L’INCOMUNICABILITA’ FRA I 40ENNI: “UNO PIU’ UNO UGUALE ZERO”, IL ROMANZO D’ESORDIO DI ANTONIO CREZZINI
CHIUSI – Antonio Crezzini è uno di quei ragazzi che conosci perché magari è amico di tuo figlio. O figlio di un amico o compagno di scuola. Uno che però, poi, ad un certo punto perdi di vista. Capita di frequente. I ragazzi – anche i figli, gli amici dei figli, i figli degli amici – “svolano”, se ne vanno. Fanno cose di cui non hai più percezione. Ebbene, io Antonio Crezzini, classe 1987, me lo ricordavo ottimo studente di liceo (il Calvino di Città della Pieve) e buon giocatore di pallone, ruolo trequartista o mezzala offensiva, se non vado errato. Offensiva nel senso di “mezzala d’attacco”, perché Antonio era ed è sempre stato un tipo tranquillo che non offenderebbe nessuno, neanche se gli pestano un piede volontariamente. Buona tecnica, fisico discreto, un metro e 80 almeno, visione di gioco geometrica e intelligenza tattica, ma non un “funambolo” di quelli tanto fumo e poco arrosto.
Classico bravo ragazzo e bravo a fare qualunque cosa si mettesse a fare. Uno con la testa sulle spalle e i piedi ben piantati per terra, poco incline ai voli pindarici, alle velleità rivoluzionarie o antagoniste, alla “cultura alternativa”. Non a caso ha studiato da ingegnere e quello fa nella vita. Ingegnere informatico. Insomma uno “quadrato” che maneggia i numeri e conti li deve fare precisi. Se no, poi l’architettura, anche se virtuale, non sta in piedi.
Me lo ricordavo così, Antonio Crezzini ed è stata una sorpresa ritrovarlo ieri (12 dicembre) in tutt’altra veste. Una veste quasi diametralmente opposta al ritratto che avevo di lui. Ieri a Chiusi Scalo dentro la “Casina di Babbo Natale”, lo spazio natalizio allestito dall’Associazione Chiusinvetrina, con il contributo del Comune in via Leonardo da Vinci (edificio ex centro benessere Touché, dismesso e abbandonato da anni, riadattato per il periodo delle festività) ha presentato il suo romanzo “Uno più uno uguale zero”, edito da Dialoghi. Romanzo d’esordio, quindi opera prima, in campo letterario, che è come spesso accade per le opere prime, è un romanzo “generazionale” ed ha certamente degli aspetti auotobiografici, anche se lui, Antonio Crezzini, ha tenuto a precisare che nella stesura ha mischiato un po’ le carte e nei personaggi del libro, nell’ambientazione, nella trama non c’è niente di preciso che riguardi la sua vita reale, ma ci sono caratteri, tic, atmosfere, situazioni che di sicuro ha incontrato, incrociato, frequentato.
E’ un romanzo generazionale perché parla di una generazione, la sua, che è molto tecnologica, molto social, anche acculturata, ma che alla fine fa una fatica tremenda a relazionarsi, a socializzare, a trovare connessioni reali e non effimere o fasulle sia nel lavoro, che nei rapporti sociali, sia all’interno della famiglia e della coppia. E’ un romanzo sulla incomunicabilità, sulla alienazione di persone fondamentalmente sole. Ne sono stati scritti tanti di romanzi su questo argomento soprattutto negli anni ’60 e ’70 quando il boom economico cambiò il modo di vivere precedente, ma il libro di Crezzini è declinato sui parametri di oggi. Del presente. Sul lavoro virtuale. Sui social. Sui rapporti uomo-donna qui e ora…
Non svelerò niente altro, perché i romanzi vanno letti e gustati senza sapere come va a finire. Qualcosa però si può dire: il titolo, per esempio, sembra una frase fatta apposta per segnalare un controsenso. Una equazione sbagliata. Non è esattamente così. Uno più uno uguale zero è un assunto matematico che si trova nel sistema binario. Così ha specificato l’autore, che per spiegarlo ha usato una metafora calcistica: la situazione paradossale in cui si trova adesso la squadra per cui fa il tifo: la Fiorentina, ultima in classifica in serie A. Uno più uno non sempre fa due, perché anche se la squadra è forte e dispone di giocatori forti, ma in campo ognuno gioca per sé e non per il collettivo, se ognuno non comunica con il compagno che ha a fianco e fa il solista o peggio ancora con certi atteggiamenti personali crea zizzania o incomprensioni nello spogliatoio, la squadra non vince una partita nelle prime 14 e di punti ne fa pochi. Il concetto è chiaro.
Questo suo primo libro, Antonio Crezzini lo ha scritto – ha detto rispondendo alle domande degli intervistatori Chiara Cardaioli ed Enzo Sorbera – durante il periodo della pandemia Covid. Stando chiuso in casa e lavorando solo in smart working aveva più tempo. Ma la pandemia e il lock down hanno cambiato molti paradigmi del vivere quotidiano a tutti. E in particolare alla generazione che più di tutte era abituata a tutt’altra vita: a stare fuori, a viaggiare, a frequentare luoghi affollati. Alla generazione insomma dei giovani fra i 20 e i 40 anni. Ai quali ha cambiato anche la percezione del pericolo, della malattia, fino ad allora probabilmente inesistente.
Il romanzo Uno più uno vale zero, merita perché apre, dall’interno, una finestra sulla generazione dei quasi 40enni. Che è sempre più una generazione dai contorni indefiniti, perché è fatta di giovani, ma che già lavorano e non sono più studenti da un bel pezzo, è fatta di persone che in molti casi hanno messo su famiglia o quasi e anche su questo “quasi” ci sarebbe di che riflettere, perché significa instabilità, precarietà, volatilità anche negli affetti e nelle relazioni. La scrittura di Antonio Crezzini, nel tratteggiare i personaggi, le loro abitudini, le loro fobie, le loro incongruenze, le loro perfidie e perfino le loro cravatte, in questo contesto ci entra dentro con la penna e con tutti e due i piedi.
E se anche – come ha tenuto a precisare – non si tratta di un thriller, né di un noir, né tantomeno di un saggio sociologico, “Uno più uno uguale zero” si fa leggere e ti tiene aggrappato alle pagine dall’inizio alla fine. E ti fa capire che la vita non sempre è come sembra. O come vorresti che fosse, neanche se hai meno di 40 anni e pensi di avere il mondo tra le dita. O sotto i piedi o tra le gambe, a seconda di come la vedi. E’ un bel libro, fa capire che la vita non sarà, come recitava il ritornello di una canzoncina di Renzo Arbore, “tutta un quiz”, ma la matematica (che alla fine è come la filosofia) c’entra parecchio e a ben guardare spiega molte cose. Anche che uno più uno a volte fa zero. Se nei rapporti sociali e interpersonali fai il furbo o lo stronzo, fa quasi sempre zero.
m.l.











Non ho partecipato a tale presentazione nè conoscevo l’autore da come sento che tu lo conosci ed interpreti e ne fai ricavare comunque dei giudizi sia di merito chè di raffronto col mondo in cui viviamo.Dato ciò che ho or ora detto dal quale mi sembrerebe non idoneo poterne ricavarne dei giudizi sia definitivi chè parziali soprattutto perchè non ho letto il libro,ma una cosa la vorrei esprime che è una sensazione,solo una sensazione che può essere anche sballata ed inopportuna che deriva da quanto tu hai detto nel post rispetto ai valori di cui tu stesso Marco parli, ma la -chiamiamola cosi- ”fatica generazionale del vivere” che ne esce, prescinda forse da un supporto completo e totale delle cause analitiche del sistema in cui viviamo e che fà formare i valori e conseguentemente il nostro stato d’animo che confluisce nel modo di pensare.Sarebbe lungo il discorso ma non voglio dilungarmi oltre anche perchè mi si conosce bene da parte dei lettori che si sfoci soprattutto affrontando tali tematiche in ”arzigogoli mentali e masturbazioni conseguenti”, ma tale separatezza degli individui dal resto delle cose del mondo da cosa dipende soprattutto se non dalla solitudine sociale che isola e rende le persone attaccabili sia nei rapporti umani che intessono o non intessono sia nelle relazioni sia nela morale, sia nel rapporto con se stessi ? Ho già detto tutto e probabilmente non ho fatto altro che ripetere ciò che hai detto tu facendo il panegirico dell’autore dove le chiose del calcio e del misurarsi sullo sport sono presenti ma non essenziali, mentre essenziale sembra che sia il risultato che ne esca che è quello dell’essere immersi in un mondo che produce la solitudine, sia individuale chè sociale. Non esprimo ricette per uscirne da tutto questo ma di sicuro che un fatto che potrebbe aiutare il praticare LA POLITICA cosa questa magar a fior di pelle ostica a quelle generazioni che ne stanno volutamente lontane.Politica intesa come mezzo per la socializzazione e per vivere interiormente le pulsioni e costruire speranze. Politica è tutto quanto abbiamo intorno, dallo sport ,all’arte, al lavoro, alla cultura ecc ecc, ma parlando di generazioni e di fasce sociali quella dei quarantenni credo che sia stata e continui ad esserlo quella maggiormente svantaggiata, spesso anche nelle persone più sensibili dove per sensibilità si intenda soprattutto anche intelligenza.Ecco, guardando all’escursus storico delle ragioni che hanno prodotto tutto questo nella fascia sociale alla quale ti riferivi, la spiegazione razionale ed anche politica c’è e tu stesso m’insegni che nella vita non si disperda nulla perchè cose che al momento ci appaiono magari insignificanti o di livello minimo possono marcare profondamente il nostro modo di pensare e reagire agli stimoli che la vita ci pone di fronte. Chi era che faceva tale osservazione sul
” PRINCIPIO DI CONSERVAZIONE DELL’ENERGIA”, forse Lavoisier mi sembra ed il signifcato che ho espresso parlando di tali problemi credo che possa essere benissimo il nesso con l’espressine che ne deriva dall’affermazione di tutto ciò che avrei voluto dire : ”nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma”. E purtroppo oggi rispetto a tale principio ed a vederci all’interno di tale pensiero le cause anche delle nostre distanze dalla realtà che non sappiamo classificare e dellE quale ci sentiamo circondati, oggi-dicevo – che si tenda nella critica a ciò che ci avvenga intorno a saltare a piè pari senza pensare alle cause che producono i nostri malesseri e le nostre alienazioni, intestardendoci che la medicina per curare tutto questo sia quella di evitare di pensare alle ragioni per le quali gli avvenimenti si producono.E di questo il comparto mediatico ne porta una grande responsabilità. Credo che uno dei ” mali comuni”- non il solo si badii bene- a quella fascia generazionale sia quello di non aver inteso a sufficienza l’importanza di quel famoso detto che dice” se tu non ti interessi di politica la politica però si interessa di te ”. Ed a tale paragone non c’è uscita.
Credo che lo leggerò. L’ articolo introduttivo mi fa pensare a una vecchia intervista di Max Pezzali, proprio sul tema della generazione dei 30-40 enni, “accusati” dai più maturi di essere degli eterni Peter Pan, in cui lui dà come spiegazione il fatto che, dopo che per decenni ti hanno fatto due palle così dicendoti che una volta preso un diploma o meglio ancora una laurea, avrai risolto tutti i problemi. Poi invece ti accorgi che hai sempre bisogno del sostegno dei genitori e che vai ancora in giro con la tua Peugeot 206 scassata, quindi o prendi le cose con frivolezza e leggerezza, o ti suicidi. Come dargli torto, erano gli anni 90 ma certe cose hanno solo continuato a peggiorare.
Per Giangiacomo Rossi.Appunto ! Allora il problema se le cose hanno continuato a peggiorare vuol dire che non è stata messa in atto l’energia sufficiente per arrestare il peggioramento ed invertire la rotta.Evidentemente se è così il ragionamento è quello che tutto questo succeda perchè sia da parte dei singoli sia da parte delle istanze sociali del mondo in cui si vive tali singoli sprofondino ed esistono delle incomunicabilità dovute alla conoscenza dei problemi.L’esempio che cita Giangiacomo delle ”due palle cosi” non è forse dovuto all’indirizzo ed all’etica che vige dentro il sistema dove siamo immersi per il quale non è sufficiente che sia raggiunto un diploma od una laurea perchè la vita di quelle fasce sociali sia liberata dai lacci e venga raggiunta una indipendenza economica dalla quale partire per incontrare il mondo e vivere la vita stessa ? La delusione per la quale certi meccanismi e certi automatismi- perchè è di questi che si parla- non funzionino più dovrebbe far riflettere e far sentire agli individui che presi da soli contiamo relativamente ma che per svilupparci abbiamo bisogno che venga tenuto presente il sociale.Guardate che per raggiungere questo livello di intendimento e di convinzione abbiamo impiegato moltissimo tempo e l’esempio è quello che una società sviluppata produca tutti gli elementi necessari alla vita, che non esistevano quando per esempio esisteva lo scambio in natura oppure non c’erano i supermercati dove ognuno possa comperare agevolmente ciò che voglia.Oggi siamo abituati a tutto questo e perciò siamo abituati a pensare che questa sia la normalità, ma non è cosi, perchè la fotografia del mondo a livello globale ancora mostra aree immense di povertà, malnutrizione,malattie e fame e conflitti.Centinaia di milioni di persone vivono ancora in angoli remoti che per approvvigionare l’acqua ed il cibo devono compiere sforzi immensi anche se tali aree oggi sono raggiungibili con le auto o con gli aerei o con altri mezzi. E allora si ha una faccia del mondo che non rappresenta una uniforme tutela della vita ma tutt’altro, mentre ricchezze enormi sono prodotte da persone che fruiscono di un reddito da fame e c’è chi se ne appropria.Le migrazioni stanno anche a significare tutto questo.E allora credo che oltre alla conoscenza di tutto questo si debba accompagnare il nostro pensiero anche da un sentimento di umiltà che poi è quello che ci consente di riequilibrare i nostri drammi o quelli che ci appaiano come tali.La panacea di tutto questo -ma è solo un mio pensiero e non altro ma ne sono fortemente convinto – è quella che non si debba trovare nel pensiero religioso lo sfogo delle nostre ansie come normalmente succede, bensì il contrario e cioè nella convinzione della giustezza della lotta per cambiare e cambiarsi mentre queste due condizioni procedono univocamente e parallele.Daltronde l’esempio che la storia sia lì a dimostrare che con la valvola di sfogo individuale si possa risolvere solo un problema individuale ma non si cambiano le condizioni materiali di esistenza di una società o di un popolo è cosa questa già assodata da secoli. Nessun popolo ha cambiato o si è evoluto con il riferimento al credo religioso nella propria storia evolutiva.L’illusione di servire da esempio essendo comunità credente non ha cambiato la condizione umana, anzi talvolta l’ha fatta anche precipitare in contrasti secolari, in guerre di religione ed in incomunicabilità sociali che ancora oggi permangono nonostante che in certe aree vi sia una istruzione di massa atta a far capire meglio i problemi, figuriamoci anche nelle aree svantaggiate e sottosviluppate come certe situazioni vengano intese, interpretate ed esplicitate.Ecco quindi che il mio pensiero sia quello che la religione serva a controllare le ansie da parte dell’individuo ed a fornire un equilibrio, ma la mente tende ad ottundersi.La risoluzione credo che invece possa passare dal sentirsi comunità e non isolati anche se tutto intorno parla all’individuo e non faccia affermare quella certezza che è il sistema dei rapporti economici e sociali che lavora per la separatezza. La nostra natura di esseri individuali cozza con la ragione. Tutto intorno il nostro sistema di produzione sia materieale dei beni chè di idee è questo ed esprime questo e quindi il riferimento a quella fascia sociale che anche il libro prende in considerazione sconta tale problema.E non potrebbe essere cosa diversa.E’ quindi vecchio ed ormai noto che sia
” il modo di produzione che produca il modo di pensare”.Non sono affatto un filosofo ma questo in filosofia si chiama ”materialismo storico” ed è quella base di partenza che oggi viene dimenticata da tutti, da Stati, dalle leggi, dai partiti, dalla politica e quindi anche dalle fasce sociali di cittadini che non vivono su Marte ma che risentono inevitabilmente di tutto questo. lo si sà che esista tale condizione ma si fa spesso volentieri a meno di considerarla perchè se lo si facesse saremmo portati verso un altra parte dove forse vivremmo anche meglio, essendo più autonomi dalle leggi che comandano il sistema dove siamo immersi tutti quanti e che spesso ci appaiono e sono la fonte delle infelicità.Delle leggi e dell’organizzazione umana c’è bisogno ma non di quelle che spingono la maggior parte del genere umano ad non potersi più affrancare dal bisogno, perchè oggi la storia del riscatto dal bisogno che possa influire sul singolo individuo è una storiella che tende a convincere certe anime semplici che anche per loro ci possa essere lo spazio in una società come quella che viviamo.Quelli sono paletti che automaticamente sono piantati appositamente per incalanare le persone e per portarle a ragionare unidirezionalmente, anche spesso se vengono soddisfatti tutti i loro bisogni materiali.La risultante di tutto questo è il fatto che ci porti ad afffermare che pur nel nostro benessere materiale noi crediamo di essere liberi, ma non siamo mai stati schiavi come adesso.Ecco quindi che pur parlando di quella generazione di quarantenni che spesso rischiano quella che si potrebbe definire approssimativamente come ”alienazione” stando a quello che tu Marco individui, personalmente credo che le generazioni che seguono a quella, rischino di aver a che fare con condizioni peggiori di quelle che avvisa l’autore in quella che potrei chiamare appunto la ”fatica di vivere”. Ed anche questo, come nelle generazioni che verranno dopo quella dell’autore e che ancora seguiranno, dipenderà non tanto da come le persone individualmente si metteranno in rapporto con i tempi ma da quello che i tempi valorialmente conterranno.Ecco secondo me perchè è importante resistere all’opera demolitoria in atto e nel contempo poter realizzare con progressiva implementazione tutte quelle condizioni per evitare uno scontro di civiltà e respingere indietro coloro che aspirano a quello che da molto ormai si è manifestato come ”disordine capitalistico” che dà spazio al più forte ” nell’accaparramento disordinato ed irrazinale delle risorse” e che fa intravedere che se vengano posti i bastoni fra le ruote a tale meccanismo possa scattare la guerra. Chi pensa questo si pone inevitabilmente nella logica non umana ma nella logca della jungla.E la jungla oggi vediamo che avanza a dismisura ed il termometro che misura quella febbre è quello del sistema che segna che 1 miliardo e mezzo di persone possano vivere degnamente nel nostro emisfero occidentale e che per i restanti 6 miliardi e mezzo sono cazzi loro ! E guai anche a loro se tentino di far cambiare il nostro ed anche guai anche alle loro quinte colonne che sono nel nostro.E allora se è così non c’è altro nome che possa definire la vita,anche quella nostra e non solo quella dei 6 miliardi e mezzo: la Jungla ! Per anni ci siamo illusi che essendo più sviluppati eravamo anche portatori di civiltà ma non avevamo fatto i conti in quale sistema produttivo ed etico ci trovavamo.
In parte condivido perchè un problema di squilibrio nella distribuzione delle risorse c’è, sarebbe sciocco e puerile negarlo. Così come coesiste un problema di eccesso della popolazione mondiale rispetto alle risorse disponibili : mentre ogni specie animale è soggetta a fattori naturali che la controllano e limitano (malattie, predatori, ecc.) l’ essere umano è l’ unica specie a possedere gli strumenti per aggirare questi fattori di regolazione, per cui la popolazione è cresciuta in modo abnorme negli ultimi decenni, e non per colpa delle civiltà occidentali.
Ma al di là di questo, l’ anomalia per la quale una laurea non consente di aspirare a un lavoro ben remunerato è tutta nostra, e la dimostrazione sta nel fatto che tantissimi laureati italiani se ne vanno altrove per veder riconosciute le proprie competenze e capacità. Il che costituisce, oltre che un danno, pure una beffa, dal momento che per portare un giovane alla laurea la collettività spende quello che spende, e poi questi va a rafforzare il capitale umano di un altro paese invece che di quello che l’ ha messo in condizione di formarsi. La domanda che ci dobbiamo porre è allora perchè in Germania, Olanda e Inghilterra medici, ricercatori, insegnanti, informatici ecc. percepiscono paghe adeguate alle loro qualifiche e da noi no?
Poi comunque non so bene quanto ci sia di mito e quanto di realtà, dato che per fare bene i conti si deve valutare anche il costo della vita : uno pensa wow che figata, sono a Londra e prendo l’ equivalente di 3000 € al mese, quando con quella cifra ci fa quasi il barbone.
Visto che come dice una parte la condivide, io come di certo si aspetterà non condivido quella sua quando dice che il mondo occidentale non abbia avuto negli ultimi tempi la responsabilità dell’aumento della popolazione mondiale” per la qual ragione oggi affiorino violentemente le discrasie che vediamo.Mi riesce difficile farla breve purtroppo per carattere, ma riconosco che la sintesi su tale discorso dipenda dalla valutazione di ciò che abbiamo avuto davanti nel divenire del tempo e da come questo sia stato valutato. Lo sviluppo abnorme delle forze produttive ha portato nella zona del mondo dominata per secoli da un imperialismo occidentale anche al miglioramento di condizioni di vita e soprattutto anche alla conoscenza da parte di tali paesi dominati del RAFFRONTARSI CON I CONSUMI DELL’OCCIDENTE. Si sono avuti cosi – seppur tenuto conto dello sfruttamento incredibile e della depredazione legale delle materie prime,dei migliorament in quei paesi che hanno fatto si di far intravedere ai loro abitanti possibili miglioramente di condizioni di vita ed è ”umano” che questo sia stato recepito da parte di quei popoli.Da tutto questo ne sono derivate migrazioni e anche un sormontamento fra popolazioni ed un amalgama disordinatamente evolutosi che tanti oggi amano chiamarlo che sia sfociato in ”invasione o ricambio etnico”.Questo movimento oggi vediamo che sia impossibile fermarlo, forse limitarlo si, ma non fermarlo, per cui si avrà nel futuro inevitabilmente che la nostra società occidentale verrà sottoposta all’accettazione di vivere tale situazione in maniera crescente,ma non per una colpa od un demerito della sinistra ma perchè lo svuiluppo ineuguale che l’occidente ha impresso con la forza, spesso militare, alle altre nazioni ha prodotto la frammentazione di quelle società che hanno provato a reagire anche con i movimenti di liberazione per affrancarsi dal giogo della dipendenza ma nello stesso tempo hanno avuto prodotti al loro interno gli equilibri etnici, tribali ma soprattutto economici, per i quali ne è derivata una impossibilità a contrastare da parte delle relazioni che l’occidente stesso ha avuto con tali regioni del mondo un flusso correttamente amministrato.La radice quindi delle cose è proprio
-non tutta ma in buona parte se guardiamo alla storia – dovuta all’imperialismo in senso lato che ha prodotto modelli che sono diventati giocoforza di riferimento soprattutto per tali popolazioni chè nell’occidente avrebbero trovato una vita migliore ma che sono alla fin fine sconfinati negli stati ex coloniali nelle formazioni delle banlieu e nelle aree più povere all’interno del capitalismo stesso, tranne singole occasioni, perlopiù rare di uniformità ai modelli del vivere occidentali.E tali eccezioni sono state fornite proprio per la disparità di trattamento da parte dell’Occidente basate solo sulla possibile redditività delle persone che emigravano in Europa ed America perchè quelle povere, con mancanza di istruzione erano costrette a vivere ai margini o nell’illegalità oppure essere preda di mafie ed organizzazioni malavitose ingrossando le file degli esclusi. Quindi, non è come lei dice Giangiacomo che il capitalismo come sistema economico ed etico di vita non abbia responsabilità dell’aumento della popolazione ma ce l’ha ed anche in maniera pesante.Lo stesso innalzamento della popolazione indiana nei confront di quella della Cina che oggi è stata superata per numeri deriva principalmente dal fatto che una economia agricola e non industriale dalla fine della secdonda guerra mondiale richiedesse braccia che lavorassero nella terra ed i contadini erano costretti a fare figli, perchè lo si sà che i poveri così reagiscono alla mancanza di tutto, per puro istinto anche di sopravvivenza.La Cina da quando ha decollato industrialmente ha variato anche il suo tasso economico di crescita perchè i benefici sociali alle famiglie sono stati tolti per legge a chi faceva più di un figlio o due, mentre in india (attenzione India e Cina sono quasi poco meno oggi della metà di tutto il genere umano ) queste disposizioni sono state boicottate ed è stato sempre un sistema quello tipico e conseguenziale ”dell’anarchia della produzione” anche di quella intesa come produzione di esseri umani.Uno dei motivi- non il solo certamente -per il quale Indira Ghandi è stata assassinata è stato anche quello che si è sommato ad altri, quando con la forza ha cercato di applicare per legge e con l’esercito la castrazione chimica e chirurgica ad intere classi di poveri e di sottocasta facendo penetrare a seguito dell’esercito schiere di dottori che eseguivano le vasectomie in aree suburbane delle grandi megalopoli dove era più alta la natalità per impedire la crescita incontrollata di gente che sarebbe stata in quel sistema un antidoto alla crescita ed allo sviluppo.Una intera letteratura è stata prodotta a partire dagli anni ’60 per arrivare agli anni ’80 su tale temadell’aumento della popolazione da decine di studiosi come Gunnar Myrdal ed anche da diplomatici occidentali come l’ambasciatore degli Stati Uniti John Kenneth Galbraith, grande economista ma anche dagli stessi numerosissimi indiani come Arundhati Roy e tanti altri,che non sono davvero sospettati di essere seguaci dell’ortodossia marxista che per propria natura poteva far presa sui governi degli stati indiani retti all’epoca da partiti comunisti marxisti-leninisti come il Bengala, il Kerala od altri ove le condizioni socio economiche del subcontinente avrebbero fatto immaginare che ci potessero essere state tali iniziative, ma dai seguaci di certo di una critica veramente di stampo liberale e capitalistico sebbene fossero essi stessi di formazione culturale occidentale.Quindi per concludere il sistema occidentale non è stato l’unico ed il solo responsabile dell’aumento di popolazione mondiale dei paesi ritenuti sottosviluppati ma purtroppo ha pesato moltissimo nelle scelte e nelle politiche di quei paesi. La Cina si è affrancata molto oggi da tali condizione ma purtuttavia permangono all’interno di essa delle grandi aree dove condizioni di vita sono nei confronti dell’occidente ed ancora oggi condizioni non proibitive di accesso al cibo od alla sanità perchè tali problemi sono stati da anni risolti, ma condizioni di altro tipo dovute alla convivenza di pulsioni di stampo del capitalismo moderno che stentano a farsi comprendere nello sviluppo di quel paese abituato a 40 anni di ferra disciplina statuale dirigistica e verticistica.Cerchiamo di ragionare un momento cosa c’è sato nell’evoluzione di questo paese che oggi è forse l’unico direttamente in grado di fronteggiare i dati macroeconomici e mlitari degli Stat Uniti d’America. Quasi 80 anni addietro la maggioranza della popolazione era affamata e colpita da ogni genere di malattie dovute principalmente alla miseria ed alla introduzione delle politiche occidentali e nei confront di tutto il mondo la Cina era portata ad esempio come il paese dove regnavano peste, carestie e morte.Un mondo dove gli occidentali che vi si erano insediati anche per manu militari vivevano in fortezze ed erano considerati dalle popolazioni dei ”diavoli bianchi” i quali sparavano per tiro a segno sulle popolazioni inermi nelle strade come si faceva qualche anno fa col tiro al piccione da noi.Ne sfido molti ad asserire il contrario dati e scritti alla mano. Oggi in Cina si dica ciò che si vuole ma a tutti è dato cibo a sufficienza e possibilità di istruzione.Un paese che ha avuto ed ha un tasso di svilupo in crescita con numeri che l’occidente se li sogna e questo non solo è dovuto all politica che ha liberalizzato molti aspetti dell’economia ma l’economia prima di Deng Xiao Ping è stata quella di aver preparato un terreno alle generazioni che avrebbero seguito tali riforme dove si sarebbe e si è innescato uno sviluppo guidato e controllato comunque e non come quello occidentale che ha avuto di per se e nel terzo mondo una impostazione contraria data da investmenti occidentali e corruzione. Questa cosa che è successa in Cina non avrebe potuto funzionare in un paese come l’india – tutt’ora uno dei più corrotti al mondo- che ha ancora nelle sue strutture un sistema feudale di amministrazione sia della politca chè dell’economia tali da essere considerato erroneamente da parte dell’occidente -secondo il mio modo di vedere- la democrazia più grande del mondo. Basti pensare che ancor oggi in India, un paese dalle punte di grande innovazione e dii scenza applicata alla ricerca ed all’università, circa 200 milioni di persone sono sotto il minimo biologico di aspettativa di vita. Di questi 200 milioni ci sono 100 milioni di ”Adivasi” ai quali i governi di destra e di sinistra che si sono succeduti l’uno con l’altro hanno tutti e due strappato terre e possibilità di vita ed attuato trasferimenti forzati in aree che hanno dato adito a sconvolgmenti e proteste anche sanguinose,represse dall’esercito e dalla polizia.Noi pensiamo alla nostra Italia e citiamo sempre riferiment di cifre di sviluppo o di incremento o decremento dell’economia, ma bisognerebbe per valutare bene i problemi anche in modo molto approssimato cosa serva per amministrare paesi da un miliardo e mezzo di pesone come sono India e Cina,con diversità enormi di popolazioni per cultura e per dislocazioni territoriali per clima e per risorse. Spesso Giangiacomo valutiamo come sistemi e stati profondamente illiberali e stati che attuano coercizioni sui loro popoli e che applicano la forza anche quella talvolta bruta al loro interno, ma dovremmo valutare cosa possa servire per tenere insieme la coesione e l’amministrazione di quelle popolazioni, non con il nostro metro di misura di nazioni che hanno 40-50-60 milioni di persone e che fra l’altro sono amministrate anche male viste col metro occidentale al quale noi rimettamo la nostra incondizionata fiducia di fronte alle autarchie, ma se noi ci trovassimo nelle condizioni che loro hanno da almeno due secoli e con le problematiche di crescita di quelle popolazioni potremmo applicarequella ”anarcha della produzione che porta al sistema del mercato occidentale ?”. Cosa sarebbero quelle nazioni dove il mercato stà penetrando ed annulla attualmente ed in maniera veloce ogni forma di coesione etica e sociale e che prospetta solo i modelli occidentali per far produrre a noi in occidente ciò che a noi convenga ? I cinesi per loro fortuna non sono gli Indiani e ci potrebbero dare tantssime lezioni a noi di comportamento sia nei confronti della politica interna ferrea che hanno applicato in questi anni di sviluppo capitalistico ma fatto con regole che ha dettato lo Stato e che non sono regole impresse come in occidente od in Russia ed in India dagli oligarchi legati a centri d potere della politica.Lì Giangiacomo-parlando di CONCETTI – il concetto è diverso che della socialità hanno i cinesi nei nostri confronti. Li se uno ruba gravemente, e che perdipiù ha rubato allo Stato può anche essere portato davanti al plotone di esecuzione, qui da noi se uno ruba allo Stato è considerato da parecchia parte della popolazione un furbo e che abbia fatto bene a tenersi per se i soldi dovuti allo stato.Quindi è diversa la cultura ed anche l’educazione di un popolo e tutto questo per quanto riguarda il futuro credo che sarà un fattore vincente della loro civiltà verso la nostra,la quale per molti aspetti è già decadente e che credo che possa essere in un lasso d tempo beve o meno breve sormontata, se non altro per quantità di popolazione sulla faccia della terra che produrà sistemi certamente più consoni a loro che a noi.Il capitalismo li ha anche toccati portando loro dei vantaggi ma anche degli svantaggi che cercano di annullare strada facendo, soprattuo con strategie vincenti che sono quelle di programmare a lunga distanza mentre noi programmiamo con ”il tutto e subito” (vedi per esempio la politica verso l’Africa e l’acquisizione di materie prime, mentre per noi è importante quanto una generazione al massimo possa ricavare da politiche anche di forza e momentnee che smembrano nazioni e che poi si ritorcono contro di noi- vedi Francia ed Inghiltera ma anche gli USA contro la Libia cosa hanno prodotto ). La finisco e mi scuso per la lunghezza Giangiacomo ma il modello che noi occidentali che abbiamo applicato al mondo e sul mondo oggi sconta delle discrase enormi che ancora noi ci ostiniamo a risolvere con la forza spesso delle armi.E’ la volontà del
cosiddetto ” padrone delle ferriere” che sentendosi spodestato dalle leve di comando che aveva impresso al mondo ed odiando culturalmente il fatto di poter sprofondare in miseria, si rifiuta di autocriticarsi e di cambiare strada ed ancora crede di impartire le sue leggi. Quelli che lei in un suo intervento di molti mesi fà ha definito ”straccioni e con le pezze al culo” parlando dei BRICS oggi acquistano semprepiù peso sia nell’economia sia nella politica e non potrebbe essere diverso da questo .Chi rifiuta questa visione è destinato od a soccombere alla guerra oppure sarà obbligato a dividersi quelle toppe al culo che ha cucito il capitalismo e che ancora vorrebbe oggi ancora rattoppare con la ragione della propria convenienza pensando che gli altri siano inferiori sia per volontà sia per conoscenza sia per visione globale della politca(In questo considero- come ho detto da sempre- sia i democratici americani sia i repubblicani le due facce della stessa medaglia e la politca dei due partiti ha avuto ed ha una influenza enorme in tutta la politca europea ed italiana )perchè la prima alla fine dei conti verso l’esterno e verso il proprio interno è dichiaratamente più brutale ed immediata e pragmatica, mentre la seconda è più subdola e nettamente più ipocrita anche dal punto di vista dell’etica politica perchè raggiunge livelli di produzione della realtà che possiede delle caratteristiche tali da trarre in inganno soprattutto i deboli di conoscenza storica e politica.E questo lo vediamo anche al nostro interno perchè i deboli una volta trovavano la strada per organizzarsi e ribellarsi e il loro livello di qualità di vita saliva anche al prezzo d grandi sforzi e lotte ed anche ritorni indietro; oggi i deboli sono stati prima passati con una mano di bianco e poi asfaltati e se tentano di organizzarsi e di porre in atto politiche per ribellarsi ad un mondo tale vengono neutralizzati o con l’uso mediatico oppure con le disposizioni o con le leggi che vengono applicate,ma soprattutto si è fatto si di ridurli ad uno stato tale di poter loro togliere la concezione di una strategia politica che possa essere vincente. La povertà della sinistra odierna è soprattutto questa.Ecco perchè personalmente io non mi ci riconosco più nella loro politica e credo che non sia il sottoscrtto ad essere cambiato ma sono loro che sono cambiati contribuendo a far formare un mondo dove la gente normale via via non ci si riconosce più e non dà loro il proprio appoggio politico preferendo non andare a votare.Questo succede mentre loro fanno i conti fra loro di quello che potrebbero esprimere i numeri di coloro che non votano.Proprio loro che hanno abiurato alla loro ”mission’ per parlare con un termine in uso oggi.Purtroppo non sono stati sostituiti da nessuno e spesso di fronte a dover scelgliere il meno peggio rimango dubbioso e nel dubbio aumenta la possibilità di fare errori, ma non solo per me ma per tutti.Ed oggi che ci sarebbe forse ancor più ragione di rafforzare concetti di sinistra per chi ha creduto in certe idee, si deve anche prendere lo sberleffo fatto da una occupazione mediatica di politici sdoganati dal berlusconismo di fronte al quale anche i poveri hanno chinato il capo.E di poveri- inteso non perchè non abbiano soldi per andare avanti ma perchè pover di ”gnegnero” che pensano solo a poter soddisfare se stessi od al massimo estraniarsi dall’essere critici non partecipando, restando muti e sperando che qualcuno risolva loro i problemi. Ed infatti i risultati si vedono e si toccano con mano.: 6 milioni di poveri e produzione industriale ferma. Diminuisce solo lo spread nei confronti anche di chi sia messo poco bene come noi vedi Germania, ma forse perchè questo in un immediato futuro possa permettere di far continuare l’indebitamento pubblico per fare cassa e permettere allo Stato di sovvenzionare i Governi per i bisogni che non vengono risolti vendendo titoli di stato sempre più appetibli.Un nsegnaccio….Una volta si chiamava tutto questo con il termine ”Stagflation”,dove ”stag” riferito all’economia assumeva il significato di stagnante,con inflazione in crescita e quindi aumento dei prezzi mentre la capacità di spesa della gente diminuiva.Tutto questo avviene oggi in un quadro di percezione che la pace per una grande parte del mondo sia al di là da venire.
il suo ragionamento per individuare il nesso causale tra il presunto imperialismo occidentale e l’ aumento di popolazione nelle aree dominate o colonizzate presenta evidenti labilità. Partendo dall’ assunto che comunque l’ ingresso nel mondo capitalista ha portato un miglioramento delle condizioni di vita (prima del quale, lo ribadisco, i cosiddetti BRICS erano immensi paesi di straccioni con le pezze al culo, in particolare la Cina che ai tempi del comunismo era ben lontana dall’ essere quella di oggi), trovo decisamente fantasiosa una teoria “al mondo occidentale servono più schiavi, pardon, forza lavoro, ergo incentiviamo una politica delle nascite”. La dimostrazione sta nel fatto che in Cina, parallelamente al boom di produzione e indicatori economici, la popolazione è diminuita, e oggi il basso tasso di fecondità è diventato una fonte di preoccupazione come nel vecchio mondo. Ma poi, anche fosse, accusare le migliori condizioni di vita dell’ eccessivo boom demografico sarebbe come dire che se io ti regalo la macchina, ma te vai troppo forte, fai un incidente e ti spiaccichi sul muro, la colpa è mia. E’ evidente che non regge. La verità è che la riproduzione incontrollata è tipica delle aree dove c’è scarsa cultura e scolarizzazione, in cui vige l’ errata convinzione che più braccia significhino più ricchezza, non avendo gli strumenti per agire sulla leva della produttività. Sa come diceva mia mamma su tale fenomeno? “Andate e moltiplicatevi, popolo cencioso”. Anche per fare ironia sul famoso dipinto “Il Quarto Stato”. E a vedere dov’è che si fanno 5, 6 e più figli, aveva perfettamente ragione : in Cina e Russia tale fenomeno non si vede, lo si vede ancora in diversi stati dell’ India, ma ancora per poco, perchè tra 20 anni l’ India sarà quello che è la Cina oggi, ovvero una super potenza capitalista.
Ad ogni modo, quale che sia la causa del fenomeno, che è per lo più una discussione accademica, la realtà è che le risorse del pianeta sono limitate e se la popolazione aumenta in modo incontrollato non possono essere sufficienti per tutti, come già noto ai tempi della teoria di Malthus, quindi l’ auspicio, da più parti ritenuto concreto, è che tale aumento si arresti (come già avvenuto in Cina) e il quadro si stabilizzi, tuttavia non si può sottacere che nonostante l’ impetuoso sviluppo la Cina come numeri pro capite è ancora molto indietro, e l’ India assai peggio, quindi dobbiamo immaginarci cosa succederà nel momento in cui almeno due miliardi tra cinesi e indiani vorranno mangiare carne, pesce, girare in auto, ecc., e non più lavorare 10 ore al giorno per una ciotola di riso. Vorranno scatenare una enorme guerra animata dalla ratio “certo che le risorse ci sono, andiamo a prenderle dove sono”? O il “sistema” troverà il modo di tenerli zitti e buoni col caro vecchio “panem et circences”? Io la risposta me la immagino, ripensando a quel famoso film in cui l’ ennesima rivolta sul treno ottiene solo il risultato di far deragliare il treno., metafora del “Guarda che se ti azzardi a far casino per rovesciare il mondo poi stai peggio di prima”. Lo scopriremo solo…vivendo.
Venendo a noi, per tornare su tematiche più inerenti il libro e l’ articolo ad esso dedicato, sul primo intervento ho ipotizzato che la precarietà sul versante lavorativo ed economico sia alla base di certi comportamenti della generazione Millennials. Eppure, a vedere le condizioni di vita di oggi rispetto a quelle di qualche decina di anni fa, il balzo in avanti è innegabile e sostanziale. Il problema è che il tutto è stato costruito, a partire dagli anni 70 e 80, a prezzo di un sempre più pesante debito pubblico, divenuto ormai impossibile da tenere a bada perchè anche con spread bassi servirebbe un avanzo primario di almeno 80 miliardi l’ anno solo per pagare gli interessi, nè effettivamente lo spread basso può essere ritenuto indice di solvibilità in quanto in parte è dovuto al peggioramento dei Bund tedeschi (e in questo caso il “mal comune mezzo gaudio” serve a ben poco), e in parte ai vari “bazooka” BCE e quindi non prezza l’ effettivo rischio dei bond italiani. Se a questo guidare sul ciglio del burrone aggiungiamo l’ altro enorme problema costituito dall’ inverno demografico, destinato in futuro ad assestare la spallata definitiva per far cadere la corriera nel burrone, emerge il ritratto di un paese senza futuro nè prospettive e destinato ad un rovinoso declino, per cui i giovani che fanno? Chi ne ha la possibilità scappa verso situazioni migliori, e chi non ce l’ ha fa la scelta apparentemente rinunciataria, ma in realtà la più sensata tenendo conto del contesto, ovvero, limitarsi a tirare a campare. Che come disse un compianto politico di casa nostra, è meglio che tirare le cuoia.
E’ abbastanza inutile Giangiacomo continuare a disquisire perchè i nostri ragionamenti anche se da un certo punto di vista del lettore che possono essere anche avvincenti perchè mettono in risalto due diverse visioni del mondo,sono diametralmente opposti perchè basati- e mi riferisco a quelli suoi – sul dare importanza primaria a basi diverse che appaiono avere consistenza quando invece non la posseggono perchè- e lo dico con precisione nominandole- non misurano col giusto peso sia la prassi storica sia l’evoluzione che questa ha avuto nelle vicissitudini dei popoli e soprattutto cosa in base a queste si è determinato nel tempo. Ma soprattutto anche i discorsi che riguardano non solo la prassi storica ma anche geopolitica che guardando al futuro si dimostrano diametralmente opposte sotto un profilo strettamente valoriale ed umanistico: l’una basata sull’implementazione progressista e l’altra sul mantenimento ferreo dell’esistente dando a questo il significato di unica possibilità alternativa per uscire dal marasma nel quale il mondo si trova e colorandolo di una tinta che alla fine per chi la pensa come lei presupporrebbe la salvezza(quella sua però) mentre gli altri -parole sue- meglio che rimangano nella loro situazione diversamente tirerebbero le cuoia. E codesto è un bell’affare davvero…..che credo la maggioranza delle persone non vorrebbe che succedesse ma che invece potese succedere il contrario.E non stiamo parlando di rovesciamenti violenti tanto per capirsi perchè quelli portano acqua ai mulini del mantenimento.Allora tanto per rispondere direttamente su quanto asserisce vediamo di andare pezzo per pezzo a ciò che vorrebbe dimostrare.Tutto il contrario di ciò che lei pensa sulle responsabilità sul boom demografico che certamente nessuno lo nega è un cane che si morde la coda ma codesto cane è stato partorito dall’occidente che si è innestato con la forza nello sviluppo di quei popoli (India , Cina ed altri ) e ne ha condizionato grandemente lo sviluppo sfruttandone le risorse e portando via le ricchezze per ripartirle entro l’Occidente stesso impedendo automaticamente a quei popoli anche se dominati da satrapi di sfruttarle a pro loro e quando si volevano liberare dai satrapi noi occidentali ci abbiamo trattato con i satrapi che dominavano quei popoli , siamo intervenuti a loro protezione con guerre sanguinose facendo di conseguenza diventare gli stessi popoli ancora più schiavi dei loro padroni interni e conseguentemente anche di noi stessi. Chi l’ha creato quel nodo scorsoio, quei poveri che lei dice oppure i vecchi e nuovi padroni oppure queste sono fandonie che lei ben sa che tali fatti invece siano avvenuti ma pur considerandoli non vuol vedere il peso che hanno avuto sulla liberazione di quei popoli e sulle loro contraddizioni odierne?Perchè dominati erano non lo nego ma al vecchio oppressore feudale si è sostituito il nuovo,che alleatosi con chi c’era sempre stato ha messo in atto un oppressione dalla quale a stento e solo con la guerra di liberazione in qualche caso la popolazione si è liberata dai vecchi lacci interni ed esterni (vedi Indocina,vedi nazioni africane) e prima che succedesse tutto ciò quelle popolazioni sono passate da uno schiavismo materiale allo schiavismo che definirei ”concettuale” di dipendenza dall’Occidente.Gli inglesi per esempio hanno dominato l’India per tre secoli e per un tempo più breve anche la Cina insieme ad altri e in maniera politicamente furbesca hanno allevato alle loro dipendenze le borghesie indiane amministrative e giuridiche perchè gli hanno insegnato come amministrare lo stato ma al momento di ritirarsi e che hanno concesso l’Indipendenza costata sangue in quei tre secoli,ci sono rimasti con le loro istituzioni delle banche e delle aziende produttrici di esportazione di prodotti,calcando fortemente soprattutto economicamente il fattore del loro assoggettamento alla dipendenza di quello stato e che oggi si è liberato gradualmente pur ospitando proprio territorio le idrovore che convogliano ricchezza all’interno del Commonwealth ( lo dice anche la parola stessa ”ricchezza comune ”ma più che altro si rferiscono a quella della quale si sono appropriati per decenni e decenni ).Secondo lei Giangiacomo tutto questo non ha prodotto nulla all’interno di queste nazioni per quanto riguarda le povertà delle popolazioni ? Non ha impedito che si formassero strumenti che potevano contestare degnamente tutto questo oppure queste sono cose che non hanno ripercussioni per le quali oggi succedano certi avvenimenti anzichè altri dove quasi sempre il volere popolare non rispecchia gradini di democrazia? Eppure lei lo saprà che l’India è considerata ancora oggi la più grande democrazia del mondo.Quanta ipocrisia in queste definizioni occidentali imposte culturalmente al mondo….Non si è mai domandato se in questa democrazia perchè la media della vita umana sia ancora fra le più basse al mondo a causa della povertà, dell’emarginazione e dello sfruttamento delle classi ricche e ricchissime su di un popolo diviso in caste a cui si è insegnato per secoli che l’universo religioso consta di decine e decine di dei che provvedono alla felicità, alla ricchezza, alla buona salute, a tutte quelle credenze ed a quelle che io potrei benissimo definire ”stregonerie” veicolate dal karma a cui si assoggettano le menti ? I poveri tutto questo producono che poi sono lacci che legano le loro gambe. Tutto questo visto da parte dell’occidente viene considerata frittura ed in parte anche veramente lo è , ma lac ultura o sottocultura a seconda di quanto si vada a considerare di quel popolo questa è, e produce i suoi frutti.I frutti in questo caso sono nel malgoverno, nella corruzione endemica,nel ricatto sociale.Ma tutto questo è il frutto di quel nodo scorsoio che invece non hanno avuto altri popoli la cui evoluzione è stat diversa, molto pragmatica, molto risolutiva e non che la corruzione non l’avessero ma perchè hanno avuto per loro fortuna capi che li hanno condotti in mezzo secolo di storia ad avere la sufficienza alimentare e sanitaria e scolastica, partendo da condizioni di sopravvivenza inumane talvolta inferiori a quelli dell’india. Parlo della Cina per esempio, un altro colosso confinante che noi occidentali abbiamo inserito fra gli stati antidemocratici, quasi in bilico fra ” gli stati canaglia” classificati così da Biden, Trump e tutti i loro predecessori presidenti degli USA perchè misuriamo la nostra democrazia compradora nei secoli con la loro autocrazia.Ha mai pensato Giangiacomo al fatto ed alla natura delle nostre discrepanze per un paese come l’italia che deve amministrare 60 milioni di abitanti che comunque hanno avuto un territorio della grandezza del nostro contrapposte a quelle che potremmo amministrare noi su un territorio 30 volte più esteso e con la presenza di un miliardo e 400 milioni di persone come ha la Cina di etnie diverse come avremmo fatto noi , e quale sarebbe stata la nostra storia e quale sarebbe stato il nostro presente ed il nostro grado di democrazia visto che i nostri partiti tutti si ispirano alla democrazia, spesso non sfornando provvedimenti nemmeno per rappresentarla sulla carta ? Se posso interpretare il suo punto di vista, la sua risposta forse dovrebbe essere quella di farla rappresentare con la forza del mercato, infischiandosene di tutte quelle divisioni che lo stesso mercato procura nel sociale facendo sopravvivere i forti e facendo abbassare la testa ai più deboli ed a non consentire un fattivo sviluppo per quest’ultimi. eppure in 80 anni hanno sollevato dalla fame e dalla miseria endemica, ripeto endemica centinaia di milioni di persone che forse sono quelle che oggi lei considera al livello dei paria indiani, senza dignità, senza benessere, senza futuro,colpiti dalla vita che li ha fatti nascere in quei luoghi.Ma come è della Cina la stessa cosa ancora peggiore lo è delle nazioni africane, alcune molt ricche che oggi fanno parte di quei BRICS con le toppe al culo che lei diceva ma che stanno con la loro presenza dicendo basta alla forza, allo sfrutamento, all’amministrazione parziale delle risorse del pianeta perchè in fondo per parafrasare l’intelligente uscita della ministra Bernini quando ha detto a chi la contestava ” sarebbero i soliti pover comunisti”. Caro Giangiacomo, di questo passo chi stà fottendo l’Italia sono le politiche di tutta questa gente che l’autocrata Putin ha definito a ragione ” i porcellini di Biden”, perchè prima di essere di Biden erano di Obama, erano di Bush padre e figlio, ed erano anche di Regan e di Ford, e via dicendo all’indietro, perchè le politiche del nostro santo protettore al di là dell’Oceano adesso si pensa che siano cambiate con l’avvento di Trump ma come ho sempre detto quelle sono le diverse facce della stessa medaglia per il semplice fatto che sia l’uno sia l’altro ha applicato politiche e come nazione più potente del mondo tali politiche hanno influenzato cosi profondamente quella intyerna nostra di chi ci ha retto per quasi 80 anni di partito unico che pur ha tenuto il potere con le elezioni beninteso ma che penso che qualche responsabilità ce l’abbia innanzitutto per la cultura politica che ha seminato e che non è proprio casuale se oggi si ritrova alla guida gli ex fascisti del MSI che hanno cambiato nome dicendo che l fascismo sia cosa passata. Ma se anche i liberali di casa nostra che sono stati anche Ministri della Repubblica come Calenda si tatuano nel braccio lo stemma dell’esercito ucraino che ha inglobato intere armate naziste,compresa la Azov ed anche altri rimasugli di quella specie, lo vede a quale punto di dissolutezza e di dissoluzione sia arrivata l’italia e l’Europa che questi vogliono armare sapendo benissimo che sono ricchezze sottratte ai popoli, alla sanità, alle pensioni, allo sviluppo perchè a forza di soffiare sulla guerra non vedono l’ora di farla ? Forse si ritroveranno insieme a farla contro la Russia tutti uniti per toglierle quelle ricchezze contenute nel suo sottosuolo ma credo che debbano stare molto attenti a fare quel passo perchè credo che la Russia non stia a guardare e non starà nemmeno a guardare i militari che hanno deciso di far intervenire ieri aprendo questa possibilità nel conflitto ucraino nazioni come Inghilterra, Francia ,Polonia,Stati Baltici per adesso.Si ricorda -forse era troppo giovane- lei Giangiacomo i militari che tornavano a casa nelle bare avvolte nella bandiera a stelle e strisce che partivano dal Vietnam per far ritorno ai cimiteri del loro paese per la sconsiderata scelta del portare la democrazia sulle canme dei fucili ?La democrazia ai loro capi9 non gli è mai interessata,se ne sono avvolti solo dala parola, dal libero ,mercato perchè altri stati governati da regimi antidemocratici li hanno messi su loro con i dollari non con la ragione democratica.Ed ancora chi crede a queste cose in italia ci dice di crederci perchè lo sà bene che non difenda affatto la democrazia ma difende il proprio cospiquo reddito nel caso questo lo abbia, oppure sia talmentente sciocco ed accecato ed anche non abbiente da credere alle novelle e che ancora non ha capito ma non si sforza a comprendere che questo sia un sistema che è democratico per chi ha e non democratico per chi non ha. Non l’hanno abbandonata ancora in occidente questa concezione, tantomeno in Europa e per non abbandonarla hanno iniziato a pienare il comparto mediatico di notizie per le quali Putin ci invaderà ed allora occorre preparaci a vendere cara la pelle. Quando si parla con questo linguaggio vuol dire che si è già pensato ad intervenire e la cosa era già nei piani dell’Occidente perchè ha trovato nell’Ucraina il pezzo della catena debole e più redditizio per convalidare tale scelta e che ha permesso di far formare queste istanze che adesso sono intorno a noi, condizione questa dovuta principalmente alla sua storia finanziata a suon di miliardi di dollari.Non parlo della corruzione ma del preciso piano studiato da più anni di prepararsi a circondare la Russia perchè è la Russia che fa gola, poi forse verrà la volta della Cina, ma bisogna far presto, diversamente il confronto si perde.Occorre per forza trovare un nemico altrimenti le nostre istanze di libertà decadono ed i popoli capiscono. Ma forse per fortuna sono arrivati tardi… E allora Giangiacomo il suo discorso sul ”treno” che sembrerebbe voler evitare il caos del deragliamento ripercuotendo le conseguenze e le responsabilità su chi lo possa far deragliare per poi riconoscere che sarebbero i più a stare più male di quello che tocca adesso a loro,questo se non sbaglio suonerebbe come un avvertimento che dice ”se alzi la testa te la taglio”. Ma ha mai pensato alle conseguenze e se invece la testa che venisse tagliata sia la nostra dell’occidente, la sua, la mia, quella di altri a maggioranza che la guerra non la vogliono mentre tutto intorno a noi viene già prodotto perchè la strada tracciata fin dall’inizio sia quella della guerra che debba avvenire? Chi sarebbe disposto a farsi ammazzare in occidente per proteggere la declamata liberta che poggia le sua basi sul sangue di altri ancora oggi perchè ”il pillage” come recitano i francesi continua in altri modi magari meno brutali di un secolo fa ma più marcatamente efficaci ? Non è anche questo un problema del nostro occidente che finchè ha potuto si è accodato col suo protettore storico che ha dominato il mondo e che ancora vorrebbe esportare la libertà sulle canne dei fucili ? Ha sentito oggi cosa ha detto Trump nei confronti del Venezuela di Maduro ? Prima gli ha comunicato i tempi nei quali si dovrebbe dimettere perchè a Biden prima ed a Trump dopo gli è andata male l’elezione delle forze pagate a suon di dollari e dopo aver tentato di rovesciare Maduro dando dollari ed armi all’opposizione e procurando di dare il Nobel per la pace a Maria Machado protettrice dei diritti umani ed anche di quelli di coloro che si arricchivano col petrolio perchè a quel tempo lei non tuonava loro contro perchè i diritti umani esistevano evidentemente usurpati da coloro che hanno buttato fuori le multinazionali,oggi Trump ha tuonato che vogliono riprendersi
”il maltolto” e rientrare in possesso del petrolio che con le alleanze che le multinazionali avevano fatto con i governi precedenti a Chavez gli era stato tolto per il semplice fatto che il petrolio era un bene del Venezuela che gli americani sfruttavano e succhiavano alleandosi politicamente con i governi centristi e della destra, che beneficiavano una gran parte della borghesia interna , molto ricca e che d’un tratto si è ritrovata senza quel flusso di ricchezza che è stata distribuita-0 e vorre vedere chi affermi il contrario- nei servizi pubblici e ripartita in misura eugualitaria e sociale al punto che la stragrande maggioranza del popolo sostiene Maduro.Loro lo considerano dittatore certamente perchè ha posto fine al ”pillage” della ricchezza più grande del Venezuela da parte dei potentati delle multinazionali che con un calcio le ha buttate fuori dal proprio territorio.Ha fatto bene oppure male pur con tutte le contraddizioni possibili che tale rivoluzione abbia comportato alla popolazione ? E’ la stessa storia di Cuba, la stessa storia del Nicaragua, la stessa storia più lontana nel tempo del Messico, del Brasile, la stessa storia del Cile degli anni ’70.La stessa cosa tentano di fare con l’Europa che finora continua ad essere assoggettata psicologicamente e politicamente a loro , anche se appaiono con Trump essere inspieabilmente detronizzati e gridando ogni giorno che passa ”come faremo” non pensando che il sistema economico quando è allo stremo soprattutto per lo sforzo di fronteggiare Cina, Russia e paesi emergenti, fa i propri conti e si ritira,almeno formalmente da ciò che fin’ora gli è convenuto perchè si dissangua e mette la propria economia in pericolo.Solo i vassalli si mettono le mano nei capeli ed usano sguardi disperati , che sbraitano la democrazia che effettivamente non hanno mai avuto se non quella delle piccole libertà, perchè se andassimo a guardare le libertà liberali che sono arrivate sulla borsa del popolo ne avremmo avute non tante e quelle che abbiamo avuto sono state conquistate dalle lotte delle classi lavoratrici a prezzo di stragi, attentati e tentativi di mettere i bastoni fra le ruote adoperando ogni mezzo, da quello del credo religioso storicamente schierato con i partiti di centro a quello delle massonerie e dei servizi segreti. quindi anche ciò che dice del ”popolo cencioso andate e moltiplicatevi” a me sembra un insulto sprezzante rivolto inconsapevolmente senza alcuna ragione ai poveri, al pauperismo, perchè si vede nel pauperismo il laccio che non faccia arrivare il progresso ma quel laccio l’hanno legato al palo affinchè i poveri non si fossero emancipati, non chi ha lottato da sempre per il loro riscatto e che oggi sono scomparsi letteralmente ed effettivamente con magno gaudio dei padroni e dei loro vassalli della politica, in primis economica.Si ricorda del detto che spiega bene le differenze fra servi e padroni ? C’era un detto che suonava :”l’operaio conosce 100 parole, il padrone ne conosce 1000 ,per questo lui è il padrone”. Allora se tale detto lo riconosce vero, attuale e che abbia sempre la forza e la verità che in esso è contenuta, tutta la ruota attorno alla quale stiamo discutendo cercando forse illusoriamente di portare l’interlocutore che si ha di fronte sul proprio terreno, sarebbe opportuno valutare quelle che ho già più volte ripetuto del Prof. Khalili :”la più grande arma di distruzione di massa è l’ignoranza, e se l’ignoranza è il problema la soluzione deve essere l’istruzione”. Il mondo che io sostengo Giangiacomo,attraverso le più svariate contraddizioni che non nego, sconvolgimenti ed anche sangue purtroppo ha portato quel mondo (ci metto anche l’europa ed anche l’Asia, Cina ed India comprese, ad assurgere a potenze ,a maneggiare ed avvalersi anche della conoscenza occidentale e la tecnologia, ma da società feudali e brutali come non mai, dove anche noi abbiamo infierito ed abbiamo usato quelle società per prevalere nel mondo, perchè ce ne siamo serviti anche per le guerre -vedi anche la seconda guerra mondiale dove pure loro hanno contribuito alla vittoria sul nazifascismo- oggi dopo i tentativi di renderli sempre subalterni, sviluppati secondo il nostro metro ma subalterni,si stanno affrancando dalla dipendenza e probabilmente spero che ci riescano e da ”popolo cencioso” tratteranno con noi da pari a pari, anzi forse ci sopravvanzeranno come metteva in evidenza la sua paura, se non alto ci sopravvanzeranno per questione di numeri di popolazione e di aggregati macroeconomici ed avranno la forza di imporre le loro idee e stili di vita.La sua visione di fermarli probabilmente sarà perdente nel senso che solo una guerra atomica li potrà ricacciare nella cuccia del cane in cui si trovavano ed anche si trovano taluni anche oggi.Ecco perchè tale discorso del riarmo dell’Europa oggi è all’ordine del giorno e non ha altri significati, non senz’altro quello della democrazia portata all’Ucraina a satrapi che se non sono peggiori di quelli russi poco ci manca, per il semplice fatto che la politica nostra dell’Occidente, della Nato quei satrapi li ha ossigenati fino a farli diventare dipendenti del nostro ossigeno in nome di una libertà che non hanno mai conosciuto,ma hanno conosciuto solo quella dei soldi che infatti oggi gli stiamo dando come nel recente passato ormai da più di venti anni.E allora diventa quasi una presa per i fondelli menare il can per l’aia del fatto della libertà, per aiutare una nazione fallita e predata dall’interno dai suoi oligarchi e dall’esterno dai dollari americani che adesso sembrerebbero che arrivino in misura minore, ma il sottoscritto ci crede poco perchè l’impegno principale è far saltare gli equlibri interni della Russia ed imporgli governi a noi occidentali compiacenti, sempre in nome di quella libertà che è poi la nostra di fare ciò che abbiamo sempre fatto e guai a chi ci tocca.Stavolta però credo che i guai saranno anche dei toccati…..diceva bene il prof. Nasser Khalili. Scusi la lunghezza come al solito.
A questo punto, viste queste disquisizioni, proverei a chiedere cosa ne pensa Antonio Crezzini. Perché tutto parte dal suo libro, no?
Approvo che il Sig.Crezzini possa dare logicamente il suo parere.Certo, non sono motivi che si possano affrontare con dei discorsi o disquisizioni come facciamo qui,perchè la cosa prende forma come dissertazione accademica, ma l’aderenza a certe visioni del mondo e della vita può sempre darle, di qualsiasi parere siano,non avendo timore- visto che ha scritto il libro- che rilevi stati interiori che possano allargare ancora di più le sue impressioni.La comunicazione delle idee è sempre utile,qualsiasi esse siano.