MINNEAPOLIS-ROGOREDO, C’E’ POI TANTA DIFFERENZA? IL PD: “GLI ICE ALLE OLIMPIADI NON LI VOGLIAMO”

martedì 27th, gennaio 2026 / 17:21
in Cronaca
MINNEAPOLIS-ROGOREDO, C’E’ POI TANTA DIFFERENZA? IL PD: “GLI ICE ALLE OLIMPIADI NON LI VOGLIAMO”
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C’è differenza fra gli omicidi a sangue freddo degli agenti ICE a Minneapolis e l’uccisione del giovane di origini marocchine da parte di un poliziotto in borghese a Milano, quartiere Rogoredo?

Sì, c’è differenza. Ma non troppa. Gli agenti mascherati comandati da Greg Bovino hanno ucciso prima Renée Good, poi Alex Pretti, una donna e un infermiere, entrambi cittadini americani, incensurati. A Renée Good un agente ha sparato in faccia mentre tentava di allontanarsi con la sua auto; Pretti è stato freddato con 10 colpi di pistola, dopo essere stato strattonato, gettato a terra, immobilizzato e disarmato, aveva una pistola regolarmente denunciata e detenuta addosso, ma non in mano. In mano aveva solo un telefonino. Gli agenti ICE di Minneapolis girano e agiscono a volto coperto.

A Milano, Rogoredo, il ragazzo marocchino ucciso ieri, non era incensurato. Era uno spacciatore, con vari precedenti. Pare – così ha detto l’agente che gli ha sparato – che avesse puntato una pistola verso i poliziotti. La pistola è poi risultata a salve. Finta. Ma gli agenti non potevano saperlo. “Mi ha puntato l’arma, ho avuto paura e ho sparato” ha detto l’uccisore. Ci sta. Ma ha sparato con una precisione che neanche Tex Willer. Il giovane marocchino è stato colpito alla testa, da almeno 15 metri.  Mira infallibile o… sfortuna?

Gli agenti ICE a Minneapolis hanno sparato alla Good e a Pretti da pochi centimetri. A bruciapelo.

Anche lo spacciatore di Milano è morto. L’agente che ha sparato e lo ha ucciso adesso è indagato per omicidio volontario.

Le differenze con gli omicidi dell’ICE a Minneapolis sono dunque più d’una. Intanto qui, in Italia, almeno, l’agente è finito sotto inchiesta, cosa che negli Usa non è avvenuta. Anche se Ministro dell’Interno e presidente della Regione Lombardia si sono affrettati a dire che “sembra trattarsi di un caso di legittima difesa”. Vedremo se c’è stato eccesso di legittima difesa. L’agente poteva sparare in aria, o alle gambe… invece che “ad altezza d’uomo”?

Alla notizia che i “miliziani” dell’ICE verranno in Italia a fare la scorta agli atleti americani alle Olimpiadi invernali lo stesso Ministro Piantedosi ha dichiarato che la sicurezza alle Olimpiadi di Milano-Cortina sarà garantita dalle forze dell’ordine italiane e che “noi in Italia abbiamo altre metodologie” (così ha detto).  Il che è vero. Ma fino ad un certo punto. Perché a Rogoredo, che è Milano, non è che sia andata tanto diversamente. E non solo nel risultato finale.

Il fatto che il giovane marocchino non fosse incensurato e fosse uno spacciatore non era motivo per sparargli in testa. Poi certo – si dirà – che aveva una pistola e l’arma, anche se era finta sembrava vera e quindi ciò ha portato alla legittima difesa… Restano però i 15 metri di distanza, che non sono pochissimi. Era così minaccioso quel ragazzo, a 15 metri di distanza? Tutte cose che l’indagine della Magistratura dovrà chiarire.

Quanto agli ICE di Trump, l’esponente del Pd milanese Majorino ha scritto sui social che se arriveranno davvero a Milano, “ci troveranno in piazza a dire loro che non sono benvenuti”. Bene. Bravo Majorino.

Accettare che alle Olimpiadi Invernali arrivi una milizia straniera che agisce a volto coperto, che rastrella gli immigrati e spara e ammazza le persone per strada, senza che queste abbiano fatto niente, in Italia non può essere “normale” neanche sotto il governo destrorso e fascistoide di Giorgia Meloni. Non può essere considerata una cosa “normale”. Come  non è normale, anzi è l’ennesimo affronto, che due carabinieri italiani in servizio di pace all’estero vengano immobilizzati, fatti inginocchiare e interrogati da un colono armato, come è successo ieri in Cisgiordania.

Trump e Netanyahu guidano due stati che si definiscono democratici, ma si comportano come i peggiori autocrati. Stanno trasformando gli Usa e Israele in due dittature poliziesche e reazionarie che usano milizie in divisa e coloni armati per fare ciò che vogliono, come avviene nei tanto esecrati stati canaglia. L’Italia, per fortuna non è così, ma ha un governo che è amico e sodale di Trump e Netanyahu, dai quali stenta a prendere le distanze in maniera netta e inequivocabile. Meloni e Tajani balbettano. Per i due carabinieri Tajani ha chiamato l’ambasciatore, protestando piano.

La sinistra balbetta anche lei… Purtroppo. La speranza è – come cominciano a scrivere molti intellettuali, scrittori, giornalisti, attori, registi, economisti americani – che la protesta dei cittadini democratici (non necessariamente elettori del partito democratico) scesi in piazza a decine di migliaia con 20 gradi sotto zero, si allarghi, alzi il volume, passi l’oceano e spazi via gli autocrati e i guerrafondai con le loro milizie mascherate o meno che si sentono sdoganate e libere di usare la violenza per intimidire e zittire chi dissente. Anche gli immigrati irregolari c’entrano fino ad un  certo punto.

A proposito delle violenze a Minneapolis noi italiani abbiamo qualche motivo di riflessione in più degli altri: era Italiano Alex Pretti, l’infermiere ucciso a Minneapolis (origini piemontesi), è di origini italiane (calabresi) anche Greg Bovino, il capo degli Ice, i cui familiari arrivarono negli Usa da immigrati, irregolari come quelli a cui adesso dà la caccia.

Molti commentatori ieri hanno scritto che Trump vuole tirare la corda e creare un clima di paura, per ricorrere all’insurrection act, una legge del 1807 che consente al presidente di schierare l’esercito nel Paese e magari rinviare o sospendere le elezioni di Mid Term, che potrebbero dimezzargli il consenso e renderlo inoffensivo… Ipotesi non peregrina. Ma forse le proteste stanno cambiando lo scenario.

Pare infatti che Trump abbia cominciato a vacillare e che abbia rimosso il capo Bovino, allontanandolo da Minneapolis e rimandandolo al suo precedente incarico a El Centro, in California in attesa dell’imminente pensionamento. E con lui se ne andranno dalla città del Minnesota presa d’assedio, anche altri agenti, sommersi dalle critiche e dalle accuse di usare metodi nazisti.  Non solo, l’Ambasciata Usa in Italia fa sapere che “in occasione delle Olimpiadi, l’Homeland Security Investigations dell’Ice supporta il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e il Paese ospitante nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali. Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana”. Ci mancherebbe che l’ICE agisse per conto proprio, in Italia, fuori dal coordinamento dall’autorità italiana…

E’ vero che dal 1945 siamo un Paese a sovranità limitata. E gli Usa ce lo hanno dimostrato in tanti modi e in tante occasioni (da Portella della Ginestra e Salvatore Giuliano al caso Mattei, dai tentativi di golpe all’uccisione di Aldo Moro…), ma a tutto c’è un limite.

m.l.

Nella foto (MuviTv): il capo degli ICE Greg Bovino

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