ELEZIONI REGIONALI TOSCANA: IL PD DELLA VALDICHIANA CHIEDE LA CONFERMA DI BEZZINI, PARIS E ROSIGNOLI. SCELTA GIUSTA?

mercoledì 03rd, settembre 2025 / 16:31
ELEZIONI REGIONALI TOSCANA: IL PD DELLA VALDICHIANA CHIEDE LA CONFERMA DI BEZZINI, PARIS E ROSIGNOLI. SCELTA GIUSTA?
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MONTEPULCIANO –  Con una nota del 29 agosto scorso il coordinamento delle Unioni Comunali del Partito Democratico della Valdichiana Senese ha ribadito la volontà di riproporre e confermare nella lista provinciale per le prossime elezioni regionali, l’assessore Simone Bezzini e le due consigliere uscenti Anna Paris ed Elena Rosignoli.
Quindi una indicazione di totale continuità con il quinquennio che sta per concludersi. Un bis non si nega a nessuno. E il Pd della Valdichiana chiede ppunto il bis per la candidata del territorio Elena Rosignoli (è di Torrita di Siena), ma anche per la senese Anna Paris e per Bezzini che appena eletto nel 2021 si dimise da consigliere per assumere l’incarico di assessore alla sanità. Incarico delicato non solo perché è quello che ha il maggior peso nelle finanze e nella spesa regionale, ma anche perché Bezzini si trovò a prendere il timone della sanità in piena pandemia Covid e di certo non fu una passeggiata. E il Pd questo non lo domentica. In fatti nella nota citata scrive:  “Simone Bezzini, dopo l’ottimo risultato in termini di preferenze, è stato nominato Assessore Regionale al Diritto alla Salute sia per le sue caratteristiche personali che per la forza che il Pd ha nella nostra provincia. Un assessore che ha lavorato bene in un momento di grande difficoltà per la pandemia e per le scelte sciagurate del governo nazionale. Metterlo in discussione può apparire come una sconfessione dell’operato dell’intera politica sanitaria regionale. Gli indicatori nazionali e le agenzie di monitoraggio danno la nostra Regione ai vertici per livelli essenziali di assistenza
La sanità pubblica rimane uno degli elementi fondanti nella proposta politica nazionale del nostro partito, come sta ribadendo anche in questi giorni la nostra Segretaria Elly Schlein”.
Quanto ad Elena Rosignoli, il Pd scrive: “al primo mandato, ha fatto parte della Quinta Commissione, lavorando in maniera eccellente, ricoprendo il ruolo con impegno, dedizione e contatto costante con il territorio facendo proprio un notevole bagaglio di esperienza”.
In vista della Direzione regionale il Pd della Valdichiana chiede che “le candidature anche qui proposte siano prese in seria considerazione come espressione del forte radicamento territoriale che rappresentano”, ma scrive anche: “e non comprendiamo il perché alle direzioni provinciali non sia stato consentito dagli organismi regionali di esprimersi con un voto sulle candidature. Un partito che vuole contare nell’ambito di una coalizione allargata che condividiamo come scelta a tutti i livelli, deve mettere in campo le risorse umane che hanno capacità maggiore di coinvolgere gli elettori nell’espressione del voto”. 
Certo, a parte la scontata richiesta di ricandidatura per Bezzini, che tutto sommato ha retto l’urto ed ha lavorato abbastanza bene, in un momento e in un settore complicati, la proposta di bis per Paris e Rosignoli ci sta, ma sembra – diciamolo – un tentativo di congelare lo status quo, senza strappi, senza discussioni laceranti. Non il massimo risultato, ma un risultato accettabile con il minimo sforzo. Forse per il timore che se saltasse, ad esempio la candidatura Rosignoli, la Valdichiana potrebbe ritrovarsi senza nessun candidato nella lista del Pd.
La consigliera torritese è stata molto presente, questo è indubbio e certificato, ha partecipato a tante iniziative nel territorio, anche ad alcune proteste, come quelle per la linea Chiusi-Siena e per la stazione di Chiusi; ha fatto sentire il proprio sostegno ai sindaci e al partito nel territorio, ha partecipato a tante feste de l’Unità. Di sicuro ha riportato in Consiglio Regionale le istanze raccolte in varie occasioni nei comuni della Valdichiana.
Ma – anche questo va detto – non è emersa in questi 5 anni come figura trainante, carismatica; non ha espresso una leadership politica. E’ stata un po’ lo specchio di un partito che non fa più a spallate, che non punta i piedi, che fa una fatica enorme a mobilitare la gente e neanche ci prova. Di Anna Paris in Valdichiana non si è vista traccia, né si è sentita parola, su niente di niente. Se al Pd va bene così avrà le sue ragioni… Ma poi è difficile chiedere il voto per candidati del genere.
Forse una discussione preventiva sulle candidature e su che tipo di candidature servano di più ai territori, pur arrivando magari alla medesima conclusione (la richiesta di conferma per le uscenti) avrebbe potuto creare un po’ più di clima, in vista dele elezioni del 12 ottobre. E’ vero che con il patto di colizione fra Pd, M5S, Avs e cespugli vari, la vittoria di Giani sembra blindata, ma quella della disaffezione al voto, del distacco tra estabilishment dei partiti e cittadini, rimane un’incognita. E vedere un Pd che chiede di ripresentare gli stessi di 5 anni fa, senza porsi troppe domande, non aiuta di certo gli elettori a tornare con slancio alle urne…  Questo il Pd dovrebbe saperlo e dovrebbero saperlo anche gli alleati del Pd che 5 anni fa erano all’opposizione e contestavano la politica ingessata del partito di maggioranza.
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