CHIUSI SCALO, PANNELLI ANTIRUMORE LUNGO LA LINEA FERROVIARIA. BENE. MA UNA SOLUZIONE PER I TIR CHE VANNO E VENGONO DALLA LODOVICHI SPA?

mercoledì 22nd, aprile 2026 / 17:15
CHIUSI SCALO, PANNELLI ANTIRUMORE LUNGO LA LINEA FERROVIARIA. BENE. MA UNA SOLUZIONE PER I TIR CHE VANNO E VENGONO DALLA LODOVICHI SPA?
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CHIUSI – Presto anche a Chiusi Scalo verranno installati pannelli fonoassorbenti, per la riduzione del rumore lungo la linea ferroviaria. Si tratta di un intervento previsto da un obbligo di legge, in attuazione del D.M. Ambiente 29 novembre 2000, che stabilisce per i gestori delle infrastrutture ferroviarie l’obbligo di adozione di piani di contenimento e abbattimento del rumore, con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento acustico nelle aree abitate.
Il progetto prevede l’installazione di barriere acustiche lungo la linea ferroviaria: un intervento importante per la riduzione del rumore, ma che comporterà anche un impatto visivo significativo sul territorio. L’Amministrazione comunale di Chiusi ha convocato una assemblea pubblica, in programma oggi (ore 15,00) presso la saletta CGIL in via Mameli, per spiegare i dettagli dell’operazione. Saranno presenti tecnici RFI.
Un intervento simile è stato posto in essere già qualche anno fa a Ponticelli, frazione di Città della Pieve, per rimanere nelle vicinanze. Il rumore dei treni in transito, soprattutto laddove le abitazioni si trovano a pochi metri di distanza dalla linea ferroviaria, è un problema serio. Giusto quindi cercare soluzioni che possano mitigarne gli effetti e i disagi. Giusto anche che l’Amministrazione coinvolga i cittadini, informando in cosa consisterà l’intervento. Perché magari il rumore verrà mitigato, ma si perderà qualcosa nella “visuale”…  Bene valutare il tutto. Si parla di pannelli alti fino a 7 metri. Molti nutrono perplessità sulla tipologia dell’intervento. Parecchi cittadini potrebbero ritrovarsi a vedere solo quelli dalle finestre di casa. E poi porre in opera i pannelli antirumore e tagliare i treni e le fermate pare un paradosso. Un po’ come l’ammodernamento e l’adeguamento della stazione all’AV fatto nel 2017 per poi togliere la fermata del freccia rossa e quasi tutti gli IC… Vedremo come evolverà la situazione.
Resta il fatto che questo del rumore, come dicevamo, è certamente un disagio per chi abita nei pressi della linea ferroviaria. E a Chiusi Scalo si tratta di un buon numero di famiglie. Ma, sempre a Chiusi Scalo c’è un problema ancora più impellente, più “devastante” che non può più rimanere inevaso. E’ il problema dei TIR e camion vari che entrano ed escono dalla Lodovichi Spa, la fabbrica delle traversine ferroviarie, posta in fondo a Via Manzoni. Mezzi pesanti che attraversano alcune strade dell’abitato (Via Cassia Aurelia, e, appunto via Manzoni) causando vibrazioni alle abitazioni, rumore, pericolo per pedoni e ciclisti, danni al manto stradale e ai sottoservizi. Parliamo di un numero compreso fra i 50 e gli 80 mezzi al giorno.
Giusto un anno fa, il 21 aprile 2025 il sindaco di Chiusi Sonnini fece un sopralluogo alla Lodovichi, insieme all’assessore regionale e ad alcuni tecnici di Rfi per vedere di individuare una soluzione al problema. In 12 mesi, però, non è successo niente se non che i mezzi pesanti continuano a transitare. La foto del sopralluogo diffusa dal Comune ritraeva Sonnini e gli altri proprio davanti al vecchio binario dismesso, che un tempo consentiva ai convogli ferroviari di entrare direttamente dentro il piazzale dell’azienda, sotto un carroponte per carico e scarico che è tutt’ora presente (come il binario).
Quella potrebbe essere la soluzione più rapida e meno costosa: ripristinare l’accesso ferroviario. Del resto la Lodovichi produce traversine per le ferrovie, quindi per trasportarle a destinazione  o per far arrivare alla fabbrica i materiali da costruzione necessari, quale mezzo più idoneo del treno? Quel braccio di binario dedicato corre a pochissimi metri dalla linea ferroviaria per Siena-Interconnessione con la Direttissima. Non servirebbero opere mastodontiche per rimetterlo in funzione. Va anche ricordato che i mezzi che vanno e vengono dalla Lodovichi, attraversano l’abitato di Chiusi Scalo in deroga ad una ordinanza che vieta il passaggio dei mezzi pesanti. Deroga che hanno solo quei mezzi e non altri. Se il Comune decidesse, magari su pressione della popolazione, che davvero non ne può più dei disagi, di rendere l’ordinanza operativa anche per i tir e i camion diretti o in uscita dalla Lodovichi, cosa che potrebbe fare, cosa succederebbe? L’azienda è importante, occupa decine di dipendenti, non usa più le sostanze cancerogene che usava in passato per il “bagno” delle traverse in legno (tutto certificato da sentenze di tribunali), quindi è giusto che venga salvaguardata. Ma una soluzione per l’approvvigionamento e l’uscita del prodotto finito che non sia il passaggio di Tir per l’abitato non è più rinviabile. E va trovata. Non è più il tempo di tergiversare, né può bastare la compartecipazione dell’azienda alle spese per il rifacimento del manto stradale una volta ogni 10 anni…
Da queste colonne abbiamo più volte indicato delle soluzioni possibili: una è quella citata del braccio ferroviario dedicato; una potrebbe essere una strada di accesso all’azienda, diversa da Via Manzoni, cosa non semplicissima dovendo attraversare la linea ferroviaria, ma non impossibile; un’altra ancora potrebbe essere il braccetto ferroviario collegato con un piazzale per carico e scarico in zona industriale, dove la Lodovichi ha delle proprietà (terreni e capannoni) o con l’eventuale Centro  Intermodale Merci, ammesso che questo venga realizzato.
Nel 2027 Chiusi tornerà al voto per eleggere il sindaco e il Consiglio Comunale, con 6 mesi in più rispetto alla scadenza naturale che sarebbe ottobre 2026. Sonnini se trovasse una soluzione nel frattempo chiuderebbe scuramente in bellezza il suo mandato e si presenterebbe con un bel biglietto da visita se dovesse essere ricandidato, come è molto probabile. In ogni caso chiunque si presenterà dovrà mettere questa questione fra le priorità assolute.  Perché se quello del rumore dei treni è un problema, l’impoverimemnto progressivo della stazione lo è ancora di più e il transito di Tir nell’abitato dello Scalo è una emergenza vera e propria. Non è la sola, ma questa incide fortemente sulla vita quotidiana di un intero quartiere, sulla stabilità e sul valore degli immobili, sulla sicurezza stradale, sull’aria che si respira.
m.l.
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