CHIUSI SCALO: CINGHIALI SOTTO CASA, CITTTADINI ALLARMATI
CHIUSI SCALO – Alcuni lettori residenti nella zona Porto di Chiusi Scalo segnalano la “presenza inquietante” di un cinghiale, piuttosto grosso, che ogni mattina esce dalla macchia e gironzola tranquillo intorno ai palazzi, stazionando spesso anche davanti ai garages e ai portoni di ingresso. La scena – dicono – si ripete più o meno intorno alle 7 di mattina, poco dopo l’alba, orario però in cui molti escono di casa per andare a scuola o a lavorare. L’animale sembra abituato a vedere degli umani, perché non si scompone più di tanto, né fugge impaurito. Hanno certamente più paura i ragazzi e le ragazze che se lo sono trovati davanti appena fuori dal portone… e le loro mamme. Qualcuno – fanno sapere – ha contattato la Polizia Municipale per porre il problema e vedere se si trova una soluzione. Nel 2017 di fronte ad analoghe segnalazioni nella medesima zona e intorno alla vecchia fornace di via Oslavia, poco distante, l’allora sindaco Bettollini decise di fare una battuta di caccia mirata. Proprio lì, a ridosso della case. Ovviamente attivando tutti i protocolli di sicurezza. La battuta ebbe luogo una domenica mattina: 55 cinghiali abbattuti. L’operazione fu ripetuta un altro paio di volte. Anche a monte della Fornace. Ancora decine di animali “passati per le armi”. Ma i numeri dei capi abbattuti confermavano un problema reale sia per la sicurezza degli abitanti che i cinghiali se li trovavano davanti quando andavano a gettare il sacchetto dell’immondizia, sia per gli automobilisti che percorrendo Via Oslavia potevano vedersi attraversare la strada da un cinghialone maschio, una cinghialessa femmina e una decina di cinghialotti al seguito…
Un centinaio di cinghiali abbattuti voleva dire che nell’area ce ne erano almeno il triplo… Adesso a distanza di quasi 10 anni da quelle “sparatorie controllate” nella zona Fornace, il problema sembra riproporsi. D’altra parte i cinghiali vivono alla macchia e non hanno internet, non tengono un archivio delle operazioni atte a contenerne la proliferazione, né forse hanno la memoria di ferro degli elefanti, quindi è probabile che delle battute selettive dell’allora sindaco Bettollini non abbiano nemmeno il ricordo.
Bettollini però era un sindaco cacciatore, esperto delle battute al cinghiale. Gianluca Sonnini no, abita lì nella zona in questione, ma un fucile probabilmente non lo ha mai preso in mano. Così ad occhio e croce non sembra il tipo da ordinare una “battuta selettiva” dietro casa…
Ci penserà la Polizia Provinciale. Così avrebbe risposto la Polizia Municipale ai residenti allarmati. Per la Polizia Provinciale: il cinghiale citato esce solo verso le 7… per il resto del giorno non si fa vedere. E’ metodico e abitudinario. Forse è pensionato.











Un paio di carazzate,buone, e….. prosciutto per tutti !!
Non ci sono alternative !!
Un istruzione di come si faccia a catturare un cinghiale senza arrivare ad ucciderlo ma per deportarlo in altri luoghi, per chi la volesse seguire potrebbe quindi la seguente:
” Predisporre una gabbia metallica , andare con questa in prossimità del bosco e delle case circa le ore 7 portando un bel paiolo di acqua a bollore, togliersi la cintura dei pantaloni ed immergerla nell’acqua bollente per qualche minuto.Dopodichè sicuramente il cinghiale sente l’odore della CINGHIA-LESSA che sarà messa come esca all’interno della gabbia , arriva e viene catturato ed ingabbiato”. Speriamo che con i tempi che corrono qualcuno non lo faccia davvero perchè non ci sarebbe nulla da meravigliarsi che possa succedere….
Scherzi a parte, su You Tube esistono dei filmati veicolati dalla Turchia titolati ”Kamp av Balik” dove vi sono scene di caccia al cinghiale fatte da organizzazioni para statali che hanno delega da parte delle autorità per limitare l’invasività di detti animali.Non sò se da noi queste organizzazioni esistano ma credo che tali iniziative vengano demandate adesso ai Comuni in mancanza di decisioni degli enti provinciali che non possono più deliberare tali iniziative.Almeno credo che sia così….in quei filmati si vede chiaramente che l’acqua bollita non la portano…in tutti i casi credo sia bene non fidarsi dell’apparente non aggressività della bestia in questione poichè come penso tutti capiscano che vi possono essere elementi non misurabili dalla cognizione umana che possano scatenare reazioni inaspettate anche verso le persone da parte di certi animali anche se appaiono in quei momenti degli animali pacifici.Reazioni che possono essere anche mortali per le persone stesse.E non sarebbe la prima volta….quindi astenersi dalla cinghia bollita che non serve…
In casi del genere la Polizia Provinciale non interviene direttamente con il.proptio personale, ma delega il compito ad una squadra di caccia al cinghiale organizzata e riconosciuta. La quale organizzerà una battuta di caccia controllata, coadiuvata per quanto riguarda la sicurezza, da polizia municipale, PS. Carabinieri e volontari protezione civile. E nessuno sparerà vicino alle case, i cinghiali verranno spinti con i cani in aree più lontane e lì se mai abbattuti. È probabile che nel caso in questione si tratti di uno degli animali che vivono ormai in modo stanziale dentro e intorno alla ex fornace.
Chiedo scusa ma nel rigo iniziale del mio intervento precedente manca il verbo essere. Leggi: potrebbe essere quindi la seguente”