INSULTI SESSISTI A GIOVANE ARBITRA: MAXI SQUALIFICA AD UN GIOCATORE DEL MONTALLESE

sabato 13th, dicembre 2025 / 17:39
INSULTI SESSISTI A GIOVANE ARBITRA: MAXI SQUALIFICA AD UN GIOCATORE DEL MONTALLESE
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CHIUSI – Maxi squalifica ad un giocatore del Montallese, Terza categoria. Motivo: insulti e frasi sessiste rivolte all’arbitra della partita, per di più appena 17enne.

E’ successo domenica scorsa durante il match Montallese-Tuscar. Ad un certo punto, dopo un momento di tensione in campo, la direttrice di gara estrae il cartellino rosso per un calciatore del Montallese. E qui succede che un altro giocatore del Montallese protesta e viene a sua volta espulso. Questi però “si avvicinava al direttore di gara, dapprima offendendolo e quindi, una volta espulso, proferiva all’indirizzo del medesimo un insulto volgare per motivi di sesso”. Così si legge nel referto arbitrale che ha fato scattare la squalifica del giocatore in questione fino alla fine di marzo 2026.

Il Montallese calcio ha, tra l’altro, un presidente donna. Si chiama Alessia Nigi la quale ha annunciato che la società non farà ricorso contro la squalifica: “Non faremo ricorso contro la squalifica. E’ accaduto un fatto grave, ancora di più in un periodo come l’attuale, nel quale le tematiche di genere sono ogni giorno al centro dell’attenzione. Quanto è avvenuto è a mio avviso inaccettabile. Non ci sono alibi o scusanti che possano giustificare un simile atteggiamento. Ci dissociamo come associazione da quello che è successo. Io sono presidente della squadra da due anni e mezzo, e mai prima era avvenuto qualcosa di simile. Posso garantire che non ricapiterà. Prenderemo provvedimenti per questo episodio che niente ha a che vedere con i valori che abbiamo al Montallese. So che il calciatore si è scusato per le parole che ha pronunciato – conclude la presidente Nigi. – Ma questo non basta. Posso capire il nervosismo che può esserci in campo, ma non accetto episodi di questo tipo. Sono molto dispiaciuta e amareggiata”.

Comprensibile l’amarezza della presidentessa del Montallese, ma è significativa la fermezza con cui la stessa dirigente ha stigmatizzato l’episodio e ha annunciato il mancato ricorso e provvedimenti verso il calciatore protagonista dell’increscioso siparietto. Anche molti definiscono il calcio uno sport “maschio”, gli insulti sessisti e machisti non possono avere cittadinanza né in campo né all’interno degli spogliatoi o sulle tribune. Neanche in Terza Categoria.

Nella foto, di repertorio (Corriere di Siena) un’arbitra donna mentre dirige una partita.

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