SI’ O NO… SI ACCENDE LA CAMPAGNA REFERENDARIA: E SCENDONO IN CAMPO ANCHE AVVOCATI, MAGISTRATI E COSTITUZIONALISTI

SI’ O NO… SI ACCENDE LA CAMPAGNA REFERENDARIA: E SCENDONO IN CAMPO ANCHE AVVOCATI, MAGISTRATI E COSTITUZIONALISTI
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A un mese dal voto si scalda anche nel territorio la campagna per il referendum sulla riforma della giustizia che si terrà il 22 e 23 marzo.

Il 20 febbraio a Città della Pieve in una iniziativa promossa dall’associazione Art.21 è intervenuto Roberto Zaccaria per sostenere le ragioni del NO (al suo fianco c’era anche Monica Guerritore, vedi FOTO). Qualche giorno prima, il 16 febbraio, a Castiglione del Lago e a Paciano aveva parlato il professor Mauro Volpi, costituzionalista e promotore di “Società civile per il No”.

Il 3 marzo a Chianciano è previsto un incontro con il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, ovviamente a favore del Sì.

Giovedì prossimo 26 febbraio a Chiusi, presso auditorium la Villetta, ore 21,00, promossa da “Società civile per il no”, una iniziativa che vedrà insieme Anpi, Cgil e avvocati e  magistrati per il no.  Il tavolo dei relatori infatti prevede interventi di Irene Bettolini (Anpi Valdichiana), Alice D’Ercole (Cgil) e Franco Moretti, Erica Betti e Sara Dozzini tutti avvocati o docenti per il No e Andrea Boni, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siena. 

Il fatto rilevante, senza nulla togliere agli altri relatori, è proprio la presenza e la partecipazione in prima persona del Procuratore Boni (foto a sinistra), magistrato in prima linea in provincia di Siena che nella battaglia referendaria ha deciso di metterci la faccia e tutto il peso specifico dell’incarico che ricopre, senza nascondersi. Il dott. Andrea Boni a Chiusi gioca in casa, perché è chiusino, ma la scelta di esporsi a sostegno di chi si oppone alla riforma e di farlo intervenendo in iniziative pubbliche è inusuale. Diciamo pure coraggiosa e proprio per questo assai rilevante. Vuol dire che la questione è seria e decisiva e che anche tra i magistrati c’è chi teme effetti negativi sull’autonomia dei giudici o, peggio ancora, derive autoritarie e di controllo della magistratura da parte della politica. O, più precisamente dell’Esecutivo.

L’iniziativa di giovedì 26 a Chiusi è sostenuta a livello locale dal Gruppo Possiamo. Anche il Pd è schierato per il NO e fa parte del comitato promotore e dunque sarà della partita, anche se non è un mistero che all’interno del partito ci sia una frangia che invece è favorevole alla riforma. Nel territorio però una frangia molto limitata.

Sull’altro fronte, quello del Sì,  Fratelli d’Italia e Forza Italia sono le componenti più attive e mobilitate. Del resto la riforma proposta ricalca sostanzialmente una battaglia portata avanti da Berlusconi dalla “discesa in campo” nel ’94 fino alla fine dei suoi giorni. In realtà la separazione delle carriere figurava anche nel cosiddetto Piano di Rinascita Democratica di Licio Gelli e della loggia P2, che di democratico aveva veramente poco e prefigurava un’Italia di tutt’altro tipo.

Per la cronaca: in questo caso, il referendum è confermativo e non abrogativo, come altri del passato, quindi NON prevede QUORUM. Sarà valido qualunque sia la percentuale di partecipazione al voto.

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