CHIUSI – Quando l’allarme per “l’invasione dei migranti” è un… falso allarme. Ma è il sintomo inequivocabile di come la gente percepisce il problema e di come certa propaganda abbia fatto e faccia breccia nell’opinione pubblica.
E’ successo la settima scorsa a Città della Pieve, dove il Comune, con un comunicato diffuso attraverso la pagina facebook dell’ente, si è dichiarato contrario alla riconversione di una grande struttura ricettiva in frazione San Litardo, al momento chiusa, in un CAS, centro accoglienza per migranti e richiedenti asilo, come paventato da alcune voci. Applausi a scena aperta al sindaco Risini. Solo che la Prefettura, soggetto che decide sulle politiche di accoglienza, ha precisato che non esistono richieste o atti in tal senso e che dunque nessun Cas è previsto attualmente a San Litardo. Classica tempesta in un bicchiere d’acqua. Con le opposizioni con in testa il Pd, che facendo il proprio mestiere, non hanno comunque perso l’occasione per criticare la fretta con cui l’amministrazione ha provato a stoppare una operazione in realtà inesistente. Ovviamente accusando anche Risini e la sua giunta di mostrare il proprio volto di destra e di non saper governare.
Ma è successo nelle ultime ore anche a Chiusi, dopo che la prefettura di Siena sul proprio canale social ha pubblicato la notizia di un bando rivolto alle associazioni del terzo settore per la gestione di un CAS nella cittadina etrusca. Si tratta – spiega la Prefettura – di una “unità immobiliare, messa a disposizione temporaneamente dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, che è ubicata nel territorio del Comune di Chiusi e può ospitare fino a 24 persone. La gestione dei servizi dovrà avvenire secondo lo schema di capitolato d’appalto approvato con D.M. 4 marzo 2024. Le manifestazioni di interesse, sottoscritte digitalmente dal legale rappresentante o procuratore speciale (…) devono pervenire entro le ore 14.00 del 18 aprile 2026…”
Subito anche in questo caso si è scatenata la levata di scudi sui social, come a Città della Pieve. Ma anche questa notizia è un falso allarme, perché la struttura in questione non sarebbe un nuovo CAS, ma quello già presente in via Enrico Toti a Chiusi Scalo, nei locali ex Maglificio Claudio. Lo ha subito chiarito lo stesso sindaco Sonnini, il quale precisa anche il numero totale dei migranti e profughi ospitati nelle strutture di accoglienza a Chiusi. Sono in tutto 83. Di questi 24 nel CAS di via Toti.
“Parliamo della struttura che era stata affidata alla Misericordia nel 2023, utilizzando un immobile confiscato presente a Chiusi, che l’amministrazione comunale ha adibito a magazzino al piano terra.
All’interno dell’edificio, al piano superiore, sono presenti 2 appartamenti destinati all’accoglienza dei migranti. Si tratta di un progetto nato da un percorso condiviso, che ha permesso di recuperare un immobile abbandonato.
Oggi quell’affidamento è scaduto ed è necessario procedere con un nuovo avviso con manifestazione di interesse per riaffidare il servizio. È importante chiarire quindi che non c’è alcun nuovo centro di accoglienza: si tratta semplicemente della continuità di un servizio già esistente”, scrive Sonnini. La notizia insomma è che la gestione attuale è scaduta e va ri-affidata e oltre alla Misericordia possono concorrere anche altre associazioni del Terzo Settore.
La precisazione del sindaco di Chiusi spegne dunque sul nascere le polemiche, ma riaccende la discussione su una questione cruciale di questi tempi. L’accoglienza e la gestione dell’accoglienza alle persone che fuggono da Paesi in guerra, da persecuzioni e torture, da zone di povertà e carestie: Africa sub sahariana, nord Africa, Medio Oriente, Pakistan… A Chiusi sono proprio i pakistani la componente più numerosa nei Cas.
Gente che fugge e cerca rifugio e una vita migliore in Europa, la stessa Europa che però contribuisce a farle le guerre, che invia armi ai Paesi in conflitto, anche a chi (vedi Israele) si è macchiato di genocidio e occupa illegalmente territori non suoi, che invade e bombarda Paesi sovrani come il Libano o l’Iran.
Se profughi e migranti arrivano sempre di più è anche perché qualcuno li bombarda, o perché in quei Paesi sarebbero perseguitati e magari condannati a morte (vedi i palestinesi) o incarcerati e torturati come avviene nella Libia “liberata da Gheddafi”, ma lasciata in mano a bande e tribù pagate per fermare i flussi migratori…
Certo i giovani con la pelle scura che alloggiano nei CAS sono parecchi. E non sono i soli, perché ci sono quelli che hanno trovato un lavoro e una sistemazione diversa, e poi ci sono anche gli “irregolari”, quelli non censiti, i clandestini… Per le strade e nelle piazze dei nostri paesi ormai si vedono quasi esclusivamente stranieri. E parliamo appunto dei ragazzi ospiti dei CAs, non di facoltosi turisti tedeschi, olandesi o americani. Per gran parte delle ore della giornata, in giro profughi e migranti sono più degli abitanti locali. A Chiusi Scalo, in pieno centro c’è anche un luogo di ritrovo e preghiera dei musulmani molto frequentato da persone di religione islamica sia di origine araba e nordafricana che di origine slava e balcanica.
Molta gente del posto, complice la propaganda sparsa a piene mani dalle Tv governative, li percepisce come “troppi”. Pensa che siano tutti dei nullafacenti sulle spalle della popolazione. Qualcuno ha paura. Molti non escono più di casa. Ma a Città della Pieve, a Chiusi e negli altri paesi limitrofi non si sono MAI registrati episodi di violenza, di aggressione, né tentativi di furti o rapine con protagonisti dei migranti o in numero maggiore di quanto sia sempre avvenuto.
Ed è un fatto che fra la popolazione non c’è la stessa diffidenza e lo stesso malcontento che serpeggia verso africani, arabi e pakistani, se si parla di altre comunità di profughi e “immigrati” come quella ucraina, quella rumena, quella filippina o sudamericana che però non alloggiano nei CAS. E per ora – va detto anche questo – nei nostri paesi, senza gli immigrati avremmo già dovuto chiudere le scuole, il punto nascita di Nottola e qualche supermercato. Molte imprese locali sarebbero senza manodopera.
Tornando all’argomento di partenza, lo abbiamo già scritto altre volte, ma vale la pena ribadirlo: per i migranti e richiedenti asilo alloggiati nei CAS è difficile trovare un lavoro, per un motivo semplice: se guadagnano più di 7.500 euro l’anno perdono il diritto all’alloggio e al sussidio che è di 2 euro e mezzo al giorno… Il sussidio statale dai 20 ai 35 euro al giorno previsto per ogni “ospite” va a chi gestisce i CAS non agli ospiti. Questo crediamo debba essere tenuto presente, quando si parla della questione migranti e accoglienza. Così come va tenuto presente che più bombardiamo e più ne arriveranno. Noi che faremmo al loro posto?
m.l.
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Troppa fuffa in quello che si vocifera sui richiedenti asilo. Interessante ad esempio la tendenza all’acquisto dell’abitazione, sicuramente positiva. Invece di gettare facile allarmismo sarebbe bene interrogarsi qule possa essere un’efficace politica di integrazione.
Si Paolo, ma occorre tenere presente due cose delle quali l’una è lo stato della politica ed i motivi che in tal clima sono affidati ad essa,non sempre limpidi ma anche surrettizi,e secondo certi, nelle politiche di integrazione ci sia custodito il fatto che la stessa politica serva alle persone interessate per motivi-come dire- di ricatto sull’acceso alle politiche di integrazione. Questee sono ”illazioni” ma come tu m’insegni sono aspetti che servono ad arginare il degrado di partecipazione al voto quando viene espresso in un paese e cioè in una situazione di allontanamento progressivo dal voto sacche di nuovi votanti vendon inpèiegate dalla politica per spostare i consensi.In base a questo le preferenze di voto s’incanalano verso lidi partitici specifici che possono rappresentare motivi di concetti avvisati come ”merce di scambio”. Cosa si potrebbe fare allora e cosa dovrebbero contenere tali politiche per fruire della limpidezza necessaria ad allontanare certi pensieri ? I leghisti, ma non solo loro, propagandano certe tesi come quella che hai letto che si realizzerebbero come vere e come surrettizie oppure va bene tutto per l’integrazione ? Come la risolveresti tu questa questione pensando ad essere esente da pensieri in malafede che la politica potrebbe rappresentare e contenere ?Posto che l’integrazione dia origine talvolta per non dire molto spesso a fenomeni mai pacifici, Il sottoscritto la soluzione non la vede almeno per adesso.
Rispondo a Carlo Sacco. La mia formazione e la mia cultura mi suggeriscono che la soluzione è il dialogo. Le modeste esperienze a cui ho contribuito mi piace pensare che abbiano contribuito allo status degli immigrati e alla conoscenza della loro situazione da parte della popolazione “storica”. Oggi produrre un libro ha costi trascurabili rispetto a dieci anni fa. Può aiutare un giudice a giudicare una richiesta di asilo. Può anche aiutare a capire una situazione familiare e di lavoro. Questo è soltanto un esempio, ma di azioni ce ne potrebbero essere tante. Ci sono interessi a creare paura? La corretta informazione è la cura.
X Paolo Scattoni.Il tuo discorso in teoria non farebbe una grinza perchè contiene quella dose di sagezza e di”humanitas” che sarebbe ritenuta necessaria ad un mondo dove i contrasti e l’interesse siano quasi scomparsi od in via di soluzione.Purtroppo non è così e ”la pancia”-lo sappiamo- reclama il suo pasto, ed il pasto è quello che la propaganda spicciola e sottoculturale veicola nelle persone interessate di cui si parla, le quali purtroppo guardano direttamente ai loro meri interesi e non leggono libri benchè possano avere qella dose di buon senso che richiede il vivere civile in una società ordinata, ma lo sappiamo che detto e ”tagliato con l’accetta” i poveri e gli umili pensino prima a soddisfare i loro bisogni primari ed ad avere la sicurezza che tutti i giorni di avere lo stomaco pieno. Credo che tu ne possa convenire.Questo non vuol dire che non si debba trovare la strada per una integrazione corretta che diciamocelo francamente fino ad adesso non c’è stata ma c’è stata solo una estremizzazione del fenomeno col dire ”accogliamoli tutti” sia da parte dei governi sia da parte delle opposizioni.. Questo secondo me non si può fare e non parlo di sostituzioni etniche che sono o ”cazzate propagandistiche” ma anche in un certo qual modo un processo inevitabile a cui saranno soggette le nostre civiltà occidentali per forza di cose irrinunciabli bada bene, ma parlo delle possibilità di un raggiungimento di livelli paritari di trattamento fra cittadini che abbiano un reddito e che abbiano le caratteristiche di avere un lavoro regolarmente retribuito e che paghino regolarmente le tasse allo stato.Solo così si raggiunge passo dopo passo l’integrazione.Tutto questo fin’ora non c’è stato nella realtà o se c’è stato è stata sempre una situazione di sfruttamento e subordinazione alle esigenze dei datori di lavoro i quali se potessero pagare ancor di meno le maestranze lo farebbero senza indugio. E’ quindi tale principio che deve essere regolato ed anche corretto velocemente, con un maggior controllo dello stato e delle disposizioni pubbliche in materia.Con tutto il rispetto verso di te , ma lo scrivere libri che servano ai giudici per legiferare su casi diversi con i quali possano venire a contatto nella loro professione credo che serva a poco ma chr invece serva una legislazione generale come quella di cui si sono da decenni dotate nazioni come la Francia, l’Inghilterra o l’Olanda, ma questo lo si è raggiunto anche perchè- parliamoci chiaro- nel loro divenire le legislazioni non hanno trovato nel loro cammino istituzioni od associazionismi che hanno tolto ”il mestiere alla stato” e si siano ingrassate dei soldi pubblici che ricevono in Italia per le disposizioni che si sono fatte.Credo che una parte dello scandalo sia anche questo e se lo si voglia capire si capisce pienamente, solo chi fa da gnorri non lo capisce e finge di non capirlo. Il fatto materiale è che quello che se si andasse a vedere ed a controllare la pinguità dei conti correnti bancari di certi associazionismi che prosperano ed allargano le loro ventose sulla collettività sostituendosi ad uno stato che si impoverisce semprepiù e non ha le risorse per provvedere alle opere che veramente servirebbero per l’assistenza e che debbano essere opere pubbliche che riguardino il settore dell’integrazione quando invece il tutto viene lasciato sostanzialmente all’iniziativa che poi è privata e che distorce non solo il concetto di assistenzialismo ma che spesso procura anche quei danni per i quali certi problemi non vengono risolti.Questo non lo dico io ma lo dicono le differenze di trattamento dell’immigrazione per esempio fra Italia e Germania e la facoltà che da questo ne derivi dalle disparità di trattamento che sui ripercuote nelle casse dello stato. Non sono io che mi stò inventando le cifre che impinguano i conti correnti dell’associazionismo ma la differenza fra 25 Euro al giorno per migrante della Germania ed i 35 Euro che ci sono in Italia della Germania a cosa è dovuta ? La pressione politica nella formazione delle leggi italiane subita da parte dei governi che per decenni sono stati in carica e che ancora oggi lo sono cosa vuol dire se non la pressione fatta di accordi politici e di piani legislativi che hanno trovato concretezza formale e materiale nelle cifre a 6 zeri nei conti correnti di gran parte dell’associazionismo italiano ? Io in quel settore ho lavorato e non credo che i sei zeri siano dovuti tutti ad opere di misericordia e di finanziamento e sovvenzionamento fatte dai credenti alle varie chiese od opere religiose. Germania docet in quel campo perchè esiste una legislazione diversa ed un peso politico di formazione politica diversa dall’itallia senz’altro più onesta e rispettosa dei soldi pubblici. Viviamo in un piccolo paese del centro Italia ma è così tutta l’Italia rendiamoci conto e nei piccoli paesi e nelle grandi città non c’è solo la” Chiesa di Gesu Cristo dei Santi degli ultimi giorni” nè quella degli evangelici.Ho frequentato in passato per ben 11 anni continuamente 3 giorni alla settimana come prestazione gratuita lavorativa di attività scolastica e ricettiva fatta a Firenze da parte della Chiesa Evangelica ma ti posso dire che non sò- forse erano tempi diversi da questi-ma i programmi scolastici ed insegnamento gratuito erano ben diversi da quelli odierni e gli immigrati venivano assistiti e non lasciati al libero mercato dove in pratica non c’è nessun controllo se vengano rispettate o meno le leggi.Qui il tempo- anche in realtà piccole- ha portato grandi problemi di piccola delinquenza, emarginazione, crescita di sentimenti di insicurezza da parte della popolazione,eppure ancora la situzione di paesi come è Chiusi ancora si salva ma il degrado continua a crescere. tutto questo la popolazione lo vede e non c’entra ”la pancia” od il ” leghismo” od il razzismo sciocco e bestiale,ma la situazione sociale continua a peggiorare ed è direttamente proporzionale alla crescita di quegli zeri bancari di cui parlavo prima.Hai capito oppure no ? Volersi rifiutare di vedere e non odorare questa realtà è come mettere la testa sotto la sabbia , ma attenzione che come diceva qualcuno che poi ”il cu.. resta fuori”.
X Carlo Sacco. Chiedo scusa, evidentemente non mi sino spiegato. La mia preoccupazione è la conoscenza della situazione dei richiedenti asilo con adeguata informazione, al netto di chi vuole soffiare sul fuoco strumentalmente. Un elemento essenziale è la conoscenza del complesso iter che il richiedente asilo deve affrontare. Il mio esempio sulla pubblicazione dei singoli casi con un libro non è come interpreti la volontà con questo di influenzare il magistrato per una legge migliore. È un compito del Parlamento e non certamente dei magistrati. Sarebbe uno dei tanti strumenti per comprendere meglio la singola situazione al magistrato chiamato a esprimersi, In due casi dove ho dato una mano ha funzionato. L’interprete che il tribunale mette a disposizione è spesso inadeguato. In Nigeria ad esempio si parlano circa 500 lingue e 2000 dialetti. È possibile che la comunicazione risulti inadeguata a danno del richiedente asilo.