BUON NATALE AMICI E LETTORI

mercoledì 24th, dicembre 2025 / 12:05
in Cronaca
BUON NATALE AMICI E LETTORI
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E’ Natale. E come ogni anno si spera che possa portare pace e serenità. Anche e soprattutto laddove di pace e serenità non ce n’è. Soprattutto laddove c’è gente che nasce e che muore al freddo e al gelo. E sotto i colpi di un esercito di occupazione, come quello romano a Betlemme 2025 anni fa… Succede in Ucraina, succede a Gaza e in Cisgiordania dove anche il cessate il fuoco decretato ai primi di ottobre ha solo spento il movimento di protesta che aveva riempito le piazze con milioni di persone, ma ha lasciato intatto tutto il resto, compresa l’occupazione illegale e violenta dei territori palestinesi, il blocco degli aiuti umanitari… Adesso, paradossalmente l’esercito sionista di Netanyahu non ha neanche bisogno di bombardare (ma lo fa lo stesso) perché i civili palestinesi muoiono da soli, nelle tendopoli allagate dalla pioggia e spazzate via da venti fortissimi, muoiono di fame, di freddo, di infezioni e di malattie causate dalle condizioni estreme in cui sono costretti a sopravvivere, senza medicine e presidi sanitari per curarsi. E non si vedono all’orizzonte Re Magi in arrivo, né da Oriente, né da Occidente, a portare oro incenso  e mirra.

Non è semplice e a dirla tutta fa anche male a cuore pensare al Natale, al Capodanno, a questi giorni di festa, ai cenoni, ai regali, alle luci e agli addobbi, vedendo milioni di poveri cristi che le festività le passeranno al fronte, o in una tenda immersa nel fango, tra le macerie. E riesce difficile festeggiare in famiglia o tra amici pensando che avremo meno sanità, meno trasporti, meno ricerca, avremo scuole meno efficienti, stazioni declassate, perché i nostri soldi (anche quelli di chi ne ha pochi) verranno spesi in armamenti e sistemi per prepararci alla guerra: lo ha detto anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, calpestando, lui che dovrebbe esserne il primo garante, l’art.11 della Costituzione. L’Italia non deve prepararsi alla guerra, l’Italia “ripudia la guerra”. Punto. Inventarsi la minaccia dall’esterno, inventarsi un nemico è una prassi antica come il mondo e serve solo a chi ha manìe di espansione e di dominio. Il motto “Si vis pacem para bellum” era una sciocchezza anche 2025 anni fa ai tempi di Maria e Giuseppe e di quel bambino che nacque in una mangiatoia…

I quali, tanto per rimanere in tema erano palestinesi, che da Nazaret andavano a Betlemme per adempiere alle tasse e ad alcune disposizioni imposte dall’esercito romano di occupazione. La loro era pure una famiglia irregolare, lei una ragazza madre, rimasta incinta suo malgrado, il bimbo figlio di padre ignoto, che Giuseppe, buon uomo, si accollò… Chi agita il crocifisso anche nei comizi politici questo se lo dovrebbe ricordare. Magari se lo segni.

Per fortuna c’è una Chiesa che se lo ricorda e che sta a Gaza insieme ai civili disperati e martoriati. Vedi il cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, che il Natale lo passerà lì. Fra le macerie e i campi profughi allagati. Chapeaux.

La politica appare purtroppo meno attenta e sempre più avviluppata su sé stessa in una spirale di pochezza e di appiattimento devastante. E questo non è un bene. Non è un bene, perché mentre a livello mondiale i genocidi e i bombardamenti non finiscono e i venti di guerra globale soffiano sempre più forte, nel nostro Paese e nel nostro territorio continuano i femminicidi, si profilano licenziamenti e dismissioni anche nelle aziende che sembravano un baluardo del commercio solidale e dal volto umano, i centri storici diventano fabbriche di B&B Senza più abitanti quando va bene, altrimenti si svuotano e basta, come le mining town quando si esaurisce la vena… Molte certezze o speranze di un tempo non ci sono più.

Detto questo ci auguriamo che il Natale faccia fare almeno qualche riflessione che non sia solo sui tortellini e sul cappone o sul regalo migliore da fare per non sfigurare e stare al passo coi tempi. E magari ci riabitui un po’ a parlare tra di noi, senza il filtro truccato e deformante del cellulare. C’è vita anche fuori da Facebook, Tik Tok, X e Whatsapp.

Ed è un augurio che facciamo anche a tutti voi cari amici e lettori. BUON NATALE .

 

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