CONFERENZA A CHIUSI SUI LAVORI AL LAGO: COSI’ IL CHIARO RESPIRERA’ MEGLIO E VIVRA’ PIU’ A LUNGO…

sabato 07th, febbraio 2026 / 16:28
CONFERENZA A CHIUSI SUI LAVORI AL LAGO: COSI’ IL CHIARO RESPIRERA’ MEGLIO E VIVRA’ PIU’ A LUNGO…
0 Flares 0 Flares ×

CHIUSI – Si è tenuta questa mattina, presso l’Auditorium La Villetta, la seconda conferenza pubblica per illustrare il progetto di salvaguardia del lago di Chiusi. La prima si tenne nel febbraio del 2024. La differenza è che i lavori sono iniziati. Il cantiere è aperto e ha preso il via.

L’incontro di oggi è servito a fare il punto della situazione. Lo hanno fatto i tecnici che stanno seguendo il progetto, il presidente di Nuove Acque, ente coinvolto in alcuni lavori, il presidente dell’Unione dei Comuni Edo Zacchei e il sindaco Sonnini che ha introdotto l’argomento con un intervento che a nostro parere può essere considerato tra i migliori, precisi e appassionati da quando è alla guida dell’Amministrazione comunale. Sonnini si è anche commosso quando ha citato Claudio Del Re, il capogruppo di maggioranza scomparso il 2 novembre 2024, che aveva la delega al lago ed è stato il motore che ha avviato il progetto in questione. Commossa anche l’arch. Roberta Guzzini dell’Ufficio tecnico comunale.

Alla fine dell’incontro è arrivato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, un segnale di “vicinanza” e di impegno della Regione per salvare una delle aree umide più rilevanti del centro Italia, ritenuta di interesse Europeo per la biodiversità. Il lago di Chiusi è una risorsa e, dato che non sta bene, un problema, non solo d i Chiusi, ma dell’intera Valdichiana (lo ha detto Zacchei) e dell’intera Toscana. Ed è un sistema unico con il Lago di Montepulciano – contiguo e collegato da un canale al lago di Chiusi – e anche con il Trasimeno che è in Umbria, ma a pochi chilometri di distanza.

La conferenza di questa mattina ha ri-sottolineato le criticità principali, che sono annose, in qualche caso storiche e dovute addirittura al progetto della Grande Bonifica della Valdichiana di fine ‘700, ma che si sono acuite e accelerate negli ultimi decenni. L’interramento dovuto all’apporto solido di terra dagli affluenti e dalle coltivazioni;  la diminuzione e quasi sparizione dei canneti che facevano da filtro e depuratore naturale (dal 1954 al 2023 l’85% è scomparso); l’erosione delle sponde (negli ultimi 30 anni almeno 200 metri); l’inquinamento per lo più dovuto sostanze azotate e microplastiche derivanti da lavorazioni agricole e florovivaistiche; l’arrivo di specie animali alloctone o “aliene” infestanti e competitive con la fauna autoctona, cosa questa che determina conseguenze pesanti per l’ecosistema; la necessità di regimare le acque reflue provenienti da insediamenti civili e commerciali e di evitare l’arrivo nel lago di acque limacciose nei periodi di piena e di precipitazioni copiose…

Da qui il progetto in questione, che non è un’opera radicale ed epocale, ma  un tentativo di porre un freno ai fenomeni degenerativi, di eliminarne qualcuno e nello stesso tempo di predisporre un quadro duraturo che possa mantenere uno “status” del Chiaro accettabile, tutto ciò con interventi mirati, non invasivi, non deturpanti e a costi tutto sommato limitati. Si parla infatti, per ora, di un totale di 2 milioni e 76 mila euro, finanziato da Regione Toscana (1.772.000 euro), Comune di Chiusi (240.000 euro), Nuove Acque (64.000 euro).

Cosa è previsto e cosa si è cominciato a fare cn i cantieri appena aperti?

Le opere in corso consistono in: 1) ripristino e riqualificazione della vasche di colmata, dove sfociano il torrente Tresa, proveniente da Moiano e il canale Montelungo, proveniente da Chiusi Scalo, oggi praticamente invase dalla vegetazione e non funzionali allo scopo di filtro;

2) contrasto con apposite opere di ingegneria ambientale, non impattante, dell’erosione delle sponde;

3) ricostituzione, anche attraverso ripiantumazione, del canneto laddove è scomparso e si è fortemente ridotto;

4) realizzazione di un collettore fognario collegato al depuratore comunale, nella zona dei due ristoranti sul lago;

5) realizzazione di un manufatto per servizi igienici;

6) contenimento anche attraverso cattura e soppressione delle specie “alloctone” infestanti come la tartaruga americana, fortemente competitiva con quella tipica europea presente un tempo anche nel lago di Chiusi, che però non è l’unica a creare problemi: vedi il gambero della Lousiana, il pesce gatto ecc., specie che hanno soppiantato e messo in crisi la presenza delle specie autoctone come luccio, tinca, persico reale, persico sole, fino a non molto tempo fa base della stessa cucina locale che traeva dal lago una delle principali risorse.

Questo per quanto riguarda il progetto fin qui finanziato e cantierizzato. Non sono previsti dragaggi o ripuliture dei fondali, non sono previste opere faraoniche. Ma anche quello che è stato messo in cantiere non è poco.  Ed è significativo che alcuni privati proprietari dei terreni rivieraschi abbiano dato disponibilità ad operare “in casa loro” per il bene del bene comune.

Come non è poco il fatto che dall’estate scorsa l’acqua del lago non viene più utilizzata per scopi idro potabili e irrigui, grazie all’arrivo al potabilizzatore dell’acqua dalla diga di Montedoglio, questa sì opera epocale e decisiva sotto molti punti di vista (salvaguardia del lago, qualità dell’acqua ai rubinetti di casa ecc.).

Ma tra le cose in programma ci sono anche interventi per canalizzazioni, dossi e altro necessari per fermate il dilavamento dai campi sulla riva nord est (che è umbra) e anche un accordo di programma con la Regione Umbria per una corretta gestione delle “paratoie” sui alcuni torrenti (vedi Moiano- Maranzano) che mandano acqua al Trasimeno e al Lago di Chiusi, paratoie che attualmente, anche per motivi tecnici e guasti, indirizzano il flusso verso il Chiaro, con non poche polemiche da parte di cittadini e osservatori umbri. Con il Trasimeno in crisi idrica drammatica il problema sussiste ed è giuso che venga affrontato e risolto di comune accordo. Tali  “chiuse” saranno dotate anche di misuratori, per monitorare l’apporto sia dell’acqua che di materiale solido, nel corso degli anni.

Il lago di Chiusi come specchio d’acqua è tutto nel territorio di Chiusi, quindi in Toscana, ma le sponde, sono per 3/4 in terra umbra. Nel corso del dibattito seguito alle esposizioni tecniche, qualcuno ha sollevato, giustamente, il tema della “fascia di rispetto” dalla riva, prevista dalle normative nazionali, entro la quale non si possono effettuare coltivazioni o altro, fascia che alla luce dei fatti sembra essere poco rispettata. Ma questo è un problema che attiene alla politica, alla gestione e ai controlli amministrativi e non di chi sta portando avanti un progetto scientifico e ambientale, per certi aspetti un progetto pilota, per rinaturalizzare uno specchio d’acqua e un ecosistema malati e bisognosi di cura.

Quello che si è cominciato a fare non è una cura da cavallo, è più una terapia di contenimento dei rischi e di stabilizzazione del paziente, per fermare l’acuirsi della malattia, rallentare il decorso ineluttabile verso il declino. Non c’era molto tempo da perdere, il malato stava (sta) dando segni inequivocabili di degrado, di deperimento. Diciamo che si sta facendo quello che allo stato attuale, con le risorse attuali, era ed è possibile fare.

D’altra parte dalla grande Bonifica della Valdichiana, sono passati 250 anni circa, i laghi di Chiusi e Montepulciano secondo quel disegno dovevano sparire per diventare terre fertili e coltivabili, sono ancora lì, un po’ malconci entrambi, con l’acqua sempre più bassa, ma ancora pieni di vita, di pesci, di uccelli stanziali e migratori, di rettili e molluschi, alcuni arrivati chissà come e da chissà dove. E questo qualche domanda la pone… Due oasi naturalistiche, con la gente che ci va a pesca, ad osservare gli uccelli con il binocolo o con la macchina fotografica, a correre o camminare lungo le sponde, a remare sulle affusolate imbarcazioni da canottaggio, a dipingere paesaggi, tramonti e albe mozzafiato…

Tra qualche mese, forse già alla fine della prossima estate, il Chiaro di Chiusi starà meglio. Non sarà salvo per sempre e definitivamente. Ma sarà più in salute. Avrà meno acciacchi e meno parassiti addosso, riceverà nuova linfa vitale, respirerà meglio.

m.l.

 

 

 

 

 

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Mail YouTube