L’ITALIA CHIAMO’: IL 29 MARZO A CHIUSI IL NUOVO SPETTACOLO TEATRALE PRODOTTO DA PRIMAPAGINA
CHIUSI – Dopo Tradire la notte prima dell’assedio, Lo Straniero e La Bomba, Primapagina sta per tornare in teatro con un nuovo spettacolo. Ne parliamo con il direttore Lorenzoni.
La notizia è confermata? E di cosa si tratta direttore?
Sì, è confermata. Si torna sul palcoscenico. Si tratta di un nuovo “reading” con accompagnamento musicale, che si inquadra nel progetto “Storie e memoria” che abbiamo presentato anche all’Unione dei Comuni della Valdichiana, nell’ambito delle iniziative relative alla capitale Toscana della Cultura. Raccontare storie che riguardano il territorio e l’intreccio del territorio con la grande storia nazionale e internazionale. Come abbiamo fatto con i tre spettacoli citati e presentati fra il 2023 e il 2025: uno su un assedio (mancato) del 1500 che fu una quasi guerra mondiale fra le grandi potenze dell’epoca; uno su una storia partigiana dolorosa e controversa rimasta per 80 anni sottotraccia; uno sui nostri anni di piombo…
Questo che sta per debuttare come si intitola e di cosa parla?
Si intitola “L’Italia chiamò” e parla dei primi 50 anni dell’Italia unita, dall’Impresa dei Mille alla Grande Guerra, raccontati attraverso 6 storie minime, alcune anche ignobili, che hanno come protagonisti persone comuni, gente del popolo, donne e uomini che si trovarono loro malgrado in mezzo ad una epopea, che però non fu tutta rose e fiori. E non fu neanche così esaltante come ce l’hanno sempre raccontata. A scuola per esempio… L’Italia chiamò, molti risposero con entusiasmo, ma le cose non sempre andarono come sperato.
Cosa c’entra il territorio in tutto ciò?
C’entra perché 4 delle 6 storie narrate sono ambientate in questo territorio, tra la Valdichiana, l’Amiata, la Maremma e vedono come protagonisti persone di Chiusi, di Città della Pieve, Cetona, Arcidosso, Acquapendente, Capalbio…
Storie vere o romanzate?
Storie vere. In qualche caso leggermente romanzate per esigenze di copione. Una tramandata per via orale…
Hai parlato di “gente del popolo”…
Sì, hai presente il quadro il Quarto Stato, di Giuseppe Pellizza da Volpedo? Ecco i protagonisti di queste 6 storie sono gente come quella ritratta nel Quarto Stato: giovani pieni di speranze che rimangono delusi, contadini e poveri cristi costretti a diventare desperados o briganti, carabinieri costretti a sparare sulla folla e anche ad una processione religiosa, ferrovieri incazzati con i polmoni pieni di carbone che provano a farla pagare a lorsignori, fanti di 19 anni mandati a combattere al grido di Avanti Savoia! mamme e mogli vittime due volte: della violenza del potere e anche delle malelingue e del perbenismo che spesso non lascia spazi neanche alla pietà…
Quindi ancora un apologo contro la guerra, contro il bellicismo e l’autoritarismo del potere…
Sì, in un certo senso sì… In tempi come questi, con la guerra vera alle porte di casa il minimo (o il massimo) che si possa fare è provare a raccontare l’assurdità della guerra, della violenza di Stato, che alla fine è sempre uguale nei secoli. E anche raccontare la nostra storia, perché così, forse, riusciamo a capire meglio da dove veniamo e perché oggi siamo così come siamo… Ripassare certe lezioni della storia male non fa…
Dove verrà presentato in prima assoluta L’Italia chiamò e quando?
Lo presenteremo in prima assoluta domenica 29 marzo, presso la sala Auser di Chiusi Città (l’ex cinema Astra) alle ore 21,15. Lo faremo in collaborazione con l’Auser e con il patrocinio del Comune di Chiusi, che ringrazio. Quando si tratta di raccontare vicende che riguardano la storia e la memoria di un territorio, poterlo fare insieme ad associazioni e amministrazioni comunali è molto importante. Perché ciò crea coesione e condivisione. Il Comune ha sempre sostenuto le nostre performances, l’Auser è la prima volta e a me la cosa fa molto piacere, perché l’Associazione è un presidio di socialità, di partecipazione, di cittadinanza attiva. Tra l’altro la sala è in via Garibaldi, e nello spettacolo si parla anche dei garibaldini e dei Mille… Saremo insomma pienamente dentro il racconto anche fisicamente… E ci sarà anche la possibilità di cenare prima dello spettacolo, in modo da condividere ancora di più l’evento… Penso che sarà una bella serata.
Rispetto allo Straniero e a La Bomba, stavolta la narrazione va un po’ più indietro nel tempo…
Sì, ma non molto a pensarci bene… La fine dell’800 sembra lontanissima, ma non lo è poi così tanto. Mia nonna, l’unica nonna che ho conosciuto, era del 1894… Al tempo di alcune delle storie narrate ne l’Italia chiamò era già nata… Nella stele dedicata ai partigiani al cimitero di Chiusi sono indicati anche i nomi di alcuni garibaldini… La nostra Costituzione, promulgata nel 1948 echeggia e non poco quella della Repubblica Romana di 100 anni prima…
Il format dello spettacolo è sempre lo stesso con narratore e musicista?
Sì, siamo sempre sul format del teatro di narrazione, con qualche concessione anche al teatro-canzone, perché la musica live non è solo accompagnamento o contorno, ma parte integrante del racconto. Questa volta c’è, in più, una voce femminile, che con un paio di interventi, dentro due dei racconti, porterà un punto di vista e di narrazione diverso, quello delle donne… Donne che non sono eroine o martiri, ma donne normali, madri e mogli costrette dalla vita a prove dure e per questo incazzate quanto gli uomini e forse anche di più… Stiamo lavorando anche su qualche altro elemento scenico che possa rendere il tutto più leggibile e anche godibile…
Dopo la prima a Chiusi sono previste altre repliche?
Sì. Sicuramente a Cetona e a Città della Pieve (a maggio) e poi forse a Chianciano, ad Arcidosso e in altre piazze, anche nel nord Italia. Ovviamente, come tutti gli spettacoli, anche questo è un work in progress, nel senso che la piece potrà essere aggiornata, arricchita, contestualizzata, strada facendo e volta per volta…
Chi sarà sul palco?
Il narratore sarà l’ormai collaudatissimo Alessandro Lanzani; le atmosfere musicali saranno appannaggio di Dario Perini (voce e chitarra), mentre la voce femminile sarà quella di Carla Roso, che torna su un palcoscenico dopo un bel po’ di anni, ma sa come funziona. Il testo è mio, ma è affidato alla libera lettura e interpretazione delle due voci narranti. Sarà della partita anche un altro amico, Luca Tateo.
Consigliata la prenotazione?
Direi di sì. Ma su questo saremo più precisi nei prossimi giorni. Modalità, costi ecc. saranno comunicati sui materiali promozionali, qui su primapagina e sui social. Come dicono gli inglesi: stay tuned…
Paola Margheriti








