CHIANCIANO, E’ MORTO SALVATORE NOCILLA PROFESSORE E PRESIDE ED ESPONENTE STORICO DEL MSI
CHIANCIANO TERME – La notizia l’ha data questa mattina l’ex sindaco Andrea Marchetti, in un post di cordoglio sulla sua pagina facebook. E’ morto Salvatore Nocilla, noto professore e poi preside del Liceo Poliziano di Montepulciano, ma ancor più noto come esponente di primissimo piano della destra politica in Valdichiana e in provincia di Siena. Iscritto e militante del MSI, negli anni ’70 e ’80 non si nascose mai, e tenne alto, spesso da solo o con pochi sodali il vessillo nel neofascismo in una terra che all’epoca era la più rossa d’Italia. Fu anche candidato al Senato, due volte, nel 1976 e nel 1983, nel collegio di Siena, senza essere eletto. In quegli anni, segnati da fortissime contrapposizioni, anche da docente Salvatore Nocilla si espose più volte. E più volte si trovò in situazioni complicate. Era presente alla riunione del Msi nella sede di Montepulciano quando un “commando” di Lotta Continua fece irruzione nel locale nei pressi di Piazza dell’erbe, scatenando una rissa o meglio un pestaggio deciso come azione di risposta dopo l’aggressione e il pestaggio di un giovane comunista di Sant’Albino, avvenuto a Chiusi, all’uscita del cinema. Ed era presente quando un manipolo di picchiatori neofascisti per lo più sarteanesi, ma non solo, tentò di dare l’assalto ad una assemblea studentesca per la celebrazione del 25 aprile, nella Cripta del Collegio Magnanet, sempre a Montepulciano. L’assalto fu respinto sulla porta della Cripta dagli studenti. Lui, il professor Nocilla, ne uscì con la giacca a brandelli… Era insieme ai picchiatori. Ma, si disse poi che forse stava tentando di dissuadere i suoi dal tentativo velleitario di azione squadrista.
Detto questo, a Montepulciano e a Chianciano dove abitava, Salvatore Nocilla è ricordato certamente come un esponente della destra estrema, ma anche come uomo “tutto d’un pezzo”, rigoroso e coerente con i propri principi. E anche come un avversario leale, almeno nel senso che non ha mai cercato di camuffarsi indossando il doppiopetto, come si diceva allora. In quegli anni il Msi era una forza non del tutto irrilevante, era presente praticamente in ogni paese, aveva anche alcuni consiglieri comunali, a Chiusi per esempio era stato eletto per la Fiamma Tricolore il collega di Nocilla, Salvatore Barattolo, siciliano anch’egli di nascita. Insegnava greco.
Con la scomparsa di Nocilla, “finisce un’epoca di qualità e di vera passione” scrive l’ex sindaco di Chianciano Marchetti. Sulla passione e sulla fine di un’epoca concordiamo con Marchetti. E in certo qual modo anche sulla qualità. La politica fra la metà degli anni ’60 e la fine degli ’80 è stata davvero tutt’altra cosa rispetto agli ultimi 30 anni. C’era più passione, ma anche più sostanza, più coerenza, più preparazione di fondo. Basti pensare ad un fatto, semplice: anche nelle ali estreme (il Msi da una parte, i gruppi extraparlamentari a sinistra del Pci dall’altra) a confrontarsi e ad esporsi nelle assemblee, nelle piazze, nei picchetti operai, erano spesso professori di liceo, e con loro c’erano anche medici, avvocati, professionisti… A Montepulciano e in Valdichiana, Nocilla e Barattolo dovevano vedersela, anche a scuola, con Mariano Fresta, con Fabio Celli, Giuliana Valastro…
Nelle occupazioni studentesche capitava di discutere e accapigliarsi anche sull’interpretazione di un testo di Cesare Pavese o su un film di Pasolini. In una assemblea proprio il professor Nocilla provò a contestare, ma con argomentazioni non banali, la lettura pasoliniana de “il Vangelo secondo Matteo” che considerava inopportuno, ma non blasfemo. Si sa, Pasolini era un comunista atipico inviso ai comunisti tipici e non del tutto inviso ad una certa destra identitaria e sociale. Salvatore Nocilla in quell’acqua nuotava.
m.l.











Sono veramente dispiaciuto per la scomparsa del professor Nocilla. Un bravo professore, un bravo preside.
Mi ricordo le nottate passate nella sede del m.s.i.in via Porsenna,per stampare il giornalino ” la Campana “.
Un professore che non guardava al colore politico dei suoi studenti. Erano tutti uguali.
Scompare una figura importante della destra locale e, non solo.
Le più sincere condoglianze alla moglie e alla famiglia.
Mi dispiace non poter dare l’ ultimo saluto ad una gran persona perbene !!
Riposi in pace.
Come al solito si travisano i fatti.
Io ero presente e,con lui, alla cripta del Magnanet. Non c’era nessuno picchiatore di Sarteano. Eravamo in una decina. Mi sembra ci fosse anche il dottor Agresti. Non ci fu nessuno scontro ne,giacche a brandelli. Andammo lì perché,non vollero che intervenisse,come partigiano, il professore Barattolo che, aveva vissuto una fase da partigiano non rosso.
Mi ricordo come fosse successo ieri. Ci fu uno scambio ” animato ” di parole. Tutto si fermò li !
La storia,vera, è questa !
forse parli di un fatto diverso. A quel tempo la cripta del Magnanet veniva usata spesso. E certi momento di tensione capitavano abbastanza spesso. Anche io c’ero alla manifestazione citata nell’articolo e ricordo benissimo il tentativo di sfondamento, la difesa di chi era all’interno. E ricordo benissimo lo scontro che non durò molto perché impari (eravamo molti di più noi, all’interno) come ricordo giacche e giubbotti “smanicati” a forza e la ritirata piuttosto precipitosa degli assedianti su per una salitella… Qualche graffio lo rimediai pure io, ma ero secco come un chiodo, non avevo un gran fisico…
Marco,NON insistere !
Io c’ero e mi ricordo bene ! Eravamo una decina,NON ci furono scontri fisici ! Se vuoi ti faccio i nomi di che si però contro per non farci entrare !
Non venirmi a dire a cosa serviva la cripta del Magnanet,veniva usata per vari scopi. Partite di pallavolo,conferenze,riunioni e feste !
Tu rimediasti qualche schiaffo dai tuoi ? Forse ?
Comunque di quello che vuoi,…..sei dalla parte ” giusta ” !
Ribadisco ,se vuoi ti faccio i nomi ,I soliti degli scontri al liceo , che erano sempre disposti a far casino e a menar le mani ! Guarda caso erano dalla tua parte ! Da gran PACIFISTI!
Ti racconterò che,il giorno dell’ assalto ,mi ritrovai,di fronte un amico , Agostino Miliacca, e dicemmo : come facciamo a prenderci a schiaffi,siamo cresciuti insieme !!
NON travisare,sempre la storia !
NON nego che saremmo stati disposti a tutto ,anche se eravamo,nettamente in minoranza !!
D’altronde le botte si contano,sempre due volte,quando si prendono e,quando si danno !!