I 25 APRILE E LE GAFFES DI GIORGIA MELONI
Ricordo che una quindicina di anni fa, su primapagina, che era ancora di carta, uscì un articolo piuttosto sarcastico sul fatto che il giovane consigliere comunale appena eletto a Chiusi, Davide Micheletti, si presentò alla seduta di insediamento del Consiglio con i sandali infradito e i pantaloni corti. Nessuno pretendeva la giacca e la cravatta, ma almeno le scarpe e un paio di pantaloni sì. Il ragazzo che adesso vive a Tel Aviv (gli inviamo i nostri auguri) non voleva essere offensivo, ma, abituato ad un look minimal, quasi francescano, arrivò vestito come sempre… evidentemente non aveva ben chiara la circostanza e la “sacralità laica” del luogo, due cose che esigevano ed esigono rispetto. In sostanza gli ricordammo che non si va in consiglio comunale con i sandali e i bermuda. Soprattutto alla prima seduta che è la più solenne della legislatura.
Ecco, ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata alla celebrazioni del 25 Aprile (insieme al presidente del Senato La Russa) con un paio di sneekers blu ai piedi… Qualcuno sui social e sui giornali ha scritto che è stato il suo modo per dissentire da quelle celebrazioni, per mandare un segnale di distacco. Come quando ti invitano a una festa e tu non ci vorresti andare, ma sei costretto ad andarci e allora metti su la peggio cosa che trovi, per far capire a tutti il tuo disagio. O per far capire che proprio non e ne frega niente.
Nel caso di Giorgia Meloni però volontariamente, non involontariamente come l’ex consigliere chiusino Davide Micheletti. Qualcuno dirà, sì, ma anche tu, ieri al corteo del 25 aprile avevi le sneekers. E un giacchetto casual, non la giacca buona. Vero. Ma il non sono il presidente del Consiglio. E non spettava a me deporre le corone davanti ai monumenti.
Il sindaco Sonnini, a Chiusi, si è presentato con il vestito blu. E anche i suoi colleghi di Montepulciano Angiolini, di Cetona Cottini, di Sinalunga Zacchei, di Castiglione del Lago Burico, come si vede dalle foto che hanno pubblicato circa le manifestazioni per la festa della Liberazione. 
E’ una questione, come dicevo in precedenza, di rispetto. L’abito non fa il monaco, dice il proverbio. Ma a volte anche la forma diventa sostanza, anche l’abito diventa linguaggio e spiega almeno quanto le parole. Per la Repubblica Italiana il 25 aprile è la festa più importante. Anche più del 2 giugno, perché senza 25 aprile il 2 giugno non sarebbe mai arrivato.
Se qualcuno storce il naso e non ama il 25 aprile o lo svilisce a ricorrenza qualsiasi, en passant… è perché è fascista. E forse non ha ben chiaro in che modo è nato questo Paese come lo conosciamo oggi. Non ha ben chiaro chi stava dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata. Chi è stato vittima delle stragi e chi quelle stragi contribuì a farle come i repubblichini di Salò.
Chi ostenta, come ha fatto ieri Giorgia Meloni, la sua quasi indifferenza, se non il proprio fastidio, lo fa perché non ha ancora digerito la sconfitta dei fascisti di allora… Chi invece ama la repubblica e la Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo, il 25 aprile si mette il vestito buono e va in piazza a festeggiare. Perché è giusto così. Anche per rispetto di chi diede la vita per riconquistare la libertà da una dittatura e da un’occupazione straniera.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, ieri ha fatto due gaffe. Una presentandosi con le scarpe da tennis o da passeggio alle celebrazioni ufficiali. L’altra citando le tensioni verificatesi in alcune manifestazioni, ma dimenticando del tutto l’episodio avvenuto nella sua Roma, dove un motociclista in tuta mimetica ha sparato con un’arma ad aria compressa a due manifestanti con il fazzoletto ANPI al collo, ferendoli entrambi. E’ peggio urlare “fuori i sionisti dal corteo” o sparare alla gente per strada?
Quanto alle tensioni (non si può parlare di scontri) che si sono verificate a Milano e in altre città va detto che se ti presenti alla manifestazione del 25 aprile con le bandiere di un stato che sta perpetrando un genocidio e crimini di guerra, come Israele, non puoi aspettarti che la folla ti stenda un tappeto rosso e ti faccia la ola… Il minimo che ti può capitare è che tu venga invitato a toglierti dai coglioni, per dirla con un francesismo.
E quelli che sono stati “allontanati” avevano bandiere di Israele e dell’Iran dei tempi dello Shah. Il che, dato il momento internazionale, è una provocazione in piena regola. Su quanto avvenuto a Milano rimando ad alcuni video girati in presa diretta dall’amico Alessandro Lanzani, li trovate sul suo profilo facebook. Le immagini e l’audio non mentono. Vedrete come la realtà sia diversa dalla narrazione che poi è passata su tutte le tv.
m.l.









Concordo con quasi con tutto è sato espresso da questo post , concordo anche con l’apparenza che molte volte per non dire quasi sempre è anche sostanza, concordo anche sul pensiero sembra magari più sublimale ed irrilevante sul modo di vestire che possa essere un segnale per snobbare il valore della cerimonia alla quale si sia tenuti obbligatoriamente a prendere parte.Concordo totalmente invece sulla critica della presenza della bandiera americana alla marcia del 25 Aprile che benchè sia un simbolo rappresentativo del sacrificio degli alleati alla liberazione dal nazifascismo – e questo deve rimanere un piè fermo ineludibile con tutta l’importanza che ha – farlo in questa fase forse assume un ben diverso significato vista la guerra portata a Gaza da Israele e gli Stati Uniti,anzi visti quest’ultimi piuttosto sotto la luce di ostaggio da parte di Israele. Sappiamo bene che quando si parla sul filo della memoria si batta un terreno atto a ricevere anche spinte minimaliste per far pendere l’ago della bilancia da una parte o dall’altra, ma se pur spinte minimaliste non siano a chi rivendica i 6 milioni di morti fatti dal nazifascismo, io credo che occorra anche essere esenti da fatti e da cose che possono dar adito a vivere certi momenti come provocazioni belle e buone visto ciò che nel mondo stia succedendo e visto anche il rischio di deflagrazioni molto più ampie che possano superare anche i confini degli stati ed interessare l’italia ancora più direttamente.Non c’è bisogno di ricoradre che la prima guerra mondiale non scoppioò a causa dell’assassinio di Sarajevo ma per la situazione alla quale era stata sottoposta l’europa dove bolliva una pentola che avrebbe porato alla disintegrazione dell’impero Russo sotto lo zar e delle conseguenziali paure che la stessa rivoluzione avesse toccato l’Europa.Tutto si convertì nell’arginare politicamente e militarmente il nuovo corso sovietico ma l’impresa falli anche se i soldoi ed i mezzi messi a disposizione dalle potenze imperiali scorsero a fiumi per schiacciarlo ed emarginarlo.Sarebbe stato un giuoco da ragazzi se l?URSS avesse chianato la testa ma non avvenne e da li si formarono altre entità che spazzarono via nel tempo le potenze coloniali dell’Europa del ” pillage” quali Inghilterra, Francia, Stati Uniti. Oggi si sconta la conseguenza di questa forza che non ha permesso l’instaurazione di un regime perfettamente democratico sia in Russia sia in Ccina perchè PERCHE’ IL TERMOMETRO CHE MISURA LA DEMOCRAZIA è stato fabbricato dagli Stati Uniti e dall’Europa ma quello che sta volgendo al termine probabilmente è il cosiddetto dominio e dipendenza in primis psicologica poi anche materiale di quelle che una volta erano le colonie dell’Occidente dove veniva esercitato ed ancora oggi avviene in maniera pesante il ”Pillage” da parte dei prodotti della razza bianca che siamo noi umani bianchi. Quello che è iniziato nel ‘900 e che ancora oggi continua viene chiamato ”Il secolo dell’Asia” e cedo che non ci sia da dare torto a chi lo definisca tale.Tutte le azioni di contrasto di questa incipiente egemonia che tende ad influenzare il mondo si badi bene che solo mezzo secolo fa non era in buona parte rapresentata nè all’ONU nè nall’Organizzazione del Commercio Mondiale perchè la si voleva tenere in disparte e non farla pesare sul piatto della bilancia mondiale.Oggi su 500 uomini capaci di influenzare l’economia del mondo che si svegliano al mattino e dettano le proprie scelte economiche, ben 200 sono cinesi e non dipendono da nessun occidentale nè americano come è stato fino a poche decadi fa nè tantomeno europeo e tutto questo ha comportato la liberazione dalla subalternità delle scelte ed ha comportato il peso sul iatto della bilancia di un paese che ha dimostrato di programmare la propria economia e qundi la propria prevalenza sulla formazione delle idee fatta in maniera che sia a lungo termine e non come richiede ed attua il capitalismo che attua la propria azione nel ”tutto e subito”.Tutto questo la die lunga su chi sarà prevalente in un prossimo futuro anche prevalente sull’influenza della stessa civiltà occidentale che mi appare- ma non solo a me- in regressione,contrariamente a coloro che si affannano a definire un popolo di straccioni ”I Brics” pensando di valutare con lo stesso cieco metodo le condizioni con le quali quest popoli e questi paese erano valutatoi prima e durante il colonialismo occidentale.Una domanda sorge allora spontanea se sino veri e reali tali parametri ed è quella se sia vero o meno l’intuizione e la teoria di quel Karl Marx che diceva non più tardi di un secoloe mezzo fa che il capitalismo produca esso stesso i germi della propria fine.Questa teoria è comune a tutti i sistemi ma teniamo conto che l’unico sistema che fin’ora ha dominato il mondo è stato ed è ancora il capitalismo e quindi non una società ordinata che risponda alle esigenze di chi il mondo abita vista la presenza della concentrazione della ricchezza semprepiù in meno mani. Da qui la compensione e la critica da parte di chi legge sulla giustezza o meno di certe idee,se si voglia o meno addivenire a soluzioni idonee che tendgano presenti concetti di democrazia, di salute, di felicità degli abitanti del globo, riamnendo be fermi sul fatto che fin’ora è sttao il capitalismo che ha prodotto modi di pensare ostici al cambiamento perchè i possessoro della ricchezza si rifiutano di riconoscere la loro provvisorietà e la conseguenza che vengano prodotte guerre, miseria e fame per una gran parte di questi miliardi uomini. In pratica il sempre da me citato a paragone Paul Sweezy affermava più di mezzo secolo fa che ” il capitalismo non produce la sopravvivenza ma produce la distruzione delle risorse.A questo dovranno pensare le sue vittime”. Non mi sembra che ne sia andato tanto lontano da quanto succede, perchè di certo i benificiati da questo stato di cose che siamo soprattutto anche noi occidentali, non ci penseranno.Il problema è fare tale percorso apponendosi globalmente e fortemente alle guerre, perchè è sempre stata la guerra da che mondo è mondo la leva del mantenimento del potere che ancora vediamo che anche oggi le guerre produca. Questa è la mia visione e purtroppo ancor oggi c’è chi ancora la consideri una pia illusione, ma guarda caso che siano proprio questi che pesano sul piatto della bilancia e che aiutino politicamente a produrle,anche se affermino nei loro discorsi di disdegnarle.Sono sia i ricchi ma anche i poveri.I ricchi perchè sanno bene che la loro condizione si basi su tutto questo ed i poveri perchè subalterni al credo dei ricchi e che pensano di emularli fino alla salita della scala sociale che tocchi anche a loro.La canzone di Gianni Morandi che adesso mi viene in mente dal titolo ”Uno su mille ce la fa” non è che in fondo -anche parlando beninteso di altre cose e di altri valori- non illumini su un modo di pensare comune agli stessi poveri ?
Francamente mi pare una forzatura sollevare polemiche sulla Meloni per via di un paio di scarpe. E aggiungo,su Anpi, che in diverse manifestazioni hanno allontanato pure manifestanti con le bandiere ucraine, dimostrandosi quello che sono : collaborazionisti di regimi illiberali, sanguinari e nemici dell’ Occidente, sl punto chevnon esiste nulla di più distante dai valori dei veri partigiani e della libertà.
In molte manifestazioni del 25 aprile organizzate dall’Anpi e anche a Milano negli anni scorsi, dal 2022, hanno parlato esponenti ucraini, a differenza di rappresentanti del popolo palestinese, aggredito e massacrato dagli israeliani. E’ questa strana dicotomia che non torna: l’assunto aggressore-aggredito non può valere solo per Russia e Ucraina e non anche per Israele e Usa da un lato, Palestinesi, Iran e Libano dall’altra… e mettiamoci pure il Venezuela.
Sul fatto che l’ assunto aggressore vs aggredito debba valere per tutti non posso che condividere. Ma la cosa che non mi va giù è che ci siano forze politiche e loro lunghe mani, sia di destra che di sinistra, che non fanno nemmeno mistero di essere dalla parte di soggetti ostili che hanno come principale obiettivo la disgregazione di Europa e Occidente e dei suoi valori fondanti. Che pur con i suoi mille difetti, resta e resterà il posto migliore in cui vivere, se ne facciano una ragione gli estimatori dei Brics.
X Giangiacomo Rossi.Tutto il mio logorroico discorso era teso a determinare la valutazione che lei Giangiacomo ha fatto e che mi attendevo di certo fosse tale, perchè sono anni che tali metodologie sono a spasso per il mondo e sulla bcca delle persone che guarda caso appartengono a distinte entità, ben collocabili, come del resto quelle di cui anch’io credo di far parte perchè -intendiamoci bene non ne sono al di fuori- perchè nessuno lo è al di fuori delle collocazioni, ma una oggettività credo che ci debba essere in un ragionamento, diversamente si dicono cose della tipologia di quelle che ha detto Niccolò Martinozzi nella sua risposta, perchè è lì che si finisce al dunque. Le scarpe della Meloni ci possono entrare come no, ma in questo ”clima” possono eserci anche persone che la vedano e la vivano come una stizzita e voluta provocazione ( non dimentichiamoci che è il capo del governo di tutti e non di una parte ), che di identitario credo che abbia poco come contenuto, sia morale sia politco, e comunque anch’io non la prenderei come metro anche se è vero che l’apparenza molte volte possa rappresentare anche la sostanza.Pensi che anch’io ho avuto in famiglia un esempio di uno zio che era fortemente comunista fin dalle origini e che molti hanno conosciuto; ebbene anche per stare in casa quando si vestiva al mattino metteva camicia bianca, giacca e cravatta e glielo posso assicurare che non era di certo un ” chiattillo” – come dicono a Napoli- quando parlano di gente che intende dare di se stessa la propria dimensione a cominciare dall’esteriorità dell’abbigliamento. Oggi credo che ci sia il bisogno di riferimenti più concreti che le scarpa da ginnastica, sia da parte di chi le indossi e sia da parte di chi le critica, anche se è cosa vera che l’abito non fa il monaco e questa secondo me è l’oggettività che non ha bisogno di tanti fronzoli sia in un modo chè nell’altro.
Dopo aver sentito inveire contro gli Ebrei apostrofandoli ” saponette mancate ” non bisognerebbe dire nulla ma, tutti quanti quelli della sinistra, dovrebbero scusarsi e come minimo andare dal rabbino capo,a Roma, e chieder perdono !
Non si può aggiungere altro !
Che tu abbia sentito inveire ho dei dubbi. Forse hai sentito qualcuno raccontare di essere stato “inveito” con frasi che però ha sentito solo lui. In tutti i video con audio che documentano le fasi concitate al corteo di Milano, non vi è traccia di quelle frasi. Se ne sentono altre ben diverse.
La BOLDRINA si presentò dal papà, a capo scoperto e in ciabatte !
Dagli arabi tutta coperta e con il velo,in segno di sottomissione !!
Niccolò stai peggiorando, ora sogni anche la “boldrina”
Per la frase citata da te e ormai da tutte le testate giornalistiche è stata chiesta la provenienza a chi l’ha raccontata (Fiano) ma non ricorda neppure se l’ha sentita dentro il corteo. Naturalmente, di quella frase, è condannabile solo il pensiero oltre la pronuncia e sono certa che qualche idiota in giro ci sia
Ciao Luana.
Certo è che se un personaggio di destra avesse detto quella frase, si sarebbero adoperati sistemi sofisticatissimi per estrapolare la frase !
Ora,non credete più neanche a uno dei vostri !
Siete in piena crisi !
Che genere di Umanità……Chi aveva preso parte ai progrom adesso li difendono in funzione anti-sinistra, chi era a sinistra adesso si scaglia contro il genocidio perpetuato da loro a Gaza ed in Palestina ed in Cisgiordania. Sarebbe l’ora di finirla di fare questo genere di provocazioni perchè parecchi- anche coloro che i progrom li hanno subiti – di provocazioni nella scena internazionale ci vivono e producono quello che vediamo; anzi nella scena internazionale si sono alleati con coloro che hanno sovvenzionato Hamas da anni. Ma tutti zitti di fronte a tutto ciò. La manipolazione sarà anche da tutte le parti ma quella che viene da quel lato che ho detto è plateale.Mi ricorda il Presidente della Repubblica Cossiga che disse che nelle manifestazioni si doveva lasciare che la Polizia prendesse più botte possibili dai manifestanti per poi legittimare un suo duro intervento. Faccio presente che su tale terreno non si finisce più di fare provocazioni. Alla guerra di liberazione del 1945 se non erro -ma la mia memoria può essere fallace – aveva preso parte anche Edgardo Sogno il quale aveva assunto la scena di tuonare contro le Brigate partigiane Garibaldi ed altre, perchè formate in massima parte da comunisti, e socialisti.Questi, sono stati fatti passare nel tempo come dei liberali che si opponevano alla dittatura fascista salvo poi verificare che erano in combutta con i componenti di Gladio, cioè con i fascisti veri e propri penetrati nei servizi segreti dello stato italiano di cui proprio Cossiga si dice che ne facesse parte.Tutto questo produsse una grossa polemica a quel tempo dalla quale si prese spunto perchè il PCI faceva gridare nelle piazze inneggiando a Berlinguer che avrebbe dovuto secondo il PCI stesso sostituire Cossiga e si gridava infatti lo slogan ”Cossiga cretino fai posto a tuo cugino” E allora credo sia bene riflettere di quale pasta sia fatta questa Italia dove il fascismo a fine guerra non è stato spazzato via ma si è incanalato e radicato nei gangli dello stato paventando la paura dell’orso sovietico.Se ci pensiamo bene un momento è la stessa cosa che succede adesso che Putin ci voglia invadere per la quale si decide di spendere 200 moliardi di euro per comperare armi sia dagli USA sia incrementando le aziene italiane che le producono,togliendo le risorse alla sanità, alla scuola ,al benessere delle persone data la recessione che ci scorre sotto gli occhi. Non ostante questo in seno all’Europa abbiamo deliberato di dare 90 miliardi all’Ucraina in funzione di acquisto armi contro la Russia di Putin.Nello schieramento parlamentare Italiano gli unici che si sono opposti e che marcano tali differenze anche verso il PD sono stati i 5 Stelle e la sinistra, quest’ultima anche abbastanza ob torto collo…. E allora ognuno si merita quello che ha ma ad ogni elezione milioni di votanti fanno di nuovo il segno di croce sullo stesso simbolo pensando di votare a sinistra,mentre qualcuno si frega le mano ricevendo 35 euro al giorno a migrante mentre ingrassa il proprio portafoglio.E allora diciamolo francamente che tutto questo sia una bella patologia oncologica della politica che dura da anni e che ha avuto il suo nerbo centrale nella politica di chi ha retto per 80 anni questo paese e che ancora lo regge, cambiando il nome ma non ciò che produce, mentre i cittadini inermi votano e suggellano questo stato di cose. E allora la colpa-se colpa la si possa chiamare- è anche la loro.
Una cosa è certa: quel tizio filo israeliano e sionista che in Tv si scagliò contro Enzo Jacchetti ripetendo più volte “definisci bambino” per giustificare il genocidio di Gaza, che per lui era evidentemente non solo accettabile ma giusto, era nel corteo del 25 aprile di Milano, con la bandiera israeliana (non della Brigata Ebraica) sulle spalle… Un personaggio del genere non ci doveva essere nel corteo e il muro di persone normali (non militanti di partiti o centri sociali) ha fatto benissimo ad allontanarlo. Chi giustifica l’uccisione di migliaia di bambini non può festeggiare il 25 aprile. E non può avere diritto di cittadinanza non solo nella manifestazione, ma neanche in una Repubblica democratica e antifascista quale è la Repubblica Italiana.
Per Marco lorenzoni.Non si può non condividere.Se fosse vero poi che all’interno della Brigata Ebraica ci fossero stati ritratti di Nethanyau anche per chi li avrebbe esposti non ci doveva essere il diitto alla cittadinanza della Repubblica Italiana ed avrebbero fatto bene coloro che li avessero cacciati. Altro che intolleranza politica…..queste se sono vere sono delle vere e proprie provocazioni studiate a tavolino.Anche Sala ne dovrebbe tener conto, ma da certi orecchie parecchi non ci sentono….
Non mi interessa entrare nel dibattito, scrivo solo per dare una notizia che i telegiornali in tv non diranno mai, molte delle bandiere ucraine portate in piazza sono quelle nazionaliste con i simboli nazisti. Non aggiungo altro.
Va anche ricordato che la Brigata Ebraica non era una formazione partigiana, ma una formazione militare aggregata all’Esercito Britannico. Non è che tutti i reparti e le compagnie militari britanniche e americane (ma anche canadesi, indiane, sudafricane..) che parteciparono e contribuirono in maniera decisiva alla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo pretendono di sfilare alla testa del corteo del 25 aprile a Milano. E va ricordato anche che la presenza della Brigata Ebraica ha destato polemiche e reazioni SOLO da quando è in corso il genocidio dei palestinesi a Gaza e in Cisgiordania e dopo le aggressioni militari unilaterali dell’esercito israeliano al Libano e all’Iran. E Israele con la Brigata Ebraica non c’entra niente, perché nel 1943-45 Israele non esisteva. Lo Stato ebraico è nato nel 1948. Chi ha usato il pretesto della Brigata Ebraica per sventolare bandiere israeliane e fare propaganda sionista, cercando di “sdoganare” la politica e le azioni militari di Netanyahu nell’ambito delle manifestazioni del 25 aprile ha compiuto – come scritto nell’articolo – una forzatura e una provocazione.