IL SANTUARIO DEL BAGNO GRANDE DI SAN CASCIANO ERA ANCHE UNA GRANDE SCUOLA DI MEDICINA DELL’ANTICHITA’. TROVATI MODELLI ANATOMICI IN TERRACOTTA PER STUDIARE IL CORPO UMANO

martedì 23rd, dicembre 2025 / 12:25
IL SANTUARIO DEL BAGNO GRANDE DI SAN CASCIANO ERA ANCHE UNA GRANDE SCUOLA DI MEDICINA DELL’ANTICHITA’. TROVATI MODELLI ANATOMICI IN TERRACOTTA PER STUDIARE IL CORPO UMANO
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TROVATI MODELLI ANATOMICI IN TERRACOTTA PER STUDIARE IL CORPO UMANO.  NOI CONTINUIAMO A CHIEDERE: COME MAI I BRONZI NON VENGONO ESPOSTI A CHIUSI E CHANCIANO?
SAN CASCIANO BAGNI – Il “Santuario ritrovato” del Bagno Grande a San Casciano dei Bagni non finisce più di rivelare sorprese. Il sito fin dall’inizio del ritrovamento è stato definito luogo di culto e di cura, sia dell’anima che del corpo. Alcune delle statue e degli oggetti votivi custoditi per 2500 anni nell’acqua calda e nel fango della fonte termale
e rinvenuti di recente testimoniano proprio questo aspetto.
Ma adesso sembra emergere dal fango la prova provata riguardo alla… cura.
A fianco alla Vasca sacra, cuore rituale del grande complesso, usato sia dagli Etruschi che dai Romani, anche insieme nell’epoca di passaggio e di “fusione” delle due civiltà, potrebbe essere esistita una grande scuola di medicina dell’antichità. Lo hanno rivelato gli archeologi che hanno presentato nei giorni scorsi a San Casciano i risultati dell’ultima campagna di scavi, effettuata nel corso del 2025.
Per “scuola di medicina” si intende un luogo in cui, già nell’antichità, si studiava l’uomo, la sua anatomia e le sue fragilità, intrecciando sapere medico, pratica terapeutica e dimensione sacra. Quindi non suolo un Santuario dove si andava per “passare le acque” e per chiedere l’intercessione delle varie divinità per la guarigione di qualche malanno, tipo  l’infertilità, o per ringraziare le stesse per la “grazia ricevuta”, ma un vero e proprio centro studi.  Così spiega la cosa il professor Jacopo Tabolli, professore dell’Università per Stranieri di Siena e direttore scientifico del progetto:  «Abbiamo compreso che mentre l’acqua calda, all’interno del tempio, riceveva le offerte in bronzo, all’esterno venivano deposte terrecotte eccezionali. Raccontano preghiere, passioni, speranze, ma soprattutto la cura medica nel corso dei secoli».
Tra queste terrecotte eccezionali una spicca per importanza e potenza evocativa: si tratta di un poliviscerale, appunto in terracotta, cioè una rappresentazione estremamente dettagliata degli organi interni del corpo umano.
«È come un’autopsia – sottolinea Tabolli – con un realismo impressionante. Non esiste nulla di così accurato nel panorama delle analoghe raffigurazioni antiche». Infatti si distinguono chiaramente colecisti, surreni, polmoni e l’attacco della trachea. Un livello di precisione che, secondo gli studiosi, dimostra la presenza di una vera scuola medica tra il III e il II secolo a.C.
Quella terracotta ha insomma tutta l’aria di essere un modello anatomico per l’insegnamento, come quelli che si trovano nelle aule di scienze dei vecchi licei e nelle antiche università, che sono però molto più recenti.
Il Santuario del Bagno Grande dunque poteva essere sì un luogo di culto e di cure termali, ma adesso è possibile immaginarlo anche come un grande ospedale dell’antichità con medici che in loco operano e insegnano… e che fanno costruire agli artigiani i modelli in terracotta o in bronzo delle parti anatomiche umane. 
Dagli scavi sono emerse anche teste in terracotta dai tratti anomali, con forti dismorfismi o addirittura la cosiddetta “sindrome del terzo orecchio”. Per interpretarle, gli archeologi guidati dal professor Tabolli, stanno lavorando insieme a un team di anatomo-patologi dell’Università La Sapienza di Roma.
Il quadro, già straordinario, del ritrovamento di San Casciano Bagni si arricchisce dunque di un ulteriore tassello di grande importanza. Insomma quello che come dicevamo era già un luogo di integrazione e di passaggio tra due civiltà (sono stati rivenuti  reperti con iscrizioni bilingue: etrusco e latino) e luogo che univa spiritualità e religione con la ricerca del benessere fisico ed era anche luogo di pace e convivenza in un’epoca di conflitti, potrebbe rivelarsi anche come luogo di scienza. Un mix che non trova precedenti.
 La sindaca di San Casciano Agnese Carletti, che è anche presidente della Provincia di Siena, nel suo intervento per il resoconto della campagna di scavi 2025,  ha definito l’intero progetto «un modello culturale di sviluppo dell’intero territorio». E certamente è vero. Ma se è vero,  a noi viene spontanea la solita domanda: perché alcuni dei reperti ritrovati al Bagno Grande che già sono stati esposti a Roma, a Napoli, a Reggio Calabria, a Berlino e adesso sono ad Aquileia (che non è né Roma, né Napoli, né Reggio Calabria, né Berlino) non vengono esposti temporaneamente nei due musei del tanto evocato territorio, ovvero il Museo Nazionale Archeologico di Chiusi e il Museo delle Acque di Chianciano? Il primo è un Museo Nazionale, tra i più importanti d’Italia per quanto riguarda la civiltà etrusca, ma anche per quella Romana e Chiusi non è meno rilevante di Aquileia; il secondo è dedicato al culto delle acque, alle terme e quindi è (sarebbe) del tutto pertinente come location per una esposizione dei bronzi e reperti sancascianesi.
L’abbiamo fatta tante volte questa domanda e non abbiamo mai avuto risposta né dagli studiosi, né tantomeno dagli amministratori locali che hanno fatto passare invano l’anno in cui la Valdichiana Senese, cioè il “territorio” richiamato da Agnese Carletti è stata Capitale Toscana della Cultura. I Bronzi del Bagno Grande li hanno fatti girare come la Madonna Pellegrina che la Dc mandava in giro per fermare l’avanzata dei comunisti nel dopoguerra, e non li hanno fatti fermare neanche per 3 mesi a Chiusi e a Chianciano, nei due musei “competenti” del territorio, neanche fossero il Frecciarossa.
A proposito, se i sindaci e gli amministratori di cui sopra non fanno ripristinare la fermata AV alla stazione di Chiusi-Chianciano chi verrà e come a vedere i Bronzi del Bagno Grande quando sarà allestito il museo ad essi dedicato di San Casciano? Già ma sarà allestito, e quando sarà pronto e visitabile? Anche questa domanda, come quella precedente ci sembra a questo punto pertinente.
m.l.
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