SCARAMELLI, SALTA LA NOMINA A GARANTE DELL’INFANZIA. GIANI HA AVUTO PAURA DEI CONTRACCOLPI
FIRENZE – Niente da fare. Stefano Scaramelli non sarà il Garante dell’Infanzia della Regione Toscana. In Consiglio Regionale, il presidente Giani riporta ha proposto di valutare anche altri nomi. Come è noto e come avevamo riportato anche su primapagina, la proposta del nome di Scaramelli l’aveva avanzata la maggioranza che sostiene Giani. Ed era evidente che si trattasse di un “contentino” per l’ex consigliere regionale rimasto al palo alle ultime elezioni. E un modo per tenere Italia Viva agganciata alla coalizione. Ma la levata di scudi da parte di molte associazioni del terzo settore, dall’Arci alle Acli, da Auser alla Cgil e il “niet” di Avs e M5s ha consigliato Giani & C. a fare marcia indietro.
“Oggi – ha affermato Giani – qui con questa delibera andiamo a dare un voto politico per l’elezione del Garante dell’infanzia, una proposta di una commissione politica quindi una proposta ‘prendere o lasciare’ di un nome, ma in realtà per la caratteristica e la delicatezza del ruolo del garante dell’infanzia, dobbiamo dare un voto su un nome e cognome. Così facendo il voto si trasforma in un voto politico. Ci troviamo di fronte a un Garante che non è soggetto a vincoli di subordinazione, è una figura indipendente e non voglio che il voto si trasformi in un ‘sì’ o ‘no’ alla proposta della commissione. Voglio che i consiglieri votino con voto segreto per designare la persona che possa essere ritenuta più adatta”.
D’altra parte la coalizione di centro sinistra non poteva permettersi fratture al proprio interno fra le varie componenti, su una questione di questo genere e neanche di scatenare malumori nelle associazioni che sono ancora le cinghie di trasmissione dei partiti del “campo largo” e quindi i soggetti che portano i voti e garantiscono consenso.
Quindi l’ex sindaco di Chiusi dovrà aspettare una prossima occasione e dovrà rimanere per un altro po’ a lavorare al Monte dei Paschi. Che in ogni caso non è come lavorare in miniera.
Stefano Scaramelli, come abbiamo già scritto in altro articolo, ha vissuto di politica dal 2011 al 2025. Ha fatto per 4 anni il sindaco di Chiusi e per 10 anni il consigliere regionale, il che a livello di reddito, equivale ad una vincita sostanziosa alla lotteria. Ha appena 50 anni e tempo per altre esperienze. Ma una pausa non è una malattia, né una iattura. Potrebbe, ora che è libero da impegni soverchianti (si fa per dire), cominciare a tirar fuori qualche idea, qualche intuizione, qualche indicazione su come rilanciare Chiusi e il territorio per esempio, su come salvare la stazione ferroviaria, su come intercettare qualche flusso turistico… Nei 10 anni trascorsi in Regione qualcosa avrà imparato.









Non sembra che Giani abbia rinunciato. Purtroppo la solita spartizione è probabile si ripeta.
X Paolo Scattoni.E allora,tanto per ricordare quando si scrive, il sottoscritto a quel partito il proprio consenso non lo da ,sia a quello sia al ragionamento del ”campo largo” che si stà avverando come vero e proprio modo di ricatto per ricontinuare ancora una volta le discrasie di cui ci si lamenta e nello stesso tempo dando spazio a tutte quelle porte girevoli verso le quali ci si mette in osservazione ma poi la soluzione di qualsiasi altra porta girevole la si trova,e Giani su questo è un maestro. Un appello di ”warning” ai 5 Stelle sarebbe utile forse su tale tema, ripercorrendo quella strada tanto vituperata che vedeva caratterizzato negl anni ’80 il comportamento dei Socialisti poi passati in forze a Forza italia,che ricattavano la regina del pollaio che era il PCi per il motivo che se si voleva fare la giunta di sinistra erano loro che sceglievano i loro uomini da piazzare nei posti chiave, altrimenti con la stessa noncuranza si alleavano con la destra o facevano si da non far vincere la sinistra. La valutazione etica di tale metodo nella base dell’opinione pubblica era difficile che passasse perchè disattenti o politicamente inufficienti a rendersi conto di cosa si parlasse, ma i risultati poi alla fine qualcosa partorivano.Non credo che il disincanto dei 5 stelle poi alla fine produrrebbe condizioni spiacevoli,poichè le alleanze sono in continuo divenire e possono anche variare su quello che si era configuarato mesi or sono sul tema delle alleanze anzichè portare e sobbarcarsi la responsabilità di reggere la conca dove si accumula l’acqua che versa dal tubo. C’era un principio una volta che si riconosceva valido ed era quello di ”contare sulle proprie forze” e che è stato messo da parte, dimenticato e che ancora oggi si trova esposto al canto delle sirene imbonitrici di Italia Viva ed anche di Forza Italia. Si comanda con pochi voti al centro perchè l’ago della bilancia lo si fa pendere da una parte che non è quella della sinistra ma serve come ricatto per assicurarsi posizioni e rendite che colorano e fanno la politica.E allora Caro Paolo l’etica di quanto dico è la stessa di ciò che è successo già in Umbria con la Ferdinandi per la Sanità, di ciò che dovrebbe o potrebbe succedere dentro il PD con la candidatura alla segreteria della Salis perchè sembra che i ”giuochi” siano adesso scoperti e non ci voglia una maestria -visto con l’ottica da sinistra- a capire che la marcia per l’appropriazione definitiva del PD è già in essere. Localmente sembra che vi sia la maggioranza che sembra ostacolare tale processo ma poi alla fine si accetta a capo basso i giuochi che sono in atto e cioè quelle che tu chiamavi nel tuo ”Chiusiblog ” come le porte girevoli”che costituiscono quelle mediazioni alle quali i vertici politici si inchinano tuttod a tuttii. A questo ci si prepara dentro il PD con una maggioranza imbelle contro una minoranza muta ma attiva ed astuta nel momento che ci si debba contare e che si possa allargare ed estendere la base dei consensi.Quindi ”Vulpis Pilum Mutat Sed non Mores ” e allora dimmi te a cosa serva l’augurarsi comportamenti diversi.Serve a menare il can per l’aia come sempre la stessa storia ha prodotto ma a questo punto chi sembra tanto incazzato a difendere le maggioranze a me sembra che abbia accettato la condizione come quella di essere dentro un supermercato dove ognuno compera ciò che vuole,ma poi non ci si deve lamentare che si passi per le casse dove si paga. E questa è come una bolla papale che quel partito si porta dietro sin dalla sua costituzione e che non viene mai eliminata poichè è un ”imprimatur ” dalla nascita,quasi un simbolo valoriale che recita che ”buon sangue non mente” come ai tempi della ” Balena Bianca” il Mobydick di Melville,che appiana e fagocita ogni diversità per regnare.E sarebbe il contrario esatto di ciò che dici di sperare perchè si produce immobilismo, rifiuto all’impegno, rifiuto a prendere il toro per le corna bollandolo come estremismo.i milioni di giovani che tu evochi sul tuo Blog e che hanno dato una risposta ben definita sul referendum, questo non lo vorrebbero stanne certo e sarebbe bene che si cominci a pensare da parte di molti che non sia giusto tarpar loro le ali ma di far loro respirare un aria nuova.E allora in tale processo chiediti quali siano le componenti politiche che frenano e quanto peso rivestono.Poi da li ragiona sul perchè e su cosa sia quell’ ”imprimatur” assunto al momento del parto.Non mi sembrerebbe che sia tanto difficile arrivarci,anche perchè molti all’interno sono affetti da ”glaucoma politico” e possono essere anche compresi per le loro storie,per le storie da dove vengono,ma sono tutte storie nelle quali ha pescato quel famoso ed onnipresente fumo di incenso. E quelle persone che usano ”le porte girevoli” molto spesso vengono da li anche se oggi amano farsi vedere lontani ed indipendenti, tutti votati al bene pubblico, ma lo sanno anche costoro che ”Sic transit gloria mundì”…ma intanto uno sguardo alla porta girevole non guasta mai.