BUONA MUSICA, PALII E LA MAGIA DEL TEATRO DOVE NON TE LO ASPETTI: PAOLA PITAGORA A CARNAIOLA

lunedì 29th, giugno 2026 / 14:37
BUONA MUSICA, PALII E LA MAGIA DEL TEATRO DOVE NON TE LO ASPETTI: PAOLA PITAGORA A CARNAIOLA
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C’era da scegliere nel week end, nella zona a cavallo fra Valdichiana, Trasimeno e Ovietano. E tutte cose buone. Il chitarrista americano Robben Ford al “Torrita Blues” di Torrita di Siena, gli Allah-Las, americani pure loro, precisamente di Los Angeles, alla Rocca del Leone di Castiglione del Lago, come “anteprima” o warm up dell’imminente Lars Rock Fest di Chiusi previsto tra due settimane (10-11-12 luglio). Il Tria Turris a Chiusi città, un tuffo nel medio evo (quello vero, con le alabarde, i falconieri, le balestre, le cornamuse, non quello “prossimo venturo” profetizzato qualche decennio fa da Roberto Vacca, era il 1971 e non c’era stata ancora la prima crisi petrolifera. Oggi ci stiamo mettendo tutti del nostro e i governi più di tutti per accelerare il passo e arrivarci alla svelta…. E non c’è Medio Evo senza Palio. A Chiusi si chiama Palio delle Torri, si corre portando una torre a spalla, come i ceri di Gubbio. Ha vinto il Terziere San Silvestro, casacca biancorossa. E viene da sperare che sia un presagio favorevole, un buon auspicio, per il Chiusi calcio che porta gli stessi colori e che non può continuare ad arrancare nelle sabbie mobili della seconda categoria. Noblesse oblige la risalita. 

Ma tra le cose da vedere e ascoltare in queste serate roventi di fine giugno ci siamo imbattuti anche in una “perla” in un luogo non proprio di primissima fascia. Un tempo, mille anni fa, forse, ma oggi no. Oggi uno di quei borghi che portano ancora i segni di una nobiltà e un potere antichi, ma ormai spopolati e ridotti al massimo a ritrovo per le vacanze di chi ci abitava 30 o 40 anni fa o di stranieri in cerca di privacy e tranquillità. Parliamo di Carnaiola, frazione di Fabro, 350 metri sul l.m. ma con una salita per arrivarci che sembra l’Izoard. Bene, ieri sera, domenica 28, a Carnaiola, nella piazza Meoni, prospicente l’imponente castello trasformata in platea da 200 persone (in un borgo che conta sì e no 100 abitanti) si è esibita una delle signore del teatro e del cinema d’autore  italiano: Paola Pitagora. E non per caso. No. Per un motivo semplice: la piece portata in scena si intitolava “Ho amato tutto”, una ballata teatrale sulla vita e la figura di Paola Menesini Brunelli, nobildonna nata nel 1934 e morta nel 2024. Nata a Montegabbione. Che da Carnaiola è a un tiro di schioppo. In un palazzo con 200 finestre, servitù, fattori, contadini, perfino l’orafo di famiglia… Vissuta, certo tra agi e privilegi, ma anche in maniera anticonformista e spesso in modo assai lontano dalle convenzioni del suo stesso rango sociale fra Montegabbione, la Valdorcia dove la famiglia aveva grandi possedimenti (era imparentata con i Chigi Saracini), San Quirico, Siena, Perugia, Roma, l’isola del Giglio e l’Argentario in Maremma…  Il tutto fra la guerra, la vita da sfollata, poi il dopoguerra, le lotte dei contadini e mezzadri contro la prepotenza degli agrari, compresa sua madre, che chiamavano “la marescialla” e c’aveva più scritte sui muri lei che Coppi e Bartali; il boom, un matrimonio felice e voluto, ma anche pieno di incertezze, 5 figli da crescere e la scoperta del femminismo degli anni ’70…  Insomma una vita intensa, fatta però anche di solitudini, in un’Italia che cambiava velocemente pelle e un messaggio-invito a non rinunciare mai a ricercare la felicità…

Una “perla” di teatro di narrazione laddove non te lo aspetteresti mai. Il che significa che le cose belle si possono fare ovunque. E se il posto è bello, ma inusuale e impensabile, o fuori circuito, la magia raddoppia. Tra l’altro il racconto fatto da Paola Pitagora, che a 84 anni ne dimostra 20 di meno e non si è scomposta di una virgola neanche quando all’inizio tutti i microfoni hanno smesso di funzionare ( “Succede, abbiate pazienza”), è quello di una donna che è stata per le vicende personali e collettive,  un esempio vivente di quelli che sono i tratti di questa terra di confine… Una terra di mezzo, tra Umbria, Lazio e Toscana, dove la Val di Paglia e la Valdorcia, una di qua e una di là del Monte Amiata si somigliano e sono quasi uguali per morfologia e paesaggio,  dove, i castelli millenari si guardano da lontano e fanno da sentinelle fra un colle e l’altro a strade che dall’antichità alla nascita dell’Autostrada costituivano la spina dorsale della penisola. Ci passava tanta gente prima dell’A1 sulla Cassia, ma anche sulla SS 71…

I luoghi di Paola Menesini Brunelli sono gli stessi che raccontiamo noi di primapagina, nello spettacolo L’Italia chiamò che sabato 4 e domenica 5 luglio sarà in scena a Cetona e Città della Pieve: la Valdichiana senese e “romana”, il Monte Cetona e il Monte Amiata, la Tuscia e la Maremma grossetana, l’Argentario… Magari, più avanti, lo porteremo anche a Carnaiola. Chissà…

Nelle foto: Paola Pitagora prova i microfoni prima dello spettacolo a Carnaiola. L’arrivo vittorioso del terziere San Silvestro al palio delle Torri di Chiusi

 

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