C’è differenza fra gli omicidi a sangue freddo degli agenti ICE a Minneapolis e l’uccisione del giovane di origini marocchine da parte di un poliziotto in borghese a Milano, quartiere Rogoredo?
Sì, c’è differenza. Ma non troppa. Gli agenti mascherati comandati da Greg Bovino hanno ucciso prima Renée Good, poi Alex Pretti, una donna e un infermiere, entrambi cittadini americani, incensurati. A Renée Good un agente ha sparato in faccia mentre tentava di allontanarsi con la sua auto; Pretti è stato freddato con 10 colpi di pistola, dopo essere stato strattonato, gettato a terra, immobilizzato e disarmato, aveva una pistola regolarmente denunciata e detenuta addosso, ma non in mano. In mano aveva solo un telefonino. Gli agenti ICE di Minneapolis girano e agiscono a volto coperto.
A Milano, Rogoredo, il ragazzo marocchino ucciso ieri, non era incensurato. Era uno spacciatore, con vari precedenti. Pare – così ha detto l’agente che gli ha sparato – che avesse puntato una pistola verso i poliziotti. La pistola è poi risultata a salve. Finta. Ma gli agenti non potevano saperlo. “Mi ha puntato l’arma, ho avuto paura e ho sparato” ha detto l’uccisore. Ci sta. Ma ha sparato con una precisione che neanche Tex Willer. Il giovane marocchino è stato colpito alla testa, da almeno 15 metri. Mira infallibile o… sfortuna?
Gli agenti ICE a Minneapolis hanno sparato alla Good e a Pretti da pochi centimetri. A bruciapelo.
Anche lo spacciatore di Milano è morto. L’agente che ha sparato e lo ha ucciso adesso è indagato per omicidio volontario.
Le differenze con gli omicidi dell’ICE a Minneapolis sono dunque più d’una. Intanto qui, in Italia, almeno, l’agente è finito sotto inchiesta, cosa che negli Usa non è avvenuta. Anche se Ministro dell’Interno e presidente della Regione Lombardia si sono affrettati a dire che “sembra trattarsi di un caso di legittima difesa”. Vedremo se c’è stato eccesso di legittima difesa. L’agente poteva sparare in aria, o alle gambe… invece che “ad altezza d’uomo”?
Alla notizia che i “miliziani” dell’ICE verranno in Italia a fare la scorta agli atleti americani alle Olimpiadi invernali lo stesso Ministro Piantedosi ha dichiarato che la sicurezza alle Olimpiadi di Milano-Cortina sarà garantita dalle forze dell’ordine italiane e che “noi in Italia abbiamo altre metodologie” (così ha detto). Il che è vero. Ma fino ad un certo punto. Perché a Rogoredo, che è Milano, non è che sia andata tanto diversamente. E non solo nel risultato finale.
Il fatto che il giovane marocchino non fosse incensurato e fosse uno spacciatore non era motivo per sparargli in testa. Poi certo – si dirà – che aveva una pistola e l’arma, anche se era finta sembrava vera e quindi ciò ha portato alla legittima difesa… Restano però i 15 metri di distanza, che non sono pochissimi. Era così minaccioso quel ragazzo, a 15 metri di distanza? Tutte cose che l’indagine della Magistratura dovrà chiarire.
Quanto agli ICE di Trump, l’esponente del Pd milanese Majorino ha scritto sui social che se arriveranno davvero a Milano, “ci troveranno in piazza a dire loro che non sono benvenuti”. Bene. Bravo Majorino.
Accettare che alle Olimpiadi Invernali arrivi una milizia straniera che agisce a volto coperto, che rastrella gli immigrati e spara e ammazza le persone per strada, senza che queste abbiano fatto niente, in Italia non può essere “normale” neanche sotto il governo destrorso e fascistoide di Giorgia Meloni. Non può essere considerata una cosa “normale”. Come non è normale, anzi è l’ennesimo affronto, che due carabinieri italiani in servizio di pace all’estero vengano immobilizzati, fatti inginocchiare e interrogati da un colono armato, come è successo ieri in Cisgiordania.
Trump e Netanyahu guidano due stati che si definiscono democratici, ma si comportano come i peggiori autocrati. Stanno trasformando gli Usa e Israele in due dittature poliziesche e reazionarie che usano milizie in divisa e coloni armati per fare ciò che vogliono, come avviene nei tanto esecrati stati canaglia. L’Italia, per fortuna non è così, ma ha un governo che è amico e sodale di Trump e Netanyahu, dai quali stenta a prendere le distanze in maniera netta e inequivocabile. Meloni e Tajani balbettano. Per i due carabinieri Tajani ha chiamato l’ambasciatore, protestando piano.
La sinistra balbetta anche lei… Purtroppo. La speranza è – come cominciano a scrivere molti intellettuali, scrittori, giornalisti, attori, registi, economisti americani – che la protesta dei cittadini democratici (non necessariamente elettori del partito democratico) scesi in piazza a decine di migliaia con 20 gradi sotto zero, si allarghi, alzi il volume, passi l’oceano e spazi via gli autocrati e i guerrafondai con le loro milizie mascherate o meno che si sentono sdoganate e libere di usare la violenza per intimidire e zittire chi dissente. Anche gli immigrati irregolari c’entrano fino ad un certo punto.
A proposito delle violenze a Minneapolis noi italiani abbiamo qualche motivo di riflessione in più degli altri: era Italiano Alex Pretti, l’infermiere ucciso a Minneapolis (origini piemontesi), è di origini italiane (calabresi) anche Greg Bovino, il capo degli Ice, i cui familiari arrivarono negli Usa da immigrati, irregolari come quelli a cui adesso dà la caccia.
Molti commentatori ieri hanno scritto che Trump vuole tirare la corda e creare un clima di paura, per ricorrere all’insurrection act, una legge del 1807 che consente al presidente di schierare l’esercito nel Paese e magari rinviare o sospendere le elezioni di Mid Term, che potrebbero dimezzargli il consenso e renderlo inoffensivo… Ipotesi non peregrina. Ma forse le proteste stanno cambiando lo scenario.
Pare infatti che Trump abbia cominciato a vacillare e che abbia rimosso il capo Bovino, allontanandolo da Minneapolis e rimandandolo al suo precedente incarico a El Centro, in California in attesa dell’imminente pensionamento. E con lui se ne andranno dalla città del Minnesota presa d’assedio, anche altri agenti, sommersi dalle critiche e dalle accuse di usare metodi nazisti. Non solo, l’Ambasciata Usa in Italia fa sapere che “in occasione delle Olimpiadi, l’Homeland Security Investigations dell’Ice supporta il Servizio di Sicurezza Diplomatica del Dipartimento di Stato americano e il Paese ospitante nel processo di verifica e mitigazione dei rischi provenienti da organizzazioni criminali transnazionali. Tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana”. Ci mancherebbe che l’ICE agisse per conto proprio, in Italia, fuori dal coordinamento dall’autorità italiana…
E’ vero che dal 1945 siamo un Paese a sovranità limitata. E gli Usa ce lo hanno dimostrato in tanti modi e in tante occasioni (da Portella della Ginestra e Salvatore Giuliano al caso Mattei, dai tentativi di golpe all’uccisione di Aldo Moro…), ma a tutto c’è un limite.
m.l.
Nella foto (MuviTv): il capo degli ICE Greg Bovino
La Lega ha detto per anni : ”Padroni in casa nostra”. Allora secondo me se per proteggere gli atleti americani come le autorità italiane si comporteranno? Gli Stati Uniti sono nostri alleati ma la sicurezza compete alle nostre forze di Polizia.Vogliono venire in Italia ? Ok, che entrino ma entrino disarmati perchè se ci fossero sommovimenti di chi non li accetta e c’è da prnsarlo visto che la protesta monta, una volta che si trovino di fronte a proteste in strada, non c’è da giuraci che non succeda nulla.La protezione americana dei loro cittadini all’estero è considerata ”sacra” perchè vale quel principio che in casa nostra possano fare ciò che vogliono.Ricordatevi inoltre di ciò che è stato il Cermis…basterebbe quello.
Se gli agenti ICE verranno in Italia per fare la scorta a Vance e Rubio e agli atleti americani per le olimpiadi vuol dire che NON E’ VERO che sono un corpo speciale anti immigrazione illegale, ma tutt’altro e svolgono altri compiti. Per la protezione di politici, capi di stato, atleti ci sono altre forze deputate. In Italia del resto CIA, Fbi, Dea operano da sempre, sono di casa, diciamo. Che bisogno c’è di inviare anche questi? La vicenda ha tutta l’aria di essere una provocazione. Come appaiono una provocazione le parole di Trump quando definisce “un incidente” l’uccisione a sangue freddo di Alex Pretti a Minneapolis. Può essere stato un “incidente” (dettato dalla paura e dalla legittima difesa, ovviamente da verificare) l’uccisione del 28enne marocchino a Rogoredo, con un colpo di pistola sparato da 15-20 metri di distanza. Non può mai considerarsi incidente l’uccisione di un uomo immobilizzato, già disarmato e quindi reso innocuo, con 10 colpi di pistola sparati da 20 centimetri…
Uccidere un uomo ucciso è sempre da depredare!
Ma l’ uomo ucciso e,parlo sempre di uomo,non di marocchino o italiano, si sarà chiesto se puntare una pistola ,seppur FINTA,ha puntato una pistola verso un uomo che era ARMATO con una vera ?
LE provocazioni si fanno,al limite,con gli schiaffi,non con le pistole,perché chi ha in mano un arma vera ,NON può chiedere a l’ altro : scusa la tua è FINTA?
Scusate, ….Uccidere un uomo è sempre da deprecare…..
Io parto sempre da un presuposto, che è quello che chi ha la forza la usa quando si tratta di mantenere il proprio potere. E se tale finalità incontra anche le metodologie che consentano di trovare spazio e ragione per reprimere proteste,avendo in mano la forza,credo che non ci si fermi davanti a nulla.Il discorso che possano entrare in italia in tale luce è-secondo il mio modo di pensare- una provocazione.Infatti gli studi delle strategie politiche ci possono portare a dire che certi comportamenti possono essere messi in atto per la ricerca a tutti i costi di un incidente,sapendo la reattività politica di certe fasce che non sono formate solo da estremisti ma soprattutto da gente comune che ha il diniego di quanto sia successo a Minneapolis per esempio….Mi si spieghi allora perchè la gente che non li desideri e che li potrebbe contestare dovrebbe stare zitta.Perchè spesso le manifestazioni che non sono fatte per creare violenza ma solo per protesta non vengano autorizzate. Nel caos delle piazze ci zuppano parecchi e spesso chi ci zuppa ha la convenienza ad inzuppare da qualsiasi parte politica provenga.Dal momento che sarebbero (parlo dell’ICE) comunque ed in tutti i casi in un territorio a loro straniero ,mi si spieghi perchè non bastino le forze di polizia che esistono e che da sempre controllano le manifestazioni ? E’ la volontà di spargere la benzina sul fuoco per poi impugnare il bastone per dare mazzate a chi protesta, mazzate sia in senso fisico ma soprattutto politico. E’ una metodologia procedurale usata da ogni parte politca questa.A chi avesse la memoria corta oppure la usasse sempre a pro-suo – senza far meravigliare nessuno dei lettori- vorrei ricordare che il Ministro degli interni eletto nelle file della Democrazia Cristiana On.Cossiga, che poi fu il primo cittadino con la carica di Predidente della Repubblica Italiana, in una criticatissima intervista su come dovevano comportarsi le forze dell’ordine nella reprimenda delle manifestazioni. Ebbene ricordo ”il succo” di tale intervista che fu per bocca sua detto che sarebbe stato bene che la Polizia negli scontri fosse stata messa in grossa difficoltà dai dimostranti affinchè questa avesse potuto dopo reprimere le manifestazioni in maniera più dura possibile senza andare tanto per il sottile.Questo modo di intendere le questioni è ancora ben vivo e vegeto nelle teste di chi ha il potere e si prepari a schiacciare ogni dissenso, perchè tale idea ancora persiste strutturalmente.Detto per voce di un allora Ministro dell’Interno, tutto questo traccia una visione per certi politici che dovrebbero sovraintendere l’ordine pubblico, il pensiero che li anima non ci dovrebbe meravigliare se vada contro certi contenuti della democrazia, perchè i primi ad invocarla -tale democrazia-sono stati da sempre i nostri governanti.Allora questo fatto sulla possibilità che possano venire gli agenti dell’ICE in Italia per scortare gli atleti americani a me appare come una provocazione, e credo che non si possa tacere sul filmato di giorni or sono girato a Milano quando una fila interminabile di mezzi di polizia del Qatar ha fatto la comparsa nelle strade del centro perchè ci hanno detto che era una esercitazione per la protezione degli atleti qatarini-La rete 7 cosa ha riferito per bocca di Travaglio ?: che di atleti del Qatar ce ne sia iscritto solo UNO ! Allora se i cittadini italiani immersi nella loro quotidianità senza curarsi di cosa passi loro vicino o di cosa si possa prospettare per il loro futuro, accettino ogni cosa tenuto- conto della crisi che esiste e che non è una favola- va bene così, dopo quando l’aria si surriscalda non vengano però a dire che il Governo dell’Italia nulla c’entri con tali iniziative.Il Governo su tale tema disponga come crede perchè ne ha facoltà, ma secondo il mio punto di vista dovrebbe curarsi di non dare adito a possibili provocazioni che possano inficiare l’ordine pubblico perchè il Governo -lo ribadisco- governa in nome di tutti, ed in casa propria ha il diritto di non far interferire nessun altro. Guardando alla storia troppi fatti che hanno sconvolto l’Italia sono successi,ed invece poche volte si è dimostrato la volontà di non far interferire gli ameruicani nelle cose che ci riguardano.Una di queste fu il caso Sigonella, dove l’italia per un attimo dimostrò di avere la schiena diritta per poi ritornare al solito servaggio. Ma quanti ”Cermis” invece sono successi, che hanno fatto sì di usare l’ordine interno portando interferenze di natura internazionale, per inficiare le proteste e le rivendicazioni contro mafie e terrorismi e malgoverno.Il sequestro Moro che ha segnato la storia d’italia e che è stato uno spartiacque politico crediamo che sia stata opera di 10 pazzoidi estremisti rossi ? Ormai mi sembra che nell’opinione pubblica tale risibile conclusione sia stata assodata e chiarita. Per Paolo Pasolini disse una volta : ”Io lo sò chi è stato , ma non ho le prove”…ed ancora oggi c’è gente che dichiara che dietro la sua uccisione ci sarebbe stato Partito Comunista. L’italia purtroppo andrebbe rifatta da capo.Ma come nel ” piccolo ci stà il grande” fin’ora siamo campati paecchio da quelle briciole che cadono dalla tovaglia del padrone e guai se mancassero e non cadessero….che in tal caso è quello d’ oltre oceano, quello dove in casa sua noi non vorremmo e non sapremmo campare per una somma di ragioni, che è stato il primo nostro liberatore e che ha un sistema che a noi non appare molto consono alla nostre esigenze di italiani.eppure è quella che noi abbiamo sempre considerato la Country of Freedom.E allora con chi e con cosa dovremmo far pace ? Può darsi forse prima di ogni altra cosa col nostro cervello,ma questo spesso resta cosa difficile….