ALTA VELOCITA’: IL COMITATO SAVA DI AREZZO APRE AL SENESE E AL POTENZIAMENTO DELLA STAZIONE DI CHIUSI

ALTA VELOCITA’: IL COMITATO SAVA DI AREZZO APRE AL SENESE E AL POTENZIAMENTO DELLA STAZIONE DI CHIUSI
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“Se si decidesse di realizzare la stazione in linea per l’alta velocità a Rigutino, dovremo aiutare il territorio senese a ottenere il Frecciarossa su Chiusi e rafforzare i collegamenti strategici dell’area”. Lo scrive il Comitato SAVA di Arezzo. E questa è una novità. Lo dice il presidente del Comitato stesso, Mattero Galli: «È in quest’ottica che il Comitato SAVA tende la mano al Senese: siamo un comitato per il sì, convinto che solo attraverso uno sviluppo sostenibile e cooperativo si possano superare i limiti infrastrutturali della Toscana del Sud. La velocizzazione della linea ferroviaria Siena–Chiusi è un passaggio fondamentale per rompere l’isolamento di Siena verso Sud. Siamo pronti a mettere in campo passione, competenza e soprattutto determinazione per superare l’isolamento della provincia di Siena e dei territori limitrofi». Un altro esponente del Comitato aggiunge:
«L’appetito vien mangiando. L’esperienza del Comitato SAVA ci ha coinvolto ed entusiasmato: investire nuove energie in una nuova battaglia ci stimola e ci dà slancio».  Il finale della nota del Comitato Sava sembra addirittura in contraddizione con la premessa (“se si decidesse di realizzare la stazione a Rigutino”…) laddove a precisa domanda “Ma non avevate interessi su Rigutino” , la risposta del Comitato è netta: “A quanto pare no. Se così fosse non saremmo oggi pronti a intraprendere una nuova avventura” (cioè aiutare il senese e la stazione di Chiusi).

Ma forse è solo questione di traduzione giornalistica. Perché se è vero che il comitato “tende la mano a Siena e a Chiusi”, non risulta che abbia accantonato la battaglia per la stazione in linea a Rigutino, che ha sempre sostenuto. E la premessa lo conferma. In ogni caso, la “mano tesa” a Siena e Chiusi, si aggiunge alle recenti dichiarazioni dei presidenti  Giani e Proietti a margine dell’accordo per un patto fra le due regioni e anche alla posizione espressa subito dopo dall’assessore regionale toscano Filippo Boni sulla necessità, in attesa di una decisione su Medio Etruria, di potenziare le stazioni esistenti tra cui Arezzo, Chiusi e Terontola, sia con fermate dei Frecciarossa, sia con IC e regionali veloci.

Anche questa indicata dal Comitato Sava aretino è una “soluzione” temporanea, ma al momento e nella situazione in cui siamo con il trasporto ferroviario falcidiato e ridotto al lumicino, con gravi disagi per gli utenti e disparità di trattamento e opportunità fra i grandi centri e le aree interne intermedie. Quindi prendiamola per buona. E’ probabile che a determinare l’apertura degli aretini a Siena e Chiusi siano stati anche i contatti e il lavoro diplomatico sottotraccia del comitato Opzione Zero, oltre che la “linea Giani-Boni” condivisa anche dall’Umbria. Qualche mese fa il senatore del Pd Valter Verini aveva espresso la stessa posizione: non escludiamo la possibilità di realizzare la stazione in linea, ma nel frattempo potenziamo utilizziamo al meglio e potenziamo le stazioni esistenti.

 

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