PANICALE, PATTO DI UNITA’ D’AZIONE DELLE OPPOSIZIONI NON DI DESTRA. ALLARME FUGA DEI GIOVANI PER MANCANZA DI PROSPETTIVE…

sabato 03rd, gennaio 2026 / 15:02
PANICALE, PATTO DI UNITA’ D’AZIONE DELLE OPPOSIZIONI NON DI DESTRA. ALLARME FUGA DEI GIOVANI PER MANCANZA DI PROSPETTIVE…
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PANICALE – L’opposizione progressista in Consiglio Comunale a Panicale capeggiata da Ida Calzini per la lista “Iniziamo dal presente” e Daniele Torroni, già assessore ora con la lista “L’Unione”, hanno raggiunto un’intesa suggellata da un documento politico programmatico che ha iniziato a circolare tra i cittadini. Sì, quelli che fino a poco tempo fa si sentivano avversari stanno maturando la consapevolezza che unendo le forze attorno ad un programma possono divenire maggioranza e conquistare lo scranno più alto di Palazzo Landi, al posto di Giulio Cherubini sindaco attuale in quota PD. Maggioranza lo sarebbero pure adesso, infatti a Panicale si sta vivendo in una situazione alquanto insolita. Il risultato venuto fuori dalle urne nel 2024 sanciva per la prima volta che a ricoprire la carica di primo cittadino non era più colui che aveva preso voti abbondantemente sopra il 60%. Infatti Cherubini, è stato rieletto sono in forza della divisione delle forze avversarie e del meccanismo della legge elettorale, che nei comuni sotto i 10 mila abitanti premia chi prende 1 solo voto in più degli altri anche senza ottenere la maggioranza. Un anno e mezzo fa infatti Cherubini vinse con un modestissimo 33%, il consenso più basso mai registrato nella storia del comune di Panicale dal dopoguerra. Insomma un sindaco certamente legittimato, ma di minoranza e una maggioranza consiliare che non corrisponde affatto alla maggioranza elettorale. Le opposizioni divise in tanti rivoli, riportarono rispettivamente Daniele Torroni il 31%; Ida Calzini il 24% e la lista più marcatamente di Destra capitanata da Virginia Marchesini il 12%. Con le prime due che andarono a pescare soprattutto nello stesso bacino di voti di Cherubini e del centro sinistra.

Un risultato elettorale da cui si può constatare facilmente che se le due principali liste si fossero presentate agli elettori unite, avrebbero preso un robusto 55%. Un risultato che ha obbligato tutti a riflettere, una lezione di vita politica che ha fatto evidentemente capire che forse, se si fossero messe più in disparte le singole ambizioni, oggi staremmo raccontando tutti un’altra storia. La lezione sembra sia stata compresa. La riprova sta in un comunicato stampa dal linguaggio spiccio, trasmesso alle redazioni giornalistiche dalle due formazioni di Torroni e Calzini.  Si parla in esso di un “libro dei sogni”, riferendosi alle tante promesse elettorali di Cherubini, che si sta trasformando sempre più in un incubo per il primo cittadino. “L’immobilismo e la litigiosità della Giunta Comunale – chiaro il riferimento anche alle dimissioni recentissime dell’assessore alla cultura senza peraltro motivarle con argomenti. “L’ingresso – sostengono Calzini e Torroni – di un assessore esterno è stato presentato dal Sindaco come un a scelta del gruppo che lo sostiene. Ma questo rovescia il senso stesso di una nomina esterna. Un assessore “esterno” – chiosano – dovrebbe essere una scelta personale e diretta del Sindaco, una figura tecnica di alto profilo chiamata a rafforzare l’azione amministrativa per competenze specifiche. Quando – proseguono – chi guida un Comune sente il bisogno di prendere le distanze dalle proprie scelte, il problema non è procedurale ma politico. Significa non voler assumere pienamente la responsabilità delle scelte compiute”.

Un giudizio duro, che chiude ogni possibilità di dialogo. I due consiglieri di minoranza parlano di “preoccupante sequenza di naufragi dei principali progetti di sviluppo economico, utilizzati nella recente campagna elettorale, nel programma amministrativo dell’attuale maggioranza”. Come non ricordare le 300 aziende – così aveva assicurato il Sindaco – che avevano manifestato interesse per il progetto “Wood 4 Green”. Affermazioni che avevano suscitato tanto stupore certo, ma anche tanta speranza in questo angolo di terra umbra, che nel giro di pochissimi anni aveva visto scomparire il suo qualificato distretto industriale che per oltre un quarantennio aveva garantito un benessere diffuso.

Una vaporizzazione del sistema industriale che faceva seguito ad un primo grande disastro avvenuto pochi decenni prima: lo smantellamento senza alcuna ragione della linea ferroviaria Perugia-Tavernelle, che doveva connettersi – il progetto era già stato approvato – a Chiusi. Oggi la fascia di territorio che corre da Castel del Piano a Chiusi, avrebbe avuto sotto il profilo infrastrutturale e di sviluppo industriale ben altra portata. Così come la stessa città di Perugia non si troverebbe in quella condizione di isolamento dalle grandi linee di comunicazione ferroviarie e stradali. E invece si sta assistendo in questo territorio al riemergere del fenomeno della emigrazione soprattutto giovanile e laureata, perfettamente in linea con quanto avviene sul piano nazionale. E la fuga dei giovani è per le due formazioni di opposizione motivo di riflessione e seria preoccupazione .

630mila sono stati i giovani che negli ultimi anni hanno lasciato il Bel Paese. La Val Nestore al momento, non ha nessuna prospettiva di futuro. Quello che emerge, è che questo fenomeno migratorio sta assumendo sempre più la forma di un esodo strutturale e non episodico. Sembra di essere tornati a prima del 1960…

La Valnestore non è stata trattata bene dai piani alti della politica umbra.  Basti pensare che per realizzare appena 9 chilometri di variante alla Pievaiola, nei pressi di Tavernelle, ci sono voluti ben 28 anni di lotte. Della ristrutturazione dell’intera Pievaiola,si parla da 40 anni… Per costruire tutta l’Autostrada del Sole, da Milano a Napoli bastarono 8 anni, dal 1956 al 1964.

Ecco, dinnanzi a questo quadro socio economico non certo rassicurante, Torroni e Calzini, denunciano “un affaticamento dell’esecutivo, al quale – affermano – occorrerà porre tempestivo rimedio, attuando con determinazione tutte le misure del caso per invertire la tendenza negativa, i cui effetti nefasti sono oramai sotto gli occhi di tutti, come ad esempio, senza scadere in eccesso di critica, la recentissima revoca del finanziamento dell’interessante e oramai annoso progetto del Ponte sul guado Grondici e la completa scomparsa dai radar dell’attuazione del progetto “Wood 4 Green”.

Il ponte fu una delle opere più sbandierate in campagna elettorale da Cherubini, con tanto di cartellonistica con la quale si annunciava l’imminente apertura del cantiere. Un progetto apparso subito a gran parte della cittadinanza “velleitario e irrealizzabile” (così’ scrivono Calzini e Torroni). Per il ponte sul guado Grondici, furono stanziati circa 800mila euro, ma ne servivano più del doppio, almeno 2 milioni.  Alla fine i termini sono scaduti e i fondi stanziati sono stati revocati. Ora bisognerà rifare tutto da capo.

In merito alla riqualificazione dell’area ex Enel oggi di proprietà del Consorzio CONSENERGIA Agreen, che “stando alle previsioni, avrebbe dovuto attivare un consorzio d’imprese in grado di generare un centinaio di posti di lavoro”, par di capire che tutto sia ancora è avvolto da una nebbia impenetrabile”. Così scrivono i due capigruppo di minoranza, “che forti della sommatoria del consenso elettorale guadagnato nell’ultima tornata elettorale e stimolati dal crescente favore politico della Comunità Locale, sono sempre più convinti di proseguire il loro mandato amministrativo in un virtuoso percorso comune, foriero di interessanti novità economico e sociale di tutta la collettività panicalese e dell’intera Valnestore”.

Insomma una dichiarazione, quest’ultima, che apre scenari nuovi e delinea un “patto di unità d’azione” tra le due liste con l’obiettivo di presentarsi uniti alle prossime elezioni . E’ vero che il 2029 è ancora lontano e che l’attuale amministrazione Cherubini non è neanche a metà mandato, ma l’aria che tira per il sindaco panicalese sembra piuttosto tempestosa. Chissà che il banco non salti prima della scadenza. Le due liste di opposizione non di destra sembrano aver fiutato un vento propizio… E viene in mente la famosa canzone di Lucia Dalla: “L’anno che sta arrivando tra un anno passerà/Io mi sto preparando, è questa la novità…”

R.C.

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