VENERDI’ 13 A CITTA’ DELLA PIEVE: “ART”, QUANTO IL TEATRO LOCALE SCANDAGLIA I MEANDRI DELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA

lunedì 09th, febbraio 2026 / 15:47
VENERDI’ 13 A CITTA’ DELLA PIEVE: “ART”, QUANTO IL TEATRO LOCALE SCANDAGLIA I MEANDRI DELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA
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CITTA’ DELLA PIEVE – A volte anche il teatro locale (che non significa affatto “parrocchiale”, tutt’altro, con tutto il rispetto per le parrocchie) propone scorribande nella modernità, nelle pieghe della società contemporanea. Una società fatta di nevrosi, di lati oscuri, esteriori ed interiori, di interpretazioni fantasiose della realtà. Una società che somiglia e spesso è un quadro astratto dentro cui ognuno ci vede quel che ci vuol vedere o comunque qualcosa di diverso: linee, punti, colori, intrecci che ci sono e non ci sono, a seconda di chi è che osserva. Una società che è arte astratta e spesso è fiction. Teatro, appunto, dove però il confine tra la realtà, l’interpretazione di essa e la fiction è labile, sottilissimo, soggettivo.
E’ il caso di ART, una piece allestita dalla Nuova Accademia degli Arrischianti di Sarteano, che sarà in scena venerdì prossimo 13 febbraio, al teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve.
Art è una tragedia in veste di commedia, scritta da Yasmina Reza, scrittrice e drammaturga francese, perché  è nata a Parigi, nel 1959. Ma è di madre ungherese, ebrea e violinista e di padre ebreo iraniano nato a Mosca, deportato di guerra… Una famiglia che è un romanzo. Portare in palcoscenico una storia del genere è già una scelta. Coraggiosa. E un modo per far crescere il teatro locale… Così lo spiegano loro, quelli degli Arrischianti:  “In questa messa in scena della Nuova Accademia degli Arrischianti i tre amici dell’opera di Reza diventano tre amiche. Una di loro, facoltosa appassionata di arte contemporanea, acquista, per una cifra stratosferica, uno strano dipinto che consiste in una grossa tela bianca. Le altre due amiche cercano di farle capire che sulla tela non c’è nulla ma lei si ostina a vederci un quadro astratto fatto di linee cangianti (le trame della tela). La conversazione inizia come discussione accesa sul significato dell’arte contemporanea, trasformandosi presto in un serrato dialogo in cui le protagoniste mostreranno le loro personalità e nevrosi, in un crescente litigio che non riguarderà più l’arte ma il loro stesso rapporto di amicizia, tanto da arrivare a metterlo in discussione”.
La regia è di Giacomo Testa. Le tre amiche sono interpretate da Martina Belvisi, Silvia De Bellis, Giulia Rossi.
Laura Scovacricchi è l’aiuto regista, i costumi sono di Vittoria Bianchini; fonica e luci di Daniele Cesaretti.
Giacomo Testa, Martina Belvisi e Daniele Cesaretti hanno lavorato in passato anche insieme a noi in alcuni spettacoli allestiti da primapagina, ma non è per questo che citiamo l’appuntamento con ART. Lo facciamo perché si tratta di risorse importanti del teatro di questo territorio, loro e gli altri protagonisti della piece tratta dall’opera di Yasmina Reza. Giovani, ma non più giovanissimi, a cui piace mettersi in gioco, cimentandosi anche con testi non proprio di cassetta, leggeri o semplicemente “classici”. Qui c’è qualcosa di più, probabilmente. C’è la voglia di ragionare su cosa siamo e cosa stiamo diventando tutti quanti…
m.l.
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