LA REGISTA ALICE ROHRWACHER CONTRO LE PALE EOLICHE NELL’ORVIETANO. APPELLO RACCOLTO DALLA REGIONE UMBRIA

sabato 24th, gennaio 2026 / 12:07
LA REGISTA ALICE ROHRWACHER CONTRO LE PALE EOLICHE NELL’ORVIETANO. APPELLO RACCOLTO DALLA REGIONE UMBRIA
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PER LA CINEASTA C’E’ UNA RAGIONE DI PIU’ CHE VIENE DA LONTANO…
“Il paesaggio umbro non è una merce di scambio. La Regione Umbria sostiene con convinzione la difesa del nostro paesaggio e dei nostri territori che racconta chi siamo e fa conoscere l’Umbria nel mondo” scrive Tommaso Bori assessore alla Regione, annunciando l’adesione della Regione stessa all’appello lanciato dalla regista Alice Rohrwacher e altre 100 e passa personalità della cultura, contro il progetto Phobos, che prevede l’installazione di pale eoliche nel territorio orvietano, precisamente tra Orvieto e Castel Giorgio, comune dei Monti Volsini, vicinissimo al Lago di Bolsena e non lontano dal Monte Amiata. Secondo la regista e i firmatari dell’appello inviato al presidente della Repubblica Mattarella, il progetto suddetto “rischia di compromettere in modo irreversibile un’area di straordinario valore”. “In questi giorni abbiamo incontrato in Regione Alice Rohrwacher, è stato un confronto importante su una battaglia che riguarda tutta l’Umbria: non vogliamo che un paesaggio unico, diventato racconto e identità anche nei suoi film, venga deturpato da decisioni calate dall’alto”.
Alice Rohrwacher si interessa molto della vicenda anche per la sua storia personale. La regista è nata a Fiesole (FI) nel 1981, ma insieme alla sorella, l’attrice Alba,  ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza proprio a Castel Giorgio, dove i genitori (madre italiana e padre tedesco, apicoltore) sbarcarono nei primi anni ’80, dopo che altri hippies, quasi tutti del nord Europa, che nella zona chiamavano “i capelloni”, si erano insediati in una serie di poderi abbandonati del Monte Peglia e zone limitrofe, creando una sorta di comunità anomala e alternativa rispetto all’ambiente circostante.  Quindi per le sorelle Rohrwacher i monti dell’alto orvietano hanno il sapore e i colori di casa e per quelle famiglie alternative che scelsero di viverci in maniera spartana, fuggendo da altri mondi, pensare alle pale eoliche sulle cime è probabilmente qualcosa di insopportabile. Una ferita che non s’ha da fare. Tra l’altro il non lontano Monte Peglia ha già dato il suo contributo alla modernità e alla tecnologia con i ripetitori TV che si vedono da decine di km di distanza. 
Sulle pale eoliche l’assessore umbro Bori punta il dito anche sul governo e sulla precedente gusta Tesei: “Su questa vicenda servono responsabilità e verità. Le scelte del Governo e l’inerzia della precedente Giunta di destra hanno aperto la strada a una liberalizzazione senza regole che oggi mette a rischio il nostro territorio. La transizione ecologica è una cosa seria: non può essere usata come alibi per forzature e scorciatoie. Noi stiamo facendo la nostra parte, anche in sede giudiziaria. Difendere il paesaggio significa difendere l’Umbria. E su questo non arretriamo”.
Come abbiamo scritto in altra occasione, proprio a proposito di progetti simili (eolico e agrivoltaico) nel sud senese, non tutto quello che è green va bene a prescindere. Nelle aree interne, nelle zone montane, il paesaggio è la prima – a volte l’unica – risorsa cui aggrapparsi per sopravvivere. Progetti fortemente invasivi possono rappresentare un danno devastante e definitivo. Meglio pensarci bene e scegliere altre soluzioni.
m.l.
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