TRENI E FERMATE ALLA STAZIONE DI CHIUSI: BEZZINI SUONA LA SVEGLIA E RILANCIA LE RICHIESTE DI SONNINI

TRENI E FERMATE ALLA STAZIONE DI CHIUSI: BEZZINI SUONA LA SVEGLIA E RILANCIA LE RICHIESTE DI SONNINI
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CHIUSI – Il “Patto di Chiusi” stipulato fra le regioni Umbria e Toscana il 7 marzo scorso nella cittadina etrusca langue. E anche il tavolo tecnico interregionale che scaturì da quell’incontro per ora non ha sortito alcun effetto. Se n’è accorto anche il capogruppo Pd nel Consiglio regionale della Toscana Simone Bezzini, che il 26 aprile, ha rilanciato la questione chiedendo una accelerata all’assessore Boni. Scrive Bezzini:

“A seguito del tavolo tra Toscana, Umbria e Lazio sulla linea Firenze–Roma, ho voluto portare all’attenzione dell’assessore Filippo Boni, che ringrazio per la disponibilità all’ascolto e al confronto dimostrati in questi mesi, alcune proposte puntuali riguardo alla stazione di Chiusi–Chianciano Terme, condivise anche con il sindaco di Chiusi Gianluca Sonnini ed emerse anche nel corso dell’iniziativa sui trasporti ferroviari di marzo, organizzata proprio a Chiusi. Si tratta di proposte da sottoporre a Trenitalia, con l’obiettivo di conseguire risultati già a partire dal prossimo orario estivo”.

“Il primo punto è il ripristino dei servizi essenziali con la reintroduzione dell’Intercity 598 Roma–Chiusi tra Roma e Orte e i treni regionali sulla linea direttissima. Accanto a questo, è fondamentale lavorare sull’integrazione della rete, intervenendo in modo mirato sulle coincidenze.

Oggi, infatti, emerge chiaramente come la maggior parte delle soluzioni di viaggio tra Siena e Roma preveda il passaggio da Firenze, anche con utilizzo dell’alta velocità, invece che il percorso più diretto via Chiusi con combinazione regionale – Intercity. Questo avviene perché la funzione di nodo della stazione di Chiusi è di fatto indebolita da scarti temporali minimi che impediscono coincidenze efficaci”.

“Per questo proponiamo una migliore sincronizzazione tra i treni regionali e i servizi a lunga percorrenza, così da restituire centralità a questo snodo e rendere più competitivo il collegamento tra Siena e Roma – continua Bezzini – Parallelamente, pur nella consapevolezza della complessità, riteniamo importante continuare a lavorare anche sul potenziamento dell’offerta, avanzando proposte concrete e verificabili.

In particolare, proponiamo, ad esempio, il prolungamento a Perugia di una coppia di treni Frecciargento oggi attestati su Roma: le fermate a Orvieto, Chiusi e Terontola permetterebbero di incrementare l’utenza senza impatti significativi sui tempi di percorrenza, valorizzando materiale già disponibile nelle ore notturne e contenendo i costi. Allo stesso modo, proponiamo l’estensione ai giorni festivi della coppia di Intercity 581/598 Firenze-Roma, attualmente in servizio dal lunedì al sabato, al fine di garantire un collegamento efficace anche per cittadini e turisti e consentire spostamenti in giornata da e per Roma.”

“Su questi temi è importante avviare una fase di avanzamento concreta – conclude il capogruppo Pd– servono risposte immediate per migliorare i servizi già nei prossimi mesi. È una questione che riguarda direttamente la qualità della vita dei cittadini e la competitività dei territori. Per questo continueremo a lavorare per arrivare a risultati concreti, anche accompagnando questo percorso con tutte le iniziative utili da parte della Regione, dei Comuni, dei sindacati, delle associazioni di categoria e dei pendolari, per sostenerlo”.

In sostanza Simone Bezzini ribadisce le proposte circostanziate avanzate al citato “summit” di Chiusi del 7 marzo dal sindaco Sonnini e riprese da altri suoi colleghi del territorio: da Orvieto a Cortona, da Abbadia San Salvatore a Castiglione del Lago, da Panicale a Sinalunga. Richieste minime peraltro: aggiustamenti di orario e coincidenze, ottimizzazione delle corse, utilizzo della line Av per alcuni IC… Interventi a basso o bassissimo costo che potrebbero nell’immediato ridare all’area a cavallo tra Umbria, Toscana e Lazio servizi accettabili.

Ovvio che con la linea Direttissima ormai sempre più appannaggio dei soli treni AV (e con l’arrivo del TGV francese dal 2027 il problema si acuirà) servirebbe anche il ripristino della fermata del Frecciarossa soppressa nel 2023 e magari l’aggiunta di un’altra coppia di frecce a partire almeno dall’orario invernale. Quello estivo sta per entrare in vigore e della fermata a Chiusi non vi è traccia dicono voci bene informate. Data la situazione qualche Freccia a Chiusi è imprescindibile, indipendentemente dagli “aggiustamenti” sugli altri treni.

Certo anche le proposte precise e circostanziate avanzate dai sindaci e rilanciate da Bezzini vengono presentate come soluzione temporanea, per il qui ed ora, non come scelta strategica, come invece dovrebbe essere, perché la stazione di Chiusi Chianciano Terme è il principale hub territoriale per il trasporto ferroviario di un’area che va da Perugia a Siena, dal Trasimeno al Monte Amiata, da Orvieto alla Valdorcia, con in mezzo realtà significative anche dal punto di vista turistico come Montepulciano, Pienza, San Quirico d’Orcia, Chiusi Sarteano, Chianciano, Città della Pieve, Castiglione del Lago, Panicale. La strategia in tutto ciò non c’è. C’è la richiesta di servizi minimamente accettabili e degni e non da far west. Il problema è che le forze politiche, compreso il partito di Bezzini (il Pd) e quelle del centro destra, non riescono a sgomberare la mucca dal corridoio, cioè non riescono a non pensare alla fantomatica stazione in linea Medio Etruria da realizzare ex novo tra Chiusi e Arezzo. Nei giorni scorsi, aprendo la campagna elettorale per le comunali di Arezzo che si terranno ala fine di maggio, il candidato del centro sinistra Vincenzo Ceccarelli, che è anche il predecessore sia di Bezzini come capogruppo, sia dell’assessore Boni come titolare della delega a trasporti e infrastrutture è tornato sul tema perorando la causa di Rigutino e ribadendo che per lui la stazione volante s’ha da fare e s’ha da fare lì, a 12 km a sud del capoluogo. D’altra parte la Medio Etruria è una creatura di Ceccarelli. E’ lui che l’ha inventata e adesso tiene il punto e ci fa la propria campagna elettorale, cercando di solleticare gli appetiti delle forze economiche che la stazione Av la vogliono fare non per migliorare i trasporti, ma per il business che sta dietro gli appalti e i cantieri per farla. Che poi sorga in mezzo al nulla (a Creti, come vorrebbero Salvini e il centro destra, compreso quello senese) o a Rigutino poco importa. E nessuno – neanche Ceccarelli, che da assessore venne ad inaugurare sia stazione rinnovata e adeguata, sia la fermata del Frecciarossa a Chiusi – spiega cosa ci guadagnerebbero gli aretini a ritrovarsi una stazione AV a 12 km a sud, per andare soprattutto a nord, quando adesso la stazione ce l’hanno nel cuore della città e le fermate Av già ci sono.

Fino alle elezioni comunali di Arezzo la questione resterà in agenda e nessuno nei territori, né a destra, né a sinistra oserà contraddire o mettersi contro i candidati in lizza. E’ così che funziona. Dopo il voto si vedrà se la mucca (che in realtà è una bufala) resterà nel corridoio o verrà definitivamente sloggiata. All’incontro di Chiusi del 7 marzo la questione fu volutamente tolta dal tavolo e quello fu un bel segnale. Ma adesso le comunali aretine ce l’hanno rimessa. Anche se a dire il vero nella Finanziaria anche Salvini non ha previsto un euro per tale opera…

Nell’attesa di sapere chi vincerà nella città del Saracino e di Vasari già ottenere gli “aggiustamenti” chiesti dai sindaci e da Bezzini sarebbe un buon risultato. Tra l’altro, tra un anno, nella primavera 2027 si voterà anche in alcuni comuni della provincia di Siena, 4 dei quali interessati certamente alla funzionalità della stazione di Chiusi: insieme a Chiusi infatti andranno alle urne anche Sarteano, Trequanda e Montalcino. A Chiusi Scalo, c’è ogni giorno una processione di decine e decine di turisti, che arrivano con il treno e coi loro trolley si avviano verso le varie agenzie di noleggio auto per poi dirigersi soprattutto nella celebratissima Valdorcia. Se ci fossero più treni, più fermate e orari migliori?

m.l.

 

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