STEFANO SCARAMELLI: “MI CANDIDO”. NO STEFANO NON E’ CHE TI CANDIDI, E’ CHE QUALCUNO HA DECISO DI CANDIDARE ANCHE TE…
CHIUSI – Con un post su facebook Stefano Scaramelli annuncia: “Mi candido!” e così prosegue: “Mi candido alle prossime elezioni regionali nella Lista di ‘Giani Presidente’. Al cuore non si comanda. In questi giorni il vostro calore, la vostra vicinanza e il vostro sostegno mi hanno dato la consapevolezza e la forza di mettermi a disposizione di questo progetto riformista. Ci sarà tanto da emozionarsi, molto da progettare e realizzare. Prendersi cura dei desideri e delle aspettative dei cittadini di un territorio offre sempre stimoli nuovi e porta con sé senso di responsabilità. Porterò la mia esperienza, le mie idee e, soprattutto, la mia libertà. Grazie fin d’ora a chi vorrà condividere al mio fianco questa nuova avventura!”.
Quindi dopo l’exploit del 2015 con il Pd e Bettollini alla guida del camper (15 mila preferenze) e il capolavoro del 2021 quando riuscì a farsi eleggere nelle file di Italia Viva, cosa non semplice visto che il partito di Renzi superò di pochissimo il quorum del 4%, l’ex sindaco di Chiusi proverà a fare il tris.
Però dire “Mi candido” è un po’ una forzatura. Come se uno decidesse da solo di candidarsi e presentarsi alle elezioni. Mica è così che funziona. Ti candidi se qualcuno decide di candidarti. E non basta neanche dire “mi metto a disposizione” perché di gente pronta a mettersi a disposizione sai quanta ce n’è carlo Scaramelli…
Se “ti candidi” e sarai anche questa volta in corsa per un seggio in Consiglio regionale, sarà solo perché qualcuno ha deciso o ritiene che tu possa fargli comodo. Oppure perché negli ultimi 5 anni sei stato un soldatino fedele, di fatto unico alleato del Pd, e dunque la cambialina va onorata.
Ormai la politica ha preso una piega tale che anche le parole e la prassi non sono più quelle di una volta. Ai tempi della Dc e del Pci nessuno avrebbe neanche pensato di dire “mi candido!” Ma dove? Senza una decisione del partito non andavi e non ti candidavi da nessuna parte. Adesso è uguale, ma la gente dice “mi candido!” Pur sapendo che non è così.Perché fa più chic…
L’espressione “mi candido” la può (potrebbe) usare chi decide di scendere in campo in proprio, con il proprio nome e una propria lista. Nelle elezioni comunali è una cosa che succede abbastanza spesso, anche se altrettanto spesso, trattasi di liste camuffate che qualche partito dietro ce l’hanno lo stesso, ma non vuole farsi vedere. Alle Regionali o alle politiche dire “mi candido” è una stratosferica cazzata. E’ un modo, un po’ spudorato, di vantarsi, di accreditarsi e darsi un ruolo che in effetti non si ha…
Sarebbe molto più corretto dire e scrivere “sarò tra i candidati di… farò parte della lista di… “. Oppure, nel caso specifico: “Eugenio Giani mi ha voluto tra i canddati della sua lista”. Alla fine la sostanza è la stessa, ma in politica anche la forma è sostanza e le parole sono importanti (lo diceva anche Nanni Moretti), perché danno la misura di chi le pronuncia. E non parliamo di statura…
M.L.









In un contesto che si immagina ostile (Chiusi e zona limitrofa è animata da un forte scetticismi nei confronti della cordata Giani, folgorata sulla via della Stazione; lo stesso Marchetti si candida con parole elogiative sulla centralità della stazione chiusina), un candidato del paese si spera che attiri consensi. Niente di strani, né di nuovo. Semmai, c’è da temere che il candidato locale non sia un tentativo di prendere viti su una promessa che già si sa che verrà disattesa (la candidata senese mi pare non abbia espresso cambiamenti rispetto alle sue convinzioni su Cret) Nel dubbio, insisto col mio scetticismo.
C’è anche il fatto che tornare al lavoro è dura. Mica è un aspetto da sottovalutare.