25 APRILE: SE A SPARARE E’ UN GIOVANE DELLA COMUNITA’ EBRAICA… IL CORTO CIRCUITO DELLA MEMORIA

mercoledì 29th, aprile 2026 / 15:20
25 APRILE: SE A SPARARE E’ UN GIOVANE DELLA COMUNITA’ EBRAICA… IL CORTO CIRCUITO DELLA MEMORIA
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Intorno alle manifestazioni del 25 aprile si è parlato molto dell’allontanamento dal corteo di Milano della Brigata Ebraica e di coloro che dietro quel vessillo, issavano e sventolavano bandiere israeliane e ritratti di Netanyahu coordinati e diretti da quel tizio che in Tv si scagliò contro Enzino Jacchetti, urlandogli più volte “definisci bambino”, per giustificare a suo modo il genocidio di Gaza. Si è parlato molto e a sproposito di rigurgiti di antisemitismo e poco, molto poco, del gravissimo fatto avvenuto a Roma, sempre il 25 aprile: due cittadini con il fazzoletto Anpi al collo feriti da un motociclista in mimetica che ha sparato con una pistola ad aria compressa, ad altezza d’uomo, quindi con l’intenzione di far male. Anche la premier Giorgia Meloni sorvolò sull’episodio.
Adesso – la notizia è di oggi – si apprende che il motociclista che ha sparato è stato identificato e fermato dalla Polizia. Si tratta di un giovane di 21 anni: Eithan Bondi, appartenente alla comunità ebraica e anche alla Brigata Ebraica di Roma. Così scrivono varie testate della Capitale.
Il ragazzo è accusato di “tentato omicidio” perché ha sparato, come dicevamo, con un’arma ad aria compressa caricata a pallini di metallo e mirando a zone vitali. Una delle due persone oggetto degli spari è stata colpita al collo.
Ho avuto per anni, da ragazzo, una carabina ad aria compressa, regolarmente denunciata e detenuta, posso assicurare che un colpo da distanza ravvicinata, ma anche da una decina di metri, può fare molto male. Non si tratta di giocattoli.
Dato che l’autore del gesto è un 21enne, viene da chiedersi quali siano i suoi modelli di riferimento, su che tipo di cultura si è formato. Anche a Gaza e in Cisgiordania i soldati dell’Idf e i coloni israeliani sparano con una certa facilità e sparano anche a donne, bambini e persone inermi. Dicono che è loro diritto farlo, perché loro agiscono nel nome di Dio e quella terra è Dio che l’ha assegnata agli ebrei… E così facendo occupano territori, cacciano via gli abitanti, si appropriano dei loro beni, hanno approvato una legge di recente che prevede la condanna a morte dei prigionieri palestinesi… Cioè fanno ciò che i nazisti facevano a loro 80 anni fa.
Forse il giovane Eithan Bondi riteneva una cosa normale sparare addosso a due persone per strada solo perché quelle due persone avevano al collo il fazzoletto dell’ANPI. Ovvero l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, il giorno della Liberazione, il 25 aprile. Liberazione dal nazifascismo cui anche la Brigata Ebraica contribuì. E non a caso ha sempre partecipato ai cortei del 25 aprile.
In tutto questo c’è un cortocircuito. O no? Cosa ha capito della Brigata Ebraica Eithan Bondi? E come qualcuno ha ricordato sui social, gli ebrei furono perseguitati e mandati nei campi di sterminio dai nazisti e dai loro compari fascisti, non certo dai partigiani, molti dei quali erano ebrei, peraltro. Soprattutto a Roma. Perché un giovane ebreo ce l’ha coi partigiani, con il 25 aprile, con chi porta il fazzoletto dell’Anpi? Ho l’impressione che sia stato istruito male. Non solo che abbia frainteso…
Va anche ricordato che la Brigata Ebraica che partecipò alla liberazione dell’Italia era una formazione militare aggregata all’Esercito Britannico. E diede il suo contributo come i Sudafricani che liberarono Chiusi, per esempio; come i canadesi, gli indiani, i francesi, i marocchini e come le divisioni dell’esercito italiano che dopo l’8 settembre del ’43 cambiarono fronte e continuarono a combattere, ma dalla parte degli alleati anglo-americani.
E non c’entra niente con Israele. Così come le bandiere di Israele che qualcuno ha cercato di “infiltrare” nel corteo del 25 aprile non c’entrano niente con la Brigata Ebraica. Nel 1943-45 Israele non esisteva. Lo Stato ebraico è nato nel 1948. Dopo la sconfitta del nazifascismo e sull’onda della sconfitta del nazifascismo come risarcimento per la Shoa. Il giovane Bondi forse non lo sapeva e non lo sa. Forse nessuno glielo ha insegnato o spiegato. Ma è così.
Se un ragazzo spara a due persone inermi e pacifiche che indossano il simbolo della lotta antifascista, le cose sono due: o è un cretino totale da ricovero o è un fascista. O  tutte e due.  Ma se uno a 21 anni è fascista o si comporta da fascista e compie azioni da fascista è perché deve essere cresciuto in quel “brodo di coltura”.
La comunità ebraica romana che in passato è stata tante volte baluardo di democrazia e di tolleranza e civile convivenza ha preso le distanze dall’episodio e anche dal 21 enne che ha sparato: “non è dei nostri”… Stessa cosa ha fatto il direttore del Museo della Brigata Ebraica di Milano. Ma a casa del ragazzo sono state trovate armi da soft air e materiale propagandistico filo Israele. L’appartenenza alla Brigata Ebraica l’ha dichiarata lui agli agenti che lo hanno fermato.
Una cosa è certa: sparare addosso alle persone, da una moto, è molto peggio di una contestazione ad un corteo. Anche di eventuali scontri di piazza (che però il 25 aprile non ci sono stati). E’ una azione malavitosa. Una azione da killer di mafia. O da terroristi. O da servizi segreti deviati che cercano di provocare il caos. L’Italia è una enciclopedia in questo campo.
In ogni caso, adesso tutti quelli che hanno provato a far passare sui media e anche in parlamento l’equazione farlocca antisionisti (cioè l’essere contro e politiche imperialiste, genocidarie e suprematiste di Netanyahu e di Israele) uguale “antisemiti” (cioè contro gli ebrei in quanto tali) e anche l’equazione ebrei uguale israeliani e dunque israeliani vittime sempre e comunque, dovranno rivedere qualche parametro. I media mainstream che hanno con più o meno intensità avallato tali tesi anche. Il giovane Eithan Bondi, sparando a due pacifici cittadini col fazzoletto dell’ANPI, ha scoperchiato il vaso di Pandora. Ha squarciato il velo dell’ipocrisia. Che aspetta il Pd a chiedere spiegazioni a Del Rio, per esempio? Può anche darsi che il giovane Bondi abbia agito per una sua personale convinzione, del tutto slegata dal contesto e da condizionamenti ambientali o di altro genere. Ma.. se a sparare su due cittadini inermi con il fazzoletto Anpi o un fazzoletto dell’Ucraina, per dire, fosse stato un giovane dei centri sociali, di una organizzazione pro-Pal, di un collettivo anarchico, cosa leggeremmo in queste ore sui grandi giornali e cosa ascolteremmo nei Tg a reti unificate?
Qualcuno sui social ha anche riferito che la giornalista Arianna Ciccone, quella del Festival del Giornalismo di Perugia, nel capoluogo umbro è stata allontanata dal corteo del 25 aprile perché aveva sulle spalle una bandiera dell’Ucraina, ritenuta una provocazione. A parte il fatto che nel 43-45 gli ucraini di Bandera erano al fianco dei nazisti e rastrellavano e fucilavano ebrei, comunisti, rom e oppositori, e quindi quella bandiera era una provocazione in piena regola, secondo me la questione sta tutta in una sequenza del film “Ecce bombo” di Nanni Moretti: “Mi si nota di più se vengo o se non vengo?” In questo caso: mi si nota di più se vengo con la bandiere ucraina o senza? E se vengo senza, chi mi nota?
m.l.
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