CHIANCIANO, CASO MOISE BAMA: EX POLIZIOTTO IN PENSIONE ACCUSATO DI “OMICIDIO STRADALE”. PROVO’ A DEPISTARE…

martedì 17th, marzo 2026 / 14:36
CHIANCIANO, CASO MOISE BAMA: EX POLIZIOTTO IN PENSIONE ACCUSATO DI “OMICIDIO STRADALE”. PROVO’ A DEPISTARE…
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CHIANCIANO TERME – Erano i primi di febbraio. Un operaio di origini camerunensi, residente a Chianciano, fu investito da un’auto sulla Perugia-Bettolle. Era sceso dalla sua macchina per portare aiuto ad altre persone dopo un piccolo incidente, una Dacia bianca lo travolse. Morì in ospedale 8 ore dopo l’impatto. Si chiamava Moise Bama, aveva 46 anni ed era un volontario della Croce Verde chiancianese, attivo anche nella Virtus, la storica squadra di calcio locale. Lavorava in una azienda vitivinicola della zona. Ce ne sono parecchie intorno a Chianciano.
La vicenda è stata rubricata come un tragico incidente stradale. Uno dei tanti che capitano. E ne capitano, purtroppo. Solo che adesso c’è  una persona accusata di “omicidio stradale”, che non è esattamente la stessa cosa.
E’ emerso che il conducente della Dacia bianca che ha investito Moise Bama è un poliziotto in pensione, con 40 anni di servizio e il titolo di “cavaliere del lavoro”. Fin qui nulla di strano, gli incidenti possono capitare anche a chi ha vestito a lungo la divisa. Non è normale invece che l’ex poliziotto sia prima fuggito, poi abbia inscenato il furto della macchina (la Dacia) abbandonandola in un posteggio a Magione, con le chiavi nel quadro. E, una volta individuato, grazie alle testimonianze di alcuni testimoni che hanno permesso di ritracciare l’auto, abbia provato a camuffare i fatti, e la prova dell’impatto, sostenendo di aver urtato un jersey…
Come ha scritto questa mattina su Fb Tommaso Ghezzi (docente all’Alberghiero di Chianciano), “questa brutta storia ora continuerà con una verità giudiziaria e la ricerca di un equilibrio tra colpe e attenuanti”. Ma la domanda che si pone Ghezzi e ci poniamo anche noi è: “se lo scenario fosse inverso e cioè se una persona di origini camerunensi avesse investito un ex poliziotto in pensione, Cavaliere del Lavoro, morto poche ore dopo in ospedale per le ferite riportate, cosa avremmo letto sui giornali in questi ultimi 40 giorni?”
Probabilmente ne avrebbero parlato in tutte le trasmissioni di Rete 4, a La Vita in Diretta, a Far West ecc. Quotidiani come Libero, La Verità, Il Giornale ci avrebbero fatto paginate intere… come hanno fatto per il caso del pusher ammazzato a Milano Rogoredo dal poliziotto Cinturrino, che non sparò perché minacciato o per legittima difesa.
Invece niente. O solo poche righe qua e là e quasi esclusivamente su testate di taglio locale. Senza troppi particolari.
Un africano che travolge e uccide un ex poliziotto in pensione sarebbe (stata) una notizia ghiotta per sparare a zero sugli immigrati, sulle politiche di accoglienza, per invocare pugno di ferro e politiche restrittive, per dire che migranti, richiedenti asilo, profughi, sono troppi e non sanno neanche guidare… Essendo avvenuto il contrario, ovvero che a non saper guidare è stato un ex poliziotto e a morire un africano di 46 anni, meglio sorvolare. E far scivolare la notizia: su Moise Bama, camerunense trapiantato a Chianciano, travolto e ucciso da una Dacia bianca sulla Perugia-Bettolle, è calata una coltre di silenzio. E sul suo “investitore” pure.  Va bene così? No, non va bene per niente.
m.l.
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