Lo scorso 14 gennaio il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha presentato due provvedimenti che riguardano la sicurezza e che dovrebbero essere portati entro fine mese al Consiglio dei Ministri: un decreto legge, dedicato a disposizioni urgenti per il potenziamento operativo e organizzativo del Viminale e delle forze di polizia, e un disegno di legge sui temi della sicurezza pubblica, immigrazione e protezione internazionale e funzionalità delle forze dell’ordine.
Nel testo ci sono norme “antimaranza” e il divieto di portare (e di vendere ai minori) coltelli e “armi improprie”. E questo è un problema che esiste, vedasi l’omicidio, per accoltellamento di uno studente a La Spezia per mano di un coetaneo… I due erano giovani italiani di seconda generazione, entrambi di origini nordafricane. E con il termine “maranza” si intendono, nel gergo italiano individui appartenenti a gruppi e comitive di giovani rumorosi caratterizzati da ostentati atteggiamenti spavaldi e ineducati, che usano linguaggio triviale e un “codice di abbigliamento” vistoso, con capi griffati, ma per lo più contraffatti. Nelle città vengono definiti “maranza” le gang dei giovani di origine nordafricana, ma anche quelle dei “meridionali”. La caratteristica comune quella di importunare turisti, passanti e coetanei per le strade, cosa che spesso genera tensioni, risse anche con altre “gang” di provenienza ed etnia diversa: i sudamericani, gli slavi, gli albanesi. E ovviamente gli italiani.
Il provvedimento del governo prefigura un giro di vite e pugno di ferro sulla violenza giovanile con un “ampliamento del catalogo dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni, inserendo anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia qualora commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere dei quali è vietato il porto in modo assoluto ovvero senza giustificato motivo”. E al fine di rafforzare l’azione educativa e di controllo sui minori, nell’ipotesi di ammonimento del questore rivolto al minore di età superiore a 14 anni, è introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro a “carico del soggetto tenuto alla sorveglianza del minore che non ha dimostrato di non aver potuto impedire il fatto”. Secondo la bozza del provvedimento, stessa sanzione amministrativa pecuniaria del prefetto, è introdotta per i casi di ammonimento del questore nei confronti di minorenni che hanno commesso atti persecutori o di cyberbullismo.
Nessuna nuova disposizionesulla violenza da stadio o in generale degli ultras, come quelli di Roma diretti a Torino e quelli della Fiorentina diretti a Bologna che si sono affrontati e picchiati con mazze e catene nei pressi dell’autogrill di Cantagallo, mettendo a rischio automobilisti ignari. Gli ultras sembrano intoccabili…
Ma non finisce qui. Nelle nuova normativa (non ancora approvata) è prevista la possibilità per il Prefetto di individuare delle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento di soggetti già segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati. Insomma la possibilità di istituire “zone rosse permanenti”. Ed è previsto pure lo scudo penale per le forze dell’ordine con la non iscrizione automatica nel registro degli indagati per chi agisce nell’adempimento di un dovere o con l’uso legittimo delle armi (norma però che vale non solo per chi indossa una divisa ma per tutti i cittadini per i quali dovesse esserci notizia di reato, ma con una causa di giustificazione). Di contro, nel corso delle manifestazioni di piazza, la polizia potrebbe essere autorizzata a perquisire le persone sul posto e trattenere negli uffici fino a 12 ore persone anche solo sospettate di rappresentare un «pericolo» per lo svolgimento pacifico degli eventi. Chi viene poi condannato, anche in via non definitiva, per reati di violenza contro persone o cose durante le manifestazioni pubbliche, potrebbe essere interdetto dal giudice a partecipare a «riunioni o assembramenti in luogo pubblico».
Le sanzioni amministrative (insidiose, in quanto non richiedono l’approvazione di un giudice per la loro applicazione) per mancato preavviso di un corteo o sit in, per deviazione del percorso della manifestazione e “reati” simili, potrebbero essere enormemente aumentate (fino a 20 mila euro), andando così a scoraggiare gruppi e movimenti. Strategia questa già perseguita dal governo, con le multe, le denunce e gli arresti contro i movimenti per la Palestina, proprio per reati quali blocchi ferroviari e manifestazioni non autorizzate.
In sostanza il Governo sta operando non solo una stretta sulla violenza e la devianza, ma anche contro la libertà di manifestare per o contro qualcosa. E non attenua questa sensazione il fatto che la norma in discussione preveda una nuova circostanza aggravante comune, applicabile ai delitti non colposi contro la vita, l’incolumità individuale e la libertà morale, per il caso in cui il fatto sia commesso contro gli iscritti all’albo e nei registri dei giornalisti ovvero contro i direttori di testate giornalistiche non iscritti all’albo, durante lo svolgimento delle proprie funzioni o a causa di esse. Cioè tenda a tutelare l’incolumità di chi fa informazione.











Francamente mi fa sorridere l’ idea di un’ Italia stato di polizia, dato che costituisce ormai da anni il trionfo del disordine e dell’ illegalità, nonché il bengodi dei malviventi di ogni etnia, inclusa la nostra. Magari fosse vero, magari…qui ognuno, dal maranza al grande criminale, fa il
comodaccio suo totalmente indisturbato. E fa altrettanto sorridere, se non proprio ridere, l’ idea di introdurre una miriade di provvedimenti restrittivi di questo o quello quando è evidente a tutti che lo stato non ha i mezzi per farli rispettare, in quanto servirebbero mezzo milione di uomini in divisa e altrettanti posti nelle carceri. Allora sì avrebbe senso, così fa ridere.
Direttore nessuno vuole ledere la libertà di manifestare !
Le norme non permetto di : bruciare,imbrattare,rompere vetrine, dar fuoco a macchine e cassonetti e di inveire o picchiare le forze dell’ ordine !
Purtroppo paghiamo il troppo permissivismo !
Manifestare è legittimo ,anzi, legittimissimo , è creare disordine che non è legittimo !
Purtroppo oggi,specialmente la sinistra,va in piazza con un unico intento : divertirsi a far casino !!…….. MA I DANNI chi li paga ??
In America si va sempre più verso uno Stato colmo di autoritarismo all’interno e sempre più imperialista all’esterno. Speriamo che Trump duri poco, che non abbia il tempo per mortificare pesantemente la democrazia . Soprattutto che non riesca a sgretolare l’Europa, che insieme a pochi altri Paesi, rappresenta ancora oggi un presidio di Diritti e e di democrazia.