizioni e se avrà la viabilità sperata e necessaria con i comuni circonvicini che non sò e non conosco se abbiano anche loro revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini se al tempo concessa al ” Duce del fascismo”.Tutto questo lo dico vista anche la direzione e l’aria che tira nei commenti che sono stati presenti nei media in questi ultimi mesi.
Ricordo ai lettori che la delegazione che venerdì 26 si recherà al cimitero di guerra del Commonwealth di Foiano della Chiana, è aperta. Chiunque può aggregarsi e partecipare. La partenza è prevista intorno alle 9,30 da Chiusi città. Per chi volesse venire per proprio conto, il War Cemetery si trova in loc. Renzino.