CHIUSI, IL MAGGIO DEI “RAGAZZI IN GAMBA”. IL SOGNO VISIONARIO DI MARCO FE’ CONTINUA
“C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones…”, correva l’anno 1967 e l’Italia impazziva per Morandi e il suo ragazzo dai capelli lunghi che suonando la chitarra cantava “Lady Jane “ e “Yesterday”.
Quelli di “Help” e “Ticket to ride” furono davvero anni incredibili dove il cambiamento non si viveva come sgomento, ma era sinonimo di speranza e ottimismo; le idee fungevano da motore e l’obiettivo era quello di rigenerare il mondo, rendendolo più bello e perché no, se possibile, anche più felice. E senza guerre.
Entusiasmo e fatica, sogni e libertà, questo era il panorama nel quale si muovevano le nuove generazioni con tanta voglia di realizzare l’impossibile.
In quel periodo di rinnovato entusiasmo (sessanta anni fa più o meno) anche a Chiusi c’era un ragazzo, Marco, che esattamente come quello della canzone del senese Mauro Lusini, portata a successo da Morandi, amava la musica, il teatro, le parole e i giovani.
Apprezzava la vita e tutto il bello che le gira intorno e quando si è innamorati del mondo non si può fare a meno di contribuire in qualche modo a renderlo più ricco.
È stato così che con le tasche pieni di sogni e tanta voglia di fare, Marco Fè mette in piedi un progetto eccezionale: la rassegna scolastica Ragazzi in Gamba per promuovere i valori del dono artistico, della gentilezza, della bellezza, offrendo ai ragazzi e alle ragazze l’opportunità di mettersi in gioco attraverso il teatro, la musica e le arti in genere.
In questo 2026 Ragazzi in Gamba bagna il traguardo dei sessanta anni e ieri, lunedì 4 aprile, nei locali di Banca Tema a Chiusi Città si è tenuta la conferenza stampa di questa ennesima edizione che vedrà le sue date conclusive nelle giornate di sabato 16, domenica 17 e lunedì 18 maggio. Presenti il sindaco Gianluca Sonnini, il direttore di Banca Tema Stefano Margheriti, alcuni esponenti delle principali associazioni del paese e i promotori dell’iniziativa: Antonella Fè ed il Presidente in carica Pierluigi Castelli che sottolinea con incisività come questa manifestazione collettiva vada nella direzione dell’educativo, di come sia stata in grado di stare al passo con i tempi e quindi di rimodellarsi e rimodularsi rimanendo costantemente in linea con quei principi che il suo ideatore, insieme a Don Mosè Mannelli, avevano visto come imprescindibili.
La cura del bello, del buono e del vero, erano questi i tre punti chiave intorno ai quali doveva ruotare il nuovo progetto del giovane Marco è così è stato e lo è ancora.
Ragazzi in Gamba, promotrice di arte e cultura, fa spazio alla bellezza attraverso l’impegno ed il talento degli studenti che vi partecipano onorando le idee originarie di chi ha avuto il coraggio e la forza di credere nella realizzazione di una notevole idea. È interessante riscontrare sulla linea del tempo come le intuizioni che portano all’attuazione di esperienze volte al bene comune trovino la strada per diventare reali, tangibili, assolutamente presenti nella storia di una comunità.
Credere è utile per far sì che qualcosa accada, ma sentire che sia possibile è assolutamente essenziale.
Il credere equivale all’affidarsi, significa confidare in un’idea sperando che questa attraverso l’impegno e la dedizione possa trasformarsi in realtà.
Il sentire invece corrisponde alla percezione esatta che una certa cosa in un modo o in un altro sarà; il primo implica una fede, il secondo è uno stato interiore dell’essere, Marco Fè possedeva ambedue. Ha creduto e sentito contemporaneamente, iniziando 60 anni fa a scrivere la storia dei Ragazzi in Gamba.
Numerosi i gruppi e le scuole provenienti da tantissime città di Italia che parteciperanno a questa edizione RIG. 2.0 anno 2026 (Olbia, Taranto, Lamezia, Ivrea, Borgo di Terzo, Chiusi, Torrita di Siena e molte altre ancora).
Ecco di seguito alcune note del programma: sabato 14 maggio ore 14:00 cinque ore di spettacolo non stop di finale nazionale presso il teatro Mascagni di Chiusi.
Domenica 17 alle ore 9:15 ritrovo in Piazza Duomo e parata per le vie della città animata da un gruppo di percussionisti provenienti dalla città di Ivrea.
Lunedì 19 ore 9:00 spettacolo di finale nazionale presso il teatro Mascagni.
Tanti ospiti d’eccezione durante le tre giornate: il regista scrittore Fabrizio Guarducci, Monica Milandri, scrittrice, Paolo Boncristiano scrittore del libro La loro Africa, che ha partecipato alla realizzazione di una scuola primaria in Congo inaugurandola portando il messaggio che è racchiuso nella filosofia dei Ragazzi in Gamba; questi soltanto alcuni dei nomi presenti.
Un bell’evento per Chiusi, questa sessantesima edizione, un grande progetto che dura nel tempo e che arricchisce persone e luoghi.
La conferenza stampa si chiude alle ore 18:30 con il pensiero di Antonella Fè che è poi lo stesso di Marco, ovvero che questa rassegna possa continuare a portare gioia, prosperità, cultura agli abitanti e alla città di Chiusi, nonché essere un modo per farla conoscere ed apprezzare ancora di più e a lungo.
Quando le idee tendono al bene generalmente hanno buone possibilità di evolvere in notevoli progetti; i sogni del ragazzo di allora sono diventati un percorso, una realtà condivisa che sussiste ancora oggi grazie allo spirito di squadra, l’affiatamento, l’iniziativa costante e la riflessione accorta delle persone che vi ruotano attorno.
Gran bello staff Marco, osserva da lassù i frutti del tuo fertile albero.
Ciao Maestro.
Paola Margheriti
Nella foto: un momento della conferenza stampa del 4 maggio a Chiusi









Bellissimo articolo. Risponde per davvero alle idealità di quanti, in diverse regioni d’Italia, vi aderiscono e promuovono lo sviluppo della Rassegna.
Sono contento che a distanza di tutto questo tempo i Ragazzi in Gamba siano ancora vivi e vegeti, avendo partecipato attivamente alla rassegna negli anni in cui ero, più o meno, in gamba, e ragazzo di sicuro. È una delle tante circostanze in cui se un’ idea è forte, sopravvive al suo ideatore.