PERUGIA, CIUFFINI E FERDINANDI: “IL BRT? VA AVANTI, MA NON E’ IL NOSTRO PROGETTO!” IL FUTURO E’ NEI MINIBUS
E’ stato presentato sabato mattina in uno dei luoghi simbolo della cultura della città di Perugia, la libreria Feltrinelli, lo studio sullo stato della mobilità cittadina e le possibili proposte per andare oltre il caotico esistente, elaborato da Fabio Maria Ciuffini, figura di grande prestigio politico e culturale, figura storica della classe dirigente cittadina e soprattutto il padre delle scale mobili, degli ascensori, del minimetrò, insomma della cosiddetta mobilità alternativa.
L’iniziativa è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione delle riviste on-line “Perlumbria-Passaggi Magazine”, presente la direttrice Gabriella Mecucci. Hanno partecipato e non poteva essere diversamente, pure la sindaca Ferdinandi, l’Assessore comunale Pierluigi Vossi, il Presidente della Minimetrò Spa Andrea Mazzoni e Marcello Panettoni ex sindaco di Magione, che – come è stato ricordato- negli anni in cui si progettavano le scale mobili e altri progetti, ha svolto una funzione fondamentale nel reperimento dei finanziamenti.
Ad aprire il convegno un’altra figura politica ben nota alla città: Giampiero Rasimelli, che ha esordito affermando che “Ciuffini rappresenta il buon passato per l’Umbria e per la città di Perugia, ma anche il futuro, vista la sua capacità di immaginare e progettare”.
Poi, con un riferimento ai tempi che corrono, pur non facendo nomi di nessuno, ma chiaramente riferito a regimi come quello cinese: “Se la Democrazia non decide, non produce risultati, non svolge il suo compito: quello del governare”. Con tutte le conseguenze che ne derivano, l’ovvia conclusione.
Ciuffini ha fin da subito voluto mettere in chiaro che il Comune di Perugia si è pagato da seé la progettazione e la realizzazione delle scale mobili e gli ascensori, tranne il Minimetrò: lì dallo Stato sono giunte risorse per il 50%, precisando che la stessa odierna gestione solo per una piccola quota proviene dai fondi nazionali. Precisando un particolare che fa la differenza, infatti Ciuffini ha ricordato all’assemblea che in altre Regioni d’Italia, opere pubbliche di questo genere sono state finanziate interamente dai fondi statali. Per questo motivo ci sarebbe bisogno, secondo lui, di aprire una vertenza con le istituzioni nazionali, per riscuotere il credito maturato in tutto questo tempo. Le risorse poi impiegarle sui minibus automatici.

Opere che hanno fatto riemergere ulteriormente Corso Vannucci, dopo la chiusura del traffico. La scelta di togliere il traffico da Corso Vannucci, in un primo momento non fu accolta troppo bene, ma ora nessuno si sognerebbe di riportarci il traffico. Lasciando intendere che le classi dirigenti devono assumersi le proprie responsabilità e scegliere. Però bisogna pensare a modelli di trasporti verticali, viste le caratteristiche urbane della città. “Non siamo contro le auto – ha chiarito – ma siamo per un uso più parsimonioso, ovviamente bisognerà favorire questo cambio di utilizzo dell’auto privata, incentivando trasporti pubblici, di dimensioni più ridotte, dai costi di gestione fortemente ridotti. La tecnologia permette una guida senza autista, buxi pubblici a guida automatica, che abbasserebbe davvero i costi”. Insomma la robotica dovrà essere la nuova tecnologia per il trasporto. In molte città Europee tutto questo è già in uso, com’è noto. Sperimentazione i cui costi dovrebbero essere pagati dallo Stato, attraverso i il Fondo nazionale trasporti che da sempre ha dimenticato Perugia.
“Perugia, nonostante le scale mobili, che la proiettarono nel futuro facendola sembrare una città del nord Europa, è rimasta troppo auto dipendente, camminare anche a piedi, non deve essere più percepita come una eccentricità. I bordi delle strade devono tornare come molto tempo fa, a non essere più occupate dalle auto. Bisognerà dove sarà possibile, creare dei piccoli parcheggi, e introdurre l’uso di piccoli pullman”. Lamentando che da anni di queste problematiche non se ne è parlato più, da parte delle amministrazioni si è preferito lasciar correre .
Per quanto riguarda il discusso BRT, ovvero il Bus Rapid Transit, che è in via di realizzazione, con i cantieri in mezza città, Ciuffini ha lanciato un vero allarme: “Quei pullman lunghi 20 metri, con 130 posti (più del doppio di un pullman turistico o di linea) sono sbagliati nelle dimensioni; è facile prevedere che non ci sarà tutta quella utenza, quindi i costi di gestione saranno elevatissimi. E sulle strade potrebbero fare da tappo almeno in certi tratti come la Pievaiola fino a Tavernelle. Anche se riconosce che una nota positiva a questi bisonti d’acciaio va riconosciuta: “la tecnologia che usano per muoversi è molto avanzata”. E ancora: “Quel progetto è stato calato dall’alto, i cittadini non ne sono convinti”.
Tutti ricordano le assemblee piuttosto animate come quelle svoltesi a Ponte della Pietra, a Castel del Piano. “Bisogna aumentare le piste ciclabili e pedonali, in Belgio e in altri Paesi del nord Europa è già così”. Certo le auto robotizzate, comporteranno dei cambiamenti, tutto questo dovrà essere concordato con i tassisti, trovare punti d’incontro.
Comunque l’ingegnere spera che a Fontivegge si riesca a creare un punto d’incontro con il BRT. “Lì servirebbero ascensori e scale mobili per agevolare il passaggio”, aggiungendo sibillino: “Spero che se ne sia tenuto conto nella progettazione”. Ovviamente rendendo sempre più competitivo il Minimetrò con un sistema di connessioni utilizzando minibus tra stazioni e periferie. L’unico modo per disincentivare l’uso dell’auto privata”.
La Sindaca Ferdinandi non si è scostata dalla linea tracciata da Ciuffini affermando che “la politica deve tornare alla pratica dell’immaginazione altrimenti tutto si inaridisce”.
Sul BRT è stata assai determinata nel denunciare la sua inadattabilità. “Un progetto vecchio di 17 anni, non lo hanno per giunta nemmeno corredato di uno studio dei “sotto servizi”, così oggi ci ritroviamo a fermare tutti i giorni pezzi di cantiere, perché dal sottosuolo emergono tubature e fognature”, ha esclamato tra gli applausi.
“Questo non era e non è il nostro progetto, con quei denari si doveva finire il progetto del Minimetrò, portarlo giù fino a Monteluce”, il progetto già c’è. Solo completandolo diverrà anche produttivo in termini economici. I costi, dovrebbero rientrare nel credito del Piano Nazionale Trasporti”. Però, ammette la sindaca Ferdinandi, non si poteva tornare indietro:
“I vincoli sottoscritti tra la vecchia amministrazione e le aziende, non ci hanno permesso di rimetterlo in discussione”.
Quindi bisogna andare avanti. Con i megapullman già acquistati per un totale di 14 milioni di euro. L’obiettivo dunque è fare in modo che funzioni bene, anche se è convinzione diffusa, soprattutto fra gli abitanti dei quartieri e delle frazioni interessate dai cantieri, che l’operazione BRT potrebbe finire in una voragine finanziaria, perché i mezzi sono sovradimensionati e dunque difficilmente remunerativi con le entrate dei biglietti.
Anche a Tavernelle dove si sta già lavorando per costruire il terminal del BRT in piazza Amendola, mentre fra gli amministratori c’è un forte entusiasmo per il nuovo collegamento pubblico con Perugia, fra i residenti serpeggia invece un certo scetticismo, sull’effettiva efficacia e sostenibilità del servizio. A questo punto, la realizzazione del BRT fino a Tavernelle, potrebbe trovare ragione di essere e senso, con la parallela realizzazione di una strada adeguata per collegare Perugia al nodo infrastrutturale di Chiusi. Magari con corse di minibus da Tavernelle a Chiusi.
Renato Casaioli










Impegnare 14 milioni di euro per il BRT, senza coinvolgere minimamente i cittadini interessati non è un bel decidere…Nel caso specifico di Tavernelle, da un lato è positivo che venga realizzato questo servizio, ma c’è il ma ” questi mezzi sono troppo grandi ” come si fa a riempirli ? La Pievaiola è ancora troppo stretta e presenta ancora curve in zona Pietraia ( prima dello svincolo per Mugnano ) Il mezzo BRT può fare da tappo agli altri mezzi che già ora non riescono a fare più di 50 Km/h, la Pievaiola è tutto un limite di velocità! Concordo con la proposta di realizzare ex novo il tratto da Piegaro a Chiusi , l’attuale strada assomiglia ad una mulattiera!
Non “assomiglia a una mulattiera”, è una mulattiera e piuttosto malmessa.