CHIUSI, RECUPERATI E DI NUOVO FRUIBILI DUE SPAZI PUBBLICI. BUONE NOTIZIE PER LA DOMUS ROMANA…
CHIUSI -Il centro storico di Chiusi può tornare a fruire di due luoghi riqualificati e messi in sicurezza, dopo che entrambi avevano registrato eventi e problematiche serie di dissesto idrogeologico. Parliamo del posteggio di via dei Longobardi e di via Fontanelle. Il primo interessato da una voragine e una frana che fu tra le primissime “grane” dell’amministrazione Sonnini. Entrambi gli interventi eseguiti con un lavoro che il sindaco ha definito “un lavoro collettivo, portato avanti dall’Ufficio Tecnico, dai progettisti (ingegnerei e geologi), dalle ditte incaricate e dagli operai comunali”. Ma non si tratta solo di ripristino e messa in sicurezza. In entrambi i casi si può parlare di “rigenerazione urbana”. Il sindaco spiega così ciò che è stato fatto: “il parcheggio di via Longobardi torna finalmente a disposizione della comunità e dei turisti, è stata realizzata una passeggiata di collegamento con la Domus Romana, un percorso che conduce ai lavatoi fino a via Fontanelle, dove è stato realizzato un nuovo marciapiede che consentirà ai ragazzi di raggiungere la scuola in condizioni di maggiore sicurezza. Tutto ciò mettendo al centro la qualità degli spazi pubblici e la vivibilità della città”.
In occasione dell’inaugurazione, avvenuta sabato 21, il parcheggio di via dei Longobardi, che si trova fra il Museo nazionale Archeologico e la Domus romana è stato intitolato a Teodoro “Doro” Levi, archeologo di fama internazionale che operò e studiò la Chiusi etrusca e romana nei primi anni del ‘900. L’assessore alla cultura e ai lavori pubblici Mattia Bischeri ha anche annunciato un intervento sul sito della Domus Romana, inaugurato in pompa magna ai tempi del sindaco Scaramelli, ma rimasto da allora in in stato di semi abbandono, intervento finanziato con 600.000 euro nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, che permetterà di realizzare un nuovo parco urbano.
Anche questa è una buona notizia. Perché vedere un sito archeologico di tale importanza, fagocitato da rovi ed erbacce a due passi dal Museo Nazionale non è certo un bel biglietto da visita per Chiusi. E’ un po’ come le Tombe Etrusche chiuse al pubblico. Sono ferite aperte che debbono essere curate e portate a guarigione. Purtroppo a Chiusi tante volte alle inaugurazioni solenni sono seguite più promesse e fanfaronate che fatti concreti. C’è da augurarsi che con il nuovo annuncio circa la Domus Romana si possa invertire la tendenza…
Il posteggio di via dei Longobardi è utile anche per la fruizione del Teatro nei giorni di spettacolo e si presenta come un suggestivo affaccio panoramico verso nord est con vista sul lago e sulle colline umbre punteggiate dai borghi di Porto, Vaiano, Villastrada, Paciano e il Pausillo e si aggiunge ad altre “terrazze” panoramiche come l’Olivazzo e il parco dei Forti che guardano a sud e sud ovest; il piazzale Vittorio Veneto (il Prato) verso nord ovest e Piazza Cesare Battisti verso nord est. E i punti panoramici chiusini non sono solo finestre sulla Val di Chiana aretina da una parte e romana dall’altra (di cui si vede benissimo ancora oggi la conformazione “disegnata” con la grande Bonifica di fine ‘700) o sui monti Cetona e Amiata; sullo skyline di Chianciano e Montepulciano e sui colli umbri, ma tutti raccontano anche storie di confine, storie assedi, battaglie, fughe precipitose, ritirate strategiche e anche storie di lavoro e di ingegno per domare le acque infide e malariche della Chiana e per creare sviluppo, storie di fortificazioni per la difesa e storie di viandanti, di profughi e fuggiaschi, di perseguitati e persecutori… A Chiusi non solo i monumenti, le pietre antiche incastonate nei muri, le tombe e le catacombe, i musei, anche i panorami sono pagine aperte sulla storia, sulla memoria, sulla cultura materiale del territorio.
Chiusi ha attraversato tante epoche, dagli etruschi ai romani, ai longobardi, ha visto passare eserciti di tutti i tipi, ha visto nascere la cristianità dei primordi di cui conserva ancora le catacombe, è stata spesso, sempre, un crocevia di comunicazioni, prima fluviali, poi stradali e, dalla metà dell’800 anche ferroviarie… Oggi è in declino e questo si nota anche dal fatto che l’inaugurazione e la messa in sicurezza di un posteggio diventi un evento. Però questi eventi meglio che ci siano. Meglio un posteggio bello, panoramico, sicuro e ben curato che uno spazio sterrato, malconcio e a rischio frana. Meglio un percorso pedonale sicuro che uno malmesso. E questa non è filosofia alla… Catalano. E’ real politik.
Chi sarebbe ‘sto Catalano? Roba del secolo scorso. Quando si faceva tardi per guardare Quelli della Notte.
m.l.











Non sarebbe male dare un occhio alle strade disastrate dentro Chiusi Scalo. Non solo la martoriata dai camion Via Cassia Aurelia, anche il resto è tutta una buca.
Alcune strade (via cassia Aurelia e via Manzoni) sono dissestate e piene di buche perché sottoposte al passaggio di decine di Tir ogni giorno, tir e altri mezzi pesanti diretti o in uscita dalla Lodovichi spa. Una situazione insostenibile. La soluzione però non è rattoppare le buche…