500 ANNI DOPO, LA NUOVA GUERRA DI SIENA. MA E’ TUTTA DENTRO IL PD. VALENTI CHIEDE L’AZZERAMENTO DELLA SEGRETERIA REGIONALE
SIENA – E’ ormai guerra aperta fra i vertici senesi la direzione regionale del Partito Democratico.
“Le tensioni, già emerse con forza nella Direzione provinciale del 26 novembre, sono esplose definitivamente durante la Direzione regionale di ieri, quando la Federazione senese avrebbe praticamente formalizzato la richiesta di dimissioni dell’intera segreteria toscana, puntando il dito soprattutto contro la vicesegretaria regionale Stefania Lio, espressione del territorio, ma accusata di non aver difeso gli interessi senesi nella partita decisiva della Giunta Giani”. Così ricostruisce la situazione Radio Siena Tv.
Motivo del contendere e della “insanabile frattura”, la mancata nomina di un assessore proveniente dalla provincia di Siena e in particolare la mancata nomina di Simone Bezzini, che alle elezioni aveva ottenuto 12 mila preferenze. Ma anche il “tradimento” della vicesegretaria regionale Stefania Lio che è di Pienza, ma si è allineata senza colpo ferire alle posizioni di Fossi, contro la Federazione di Siena e contro il territorio senese.
Non è bastata, evidentemente la nomina di Bezzini a capogruppo del Pd in Consiglio Regionale. Ruolo politicamente prestigioso, ma certamente meno “potente” di un assessorato alla sanità, incarico che Bezzini ha ricoperto nella passata legislatura.
Il segretario senese Andrea Valenti, subito dopo la direzione di venerdì scorso, ha pubblicato un durissimo post su Fb, uno sfogo nel quale lo stesso Valenti ricordava a chi lo accusava di portare avanti una battaglia di retroguardia, che lui vive in Amiata e che dunque sa bene cosa voglia dire vivere o tutelare le aree interne e marginali… Insomma Valenti ha alzato la voce e ha fatto incazzare non poco Fossi e la segreteria regionale.
La questione sembra una riedizione in chiave Pd della secolare divisione tra Guelfi e Ghibellini, anzi della guerra di Siena del ‘500 con la Repubblica senese assediata e “cancellata” da Firenze e i suoi alleati. Le recenti regionali – lo abbiamo scritto anche noi – per il Pd senese e per la provincia di Sono state una battaglia persa, una debacle: più Scannagallo che Montaperti. E anche stavolta c’è di mezzo un… tradimento.
Valenti e la Federazione senese hanno fatto capire che non intendono abbassare la testa e hanno gettato sul tavolo la richiesta formale di “azzeramento della segreteria regionale” e dunque “ridefinizione dei rapporti interni”. La mega convention del “correntone” pro Schlein tenutasi a Montepulciano, dunque in una città in terra senese, ma storicamente legata a Firenze, 10 giorni fa, sembra essere passata come acqua sotto i ponti, senza lasciare traccia nei rapporti fra i vertici toscani, fortemente legati a Elly Schlein e il partito di Siena.
Era molto tempo che all’interno del Pd, Siena non alzava così il volume per sostenere una propria rivendicazione, era molto tempo che Siena puntava i piedi in questo modo, fino a chiedere le dimissioni in blocco del vertice regionale. E il segretario Valenti, che di solito è un tipo calmo, riflessivo, gentile nei modi, stavolta ha sbottato, segno che la ruggine ha già intaccato fortemente il ferro…
Il problema se mai è uno solo: che il Pd senese protesta, punta i piedi e alza il volume, chiede l’azzeramento sella segreteria regionale su una questione specifica: la nomina o meno di un assessore nella giunta di Giani e non lo ha fatto e non lo fa per marcare una differenza dal Pd che vota per il riarmo, che pretende di equiparare le critiche a Israele con l’espressione di posizioni antisemite, non lo ha fatto e non lo fa quando anche esponenti o istituzioni a guida Pd hanno “azzerato” le conferenze del professor D’Orsi. Non si è indignato e incazzato nello stesso modo quando nel territorio son stati tagliati treni, fermate e sono stati penalizzati i pendolari, i turisti, le persone che debbono viaggiare per lavoro, per questioni sanitarie. E se in qualche caso e qualche situazione alcuni esponenti o amministratori Pd lo hanno fatto, mai hanno trovato una condivisione piena e un appoggio altrettanto “incazzato” da parte dei vertici senesi del partito.
Senza nulla togliere alle ragioni di Andrea Valenti e della Federazione senese sulle vicende regionali, il fatto che la massima durezza nella protesta venga fuori su una nomina mancata e non su questioni più profonde, ci dice che il Pd oggi questo è. Un partito più attento alle poltrone (proprie) che alle questioni che stanno a cuore alle persone comuni.
Qualcuno dirà che le poltrone non sono solo poltrone e servono anche per determinare delle scelte, per prendere decisioni, per concretizzare degli indirizzi. E questo è vero. Come è vero che un assessore regionale non viene nominato solo per rappresentare un certo territorio e portare avanti le istanze e gli interessi di quel territorio, ma per lavorare nell’interesse di tutta la regione… Per tutto ciò noi, dalla nostra postazione nel sud della provincia di Siena, avremmo preferito vedere e sentire Valenti & C. incazzarsi come belve per altre questioni. Questa ci sembra francamente una tempesta in un bicchiere d’acqua. Anzi in un bicchiere vuoto. E per come funzionano le cose in questo paese, la frattura in atto, non aiuta chi deve governare i territori e chi in provincia d Siena dovrà andare al voto da qui ad un anno e mezzo, vedi Chiusi, Sarteano, Trequanda, Montalcino, Monticiano, né Siena che ci andrà fra poco più di due anni.
m.l.
Nella foto: il segretario senese Valenti con il segretario regionale Fossi, quando ancora non si guardavano in cagnesco. Ma si guardavano poco lo stesso.











È scritto nell’articolo, ma questi.con la situazione che viviamo e l’incapacità di elaborare uno straccio di idea alternativa,discutono tra loro per una poltrona? Ridicoli.
Qualche anno addietro,qualcuno di mia conoscenza dalle righe di questo giornale scrisse che l PD era come un supermercato, dove ognuno poteva comperare ciò che voleva.Bisognerebbe dirlo ai vari Veltroni tutto questo,e cioè a coloro che hanno partorito l’idea adattandosi al momento dove dicevano che non erano mai stati comunisti.Chissà cosa fossero stati allora ? E la gente gli ha creduto ed oggi queste cose non si ricordano più e non ricordandole si perdono i riferimenti sia storici chè politici, ma il guaio è che nella critica che pur doverosa, sembra che tutto questo sia anche normale,perchè quando non si ricorda più cosa avveniva,certe contraddizioni che scoppiavano giustamente anche per la diversità di idee all’interno di quello che era il partito ,non comparivano nel fronte unito e nel confronto con le altre forze politiche e tale confronto faceva la forza di tale partito perchè nelle decisioni a tutti i livelli si teneva presente che era il partito che doveva vincere sui problemi, ed infatti vinceva.Oggi, per dirla comicamente in breve, sono diventati tutti ”liberali”ed il comico è che non vorrebbero magari nemmeno pagare il prezzo che poi sono costretti a pagare in termini di disunione, perdita di voti, spaccature e soprattutto di conseguenza ad essere surclassati da altre forze anche nello smarrimento generale della gente che non va più a votare.Cosa ne consegue quindi ? Chi gode di questo e chi invece si lecca le ferite ? Ai lettori la risposta. Ed allora sarebbe bene talvolta usare le parole esatte quando si definisce un ” fronte progressista ” perchè diversamente si usurpano anche le parole perchè è cosa chiara che gli avversari ci vanno a nozze e chi ti dovrebbe seguire non lo fa.
Sembrerebbe oggi di dire un eresia, ma il ”centralismo democratico” non è mica stato cancellato dalla Margherita, ma da questi di cui si parla.Quasi quasi ce lo farebbero rimpiangere……anzi personalmente di fronte a tale idea non mi sento neppure oggi dopo tanto tempo fuoriluogo, semmai si dovrebbero sentire fuoriluogo chi abbia negli anni procurato tale condizione, infischiandosi di comprenderne il perchè.Forse da questo punto di vista si comprende anche ciò che Marco Lorenzoni diceva nel post al riguardo all’etica della lotta per le poltrone perchè tali fatti poi alla fine producono solo questo…..una volta venivano radiati, oggi dovrebbero chiudere perchè lo spettacolo non è più guardabile ed il problema a cui credo che non vi sia più soluzione è proprio questo.A chi afferma che non sia questa una delle cause maggiori dell’avvento di un governo del paese come quello attuale dovrebbe fare i conti con quell’ufficiale giudiziario che una volta suonava il campanello di chi si ostinava a non pagare le tratte dicendo ”nulla devo”, ma dicendo così, pur sapendolo dichiarava il falso.