E TRUMP DICHIARO’ GUERRA AGLI AMERICANI. ANCORA UN MORTO A MINNEAPOLIS PER MANO DELLA FAMIGERATA ICE

domenica 25th, gennaio 2026 / 12:08
E TRUMP DICHIARO’ GUERRA AGLI AMERICANI. ANCORA UN MORTO A MINNEAPOLIS PER MANO DELLA FAMIGERATA ICE
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Quello che si vede nei video che circolano sui social e sui giornali on line, sul fatto avvenuto ieri a Minneapolis, Minnesota, Usa, è sconvolgente. A distanza di pochi giorni dall’uccisione di Renée Good, un altro cittadino americano è stato brutalmente assassinato, per strada, dagli agenti speciali dell’ICE, che ormai sono paragonabili agli squadroni della morte del sudamerica, alla Gestapo e alle squadracce della polizia fascista. Agenti in divisa, arroganti, corpulenti, mascherati, armati fino ai denti che fermano la gente, la spintonano, la gettano a terra e poi gli sparano addosso a bruciapelo 10 colpi di pistola.
“Era armato, aveva anche lui una pistola” hanno detto subito dopo le fonti governative per giustificare l’episodio. Non è vero. Dai video girati da varie angolazioni si vede benissimo che Alex Pretti, questo il nome dell’uomo, 37 anni, nel momento in cui è stato fermato, immobilizzato e ucciso in mano aveva solo il suo cellulare. Con il quale stava riprendendo ciò che stava avvenendo in quella strada. Riprendeva la violenza degli agenti ICE e ha provato a difendere una donna anche lei immobilizzata. La pistola ce l’aveva, come ce l’hanno milioni di americani, regolarmente denunciata e detenuta, ma non l’ha usata, né estratta o brandita … 
Le squadre speciali di Trump, che ufficialmente dovrebbero ripulire le città dagli immigrati irregolari, stanno facendo la guerra agli americani. Una guerra vera che lascia sul campo morti e feriti. Nei giorni scorsi hanno arrestato un bambino di 5 anni e deportato una bimba di 2, probabilmente per arrivare ai loro genitori… Lo facevano anche i nazisti con gli ebrei quando rastrellavano. Lo fanno i coloni sionisti di Israele coi palestinesi in Cisgiordania.
Se una cosa del genere, tra l’altro ripresa e rilanciata in mondovisione, come le due uccisioni di Minneapolis fosse avvenuta in Russia o in Venezuela o in Iran… cosa diremmo oggi? Probabile che in Russia, nel Venezuela di Maduro (che ora è in carcere negli Usa) e in Iran succedano cose del genere e magari in proporzioni anche maggiori. Ma i regimi di Putin, di Maduro e degli Ayatollah sono considerati da tutti regimi autoritari, antidemocratici. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, non più di due giorni fa invece auspicava che al presidente Trump fosse assegnato il Premio Nobel per la Pace… Non è una battuta, l’ha detto davvero.  Eppure le squadre speciali dell’ICE rispondono solo a Trump ed è lui che le ha inviate a Minneapolis… Non è la polizia federale, l’FBI, sono altra cosa. E circolano video in cui si vedono agenti dell’FBI e della polizia locale che affrontano a muso duro i “miliziani” dell’ICE.  Il sindaco di Minneapolis e il Governatore del Minnesota hanno invitato, senza troppi giri di parole, le squadracce ICE a “togliersi dai coglioni”. Migliaia di persone hanno sfilato in corteo contro gli ICE. 
Quando una democrazia, e soprattutto una democrazia forte, arriva per iniziativa del governo a situazioni del genere, i danni sono pesantissimi e probabilmente non finiranno qui, ma di solito – lo dice la storia – chi fa certe scelte e chi le esegue, finisce male. Spesso finiscono male anche i tiranni, i dittatori e gli autocrati, ma chi si professa democratico, è eletto dal popolo sovrano e usa la brutalità della repressione poliziesca nei confronti non solo degli “immigrati” e degli “irregolari”, ma anche del dissenso e di chi, fra i propri cittadini, semplicemente “osserva” e “registra” ciò che accade, non ha scampo. Non avrà vita lunga, politicamente parlando, perché il dissenso crescerà, crescerà la mobilitazione e la disapprovazione generale e questa sarà più vasta dell’opposizione politica e parlamentare. E quando questo avviene qualcuno deve fare i bagagli. E’ sempre stato così.
Donald Trump dice e fa quello che gli Usa hanno sempre fatto, ma lo fa senza filtri, senza alcuna infiocchettatura democratica. Ha semplicemente rotto uno schema consolidato e ha eletto il bullismo da sceriffo a sistema di governo e a paradigma da seguire nei rapporti internazionali, dice qualcuno. In molti per la verità. In buona misura è vero.
Ma intanto sta rompendo anche con i suoi più fedeli e storici alleati, dal Canada all’Europa. Sta picconando e demolendo non solo l’Onu e altre istituzioni sovranazionali, ma anche la NATO; si trova a suo agio solo con altri autocrati e governanti reazionari. Sul piano interno sta scatenando, come dicevamo, una guerra contro i suoi cittadini, che in sostanza è una nuova guerra civile. C’è anche la possibilità che FBI e polizia locale comincino a fare resistenza alle violenze gratuite dell’ICE. E gli americani hanno TUTTI (o quasi tutti) un arma in casa. Spesso un’arma da guerra, non una semplice pistola. Il rischio di scontri cruenti è reale.
Nuova guerra civile, sì, perché non sarebbe la prima. Gli Usa hanno fatto una rivoluzione per affrancarsi dal giogo della corona britannica; hanno fatto la guerra ai nativi sterminandoli a milioni; poi hanno fatto anche a guerra tra di loro, fra stati del Nord e sati del Sud, proprio mentre in Italia nasceva lo stato unitario; nel 2021 i sostenitori di Trump diedero l’assalto a Capital Hill per protestare contro la vittoria di Biden alle presidenziali. Un tentativo di colpo di stato folcloristico solo nel racconto di alcuni media. Ma fece morti e feriti. Trump gli assaltatori li ha graziati tutti.
The Donald, che non ha niente a che fare con lo sfigato Donald Duck, ma, come sceriffo, neanche con Wyatt Hearp e i più famosi sceriffi del west che pur  essendo svelti di pistola, erano più attenti e rispettosi delle regole, ha davanti ancora tre anni di mandato, se continua su questa strada farà ancora dei danni grossi, ma alla scadenza naturale da presidente non ci arriva.  C’è un’America diversa che vorrebbe anche farla finita con le guerre, con le violenze, coi muri, con i ricatti agli alleati, coi dazi , con i “pretoriani” mascherati e armati per le strade.
m.l.
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