QUANDO IL TAVERNELLE DI MORATTI POTEVA DIVENTARE… L’INTER. NUOVO IMPIANTO PER LA SQUADRA GIALLOVERDE E NON SOLO
Ancora un passo avanti, ancora un successo, per la società Asd Tavernelle Calcio nata nel lontano 1921. Con un accordo tra Amministrazione Comunale e società sportiva, per la gestione in concessione dell’impianto, ha ripreso le attività agonistiche presso lo storico campo oggi completamente rinnovato, di via Lenin.
“L’ingresso è funzionale al necessario periodo di assestamento del manto in sintetico di ultima generazione, in attesa del completamento di tutte le opere e della inaugurazione dell’impianto, che consentirà l’utilizzo, oltre che al gestore, anche a Asd Yamaguchi karate e Arceri Simba (lo sport per il tiro dell’arco, trovò una sua genesi alle Feste dell’Unità), secondo le regole del bando per la rigenerazione che ci siamo aggiudicati”, precisano dalla società.
Al progetto rigenerativo dell’impianto hanno partecipato tutte le associazioni sportive e federative.
Aspettando il giorno della festa, l’Amministrazione Comunale ha voluto congratularsi con Asd Tavernelle per la brillante vittoria in trasferta a Terni in questa emozionante fase finale del campionato di Eccellenza. Un grande in bocca al lupo per la prossima decisiva sfida con la Pietralunghese. La storia della società sportiva Tavernelle si intreccia con gli eventi politici, militari, governativi del secolo scorso. Governativi, sì: infatti per raggiungere il tappeto male erbato del vecchio stadio, la domenica pomeriggio bisognava attraversare i binari, a volte aspettare la fine delle manovre del treno, e solo dopo si entrava a contatto con i giocatori, la divisione era rappresentata da una semplice rete metallica, le tifoserie iniziavano così a scaldarsi.
Quella ferrovia era la speranza di futuro di un territorio che aveva tutta la determinazione per costruirlo. Basti pensare alla nascita nei primi anni sessanta, della Vetreria di Piegaro. Un atto politico economico attraverso il quale si rendeva operativa questa volontà di liberarsi da una vita medioevale-mezzadrile. Quei binari che rappresentavano un sogno, la dignità stessa degli abitanti della vallata, furono smantellati nel 1968, in ossequio ad una prepotenza campanilistica di altri territori. La Perugia-Tavernelle, che avrebbe poi dovuto proseguire per Chiusi, non fu mai terminata e tolta di mezzo, anche fisicamente: i Piani alti della politica e delle Istituzioni, avevano deciso che lo sviluppo regionale doveva passare per altri territori e precisamente la fascia che va da Magione a Foligno.
Ma torniamo alla società sportiva. Fondata nel 1921 come società di atletica leggera cominciò ad occuparsi di calcio calcio più tardi, durante gli anni del fascismo maturo.
Poi ci sarà la breve, ma significativa parentesi impersonata da Angelo Moratti, legata all’ingresso del petroliere milanese nella gestione della miniera di Pietrafitta, che forniva il carburante fossile (lignite), per far funzionare la centrale elettrica “Città di Roma”, che spediva l’energia prodotta giù nella capitale e la mattoniera. Angelo Moratti arriva a Tavernelle nei primi anni trenta del secolo scorso, a quel tempo era rappresentante di oli minerali e combustibili, ma l’autarchia imposta dal regime lo costrinse a rigenerarsi come imprenditore dell’energia. Nel 1936 decide di acquistare una parte delle azioni della Società Mineraria Trasimeno (Somitra), fino a divenirne unico proprietario nel 1942. Stabilmente insediatosi a vivere a Tavernelle, inizia così ad interessarsi di calcio frequentando il campo sportivo. Dunque la miniera e la centrale per lui diventano la principale attività. Per rasserenare il clima della guerra, nel 1943, organizza un primo incontro con quella che al tempo era considerata una corrazzata, la Turrita Mugnano, l’incontro finirà con un glorioso pareggio 3 a 3. I giocatori del Tavernelle erano tutti minatori e operai.
E quando il Gran Consiglio fece cadere Mussolini a cui seguì la rottura con i tedeschi, gonfiando le file del personale salvò molti dalla deportazione in Germania. Dopo la liberazione e la fine della guerra arrivarono i campionati veri e propri con la squadra che assunse la denominazione “Somitra”, che era quello della società mineraria. Maglia nerazzurra. Sarà un caso? Visto ciò che ha rappresentato negli anni ’60 Angelo Moratti per l’Inter, forse no. La formazione di Tavernelle dell’era Moratti dicono le cronache sfiorò addirittura la promozione in Serie C, dopo aver vinto il proprio campionato, perdendo solo le qualificazioni… Con la nazionalizzazione dell’energia avvenuta nel 1962, con i governi di centro sinistra anche a centrale di Pietrafitta passò sotto le insegne dell’Enel. Moratti, calcisticamente parlando si rifece abbondantemente con i nerazzurri di Milano, di cui fu presidente dal 1955 al 1968, uno dei presidenti più iconici, avendo portato la squadra a vincere 3 scudetti, 2 coppe dei Campioni e 2 Coppe Intercontinentali. La grande Inter di Herrera, quella della mitica formazione Sarti, Burgnich, Facchetti…
Il Tavernelle calcio non è diventato l’Inter. Oggi gioca con maglia giallo-verde, ed è una realtà interessante, campionato di Eccellenza, il più importante a livello dilettantistico. Sopra c’è la serie D. Se si pensa che squadre blasonate come il Chiusi si barcamenano in Seconda categoria i tifosi possono giustamente esserne orgogliosi. L’impianto sportivo rinnovato è tra i più qualificati del territorio. Una
Una struttura intorno alla quale diverse discipline sportive, oltre al calcio, troveranno il loro spazio e un habitat adeguato.
Renato Casaioli








