UMBRIA, LA PRESIDENTE PROIETTI CEDE ALLA SANITA’ PRIVATA. UNA PARTE DEL CENTRO SINISTRA INSORGE…
Lunedì scorso, giorno di Pasquetta, mentre tutti gli umbri erano affaccendati nella classica gita fuori porta, complice anche una bella giornata di sole dopo una settimana di vento e neve che neanche a gennaio, la presidente della Regione Stefania Proietti ha fatto sapere che per avere una sanità pubblica efficiente e articolata nei territori si dovrà attendere e che per ora si procede esattamente come prima. Cioè come il centro destra. Ovvero affidandosi alla sanità privata. Chi proprio non può aspettare i tempi delle lunghissime liste d’attesa nelle strutture pubbliche farà bene a rivolgersi alle strutture private a pagamento. Così, la tanto sbandierata svolta, il cambio di marcia e di direzione auspicato dai cittadini, è già passato in cavalleria. E’ cambiata la presidente, è cambiata la giunta, è cambiato il colore della bandiera alla Regione, ma il vento soffia sempre dalla stessa parte. Del resto la rincorsa alla privatizzazione della sanità non era certo cominciata con la giunta Tesei. La governatrice di Centro destra si è portata avanti con il lavoro, ha continuato l’opera di smantellamento della sanità pubblica, senza più infingimenti. Ma l’avvio di tale deriva è precedente al “ribaltone” del 2019…
Durissimi i commenti all’ammissione di Stefania Proietti da parte dei comitati che si battono da anni per una sanità pubblica che dia risposte all’utenza senza costringerla ad aspettare mesi e mesi per una visita o a fare più di 100 km all’andata e 100 al ritorno per raggiungere l’ospedale o la struttura deputata, vedi il Comitato Art.32 di Città della Pieve.
Ma anche dalle fila della maggioranza politica che ha sostenuto e sostiene la giunta Proietti si alzano voci di protesta e di forte amarezza. E’ il caso di Democrazia e Territorio Rete per i beni comuni che in una nota diffusa a mezzo social scrive:
“La decisione della Giunta regionale dell’Umbria di ricorrere ancora una volta alla sanità privata è una scelta grave e sbagliata, che smentisce nei fatti il cambiamento promesso.
Gli umbri avevano votato per rimettere al centro la sanità pubblica: ridurre le liste d’attesa, riorganizzare il sistema sanitario regionale, valorizzare e utilizzare pienamente strutture e professionalità pubbliche.
Invece si ripropone la stessa strada seguita dalla precedente giunta di centrodestra: spostare risorse verso il privato invece di affrontare e risolvere i problemi alla radice.
Non è accettabile che siano ancora una volta i cittadini umbri a pagare il prezzo di inefficienze gestionali e di scelte politiche sbagliate. Tanto più in una fase in cui tante famiglie stanno già facendo i conti con una crisi economica pesante, aggravata da scelte nazionali ed europee che privilegiano le logiche del riarmo e della guerra invece degli investimenti sociali e nei servizi pubblici.
Scaricare sul privato i problemi della sanità significa rinunciare a governarli.
La sanità privata è una scelta individuale.
La sanità pubblica è un diritto. Gli umbri avevano votato il cambiamento, non la continuità.
Per questo chiediamo alla Giunta regionale di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di cambiare immediatamente rotta.
La sanità pubblica non è un terreno di compromesso né un mercato su cui scaricare inefficienze o incapacità gestionali è un Bene Comune, un diritto fondamentale dei cittadini e deve tornare ad essere la priorità delle politiche regionali.
Servono scelte chiare: investire nelle strutture pubbliche, valorizzare il personale sanitario, ridurre realmente le liste d’attesa e garantire a tutti il diritto alle cure.
Su questo non arretreremo!”
In sostanza, una costola della maggioranza chiede di rivedere immediatamente l’impostazione Proietti e di cambiare rotta. Non ci saranno scossoni nel consiglio regionale, ma i mal di pancia sono palesi e per nulla celati. Non fu certo la resa alla sanità privata la molla che fece vincere Stefania Proietti e il centro sinistra nel 2024. E non è un mistero che se la sinistra, quando va al governo, fa le stesse cose della destra, alle elezioni successive perde. Il centro sinistra umbro non può fare autogol proprio sulla sanità. Cedere terreno e servizi alla sanità privata equivale ad arrendersi, a darla vinta a chi ha puntato tutto sullo smantellamento del welfare e dei diritti conquistati dai cittadini e dai lavoratori negli anni ’70-80. Probabilmente Stefania Proietti, per età e storia personale, c’entra poco o niente con le lotte di quegli anni, e forse anche con la sinistra. Ma nel suo programma elettorale tutto c’era meno che il via libera alla sanità privata. C’era il contrario, ovvero la difesa e il potenziamento della sanità pubblica, nelle strutture ospedaliere e nei territori. Se se lo è già dimenticato è un problema.










Ahh! la confusione della sinistra. Siamo alle solite, la sinistra quando va al governo scimmiotta il liberismo, mentre invece dovrebbe combatterlo, aprendo un confronto con la società civile, proprio sulle questioni economiche. Il liberismo sta dimostrando da anni di non farcela a realizzare tutte le promesse che aveva fatto, contestarlo facendo irrompere sullo scenario sociale un’altra idea di economia, sempre di mercato certamente, ma non più basata sulla rapina, sullo sfruttamento selvaggio della natura e del mondo del lavoro, ma una economia governata da valori come la solidarietà e la cooperazione. Ecco che allora i tanti Diritti compresi all’interno di un contenitore politico valoriale chiamato Stato Sociale, apparirebbero come i più adeguati per una redistribuzione della ricchezza, per un benessere diffuso. Si riscoprire una vecchia pratica politica, quella socialdemocratica, l’unica fino ad oggi, che ha saputo dimostrare concretamente, là dove è stata applicata, di essere in grado di garantire sviluppo e benessere diffuso, affermazione dei Diritti. Per noi italiani non deve essere particolarmente difficile, la nostra Costituzione, che abbiamo difeso anche pochi giorni fa con l’affermazione di un secco NO, è fondamentalmente un teso socialdemocratico. In esso all’articolo 3, c’è scritto chiaramente che “è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà ………”. Quindi uno Stato protagonista non notaio, che con forte energia difende i Diritti fondamentali di cittadinanza come quello della salute e dello studio. Dobbiamo tornare a dire chiaramente che noi vogliamo costruire una sanità, una scuola, di altissimo valore, gratuita e pubblica.
Finora il dirottamento verso il privato era stato subdolo,con proposte di “gestione mista”, senza spiegare cosa fosse; il tentativo di mettere toppe al danno compiuto per nascondere l’incapacità di attuare una politica sanitaria.Alla Proietti va il merito di aver sdoganato il privato come unica strada percorribile. La resa totale. Chapeau. Ora siamo ufficialmente nella m***a
commento quanto mai preciso, conciso e chiaro. Da scuola di giornalismo. A ragion del vero va ribadito che lo “sdoganamento” del privato – come scritto nell’articolo- è cominciato molto tempo fa, con le giunte regionali di centro sinistra, prima del 2019. Quella di centro destra (2019-2024) ha solo aumentato la dose, in modo che la “cura” diventasse fisiologica e strutturale. Stefania Proietti ha alzato le mani e ha detto “mi arrendo”, nonostante il programma elettorale dicesse tutt’altro. Il problema adesso è vedere se il centro sinistra (quello che fornisce i voti) sarà in grado di prendere per il bavero la governatrice e ricordarle che non si possono prendere per il culo gli elettori e che se lei è governatrice lo deve forse in parte ai frati del Sacro Convento, ma di sicuro non alla divina provvidenza..
La sanità privata esiste per il profitto e tende ad aumentare il suo fatturato per questo la sanità privata è essenzialmente uno strumento al servizio del profitto e nulla ha a che vedere con la sanità che è pubblica o non è.
Questi sono i risultati che porta a casa la sinistra, quando pur di governare imbarca rappresentanti di ben altra estrazione. In altra occasione ho avuto modo di segnalare alla Presidente Proietti il fatto prsonale che per una visita specialistica per IPB, con PSA fuori dei valori di rierimento, solamente per il 07/07/2026 ! Inoltre avevo evidenziato il fatto che le visite della mutua non sono mai disponibili, lo stesso speciaista, in INTRAMENIA, max. si aspetta una settimana ! Ritengo che le visite in INTRAMENIA sono oltre il consentito… La Giunta di sinistra è stata scorretta nel dichiarare il passivo di gestione… con questo pretesto ha aumentato le tasse, cosa ancora più grave, il denaro raccolto non viene impiegato pr la sanità!
Mi domando come sia possibile nell’arco di una legislatura e dal piccolo di una regione piccola, invertire una deriva di carattere nazionale che affonda le sue origini negli ultimi 3 decenni, almeno.
Non voglio difendere nessuno e non so quale occasione la nuova Presidente abbia perso prendendo questa decisione, se c’erano altri modi di procedere: è una questione molto complessa e da addetti ai lavori.
Quel che è chiaro e lampante invece è che le lacune e i disservizi dei trasporti, della scuola, della sanità, della giustizia delle infrastrutture e di tutto ciò che è emanazione del pubblico e dello Stato non vengono dal caso ma sono una scelta deliberata e trasversale di tutti i governi che si sono alternati negli ultimi 30 anni.
E “metto mano al portofoglio e vado da un privato perchè con la asl ho l’esame tra un anno se va bene” è esattamente quello che si erano prefissati di sentirci dire.
X Gennaro Forlano. Eppure anche dalle colonne di questo giornale prima che succedesse l’elezione della Presidente, esisteva gente che lodava la sua provenienza dicendo che era una esperta di management. ”Management” è un termine anglofilo che significa ”Direzione”. Tutti si auspicavano un ristabilimento di certi parametri che erano stati sottratti al pubblico.Forse il tuo discorso centra bene il contenuto del termine ”estrazione”. Ed allora la memoria diventa importante da parte di chi si voglia rendere conto fino in fondo dei termini ormai andati in disuso come ”classe” e di ciò che ne derivi da essi e di quali siano gli interessi che diventino preminenti. O il concetto d ‘ interesse non esiste più e riguarda solo una interpretazione talvolta molto elastica alle bisogna ?….Saltando di palo in frasca- ma poi mica tanto- ultimamente mi sembra che all’interno del PD si vada avanti per slogan e si pensi a quali iniziative prendere per l’elezione di chi lo possa dirigere e vi sia tutto un guardare al campo largo con la specifica speranza di diluirne ancora la pesantezza e soprattutto la consistenza valoriale, perchè senza tale campo largo ” le cose si farebbero più difficili….” Il risultato che si raggiunge è proprio quello che dici tu Gennaro Forlano : non vale più il principio del ” contare sulle proprie forze” perchè se si vuole vincere occorre allearsi e quindi è nelle cose l’annacquamento delle ragioni che non fa vedere i principi che stanno alla base e mentre il popolo guarda a sinistra per ravvisare un principio basilare, la politica detta comportamenti di destra all’interno della sinistra, snaturandola.Ma i ”nostri agenti all’Avana” non li conoscevamo già da parecchio tempo da dove venivano e di quale comparto erano l’estrazione ? E allora ci meraviglia la politica di destra che faccia i propri interessi e ci strappiamo i capelli se non corrisponde a ciò che noi abbiamo da sempre pensato debba essere la sinistra ? Ma siamo a questi punti ?