CHIUSI FUORI DALLE DOMENICHE ARCHEOLOGICHE PROMOSSE DA REGIONE TOSCANA E MINISTERO. COME MAI?
CHIUSI – Sta per cominciare un’altra estate. Un’altra stagione turistica. Ma a Chiusi le tombe etrusche “vanto e gloria” della città che fu la patria di Porsenna, l’etrusco più famoso di tutti, sono ancora chiuse al pubblico. Dal 2020. Cioè dal tempo dell’emergenza covid. In via temporanea si disse allora. Ma si sa, in Italia non c’è cosa più definitiva delle cose temporanee. E infatti la Tomba della Scimmia, quella de Leone, quella della Pellegrina, e quella del Colle, per citare le più note, son ancora off limits per i visitatori. Il Covid non c’è più, ma c’è un’altra questione che ne impedisce la riapertura. No, non è il rischio che le antichissime pitture “evaporino” o che qualcuna crolli, come crollò la tomba della Scimmia alla fine degli anni ’80, in diretta Rai (c’era appena entrata una troupe di Rai 2 per fare delle riprese). La questione è più banale e riguarda le mansioni, gli orarie i mezzi degli addetti del Museo Nazionale cui anche le tombe fanno capo e che dunque dovrebbero garantire e accompagnare le visite. Parliamo di personale del Ministero, cioè statale, non del comune o di qualche cooperativa.
Quando furono scoperti i Bronzi del Bagno Grande a San Casciano Bagni, l’allora ministro della Cultura Sangiuliano fece un salto anche a Chiusi e nell’occasione assicurò “interessamento”. Era novembre 2023. Lo sollecitammo anche da queste colonne a “battere un colpo”. Non è successo niente. Travolto dal gossip Sangiuliano ha lasciato il posto ad Alessandro Giuli, il ministro con gli stivali. Ma anche da parte sua niente di niente. E dal 2020 sono passati 6 anni, non 6 mesi.
E il fatto che le tombe etrusche restino chiuse crea danno di immagine e anche danno economico alla città, che ne rimane penalizzata oggettivamente.
Un esempio? E’ stato recentemente presentata una iniziativa targata Regione Toscana e Ministero della Cultura con “Archeologia Viva” come media partner, che si intitola “Una domenica archeologica”. Sottotitolo: “La bellezza del passato ti aspetta: ogni prima domenica del mese, nelle aree archeologiche toscane aderenti. Gratuitamente”. I siti e le aree archeologiche aderenti all’iniziativa e dunque visitabili sono indicati su cultura.toscana.it. Ebbene ci sono i parchi archelogici famosi come quelli di Vetulonia, di Roselle, di Cosa (Orbetello), c’è il teatro Romano di Volterra, ci sono la Tomba del Sodo di Cortona, la Necropoli delle Pianacce di Sarteano con la Tomba della Quadriga Infernale, l’area del Bagno Grande di San Casciano Bagni, Il parco e l’archeodromo di Belverde a Cetona, Parco Città del Tufo a Sovana e ci sono siti a Montalcino, Asciano, Castellina in Chianti, Colle val d’Elsa… Ma non c’è Chiusi. Nessun sito, nessun richiamo a Chiusi. La domanda è perché Chiusi non figura con nessun sito? Non ha aderito all’iniziativa e nel caso perché? Forse per il fatto che le tombe sono chiuse e non visitabili?
Gradiremmo una risposta da parte della Direzione del Museo e dell’assessorato alla cultura del Comune. Secondo noi, la mancata presenza di Chiusi in una iniziativa-progetto che punta a portare gente a interessarsi di archeologia e a visitare i vari siti sparsi nel territorio della Toscana, costituisce un danno.
Nel frattempo i Bronzi di San Casciano continuano a girare come trottole. Dopo Roma, Napoli, Reggio Calabria, Berlino, Aquileia… saranno presto a Milano. Che almeno alcuni facciano una tappa (temporanea) al Museo Nazionale di Chiusi e a quello di Chianciano non se e parla. Nemmeno di striscio. Anche di questo “ostracismo” non si capisce il motivo. Proprio in questi giorni, sui social è comparso un post nel quale si ricorda come nacque e perché nacque il museo di Chiusi:
“Il passato rischiava di finire lontano, pezzo dopo pezzo. Così, dopo l’Unità d’Italia, nel 1871, a Chiusi nacque il Museo Etrusco cittadino. La ragione era chiara: raccogliere ed esporre i reperti del territorio, che per molto tempo erano stati oggetto di scavi, acquisti, vendite e dispersioni.
Non era solo un museo “per vedere cose antiche”. Era un modo per dire: questa storia appartiene anche a questo luogo.
Tombe, urne, iscrizioni, oggetti quotidiani: ogni reperto serviva a ricostruire un mondo che altrimenti sarebbe rimasto spezzato. Chiusi non mise in mostra soltanto oggetti. Provò a ricucire una memoria. E certe memorie, se non le proteggi, se ne vanno in silenzio”.
Tutto vero. Tra ‘700 e ‘800, ai tempi del Grand Tour, Chiusi fu “bucata” come una fetta di gruviera, saccheggiata e depredata. Moltissimi reperti finirono in collezioni private e poi venduti ad altri collezionisti e anche ai più grandi musei del mondo: da Londra a New York, da Boston a Berlino, ma anche Firenze, Palermo… Il Museo del 1871 di cui parla il post, non è quello attuale, con il portico neoclassico, che è sorto successivamente, nel 1901, e che è diventato “nazionale”, cioè statale, nel 1963. E’ il primo museo civico voluto da una accademia di notabili locali che avevano capito il rischio di dispersione di un patrimonio immenso. Oggi assistiamo ad una situazione per cui è proprio il Ministero, cioè lo Stato, a fare da tappo e a non garantire la fruizione di tale patrimonio. E non è questione di Giuli o Sangiuliano, cioè di ministri destrorsi e inadeguati. Non è che quando al governo c’erano i tecnici o il centro sinistra le cose andassero molto meglio… Anche perché alla Regione Toscana governa il centro sinistra e su questo terreno non sono rose e fiori.









Purtroppo ,chi è al concone, come dicevano i vecchi Chiusini, non ha capito che non li viene a cercare nessuno !
Devono muoversi loro ! Devono andare, col cappello in mano a perorare la causa !
Lo ridico, serve un addetto alle pubbliche relazioni,con due palle come mongolfiere ! Di destra,di sinistra ,non importa deve essere all’ altezza della situazione !
Ma ha un costo ! Giusto ! Ma se ha gli attributi fa decuplicare quello che il comune spende per pagarlo !
Qui non ci vuole la solita cooperativa ! Ci vuole un professionista vero !! Non un ragazzotto raccomandato dai soliti noti !!
Sveglia ! Il nostro è uno dei pochi ” musei nazionali ” !!
Non merita l’ oblio !
Mon condivido molto sul cappello in mano, ma il concetto non fa una piega. Oggi se vuoi avere visibilità e farti preferire tra decine, centinaia di proposte, devi attivarti te, se stai chiuso nel tuo orticello e aspetti che la gente ti venga a cercare, aspetti finché muori. È un po’ come una qualunque attività che deve attivarsi per cercare i clienti, tipo la nostra : negli anni 60 e 70 con la domanda di costruzioni che c’era avevamo letteralmente la fila, ma adesso, anzi da un paio decenni se non ci
attivassimo noi per procurare il lavoro saremmo chiusi da un pezzo.
Guardi signor Rossi, se qualcuno tiene a qualcosa ci va ” anche ” col cappello in mano !
Il problema sussiste nel fatto che, proprio chi si dovrebbe muovere e darsi da fare, pensa ad altro !!
Rimangono ” gongolanti ” nelle poltrone a godersi il momento di gloria !
…..CHI vuole VADA, chi non vuole MANDI!!
In questo caso il Museo non c’entra niente. Come non c’entrano niente le Domeniche al.museo cui ilm Nazionale di Chiusi partecipa, come Cortona o Volterra .. qui si parla di Domeniche archeologiche nei siti sparsi nel territorio. Cortona e Volterra ci sono anche in questo caso con alcuni siti, Chiusi invece no. Questo perché a Chiusi i siti archeologici esterni sparsi nel territorio non sono visitabili. O sono in degrado, come la Domus romana a pochi metri dal museo….
Sicuramente,come l’ hanno saputo i comuni di ,Cortona e Volterra ,LO avranno saputo anche a CHIUSI!
SE ciò non fosse vuol dire che la Regione non sa GESTIRE gli eventi,oppure,a Chiusi non c’ ha nemmeno pensato !
Come al solito,ci considerano l’ ultima ” rota ” del carro !!
Niccolò, è che a Chiusi non ci sono siti archeologici visitabili. O sono chiusi al pubblico o sono in degrado. Questo è il nodo. Anzi il nodo è come mai siano chiusi da sei anni e non si riesca a riaprirli.
Direttore, il comune dovrebbe imporre ai responsabili del museo, la riapertura dei siti più importanti ! L’ amministrazione comunale ,di concerto con la regione, dovrebbero imporre all’ attenzione del ministero, lo stato di degrado dei siti archeologici Chiusini che sono di vitale importanza per l’ economia cittadina !!
Il problema è che, comune e regione pensano ad altre cose !
Non voglio dire quali siano le altre cose, tanto lo sanno tutti !
Ripeto,alla chiusina, per l’ ennesima volta: un son gambe da stivali,…come disse sant’Agostino a le ” granocchie ” !!
Il Comune per la verità ci ha provato offrendo la disponibilità a fornire personale e mezzi. Ma il Museo è nazionale, quindi sotto la gestione del Ministero e il Comune non può “imporre” alcunché. Chiedere, proporre, incazzarsi e fare pressioni sì, altro no.
Tutti i concetti espressi sia da Niccolò sia da giangiacomo possono essere validi e lo sono senz’altro ! C’è solo un aspetto che non viene mai alla luce ed è quello che la misura del tutto sono i soldi , se questi mancano od essendo alla portata di pochi che sanno come farli fruttare si arriva al concetto che la ” mamma” e cioè lo stato dice ”bambole non c’è una lira”. Se invece la lira ci fosse sarebbe più equamente ripartita con concetti di vera appartenenza e meritocrazia culturale del possesso di cultura e reperti sul territorio. In pratica sarebbe lo stato as essere il decisore e con criteri senz’altro più equi visto il livello dei reperti contenuti sul nostro territorio. E’ un mondo questo che nei decennali discorsi nessuno forse si immagina mai ma è quello che conta: è il sistema che decide a seconda di come ca chi guida il sistema convenga, siano rossi, bianchi, neri o turchini. Questa è la realtà a cui nessuno piace fare collegamento perchè se piacesse forse le cose sarebbero diverse, anche per Chiusi.
Il comune ,sicuramente, avrà fatto le cose dopo che i buoi erano SCAPPATI!
Per quanto riguarda le imposizioni al ministero ,come ho già detto, bisogna andare con il cappello in mano a chiedere il rispetto del patrimonio cittadino !
IL problema è un’ altro ! Se andando, col cappello in mano, a chiedere qualsiasi cosa,e poi il ministero risponde ” SI “, come reagire ad un aiuto dato dagli acerrimi nemici ?
Lo ripeto ,alle terme di Chianciano ,fu nominato alle pubbliche relazioni un ” omo nero ” come lo definì l’ amministrazione comunale di allora ! Però ” l’ omo nero ” risolse diversi problemini !
Purtroppo qualche poetucolo da quattro soldi ,qualche decennio fa affermò : TU proverai sì come sa di sale lo pane altrui !! ( paradiso cv 58-59 )
Per Niccolò Martinozzi.Se si seguisse tale discorso che fai non si arriverebe a nulla. Il Governo è un governo di tutti e di fronte ai possibili interventi non ci dovrebbero essere colori.Il discoso che fai invece già contiene strutturalmente dei paletti che poi via via si manifestano e questa è la realtà per la quale non si arriva mai a nulla.Questo lo si capisce che è un limite grande della politica per la quale tutto resta asfittico e langue. Ecco Chiusi languiva anche prima del governo Meloni perchè innanzitutto tutto quanto succede nella contrapposizione politica è un costume culturale italiano che andrebbe superato in specialmodo quando si tratta di iniziative culturali. Purtroppo molto più facile spendere fiumi di soldi per iniziative che alla gente non lasciano nulla che dedicarsi anima e corpo al patrmonio culturale che abbiamo. Se si facesse il conto e si potesse vedere un totale di somma spesa nei decenni per le manifestazioni che nulla lasciano alle persone e servono anche a distogliere le menti creando strutture ed iniziative sull’immaginario che non sono mai esistite storicamente nella realtà e che nulla apportano se non competizione sciocca fra quartieri o rioni, create dal nulla e se uno potesse vedere un momento la panoramica dall’alto e rendersi conto di quante energie il popolo ha speso per creare tali iniziative guidate tramite i partiti ed anche associazioni, si renderebbe ben conto che al popolo gli devi dare da mangiare ed il piatto sul quale fornirglielo tale da mangiare lo decide la politica perchè lo usa in maniera impropria e che alla fin fine torna a beneficiare la politica stessa ed i pochi che ruotano intorno ad essa.Ma questo succede non solo a Chiusi ma in tutta Italia perchè è un costume tutto italiano. E allora di cosa ci lamentiamo se la gente nel suo complesso è stata messa in condizioni di non reagire a tutto questo e gli si infila in testa per decenni cose sulle quali i cittadini spesso si accaniscono per avere una ”priorità” basata sul nulla ? Ci sono schiere di persone e schiere di strutture mediatiche che su questo ci campano, magari fanno finta di essere critici ma non lo contesteranno mai profondamente e materialmente perchè anche loro fanno parte di tale meccanismo.Uuna volta-almeno 20 anni addietro- di fronte a tali cose qualcuno diceva che in Italia ci vorrebbe un nuovo CLN che spazasse via tutto questo ma questo costume italiano è talmente profondo e talmente radicato nella gente fino al punto che essa stessa si sfoga con eventi che alla gente stessa non lasciano nulla.Non tutto è così senz’altro, ci sono state anche a Chiusi iniziative culturali di buon livello e frequentate dalla gente che ne ha fruito sia per la conoscenza storica sia per come si sono dipanati gli avvenimenti dei quali la gente stessa è stata spettatrice,ma il panorama generale resta comunque asfittico e la differenza dagli altri comuni circonvicini si nota e siamo portati sempre a fare delle differenze dicendo:”ma cos’hanno questi Comuni in più di quanto noi abbiamo ?”. Questa è la domanda ricorrente da anni a Chiusi ma una parte della risposta a tale questione credo vada ricercata nella natura dei chiusini perchè nel tempo (parlo di decenni e decenni fà ormai ) tranne nel fatto che Chiusi con la sua Stazione era sintomo di movimento e di ”crescita commerciale e crescita di relazioni sociali”, il tema precipuo della cultura e di come propagarla, sia stato di certo un problema che ha incontrato mille difficoltà ad essere portato avanti proprio anche perchè basato sul limite dell’orizzonte politico per la sua diffusione nel territorio: un partito egemone che anche se ha risolto certi problemi magari più impellenti per la cittadinanza, ha avuto tutte quelle caratteristiche tipicamente italiane della devastazione e cementificazione del territorio ma soprattutto per decisioni prese dei piani regolatori che hanno fatto si che tante aziende si trasferissero per ragioni economiche fuori da detto terrtorio e Chiusi si è anche per questo impoverita.Le cause sono tante ma se andassimo a guardare bene sono tutte di derivazione cultural-politica,quando certe aree – al contrario dove era egemone lo stesso partito- hanno avuto anche uno sviluppo marcatamente diverso ed oggi sono a parecchi palmi di mano superiori al nostro.Ecco perchè la domanda ricorrente che molti si fanno sul ” cosa abbiamo noi di diverso rispetto ad altri” viene così spiegata. E credo che tanto lontano il sottoscritto non ci sia andato: la gente riesce a pensare sempre a seconda del modo nel quale si procura da vivere.
Carocarlo,il tuo discorso non fa’ un plissé, come diceva il nostro caro amico Pratino!
La politica distoglie le menti,facendo divertire o concentrando il problema su stupidaggini !
Distoglie dai problemi con il divertimento, festival, sagre, tornei,musiche,aperitivi,apericena,buffonate varie che, come dici tu sono fine a se stesse ! Non lasciano nulla che una mezz’ora di svago !
Io penso ai nostri futuri Chiusini che, se riuscissimo a valorizzare quello che abbiamo,godranno di questo bellissimo e importantissimo territorio per gli anni a venire !
Per fare questo ci vogliono persone coi coglioni sotto, non intorno !
Per questo voglio sollecitare la nomina di un personaggio che sia in grado di fare pubbliche relazioni !
Parliamoci chiaro,se san Casciano bagni,non avesse avuto chi ha dietro, il bagno grande avrebbe restituito ” du’ statuine ” e sarebbero restate tali !
Il problema è che,se l’ amministrazione prendesse in considerazione una nomina, prenderebbe il ” primo coglione che passa ” perché imposto da regole di partito !
Saremmo punto e a capo ! Dovrebbe essere nominato dopo un regolare concorso pubblico !
Carlo, facciamocene una ragione !
Non viviamo nel posto sbagliato,abbiamo gli uomini sbagliati !
Come diceva un Toscanacciò : l’ è tutto sbagliato ! L’è tutto da rifare !
Io questo personaggio a cui alludi sia di nomina per meriti individuali sia per nomina politca attualmente anche sforzandomi non lo vedo da nessuna parte affimnchè possa assumere tale funzione..Come ben sai ho vissuto 40 anni fuori Chiusi e ci sono tornato ad abitare da pensionato e conosco pochi chiusini, solo quelli miei coetanei di una volta, ma la prova provata, – ma che non riguarda solo Chiusi ma anche altri comuni circonvicini i quali magari hanno una situazione diversa e migliore di quella nostra chiusina- la situazione ”umana” non ne differisce di molto da quella nostrana. E’ la politica oggi come oggi che non produce più risultati apprezzabili e quelli che produce sono misurati solo in soldi per certe categorie, soprattutto di commercianti e possidenti di proprietà e questa viene scambiata per ”CULTURA” con la C maiuscola, per sviluppo, ma non si ripercuote sul popolo, sulla gente, non la fà partecipe di conoscenza e gli introiti sono solo sucesso economico per pochi commercianti o strutture economiche private, piccole, e medie perlopiù come qualche ristorante, qualche negozio, qualche agriturismo, ma la popolazione non viene investita da queso ”flusso culturale”che dovrebbe essere quello per il quale si bebba accrescere la conoscenza e la partecipazione per diventare cittadini di serie ”A”.Purtroppo mi rendo conto che questi miei pensieri sono
”acqua nebulizzata” che si disperde nell’aria senza dare risultati tangibili e di livello.Ogni famiglia, ogni persona ha delle storie alle spalle e come si dice ”nel piccolo ci stà il grande” e per quanto mi riguarda il mio esempio personale dell’amministrazione delle mie iniziative e cioè quelle del mio archivio sono tali che quest’ultimo langue e stenta a decollare, eppure il messaggio l’ho veicolato vare volte, con articoli, mostre sia a Chiusi, sia a Città della Pieve, Chianciano, Montepulciano, ma mai nessuna testa ha preso in considerazione la valorizzazione di un piccolo-grande patrimonio locale quale credo di avere e poter rappresentare ed ogni iniziativa l’ho fatta frugandomi personalmente in tasca, non chiedendo mai soldi pubblici. Avrebbero avuto e- parlo del settore pubblico senza ombra di dubbio- il materale per fare mostre, conferenze, dibattiti per mezzo secolo di seguito anche una ogni mese od ogni 15 giorni se indirizzati nella maniera giusta, eppure c’è stato apprezzamento talvolta da parte di singoli individui questo si, ma anche più che altro silenzio istituzionale intorno a tutto ciò che è quello che pesa di più. Allora vedi che è la povertà culturale della politica di chi è alla guida che produce tutto questo, mentre ne scaturisce anche la considerazione che il valore alle cose ed alle iniziative lo diano le persone a seconda del loro grado e livello di conoscenza e di istruzione,anche soprattutto di istruzione politica,ma anche di immaginazione. Sono le persone il centro di tutto, da cui dipende il sogno e la realtà. Dico sempre ad amici con cui vengo a contato che in questo caso così come in tanti altri è la famosa ”teoria del metro” a prevalere nel senso della battuta, di dover prendere un metro da sarti e srotolarlo sopra un tavolo e fissare una misura-diciamo se vada ben bene a 90 cm” ed ogni centimetro rappresenta un anno di vita propria. Vedi ed osserva a quale punto del percorso tu ti trovi con la tua età e vedi quanta misura resta per arrivare a -diciamo che possa andare di lusso- al valore di 90 cm”, perciò vedi materialmente quello che ti stà dietro e vedi quello che ti stà davanti, e così puoi avere una dimensione del tempo e delle cose (ma devi essere anche ottimista…eh ?). Ecco, nel mio caso siamo ad 80 e guarda quanto spazio sia rimasto per arrivare a 90 ben che vada….ma deve andare bene se cos’ fosse. Solo io conosco il materiale del mio archivio, materiale fotografico, librario e storico e solo io sò a cosa si riferisce.Non lo sà nessun altro, questo di sicuro.Ecco perchè il tempo non si può fermare, ed anche se nel mio caso si porta via un pezzo di me e di storia del territorio, della mia famiglia, delle persone ed anche delle vicissitudini storiche, questo significa che gran parte della vita anche nel mio piccolo ed infinitesimo caso è perduto. Tutto questo succede per tutti e nessuno è speciale.Quando instituii la Onlus titolandola The Face of Asia, finalizzata a fare Mostre per Pubbliche Amministrazioni e Privati, applIcai un detto a corollario di tale Onlus : ”QUELLO CHE TIENI PER TE E’ PERDUTO PER SEMPRE, QUELLO CHE DAI AGLI ALTRI E’ TUO PER SEMPRE”. Ben piccola cosa e ben piccola materia nel mio caso,ma è come il crollo di una speranza alla quale avrei tenuto che da tale materiale avesse potuto fruire la conoscenza delle persone destinandolo al settore pubblico che lo potesse valorizzare e farne fruire tutti poichè oggi siamo nel presente nella misura in cui siamo stati nel passato, ed in questo caso nel mio materiale fotografico e librario questo ”concetto” esiste in maniera tangibile e non solo per la storia del nostro territorio ma anche per quella di altri paesi.Oggi mi rendo conto che sono stato un visionario.E questo mi rattrista non poco e spesso riconosco che se le cose e ciò che ci interessa non si raggiunge si tende a dare la colpa e la responsabilità di questo agli altri invece di riflettere su noi stessi e sui nostri limiti, se pur nel mo caso come è stato fin’ora non mollo… Scusa lo sfogo.
Carocarlo,tu saresti degno di uno spazio tutto tuo permanente !
Tu sei un artista !
Hai una cultura poliedrica ! Hai girato il mondo hai immortalato situazioni,soggetti,monumenti, persone, personaggi,animali,hai anche vissuto,nei tuoi viaggi, situazioni irripetibili !
Non ti meriti un ricordo,una menzione tra trent’anni anni ! Te la meriti subito !
Anche perché devi essere tu ad allestire e commentare didascalicamente ,un ambiente irripetibile !
Purtroppo,e mi ci metto anche io,andiamo a santificare personaggi in altri paesi,non capendo che i personaggi stanno nella porta accanto!
Io mi auguro che qualcuno capisca l’ importanza dei tuoi archivi ! Quelli della tua famiglia !
Chissà,forse tra non molto, arriverà qualcuno che ti dirà: Carocarlo,sei pronto ? …Si parte !
…”Pronti si parte ?”Speriamo che non venga l’OFISA, che a Firenze sono le pompe funebri di Viale Milton…( ah ah ah,un po’ di sarcasmo non guasta mai…) ma con i tempi che corrono non c’è da scherzarci tanto, anche perchè abbiamo una fascia d’età che ne abbiamo visti parecchi e quando vai in un cimitero e ne incominci a conoscere parecchi di quelli che sono li, allora è un casino… comunque a parte gli scherzi e le battute c’è un detto bellissimo valido per tutti che dice: ”Ho fatto un accordo di coesistenza pacifica con il tempo, lui non mi perseguita, io non fuggo da lui, ma un giorno c’incontreremo”…e se ci pensi bene questa è la cosa più giusta a misura umana che possa esistere. O no ?Credo che sia il segno di una umiltà che oggi a parecchi, non solo giovani ma anche anziani manca.E manca perchè nella loro vita sono stati abituati a vedere ed a ragionare con quello che hanno appreso dal sistema,ma questo vale per tutti o quasi, ciò che stona molte volte è il fatto che parecchi oggi in ogni settore ed in ogni relazione umana e politica alzano il ditino e dicono di aver capito tutto. E questo è partorito dal sistema che ha formato certe menti.
Carocarlo ,a Chiusi c’era Boffietta !
Mi sembra che fu lui che mise il cartello : occasione ,ogni due casse grandi,una piccola in regalo !!