CROLLO DEL CASTELLO DI FABRO: PARLA L’ASSESSORE REGIONALE DE LUCA
FABRO – L’assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca (M5S) era venuto a fare un sopralluogo al Castello di Fabro nel mese di marzo 2025, quando alcune persone erano state “sfollate” con apposita ordinanza, proprio per l’aggravarsi della situazione, con fessure sempre più evidenti nelle mura… Ieri, a tre giorni dal crollo, che per fortuna non ha causato vittime né feriti, lo stesso assessore ha pubblicato le foto di quel sopralluogo fatto insieme al sindaco Simone Barbanera 11 mesi fa e ha pubblicato su Facebook una sua riflessione sul crollo e sull’importanza della prevenzione, ma anche sulla necessità di norme precise e aggiornate che consentano interventi rapidi, quando succedono delle calamità. Ecco il testo della nota diffusa da De Luca:
Crollo delle mura del Castello di Fabro, la prevenzione ha evitato conseguenze gravi: nessun ferito grazie al monitoraggio
Con lo stanziamento regionale di 550 mila euro dal Fosmit assegnato alla Regione Umbria nel marzo 2025 abbiamo indirizzato a Fabro risorse importanti per la messa in sicurezza e il controllo strutturale delle mura, in ragione di criticità già note sul versante della stabilità dell’abitato. La rete di sensori ha consentito un’allerta preventiva che, in occasione dell’intenso maltempo che ha interessato l’Umbria nei giorni scorsi, ha evitato il coinvolgimento di persone e mezzi, pur con detriti che hanno interessato la viabilità principale.

Questo episodio conferma quanto sia decisivo investire in prevenzione e sistemi di monitoraggio continui soprattutto dove esistono fragilità note e il cambiamento climatico rende più frequenti eventi meteo intensi. La rete di sensori ci ha consentito di leggere in tempo reale l’evoluzione del dissesto e attivare, insieme al Comune, misure tempestive di tutela della sicurezza pubblica. Ora serve proseguire con una gestione integrata: messa in sicurezza e ripristino, ma anche valutazione puntuale delle condizioni del versante e dell’assetto idrogeologico affinché la ricostruzione sia coerente con la tutela del paesaggio e una pianificazione urbana che riduca il rischio nel tempo (…) . Il disegno di legge regionale in merito a eventi franosi e smottamenti, utile a poter provvedere con stanziamenti veloci a necessità di questo genere, è fermo al Testo Unico 2015, normativa che tuttavia si concentra principalmente sulla tutela paesaggistica e sulla programmazione. È giunto il momento di andare oltre. Serve una legge dedicata che attualizzi la norma del 1978 che per anni ha permesso interventi diretti e pronti interventi in caso di calamità.
Certo, nel caso del Castello di Fabro, la prevenzione ha evitato che il crollo si portasse dietro qualche tragedia, con morti e feriti e guai peggiori sotto il profilo dei danni e disagi, ma non è stata sufficiente ad evitare il cedimento, che alla fine si è verificato, come molti temevano. Poteva andare peggio, questo è vero, ma non è che sia andata benissimo. Le immagini parlano da sole. Ora si tratta di vedere e capire quanto sia a rischio tutto il resto della struttura e del contesto circostante e come intervenire, in che termini e in quali tempi. Di sicuro non si potrà attendere la nuova legge invocata dall’assessore De Luca. Qualcosa andrà fatto nel frattempo…
Nelle foto: l’assessore regionale De Luca con il sindaco di Fabro durante il sopralluogo del marzo 2025, e un’immagine del crollo (Umbria Tv).











Direttore hai detto tutto !
Cosa vuoi che facesse Thomas de Luca ? Che competenza poteva avere ?
Fece una visita di cortesia ! Poi: chi se ne frega !!….tanto il muro era ” vecchio ” !!
In che mani è ricaduta l’ Umbria !