ANCORA UN SUICIDIO NELLA ZONA, LA VITTIMA E’ UNA RAGAZZA DI CASTIGLIONE DEL LAGO

martedì 30th, dicembre 2025 / 17:12
ANCORA UN SUICIDIO NELLA ZONA, LA VITTIMA E’ UNA RAGAZZA DI CASTIGLIONE DEL LAGO
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CASTIGLIONE DEL LAGO –  E’ passato solo un mese dal femminicidio-suicidio di Po’ Bandino e solo due settimane scarse dal suicidio del 41enne pievese che si è gettato dal ponte sulla Direttissima tra Ponticelli e Chiusi, due mesi esatti dalla morte della giovane Miriam Oliviero, la 24 enne di Monteroni d’Arbia che si tolse la vita lasciandosi cadere dalla Torre del Mangia a Siena. Ed è di questi giorni la notizia di un altro suicidio. Questa volta a Castiglione del Lago. Vittima ancora una ragazza molto giovane, solo 19 anni, che si sarebbe gettata dal torrione della Rocca del Leone fra Natale e domenica 28 dicembre. Una ragazza che le poche, scarne notizie apparse sui social descrivono come persona dolce, ma “fragile”. Si sa che aveva lavorato in una pizzeria nel lungolago castiglionese, come fanno tanti ragazzi e ragazze. Si sa che domani 31 dicembre, ultimo dell’anno, alle ore 11,00 nella frazione di Panicarola si terranno i funerali. Si sa anche che si chiamava Sole. Un sole che aveva nel nome, ma che evidentemente non è bastato a riscaldare e illuminare un cuore che invece sentiva freddo. Un freddo di cui nessuno aveva avvertito i sintomi, come nel caso di Miriam a Siena. O meglio, di cui qualcuno forse aveva avvertito i sintomi, senza però capirne la gravità, come spesso avviene in casi simili. E anche nel caso dei femminicidi.

Dicevamo delle scarne notizie sull’accaduto. I media non ne hanno parlato. Per rispetto e riserbo verso la giovanissima vittima, verso i suoi familiari. Per non inficiare le doverose indagini, Però è strano che giornali che per decenni sui fatti di cronaca e di cronaca nera ci hanno inzuppato il pane e talvolta anche i tovaglioli, non abbiano scritto mezza riga.

Noi, pur non essendo una testata di cronaca, ne scriviamo oggi: al di là del rispetto, del riserbo doverosi e comprensibili, le notizie vanno comunque date anche quando sono dolorose. Anche quando si tratta di notizie che non vorremmo mai dare.

Siccome il fatto è avvenuto nel bel mezzo delle festività natalizie, in un paese preso d’assalto da turisti e visitatori attratti dalla “mirabilia” dell’Albero di Natale in acqua più grande del mondo, crediamo che il silenzio mediatico dipenda anche da una sorta di autocensura, dovuta al fatto che quell’albero che porta soldi e visibilità non può essere oscurato da avvenimenti incresciosi o sconvolgenti, dunque anche, sul momento, sconvenienti. Non intendiamo dire, con questo, che sia partito un “ordine di servizio” dall’alto, una “consegna del silenzio”, questo no. Però questa è una cosa che capita sempre più spesso su cui convergono, anche inconsciamente, interessi diversi. E capita quasi ovunque, perché l’informazione in Italia è ridotta male.

Va detto che nel giorno in cui si è venuti a conoscenza del fatto, a Castiglione del Lago le iniziative festaiole legate all’Albero di Natale sull’acqua sono state interrotte e cancellate. Senza però darne notizia e senza clamore.

Ci fermiamo qui, rilevando solo che ai suicidi prima elencati vanno aggiunti i casi di tentato suicidio (uno a Città della Pieve) e alcune situazioni che per fortuna hanno avuto un lieto fine come la scomparsa per diverse ore di ragazzi e ragazze  ritrovati sani e salvi, dopo strane fughe o allontanamenti anomali da casa (una a Montalcino, una a Tuoro sul Trasimeno). Tutti fra la fine di ottobre e queste ore.

Tutti questi casi ravvicinati, in un territorio considerato tranquillo e addirittura oasi di benessere, di bellezza, di cultura e di storia, fa pensare ad un malessere diffuso, a problematiche esistenziali e sociali più profonde di quanto appaia in superficie. Un malessere che evidentemente attanaglia in particolare giovani e giovanissimi i quali pagano pegno ad una società vacua, fatta di valori effimeri e volatili, pagano la difficoltà e la disabitudine a relazionarsi con altri al di fuori della cerchia ristretta dei coetanei e della “bolla” dei social che dettano modelli fasulli e vuoti. Gli adolescenti e anche i 20-30enni sono tutti scolarizzati, molti sono diplomati e laureati, ma sanno poco o niente della storia, della geografia, della letteratura e in definitiva della vita reale che c’è fiori della loro bolla. E se la “bolla” esplode” o evapora, sono guai, perché mancano le difese immunitarie necessarie, manca il senso della vita.  Del valore della vita.

E purtroppo anche i presìdi che dovrebbero fare argine alla regressione, al rimpicciolimento della società fanno acqua da tutte le parti e spesso sono allineati o assuefatti al nulla cosmico: la famiglia, la scuola, le istituzioni giocano anch’esse al ribasso…

Ovviamente i suicidi, gli omicidi sono per lo più fatti individuali, talvolta frutto di un crash mentale di un momento. Non è il caso di generalizzare. Ma che ci sia un problema in questo cazzo di società, e che questo problema sia presente anche in zone periferiche e tranquille è sotto gli occhi di tutti.

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