ADDIO A MARCO ROSADI, UN ALTRO EX PRIMAPAGINA CHE SE NE VA…
CASTIGLIONE DEL LAGO – E’ passata tanta gente dalla redazione di primapagina, dal 1990 ad oggi. Ragazzi, ragazze che muovevano primi passi nella pratica del giornalismo e oggi sono inviati de La 7, del Tg1, del Tg3, del fatto Quotidiano.. Poi anche studenti dell’Università di Perugia che venivano a fare lo stage in redazione, ma soprattutto tanti che avevano solo voglia di scrivere, raccontare, gente curiosa e legata al proprio territorio e lo voleva in qualche modo scandagliare. Tra questi ultimi c’era anche Marco Rosadi, castiglionese, musicista, poeta, appassionato di cose locali: dal motocross agli etruschi, dalle questioni annose del lago a certe vicende delle frazioni…
Marco Rosadi se ne è andato, un paio di giorni fa a 69 anni, la mia e stessa età. Con Primapagina collaborò per un periodo, nei primi anni 2000, quando il giornale era ancora di carta e in formato tabloid, tipo quotidiano. Non andavamo d’accordo su tutto, avevamo su molte questioni visioni diverse. Che non vuol dire contrarie o contrastanti. Diverse. Punto. Poi ci siamo persi di vista. Magari capitava di incontrarsi a qualche concerto di Trasimeno Blues o cose simili. A qualche grande evento nel castiglionese.
La notizia della morte ci ha colto tutti, qui in redazione, di sorpresa. E ha fatto male. Un altro pugno nello stomaco. Un atro di noi che se ne va. L’elenco comincia ad essere lungo: qualche settimana fa Giorgio Filippi, a marzo 2025 Alvaro Carnieri, nel 2023 Luciano Fiorani, Marco Fè e Fausto Cirulli, prima ancora Beppe Vagaggini e Piero Zoi… E Beppe Biancolini. Ora Marco Rosadi, un coetaneo e uno che oltre alla scrittura amava anche la musica. Quella musica lì, la colonna sonora dei nostri 20 anni, il rock-blues più classico, ma non solo. Uno che con altri castiglionesi (Gianmaria Bertarini, Carlo “polmone” Croci, ha fatto la sua parte anche nella divulgazione di un certo “credo musicale” e nel trasferire certe atmosfere non proprio autoctone sulle rive del Trasimeno e dintorni.
Buon vento caro Marco…
Marco Lorenzoni











Sono rimasto fulminato dalla ferale notizia che mi hai anticipato sul telefono.Conoscevo Marco Rosadi ed avevo negli anni scorsi relazionato con lui più volte per fatti legati alla storia, così come a sua figlia Desirèe alla quale avevo fornito materiale bibliografico circa una quindicina di anni or sono per una pubblicazione riguardante la storia del territorio che trovò realizzazione nell’interessante tesi di laurea dal titolo ”per il semplice fatto di essere socialista”che serbo sempre con cura e riguardo.Una notizia ferale ed incredibile che mi ha veramente sorpreso e colpito che riguarda una persona dolce e di grande sensibilità che traspariva dalla sua etica e dai suoi discorsi, allenato a parlare con persone di ogni ceto sociale ed estrazione. Una persona ”sui generis” forse, come lo siamo tutti in fondo e non comune davvero, cosa questa che si avvertiva questo quando ci relazionavi. Quando certi fatti toccano le persone che si conoscono diventano ancora più pesanti da digerire. Mi dispiace moltissimo che la sua vita sia finita prematuramente. Alla consorte ma soprattutto a Desirèe le mie più sentite condoglianze. Spero e sono sicuro che soprattutto Desirèe trovi la forza necessaria per superare questo momento di grande dolore.
Un refuso da correggere per essere precisi. La tesi di Desirèe è titolata ”Socialismo e Resistenza nel territorio pievese 1892 -1945 ” e non
” per il semplice torto di essere socialista”,come ho scritto precedentemente,che è un altra sua pubblicazione successiva.Me ne scuso.Carlo Sacco.