CHIANCIANO, CASO MOISE BAMA: EX POLIZIOTTO IN PENSIONE ACCUSATO DI “OMICIDIO STRADALE”. PROVO’ A DEPISTARE…
CHIANCIANO TERME – Erano i primi di febbraio. Un operaio di origini camerunensi, residente a Chianciano, fu investito da un’auto sulla Perugia-Bettolle. Era sceso dalla sua macchina per portare aiuto ad altre persone dopo un piccolo incidente, una Dacia bianca lo travolse. Morì in ospedale 8 ore dopo l’impatto. Si chiamava Moise Bama, aveva 46 anni ed era un volontario della Croce Verde chiancianese, attivo anche nella Virtus, la storica squadra di calcio locale. Lavorava in una azienda vitivinicola della zona. Ce ne sono parecchie intorno a Chianciano.
La vicenda è stata rubricata come un tragico incidente stradale. Uno dei tanti che capitano. E ne capitano, purtroppo. Solo che adesso c’è una persona accusata di “omicidio stradale”, che non è esattamente la stessa cosa.
E’ emerso che il conducente della Dacia bianca che ha investito Moise Bama è un poliziotto in pensione, con 40 anni di servizio e il titolo di “cavaliere del lavoro”. Fin qui nulla di strano, gli incidenti possono capitare anche a chi ha vestito a lungo la divisa. Non è normale invece che l’ex poliziotto sia prima fuggito, poi abbia inscenato il furto della macchina (la Dacia) abbandonandola in un posteggio a Magione, con le chiavi nel quadro. E, una volta individuato, grazie alle testimonianze di alcuni testimoni che hanno permesso di ritracciare l’auto, abbia provato a camuffare i fatti, e la prova dell’impatto, sostenendo di aver urtato un jersey…
Come ha scritto questa mattina su Fb Tommaso Ghezzi (docente all’Alberghiero di Chianciano), “questa brutta storia ora continuerà con una verità giudiziaria e la ricerca di un equilibrio tra colpe e attenuanti”. Ma la domanda che si pone Ghezzi e ci poniamo anche noi è: “se lo scenario fosse inverso e cioè se una persona di origini camerunensi avesse investito un ex poliziotto in pensione, Cavaliere del Lavoro, morto poche ore dopo in ospedale per le ferite riportate, cosa avremmo letto sui giornali in questi ultimi 40 giorni?”
Probabilmente ne avrebbero parlato in tutte le trasmissioni di Rete 4, a La Vita in Diretta, a Far West ecc. Quotidiani come Libero, La Verità, Il Giornale ci avrebbero fatto paginate intere… come hanno fatto per il caso del pusher ammazzato a Milano Rogoredo dal poliziotto Cinturrino, che non sparò perché minacciato o per legittima difesa.
Invece niente. O solo poche righe qua e là e quasi esclusivamente su testate di taglio locale. Senza troppi particolari.
Un africano che travolge e uccide un ex poliziotto in pensione sarebbe (stata) una notizia ghiotta per sparare a zero sugli immigrati, sulle politiche di accoglienza, per invocare pugno di ferro e politiche restrittive, per dire che migranti, richiedenti asilo, profughi, sono troppi e non sanno neanche guidare… Essendo avvenuto il contrario, ovvero che a non saper guidare è stato un ex poliziotto e a morire un africano di 46 anni, meglio sorvolare. E far scivolare la notizia: su Moise Bama, camerunense trapiantato a Chianciano, travolto e ucciso da una Dacia bianca sulla Perugia-Bettolle, è calata una coltre di silenzio. E sul suo “investitore” pure. Va bene così? No, non va bene per niente.
m.l.









…Ma perchè in un mondo creato a misura dalla razza bianca che ha conquistato anche le menti dei poveri per le quali tutto questo è abitudine e normalità, ti stupisci ? Ti ricorsdi la canzone titolata ”Contessa” ? : ”….del resto mia cara di che ti stupisci, oggi l’operaio vuole il figlio dottore , pensa che ambiente ne può venir fuori, non c’è più morale contessa….” Ecco oggi il problema ed i comportamenti che evochi tu nel post sono parte del modo di sentire dei poveri,che sono assimilati a chi il potere ce l’ha sempre avuto e che non ragionano più ma guardano lo specchietto per allodole.. Questa etica e questa cultura è oggi al governo di questo paese ma le ragioni ci sono e non sono tanto ”rinturcinate e confuse” sono chiare per coloro che vogliono vederle, perchè nel divenire storico l’ultimo passo dipende dal primo.
E allora se il marciume dipende dal modo di pensare,chi e cosa è che determina quest’ultimo ? Chiediamocelo una voòlta tanto e ritorniamo ai principi fondamentali e forse vedremo che quel modo di pensare dipenda da tante cose, ma da una essenzialmente che pesa più di tutte e che sembrerà a parecchi inconsistente e soprattutto non in connessione sii chiama sistema di produzione, ma ai più, alle classi subalterne fino ad arrivare alle classi sociali più alte,tutto questo rimane ostico, ed il dramma è che rimanga ostico anche ai poveri a differenza di mezzo secolo fa,quando il mondo procedeva sostanzialmente in avanti e le classi subalterne riusciavano a pesare semprepiù sulla scena mondiale.Oggi sono i primi a produrre la reazione che ha fermato quel processo e fra problemi di ” analfabetismo funzionale” che investe il 36 percento della popolazione italiana, la sottocultura politica dilaga e produce effetti contrari e diametralmente opposti agli interessi della classe dei subalterni.E allora quei conti che dicevo prima tornano, anche perchè si ritorna sempre lì, al fatto della distanza fra il nostro mondo che amiamo definirlo democratico occidentale e tutto il resto del mondo che in sostanza abbiamo sfruttato e corrrotto per secoli ed oggi ce lo ritroviamo alle porte mentre noi nella nostra torre d’avorio cerchiamo di tirare le corde del ponte levatoio per alzarlo ed impedire che il nostro castello venga conquistato. Sarebbe bene chiedersi alla fine del ragionamento il perchè di tutto questo ed allora si vedrebbe che al nostro interno la parola ”civiltà” sia una chimera ancora da raggiungere.E se gli altri vedono nel nostro un modello da seguire di certo nel futuro tanti passi avanti non li faranno,ma tutto questo c’è da comprenderlo perchè il ricatto della fame e della limitatezza nella distribuzione delle risorse soro in diretta dipendenza con quello che viene da quei 7 miliardi di gente che guarda a noi come il paradiso sulla terra. Dovremmo insegnar loro molto e dovremmo noi capire molto dal loro modo di pensare,anche e soprattutto perchè quello che nella teoria politica si chiama ”materialismo storico” è il pricipio che cita che ognuno riesce a pendsare a seconda del modo in cui si procura da vivere. Ma oggi nessuno ne vuol sapere di tale principio ma non si accorge che le conseguenze sono quelle di scavarsi la fossa da soli. A tal proposito come ho detto altre volte nel recente passato, amo sempre citare il detto di Nasser Khalili che suona cosi : ” la più grande arma di distruzione di massa è l’ignoranza, e se l’ignoranza è il problema la soluzione deve essere l’educazione”.