CONVEGNO PD A POZZUOLO: L’AGRICOLTURA UMBRA CERCA NUOVE STRADE

mercoledì 14th, gennaio 2026 / 15:38
CONVEGNO PD A POZZUOLO: L’AGRICOLTURA UMBRA CERCA NUOVE STRADE
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“L’Agricoltura e le produzioni tipiche al tempo dell’intelligenza artificiale e dei cambiamenti climatici”.  Agricoltura e clima, o più precisamente visti il “maltempo” che stiamo vivendo, i  cambiamenti climatici (solo Trump si ostina a negarli), hanno avuto sempre uno stretto rapporto bidirezionale: le produzioni agricole concorrono alla produzione di emissioni di gas serra (metano da allevamenti intensivi, veri lager che andrebbero subito aboliti), ma nel contempo essa stessa è perseguitata prediletta, siccità, eventi estremi (alluvioni, grandine) e concentrazione delle aree di coltivazione monoculturale, richiedendo urgentemente l’adozione di pratiche sostenibili e innovative come agroecologia e biobreeding per adattarsi.

Il nostro attuale sistema alimentare è bene esserne consapevoli, è causa del 37% delle emissioni totali di gas serra, dunque uno dei principali motori del cambiamento. Le conseguenze ecologiche dell’agricoltura intensiva sono gravissime. Tra queste deforestazione, desertificazione le principali. E un particolare di non poco conto: a decidere i prezzi in un mercato globalizzato dei frutti della terra, non sono gli agricoltori, ma le multinazionali, le società finanziarie, le grandi catene di distribuzione. Tutto questo si tramuta nel campo, in caporalato e schiavismo, come ha esclamato una imprenditrice agricola.

E’ questo sommariamente il quadro dentro al quale si muove oramai l’agricoltura. Sì, occorre ripensare profondamente tutta la filiera, le pratiche, senza scadere ovviamente negli isterismi dell’ideologismo ambientalista. L’agricoltura è bene rimarcarlo sempre, ha dato da mangiare a quasi tutti, quando si è stati capaci di unire in una sinergia la meccanica, la chimica, la biologia. Dove ancora non riesce a sfamare le popolazioni, è perché queste sono vittime di regimi politici e di logiche finanziarie che mirano alla tutela dello sfruttamento e del massimo profitto. Le conseguenze ecologiche dell’agricoltura intensiva sono gravissime. Tra queste deforestazione, desertificazione, utilizzo di pesticidi e fertilizzanti, inquinamento delle falde acquifere, piogge acide e conseguenti cambiamenti climatici.

In Italia, e nello specifico in Umbria per le caratteristiche dei nostri territori, dobbiamo – questo è emerso con chiarezza dal convegno –  puntare ad una agricoltura di qualità. Sono intervenuti al Convegno di Pozzuolo, Claudio Monellini, Presidente dell’Associazione che porta il nome del grande fisico Franco Rasetti, uno dei “ragazzi di via Panisperna”, che proprio a Pozzuolo ebbe i suoi natali;  Nicola Chiucchiurlotto Vicepresidente CIA Umbria; Romeo Pippi Presidente del Distretto del cibo Trasimeno-Corcianese; Simona Meloni Assessore Regionale politiche agricole e alimentari; Camilla Laureti Vicepresidente Gruppo SeD all’Europarlamento. Ad introdurre e coordinare il convegno l’ex sindaco Fiorello Primi, oggi Presidente dell’Associazione i “Borghi più belli d’Italia, il quale ha subito posto sul tavolo una questione cruciale: l’Intelligenza Artificiale come molla per far uscire dalla crisi l’agricoltura. L’agricoltura già, quella pratica che permise alla società umana di cambiare radicalmente la propria vita e iniziare un percorso di civilizzazione che non si è più fermato fino ai nostri giorni. E poiché il convegno si è tenuto nella sede di Palazzo Moretti che ospita la memoria del grande fisico Franco Rasetti, ha ricordato che fu proprio il padre Giovanni a voler introdurre la tecnologia in agricoltura, lasciando intendere con spirito positivistico, che con l’Intelligenza Artificiale, saremo in grado di praticare una agricoltura più sostenibile.

Il sindaco Burico, ha voluto sottolineare come con l’iniziativa il PD si sia voluto riappropriare di un ruolo di guida politica che da tempo aveva perso. Poi entra subito nel concreto delle tante problematicità che oggi avvolgono la produzione agricola anche nella zona del Trasimeno e ne individua una, sicuramente la più devastante: la siccità. Egli ha sottolineato che per l’agricoltura l’acqua di Montedoglio a sarà fondamentale, ma non sarà l’acqua della diga aretina che risolverà la questione dei livelli idrometrici del lago: bensì una manutenzione del territorio a cui associare una strategia di piccoli invasi. Riprendendo quello che oggi tutti gli esperti, le associazioni del settore vanno ripetendo da anni: piccoli invasi che non creano impatti ambientali, che sono in grado di intercettare acqua piovana per poi ridarla ai singoli territori. Ricordando che l’agricoltura è una parte rilevante del PIL del Trasimeno.

Un intervento atteso era quello del nuovo segretario Regionale PD Umbria Damiano Bernardini che ha sottolineato che è tempo che l’Umbria torni a fare progetti ambiziosi per il suo futuro, puntando su scienza e tecnologie, ma anche sulle infrastrutture. “Dal fermo attuale in cui ci ha portato la Destra, dobbiamo uscire subito”, ha esclamato. Annunciando l’apertura di un ciclo di incontri come partito che coinvolgeranno la società in tutte le sue sfaccettature. Incontri dedicati al futuro dello sviluppo economico della regione, con l’obiettivo di contribuire a costruire una prospettiva di crescita solida, sostenibile e capace di creare nuove opportunità. Il suo passaggio sulle infrastrutture non è sfuggito a nessuno, vista l’arretratezza che in questo contesto territoriale del Sud del Trasimeno versano le vie di comunicazione: si è fermi aa strade da anni ’70… con vertenze aperte oramai da tempo nei confronti del governo regionale, ma anche di quello nazionale che stanno andando, va detto senza indugi, troppo a rilento. Basti pensare all’odissea della Pievaiola. Un ritorno quindi ad un partito che sia in grado come lo è stato in passato, di ascoltare e confrontarsi su piani programmatici con tutte le espressioni sociali della Regione. “Un modello di sviluppo – ha rimarcato – oltre le tre I (Instabilità, Iniquità nella distribuzione della ricchezza, Inquinamento) che non possiamo più permetterci. Un modello di sviluppo alternativo a quello attuale”. Esprimendo un parere favorevole sull’accordo Mercosur che si va profilando a Bruxelles, puntualizzando però che nell’importare i prodotti bisognerà precisare che ci vorranno delle garanzie come una tracciabilità e una certificazione, che rendano i prodotti trasparenti. Per i nostri produttori si apriranno nuovi mercati quelli dell’America del Sud dove le nostre produzioni di alta qualità potranno trovare nuovi sbocchi necessari, soprattutto alla luce dei dazi decisi da Trump”.

Una posizione assai simile a quella di Coldiretti che dice NO all’ingresso di alimenti ottenuti con sostanze da noi proibite. Dunque garanzie di reciprocità. Le titubanze su questo aspetto dell’accordo sono state esternate da Letizia Tiezzi, che non ha nascosto che il mercato del Sud America per le sue peculiarità, non riuscirà ad essere remunerativo per gli agricoltori. Il mercato USA resta quello ancora su cui puntare. “Sì, c’è il rischio di una desertificazione produttiva”, ha affermato. La preoccupazione degli agricoltori, relativamente ai prodotti importati è che questi possano generare una concorrenza sleale, visto i metodi di produzione che in quei Paesi vengono attuate.

Particolarmente significativo è stato l’intervento dell’Assessore Meloni, la quale ha parlato di una agricoltura umbra che deve lavorare per creare alleanze interregionali, per produrre e esportare sui mercati internazionali prodotti di alta qualità. Insomma un brand Umbria e un accesso al credito per le aziende agricole facilitato”. E assolutamente meno burocrazia: “gli agricoltori – ha detto – non possono perdere troppo tempo al computer”. La parlamentare europea Camilla Laureti ha evidenziato come ora le sovvenzioni che vengono dall’Europa non sono più elargite in base agli ettari che possiede l’azienda agricola. Una pratica questa che ha finito per favorire le grandi aziende, non certo le piccole e di qualità. Così come i finanziamenti riguarderanno sempre più donne imprenditrici e Aree Interne. Ma la parlamentare ha voluto anche fare chiarezza su un annuncio roboante che la Destra ha lanciato in queste ore: “Grazie alla loro attività – vorrebbero far credere – che si sono avuti altri 10milioni di euro dalla Comunità in seguito all’accettazione dell’accordo Mercosur. NO, non ci sono somme aggiunte, si tratta solamente di un anticipo”.

I prodotto IGP, DOP, sono fuori dai dazi. Laureti ha anche parlato della necessità di mettere in campo una strategia che porti alla realizzazione di supermercati di territorio, per vendere prodotti di alta qualità, così da facilitare l’accesso ai consumatori. Insomma non più da contadino a contadino a fare la spesa. Quindi virare decisamente verso una agricoltura sempre più come salvaguardia dell’ambiente, di una nuova industria della trasformazione, di nuovo modello di turismo che l’agricoltura sta già contribuendo a sviluppare.

Renato Casaioli

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