CHIUSI, NORMALE E LECITO INSULTARE PRIMAPAGINA? GRAVE AGGRESSIONE VERBALE DA PARTE DI UN CONSIGLIERE COMUNALE (E NON SOLO)
CHIUSI – A Firenze tutti hanno detto e scritto che la Fiorentina non ha giocato con il coltello tra i denti nella gara di ritorno con il Crystal Palace in Conference League, quando doveva ribaltare il 3-0 subito all’andata e nelle successive partite in casa i giocatori e la società sono stati pesantemente contestati (salvando solo l’allenatore Vanoli), nonostante la salvezza raggiunta. Questo perché una squadra come la Fiorentina – hanno scritto in molti – non può festeggiare una salvezza, che è meno del minimo sindacale. A Torino quando la Juventus ha perso in casa contro i Viola, gettando via la qualificazione Champions, tifosi e commentatori, anche e soprattutto quelli di fede bianconera, hanno messo sotto accusa Spalletti e la squadra. Stessa cosa è successa nei confronti di Allegri, Leao e gli altri giocatori del Milan, rimasti anche loro fuori dalla Champions. Normale.
A Chiusi invece è successo il contrario. Dopo una sconfitta è stata messa sotto accusa la stampa. Non la squadra. O la dirigenza. Da chi? dalla dirigenza stessa. Il mondo al contrario.
E’ successo ieri, domenica 24 maggio: un tizio si è presentato praticamente a casa di chi scrive (redazione primapagina) e ha cominciato ad inveire: “Avete rotto il cazzo!” ripetuto tre volte, come il famoso “Campioni del Mondo! Campioni del Mondo! Campioni del Mondo!” urlato da Nando Martellini nell’82… Più altre frasi irripetibili e senza spiegare il motivo. Solo urlando che gli venisse dato del Lei. Perché il tizio in questione non è uno squilibrato sceso casualmente dal treno, è un noto e stimato avvocato, presidente del più importante ente religioso della città e capogruppo di una lista di opposizione in Consiglio Comunale ed ex candidato sindaco. Ed è anche presidente della società locale di Pallavolo.
Ora, non avendo detto, scritto e neanche pensato niente in relazione alla professione di avvocato, all’ente religioso, né all’attività come oppositore in comune del personaggio, in quanto non ha fornito motivo alcuno di parlarne, la questione non poteva che essere legata a due articoli pubblicati a proposito della finale play off della squadra di Pallavolo. Uno sabato mattina con invito ad andare a vedere la partita che si sarebbe giocata nel pomeriggio e a sostenere la formazione chiusina chiamata ad una sfida cruciale e decisiva (articolo peraltro condiviso anche da alcuni dirigenti della società pallavolistica) e uno la domenica, dopo la sconfitta e la mancata promozione della formazione di Chiusi. Ma anche questa è una supposizione. L’unica possibile. Altro motivo non riusciamo neanche a intravederlo.
E francamente non ci sembrava ci fossero nei due pezzi, frasi o elementi tali da scatenare una reazione così scomposta. E del tutto ingiustificata. Come dicevamo, il motivo dell’aggressione verbale, ma quasi fisica, non è stato argomentato, quindi resta un mistero. Però è simile a vari commenti apparsi a raffica sui social proprio a margine dell’ultimo articolo sul volley. Due più due fa quattro.
La domanda a questo punto è: è normale ed è consentito che una persona si permetta di andare a casa d’altri a insultare chi vi abita e vi lavora? No. Non è normale e non è consentito a nessuno.
Gli articoli di stampa si possono criticare e contestare, certamente, ma ci sono delle modalità per farlo. E se si fa, bisogna farlo nel merito delle cose scritte, non così, “random” gratuitamente. Insultare una persona per strada non rientra tra le modalità suddette. Tanto più se chi insulta e inveisce è un personaggio pubblico, con importanti incarichi di rappresentanza anche istituzionali.
Ve lo immaginate lo stesso tizio che si presenta davanti alla sede del Pd, apre la portiera della macchina e comincia a gridare “Avete rotto il cazzo!” tre volte, a Simona Cardaioli oppure davanti alla farmacia della famiglia della Vicesindaca e comincia a urlare la stessa frase a Valentina Frullini? Verrebbe fuori uno “scangeo”, come si dice da queste parti. Invece pare che insultare primapagina sia lecito, normale, consentito. Rubricabile come piccolo episodio paesano. Non è così. La questione è seria e attiene alla libertà di stampa, ma anche al rispetto dei ruoli, delle istituzioni. A al rispetto delle persone e del lavoro altrui. E pure della privacy. Tutte questioni regolate da leggi precise.
Noi crediamo che il tizio in questione dovrebbe quantomeno tornare e chiedere scusa. O farlo pubblicamente. Perché se non lo fa, cari signori, a Chiusi abbiamo un problema più grosso di quello di Houston. Anche in Comune. Ma non solo in comune…
Diciamo questo perché nei due articoli in questione non vi è nulla di offensivo, denigratorio o accusatorio nei confronti delle ragazze della Vitt o della stessa società (se quello è il nodo del contendere). Non ci sono illazioni su eventuali comportamenti dubbi o non consoni. Ci sono semplici valutazioni sportive su quello che è stato e poteva essere. Vi è scritto cosa le ragazze avrebbero dovuto fare per andare almeno al golden set e quello che invece è successo. Vi è scritto che la squadra ha affrontato la sfida con le pile scariche e la scatola delle motivazioni pressoché vuota, ma così è stato. Come mai se no avrebbe perso le ultime 5 gare dopo aver dominato a lungo il campionato? Pile scariche. Non c’è altra spiegazione. “Questione di testa” abbiamo scritto. Come scrivevano tutti della Fiorentina quando non riusciva a rialzarsi dalle sabbie mobili della zona retrocessione.
Abbiamo scritto che per i valori visti in campo la ragazze della Vitt avrebbero potuto anche vincere. Ma nello sport succedono cose inusitate E abbiamo scritto che comunque “la B2 per una realtà come Chiusi è un livello non disprezzabile”, che “la squadra femminile della Vitt è stata in questi anni un bel giocattolo che ha fatto divertire il pubblico e sarebbe un peccato e un delitto gettarlo via”… Perfino che “sono comprensibili le preoccupazione della società per le spese che avrebbe dovuto sostenere se la squadra fosse salita di categoria”…
Abbiamo scritto che la società ha dato l’impressione di non stracciarsi le vesti per farlo il salto di categoria, ma questa non è una accusa. E’ una sensazione, dovuta al fatto che nonostante le 5 sconfitte consecutive non ci sono stati segnali forti, tipo cambio dell’allenatore, titolari messe in panchina, cambio della fascia di capitano o cose del genere… Cose usuali, quando le cose non vanno bene.
Dove stanno le offese o la denigrazione? Se mai c’è il contrario. Avremmo anche potuto scrivere “grazie lo stesso ragazze, va bene anche così” (e in sostanza, fra le righe abbiamo scritto pure questo), ma se ci fossimo fermati lì, sarebbe stata solo piaggeria. Un commento del genere lo può fare il Comune, non un giornale che ha l’obbligo di fare ragionamenti anche sugli aspetti sportivi di una gara… Si può anche dire che va bene lo stesso, ma, così come la Viola non può festeggiare la salvezza, non si può essere felici di aver mantenuto la B2, dopo aver giocato la finale Play Off ed essere stati ad un soffio dalla B1… E soprattutto non si può impedire ai tifosi e a chi osserva di raccontare il rammarico, sportivo appunto, per una sconfitta e una promozione mancata. Anche se questa non era nei piani iniziali. Il Como aveva nei piani la conquista di un posto in Champions? Non ha neanche i conti in regola, eppure…
Per esempio, molti hanno scritto che la Fiorentina avrebbe (e ha) fatto bene a mollare la Conference, per affrontare con più energie e determinazione le ultime gare di campionato e agguantare la salvezza, ma a nessuno ha fatto piacere la mancata rimonta contro il Palace. Perché nello sport c’è una legge fondamentale: è meglio vincere che perdere. Poi, si può perdere ed essere contenti lo stesso. Ma questo è un altro discorso. E non è sport.
m.l.









Il fastidio per la stampa critica è uno “sport” molto diffuso, soprattutto alle latitudini di destra. Anche se non solo. Spero che siano in tanti a dimostrarti solidarietà. Convinti che non sarà un’aggressione a zittirti.
Il problema Lele, è che nel caso specifico, le critiche non c’erano. Le ha viste solo il tizio che ha aggredito…
Direttore,barra a dritta !
Non ti fare intimorire!
Strano che,come racconti tu,sia un uomo di legge ad aggredire una persona rispettabile !
Tutta la mia solidarietà,per quanto conta !
Purtroppo non è più la ” gloriosa Vitt Chiusi ” quella di Antonio Monni,di Piero Rossi, di Carlo Terradura, di Franco Marcucci, di ” Zaba ” di Stefano Petraccelli,di Giorgio Cioncoloni, di fabio Felicini ,di Pirillo , di Sergio Canti e, di tanti altri che ci mettevano l’ anima !
Porta pazienza ! Oggi i personaggi sono questi ! Parlo sempre per quello che hai scritto tu, io non conosco la persona.
Fermo restando che ho letto più volte l’articolo e non vi ho riscontrato nulla di denigratorio, trovo invece questo gesto molto grave, figlio di un’arroganza dilagante, incurante delle conseguenze. Esprimo la mia solidarietà a te e in generale a chi vede ogni giorno messo in pericolo il proprio diritto di pensiero, opinione e stampa
La solidarietà a Primapagina è il minimo sindacale.
Debbo confessare quale sia di preciso la materia del contendere. Sarebbe utile anche la pubblicazione del nome dell’avvocato e a quali articoli si riferisca di preciso.
Paolo, il nodo del contendere è esplicitato nell’articolo. Almeno io presuppongo sia quello, perché il tizio non lo ha spiegato. Ma altri non ne vedo proprio. E anche l’articolo in questione, come ho scritto, mi sembra non contenga nulla che potesse scatenare una reazione del genere. L’articolo in questione è questo sulla finale play off giocata dalle ragazze della Vitt. Invito tutti a rileggerlo. Perché veramente non vi è niente di “critico” o denigratorio. Salvo normalissime valutazioni giornalistiche sulle modalità e ragioni della sconfitta, con riconoscimento comunque del buon lavoro fatto e del buon livello raggiunto dalla squadra. https://www.primapaginachiusi.it/2026/05/volley-niente-da-fare-le-ragazze-della-vitt-restano-b2-una-squadra-scarica-si-fa-battere-anche-casa-da-la-maddalena/
Quanto successo in questi giorni riguardo alle vicende della pallavolo locale, in particolare in relazione all’attacco della dirigenza della società sportiva ad un articolo apparso su Primapagina, potrebbe sembrare una lite di paese, da relegare ai commenti da bar. A nostro avviso costituisce invece un atto molto grave, non è ammissibile scagliarsi aggressivamente, denigrando e insultando chi esprime una posizione diversa, o anche una semplice critica. Tanto più da stigmatizzare l’attacco quando proviene da chi rappresenta i cittadini nelle istituzioni con la carica di consigliere comunale. Non si tratta di stare da una parte o dall’altra, ma ci sono comportamenti che nella vita di una comunità andrebbero evitati. Le regole del vivere civile valgono per tutti, non si può pensare di essere inattaccabili o esenti da critiche, giustificando tale immunità solo perché ci si impegna in qualche tipo di attività sociale sportiva o che dir si voglia.
Esprimiamo la nostra solidarietà a Primapagina al suo direttore e a tutte le persone che attraverso beceri attacchi a mezzo social sono state offese.
A nome mio e di primapagina ringrazio quanti hanno qui espresso solidarietà (Raffaello Battilana, Niccolò Martinozzi, Maurizio Patrizi e Giangiacomo Rossi che hanno commentato l’articolo precedente, Paolo Scattoni, Agnese e il Gruppo Possiamo). E ringrazio anche Ivano Zeppi di Siena Post per l’articolo che ha pubblicato sulla vicenda e che qui allego:https://sienapost.it/voci-dal-territorio/chiusi-insulti-giornalista-politica-informazione/
Dunque .
Scrivere di una sconfitta che genera una mancata promozione fa parte di una normale attività giornalistica . Chi non è d’accordo può comunque confutare con argomenti . Errato è reagire puntando sulla rabbia e non sugli argomenti. Soprattutto se si hanno ruoli pubblici. Spero che l’episodio si possa concludere a breve con un chiarimento pubblico in cuibsi riconosca che quell’aggressione verbale era del tutto fuori luogo. Si può essere nervosi e dispiaciuti per come sono andate le cose ma ne il Lorenzoni ne il suo articolo non possono essere il capro espiatorio con quelle modalità di altre insoddisfa!ioni. In altre parole legittima la critica molto meno rabbia e insulti come descritti.