L’ASSESSORE REGIONALE TOSCANO BONI: “MEDIO ETRURIA? INTANTO PIU’ TRENI AD AREZZO E CHIUSI. IMPORTANTE IL RAPPORTO CON L’UMBRIA”

L’ASSESSORE REGIONALE TOSCANO BONI: “MEDIO ETRURIA? INTANTO PIU’ TRENI AD AREZZO E CHIUSI. IMPORTANTE IL RAPPORTO CON L’UMBRIA”
0 Flares 0 Flares ×

CHIUSI – La cosa è in contraddizione con il patto elettorale stipulato prima delle regionali fra Pd e M5S e Avs e con il programma del centro sinistra che adesso governa la Regione Toscana, ma si sapeva (o era prevedibile) che la “mucca nel corridoio” sarebbe rimasta lì ancora per un po’. E infatti è ancora nel corridoio. Senza fieno, ma lì è rimasta. Parliamo della “stazione in linea Medio Etruria” che il patto e il programma elettorale non prevedono, neanche di striscio, per la quale la Finanziaria non ha stanziato 1 euro, ma che resta tutt’ora sullo sfondo.

Il presidente della Regione Giani ha scritto ai Ministri Salvini e Giorgetti, per sapere quali sono le reali intenzioni del Governo e per chiedere un incontro urgente. Per Giani, nonostante gli impegni elettorali dicano altro, la stazione va fatta e va fatta a Rigutino e non a Creti. Ipotesi questa che piace anche al sindaco di Arezzo Ghinelli (centro destra) il quale si è detto pronto ad accompagnare Giani se deciderà di andare a Roma a perorare la causa.

Sulla “mucca” (che poi è una bufala) la posizione è bipartisan. Però… però per farla, la stazione, servono soldi e per ora soldi il Governo non ne ha stanziati, né previsti. Se va bene (nell’ottica di chi la vuole) prima di vederla realizzata ci vorrà almeno una decina d’anni. Non è un’opera che si fa dall’oggi al domani.

Quindi il problema, mentre la mucca rimane nel corridoio senza cibo né acqua, è come assicurare una mobilità decente ai cittadini oggi e nei prossimi anni, nell’attesa di…

Nel “patto” annunciato tra le Regioni Toscana e Umbria dai due presidenti dopo l’incontro di Santa Maria Tiberina di qualche giorno fa (ne abbiamo parlato anche su queste colonne) c’è dunque l’impegno a potenziare treni e fermate nelle stazioni attuali di Arezzo, Terontola, Chiusi, Orvieto. E questa linea è stata confermata subito dopo anche dall’assessore alle infrastrutture e trasporti della Toscana Filippo Boni in un incontro con il sindaco di Chiusi Sonnini, E Boni ha anche confermato che per la Media Etruria, se mai si farà, ci vorranno degli anni..

“Sulla questione dei trasporti ferroviari occorre una riflessione che tocca Arezzo, Siena e parte dell’Umbria”. La proposta è quella della “concretezza”: in attesa di Medio Etruria è necessario oggi pensare a potenziare i collegamenti ferroviari. “Per lo scalo Av si dovranno comunque attendere degli anni. Nel frattempo occorre quindi intervenire con interventi mirati, per Arezzo e per Chiusi, zona strategica per il Senese. È un obiettivo da affrontare”, dice l’assessore toscano. Che non esclude un possibile incontro a stretto giro con Trenitalia e Rfi: “Dobbiamo poter intervenire nel breve periodo. La domanda che ci poniamo è cosa possiamo oggi fare per incrementare gli Intercity e i treni Alta velocità? Aspettando il progetto Medioetruria, sono questi i nodi che i territori – e i pendolari – chiedono di affrontare”.

Non è la posizione che sosteniamo noi. Per noi la Media Etruria non s’ha da fare e i motivi li abbiamo scritti decine di volte. Per noi è un’opera inutile, costosa e dannosa. A nostro parere (che poi è lo stesso parere di alcune forze politiche e di migliaia di cittadini che hanno messo in piedi comitati, hanno raccolto firme, fatto manifestazioni) per assicurare un trasporto ferroviario decente nell’area compresa fra Firenze e Roma con Siena e Perugia ai lati, le stazioni esistenti, tutte attrezzate per l’alta velocità, bastano e avanzano: qualche fermata delle Frecce e più Intercity e regionali veloci, strade adeguata e servizi navetta da e per le stazioni. Questa è la soluzione, attuabile da subito e senza opere da realizzare.

Quindi in un’ottica utilitarista e di “concretezza” la posizione di Boni è da salutare come un passo avanti nella direzione giusta. E questo lo ha sottolineato anche il sindaco di Chiusi Sonnini.

Ovvio – e anche questo lo abbiamo scritto fino allo sfinimento – la stazione di Chiusi-Chianciano Terme non è solo la “porta” del sud senese, è anche una porta per l’Umbria o quantomeno per una buona parte di essa, cioè per Perugia, il suo hinterland, lato ovest, e per le aree della Valnestore, del Trasimeno e dell’alto orvietano.

Qualunque ipotesi di utilizzo della stazione di Chiusi anche per l’alta velocità e per gli IC, passa per forza di cose, per un collegamento stretto con Perugia e con l’Umbria. Non può prescindere da questo.

Il posteggio della stazione è sul confine con l’Umbria. La stazione vera e propria dista 5oo metri dal confine umbro. Dal posteggio partono la “bretella” che porta al casello A1 di Fabro (20 km) e la Sr 146 che porta al casello A1 di Chiusi-Chianciano (5 km). Già oggi la stazione di Chiusi è servita da autolinee per Perugia (e molti comuni dell’hinterland); tra un paio d’anni entrerà in funzione il BRT, bus veloce da 130 posti Perugia-Tavernelle. Sempre da queste colonne, proprio per questo “legame indissolubile” e “decisivo” stazione di Chiusi-Umbria, abbiamo anche ipotizzato l’idea di inserire nel nome della stazione un riferimento a Città della Pieve (paese umbro più vicino) o al Trasimeno, cosa di cui rimaniamo convinti, perché coinvolgerebbe l’Umbria anche da un punto di vista “emotivo”.

D’altra parte è bene ricordare che la fermata del Frecciarossa, attiva dal 2019 al 2023 nel periodo estivo-autunnale, non è che non abbia funzionato. Ha funzionato nonostante il triennio 2020-21-22 sia stato funestato dalla pandemia Covid, con il lock down,  le restrizioni alla mobilità, i distanziamenti, le limitazioni dei posti che tutti ricordiamo. Quindi ripristinarla e raddoppiarla almeno, non è uno scandalo, né chiedere la luna. Così come non è chiedere la luna chiedere che gli IC viaggino sulla direttissima e non sulla linea lenta o che venga ammodernata e velocizzata la linea Chiusi-Siena.

Se l’assessore Boni andrà ad incontrare Trenitalia e RFI, magari insieme ai sindaci,  per chiedere queste cose, anche dicendo che si tratta di una soluzione provvisoria, in attesa della Media Etruria, noi lo sosterremo. Anche perché in Italia non c’è nulla di più definitivo delle soluzioni provvisorie…

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 Email -- LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×
Mail YouTube