PRESENZE TURISTICHE IN TERRA DI SIENA: CHIANCIANO ANCORA DETTA LEGGE. MONTEPULCIANO VOLA, CHIUSI FA FATICA
Quando si parla di “terre di Siena” si parla inevitabilmente di turismo. E di un turismo particolare: quello che cerca l’arte e la storia, ma anche la bellezza, la lentezza, il buon vino e il buon mangiare. Il turismo slow, fatto di relax e di “esperienze”, di “assaggi e degustazioni”, di strade bianche, cipressi e pievi romaniche. E poi le terme, le cantine, i borghi medievali rimasti pressoché intatti dai tempi di Ambrogio Lorenzetti che dipinse gli effetti del buon governo nelle città e nelle campagne, 700 anni fa circa..
Ma quali sono i “numeri” del turismo in provincia di Siena. L’apposito Osservatorio ha recentemente pubblicato un report relativo al biennio 2024-2025, in cui si parla di 5,4 milioni di pernottamenti annui, con una distribuzione dei flussi che risulta concentrata in pochi centri.
Di questi 5,4 milioni, un quinto è appannaggio del capoluogo (1,8 milioni). Al secondo posto troviamo San Gimignano con 516 mila presenze annue. Terza piazza per Chianciano Terme con 470 mila presenze. E questa forse è una sorpresa. Nonostante la crisi e la dismissione di decine e decine di alberghi e pensioni, l’immagine da ghost town, Chianciano si conferma tutt’ora come uno dei principali centri di ricettività turistica. Certo, nel numero ci sono le gite scolastiche, il turismo congressuale e i pernottamenti di persone che in realtà vanno poi a fare i turisti altrove. Ma le quasi 500 mila presenze sono un dato inequivocabile che dice quali siano ancora, nonostante la decadenza, le potenzialità della cittadina termale del fegato sano. Anche per tutto il territorio circostante. Forse se ne era persa la percezione.
Al quarto posto troviamo Montepulciano, con oltre 309 mila presenze turistiche. La perla del Rinascimento è diventata negli ultimi anni uno dei punti di riferimento per il turismo enogastronomico, grazie alla fama internazionale del Vino Nobile e alla posizione strategica tra la Val d’Orcia e la Valdichiana e tra i più ricercati d’Italia.
Complessivamente i primi 4 comuni in graduatoria coprono quasi il 50% del totale.
Chianciano tiene, Montepulciano vola soprattutto grazie, come dicevamo, al turismo del vino. Che in provincia di Siena rappresenta una bella fetta del totale: Montalcino, la città del Brunello 232.000 presenze; Castelnuovo Berardenga 213.000; Castellina in Chianti 168.000, solo per dare qualche cifra di altre località famose per il vino.
Va piuttosto bene la Valdorcia, celebratissima terra patrimonio mondiale dell’Umanità: San Quirico 219.000; Pienza 190.000; Castiglion d’Orcia 64.000. Sull’Amiata Abbadia San Salvatore supera le 66.000 presenze annue, ma Piancastagnaio non arriva a 10 mila…
Tutto il sud senese fa fatica: Sarteano grazie al camping sfiora le 80.000 presenze, ma San Casciano Bagni, nonostante i “bronzi” non arriva a 60.000; il paese dei Vip Cetona si ferma a 19.000; Radicofani a 16,000.
Chiusi, che come storia, blasone, accessibilità e patrimonio storico-archeologico non ha nulla da invidiare alle località più visitate, registra 57 mila presenze. Un dato assolutamente sotto le potenzialità della città. Evidentemente però “tira” più il turismo esperienziale ed enogastronomico che quello culturale-archeologico. E questo lo sapevamo. Non è un mistero, né una novità. Però Chiusi potrebbe dire la sua anche sul fronte culinario (soprattutto con i piatti della tradizione lacustre), ma non riesce a decollare neanche su questo fronte e questo sì, è un mistero.
Possibile che un centro con la storia, i palazzi, i musei, la cattedrale, le catacombe, di Chiusi, come presenze turistiche, sia dietro a Trequanda (71.500), a Castiglion d’Orcia (64.000), a Monteroni d’Arbia (73.500) e anche a San Casciano Bagni (60.000)? O che sia tallonato da vicino da paesi che turisticamente hanno decisamente meno risorse come Sinalunga (45.600) o Torrita di Siena (46.000)?
Da cosa dipende un risultato così deludente per la città di Porsenna? Certo, chi si ostina a pensare che gli Etruschi possano essere un attrattore turistico probabilmente è fuori strada.
Nel 2027 a Chiusi ci saranno le elezioni comunali: questo è uno dei temi che dovrebbe animare la campagna elettorale. Il leone rampante che campeggia sullo stemma del comune dovrà cominciare a tirar fuori gli artigli…
Poi anche sulle realtà che registrano dati migliori, ci sono controindicazioni e aspetti da valutare. L’over tourism per esempio sta cominciando a causare problemi seri ai residenti (vedi Montepulciano). I “pernottamenti” non equivalgono a presenze turistiche effettive (vedi Chianciano). Il turismo eno-gastronomico si porta dietro anche fenomeni di snaturamento ed eccessiva mercificazione dei prodotti locali per adeguarli ai gusti internazionali. Alla lunga certe situazioni possono degenerare e far perdere l’appeal…
Però, i numeri sono numeri e danno meglio di ogni altro parametro, il senso delle cose.
Considerazione a margine: l’area che fa riferimento alla stazione di Chiusi-Chianciano Terme per la mobilità ferroviaria ovvero quella che vede insieme i comuni di Chiusi, Chianciano, Montepulciano, Torrita di Siena, Sinalunga, Trequanda, Cetona, Sarteano, Radicofani, San Casciano Bagni, Piancastagnaio, Abbadia San Salvatore, Castiglion d’Orcia, Pienza e San Quirico d’Orcia ha un totale di 1 milione e 500 mila presenze turistiche. Con Montalcino sfiora i 2 milioni. Poi ci sono gli altri comuni sulla linea Chiusi-Siena (Monteroni d’Arbia, Castelnuovo Berardenga, Asciano, Rapolano con altre 500.000 presenze). In totale oltre 2 milioni e mezzo. senza considerare Siena città. Non sono numeri irrisori. Tutt’altro.
La stazione di Chiusi-Chianciano è inoltre un riferimento anche per l’Umbria. Con la contigua zona del lago Trasimeno che supera il milione di presenze all’anno. Città della Pieve è a meno di 10 km. Castiglione del Lago a 22 e 12 minuti di treno. Tuoro, Passignano, Magione, tutte località rivierasche e turisticamente rilevanti, sono raggiungibili in treno via Terontola in meno di un’ora.
Come fa Trenitalia a dire che il Frecciarossa a Chiusi non ha o non avrebbe mercato? I tre anni in cui la fermata Av è stata attiva solo da giugno a dicembre come “fermata turistica” sono stati gli anni della pandemia covid (2020, 21, 22) e tutta la mobilità è stata fortemente condizionata da restrizioni e lock down. Anche solo pensando ai dati delle presenze turistiche far fermare qualche Freccia a Chiusi non è chiedere la luna, ma una risposta sensata ad una esigenza del territorio, ma anche di chi viene a visitarlo.
m.l.










Turismo ottimo argomento da campagna elettorale seria. Così come la questione infrastrutture che sono una precondizione per lo sviluppo economico occupazionale, ma anche per il turismo. La Perugia Chiusi, 35 chilometri appena, che aprirebbero una volta realizzati, un corridoio che parte da FI, scende giù a Siena, Chiusi, poi via a Perugia, Assisi, Foligno. Per il turismo interregionale, una autentica rivoluzione
Quelle di CHianciano sono presenze turistiche o pernottamenti?
sono TUTTI pernottamenti (ma nell’articolo mi pare ci sia scritto)
I pernottamenti assoluti vanno letti con cautela: misurano il volume, ma risentono molto anche della capacità ricettiva. Se si prendono i dati citati nell’articolo — circa 470 mila presenze annue a Chianciano contro 57 mila a Chiusi — e li si rapporta ai posti letto disponibili, il divario si riduce: usando i dati comunali 2021, il calcolo è 470.000/13.354 ≈ 35 presenze annue per posto letto a Chianciano e 57.000/1.106 ≈ 52 a Chiusi. Quindi Chianciano fa molti più numeri in valore assoluto soprattutto perché ha una macchina ricettiva molto più grande. Detto questo, va anche precisato che qui si stanno confrontando presenze 2024 con posti letto 2021: è quindi un’indicazione statistica utile, ma non una misura perfettamente omogenea