STEFANO SCARAMELLI: “MI CANDIDO”. NO STEFANO NON E’ CHE TI CANDIDI, E’ CHE QUALCUNO HA DECISO DI CANDIDARE ANCHE TE…

domenica 07th, settembre 2025 / 15:55
STEFANO SCARAMELLI: “MI CANDIDO”. NO STEFANO NON E’ CHE TI CANDIDI, E’ CHE QUALCUNO HA DECISO DI CANDIDARE ANCHE TE…
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CHIUSI – Con un post su facebook Stefano Scaramelli annuncia:  “Mi candido!” e così prosegue: “Mi candido alle prossime elezioni regionali nella Lista di ‘Giani Presidente’. Al cuore non si comanda. In questi giorni il vostro calore, la vostra vicinanza e il vostro sostegno mi hanno dato la consapevolezza e la forza di mettermi a disposizione di questo progetto riformista. Ci sarà tanto da emozionarsi, molto da progettare e realizzare. Prendersi cura dei desideri e delle aspettative dei cittadini di un territorio offre sempre stimoli nuovi e porta con sé senso di responsabilità. Porterò la mia esperienza, le mie idee e, soprattutto, la mia libertà. Grazie fin d’ora a chi vorrà condividere al mio fianco questa nuova avventura!”.

Quindi dopo l’exploit del 2015 con il Pd e Bettollini alla guida del camper (15 mila preferenze) e il capolavoro del 2021 quando riuscì a farsi eleggere nelle file di Italia Viva, cosa non semplice  visto che il partito di Renzi superò di pochissimo il quorum del 4%, l’ex sindaco di Chiusi proverà a fare il tris.

Però dire “Mi candido” è un po’ una forzatura. Come se uno decidesse da solo di candidarsi e presentarsi alle elezioni.  Mica è così che funziona. Ti candidi se qualcuno decide di candidarti. E non basta neanche dire “mi metto a disposizione” perché di gente pronta a mettersi a disposizione sai quanta ce n’è carlo Scaramelli…

Se “ti candidi” e sarai anche questa volta in corsa per un seggio in Consiglio regionale, sarà solo perché qualcuno ha deciso o ritiene che tu possa fargli comodo. Oppure perché negli ultimi 5 anni sei stato un soldatino fedele, di fatto unico alleato del Pd, e dunque la cambialina va onorata.

Ormai la politica ha preso una piega tale che anche le parole e la prassi non sono più quelle di una volta. Ai tempi della Dc e del Pci nessuno avrebbe neanche pensato di dire “mi candido!” Ma dove? Senza una decisione del partito non andavi e non ti candidavi da nessuna parte. Adesso è uguale, ma la gente dice “mi candido!” Pur sapendo che non è così.Perché fa più chic…

L’espressione “mi candido” la può (potrebbe) usare chi decide di scendere in campo in proprio, con il proprio nome e una propria lista. Nelle elezioni comunali è una cosa che succede abbastanza spesso, anche se altrettanto spesso, trattasi di liste camuffate che qualche partito dietro ce l’hanno lo stesso, ma non vuole farsi vedere. Alle Regionali o alle politiche  dire “mi candido” è una stratosferica cazzata. E’ un modo, un po’ spudorato, di vantarsi, di accreditarsi e darsi un ruolo che in effetti non si ha…

Sarebbe molto più corretto dire e scrivere “sarò tra i candidati di… farò parte della lista di… “. Oppure, nel caso specifico: “Eugenio Giani mi ha voluto tra i canddati della sua lista”. Alla fine la sostanza è la stessa, ma in politica anche la forma è sostanza e le parole sono importanti (lo diceva anche Nanni Moretti), perché danno la misura di chi le pronuncia. E non parliamo di statura…

M.L.

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