ELEZIONI REGIONALI TOSCANA: IL PD DELLA VALDICHIANA CHIEDE LA CONFERMA DI BEZZINI, PARIS E ROSIGNOLI. SCELTA GIUSTA?
MONTEPULCIANO – Con una nota del 29 agosto scorso il coordinamento delle Unioni Comunali del Partito Democratico della Valdichiana Senese ha ribadito la volontà di riproporre e confermare nella lista provinciale per le prossime elezioni regionali, l’assessore Simone Bezzini e le due consigliere uscenti Anna Paris ed Elena Rosignoli.
Quindi una indicazione di totale continuità con il quinquennio che sta per concludersi. Un bis non si nega a nessuno. E il Pd della Valdichiana chiede ppunto il bis per la candidata del territorio Elena Rosignoli (è di Torrita di Siena), ma anche per la senese Anna Paris e per Bezzini che appena eletto nel 2021 si dimise da consigliere per assumere l’incarico di assessore alla sanità. Incarico delicato non solo perché è quello che ha il maggior peso nelle finanze e nella spesa regionale, ma anche perché Bezzini si trovò a prendere il timone della sanità in piena pandemia Covid e di certo non fu una passeggiata. E il Pd questo non lo domentica. In fatti nella nota citata scrive: “Simone Bezzini, dopo l’ottimo risultato in termini di preferenze, è stato nominato Assessore Regionale al Diritto alla Salute sia per le sue caratteristiche personali che per la forza che il Pd ha nella nostra provincia. Un assessore che ha lavorato bene in un momento di grande difficoltà per la pandemia e per le scelte sciagurate del governo nazionale. Metterlo in discussione può apparire come una sconfessione dell’operato dell’intera politica sanitaria regionale. Gli indicatori nazionali e le agenzie di monitoraggio danno la nostra Regione ai vertici per livelli essenziali di assistenza
La sanità pubblica rimane uno degli elementi fondanti nella proposta politica nazionale del nostro partito, come sta ribadendo anche in questi giorni la nostra Segretaria Elly Schlein”. 

Quanto ad Elena Rosignoli, il Pd scrive: “al primo mandato, ha fatto parte della Quinta Commissione, lavorando in maniera eccellente, ricoprendo il ruolo con impegno, dedizione e contatto costante con il territorio facendo proprio un notevole bagaglio di esperienza”.
In vista della Direzione regionale il Pd della Valdichiana chiede che “le candidature anche qui proposte siano prese in seria considerazione come espressione del forte radicamento territoriale che rappresentano”, ma scrive anche: “e non comprendiamo il perché alle direzioni provinciali non sia stato consentito dagli organismi regionali di esprimersi con un voto sulle candidature. Un partito che vuole contare nell’ambito di una coalizione allargata che condividiamo come scelta a tutti i livelli, deve mettere in campo le risorse umane che hanno capacità maggiore di coinvolgere gli elettori nell’espressione del voto”. 

Certo, a parte la scontata richiesta di ricandidatura per Bezzini, che tutto sommato ha retto l’urto ed ha lavorato abbastanza bene, in un momento e in un settore complicati, la proposta di bis per Paris e Rosignoli ci sta, ma sembra – diciamolo – un tentativo di congelare lo status quo, senza strappi, senza discussioni laceranti. Non il massimo risultato, ma un risultato accettabile con il minimo sforzo. Forse per il timore che se saltasse, ad esempio la candidatura Rosignoli, la Valdichiana potrebbe ritrovarsi senza nessun candidato nella lista del Pd.
La consigliera torritese è stata molto presente, questo è indubbio e certificato, ha partecipato a tante iniziative nel territorio, anche ad alcune proteste, come quelle per la linea Chiusi-Siena e per la stazione di Chiusi; ha fatto sentire il proprio sostegno ai sindaci e al partito nel territorio, ha partecipato a tante feste de l’Unità. Di sicuro ha riportato in Consiglio Regionale le istanze raccolte in varie occasioni nei comuni della Valdichiana.
Ma – anche questo va detto – non è emersa in questi 5 anni come figura trainante, carismatica; non ha espresso una leadership politica. E’ stata un po’ lo specchio di un partito che non fa più a spallate, che non punta i piedi, che fa una fatica enorme a mobilitare la gente e neanche ci prova. Di Anna Paris in Valdichiana non si è vista traccia, né si è sentita parola, su niente di niente. Se al Pd va bene così avrà le sue ragioni… Ma poi è difficile chiedere il voto per candidati del genere.
Forse una discussione preventiva sulle candidature e su che tipo di candidature servano di più ai territori, pur arrivando magari alla medesima conclusione (la richiesta di conferma per le uscenti) avrebbe potuto creare un po’ più di clima, in vista dele elezioni del 12 ottobre. E’ vero che con il patto di colizione fra Pd, M5S, Avs e cespugli vari, la vittoria di Giani sembra blindata, ma quella della disaffezione al voto, del distacco tra estabilishment dei partiti e cittadini, rimane un’incognita. E vedere un Pd che chiede di ripresentare gli stessi di 5 anni fa, senza porsi troppe domande, non aiuta di certo gli elettori a tornare con slancio alle urne… Questo il Pd dovrebbe saperlo e dovrebbero saperlo anche gli alleati del Pd che 5 anni fa erano all’opposizione e contestavano la politica ingessata del partito di maggioranza.











Per quanto riguarda Bezzininon si capisce cosa abbia fatto di straordinario e di diverso nel periodo covid rispetto alle “scelte sciagurate del governo nazionale”. In generale i problemi della sanità non sono cambiati, si pensi ad esempio alla lunghezza delle liste di attesa.
Pee quanto riguarda la Rosignoli è stata una ultras a sostegno della costruzione della stazione in linea, posizione sostenuta anche nel consiglio comunale aperto a Chiusi, salvo poi rendersi protagonista, come molti suoi colleghi di partito, di una improvvisa inversione a U sull’argomento. Ma va bene così, contenti loto contenti tutti. Auguri ai cittadini toscani.
Tutto ciò dipende in parte dalla legge elettorale toscana che di certo non favorisce la partecipazione e la collegialità nella scelta delle candidature affidate alle segreterie dei partiti, un po’ dipende dalla inconsistenza dei partiti ridotti ormai a comitati elettorali o circoletti ristretti tra amici che in qjuesto sistema ci sguazzano e si perpetuano tra loro, ma un po’ dipende anche dall’assenza totale di dibattito politico dal basso, come si diceva una volta. C’è qualcuno, caro Luca, che contesta o prova quantomeno a porre e a porsi delle domande, tranne te e questo giornale? E le liste diverse e alternative al Pd, a sinistra (la destra non mi interessa), sono costruite con criteri diversi e più partecipati e collegiali? Francamente non mi pare. E anche questo è un bel problema a mio avviso…
A favore di Bezzini si può dire che nonostante le carenze evidenti la Toscana si classifica fra le prime tre regioni. Di Anna Paris invece si ricorda la posizione favorevole a Creti.
Un partito vecchio, incapace di esprimere un volto nuovo, un’idea nuova. Gli altri non stanno meglio, è vero. Tutti tirano a campare giocando sul (presunto) serbatoio di voti che alimentrrebbe ciascuno dei candidati. Auguri
Per Enzo Sorbera e Luca Scaramelli. Verissimo quanto dite, è la fotografia della situazione,a cui hanno concorso diversi fattori come sempre e non solo uno o due, ma a questo punto i discorsi stanno in poche parti come si dice a Firenze ed è vero quanto tu Enzo Sorbera affermi, ed il ”presunto serbatoio di voti ” che loro auspicano si stà riducendo sempre di più ed alla fine della strada c’è la loro sostituzione da parte della destra e non perchè questa abbia più meriti o spettanze ma perchè alla fine il processo di dissolvimento rende le coscenze e le teste che votavano per la reggenza di sedicente sinistra sempre più disilluse ed incazzate e quindi ne fa dei potenziali votanti a destra ed il processo ormai è conosciuto e consolidato o perlomeno dei senza voto.
Ed allora cosa vince in tale occasione che si ravvicina temporalmente anche se questa a livello regionale non sarà la tornata regionale decisiva che li veda fuori dai giuochi ? Vincono gli ” automatismi del sistema ” che gestito in maniera come è stato gestito è stato altamente contraddittorio anche se spesso sentiamo la stessa cantilena risuonare da mille cantoni come quella della Sanità che si presenta entro le 4 regioni italiane più all’altezza della situazione e da questo figuriamoci come siano messi gli altri…ma non c’è solo questo e per provare occorrerebbe chiedere di una qualche visita specialistica e vediamo il calendario di quando possa venir erogata e dove verrai indirizzato ma dal territorio locale si parla anche di località come Grosseto oppure in luoghi inaspettati.Sono anni che il sottoscritto per visite si deve recare per esempio ad Abbadia S.Salvatore oppure in altri luoghi e per fortuna per visite non di patologie importanti ! Tutto questo per dire che vengono sbandierati risultati tali che riguardano i nostri territori specialmente relativi alle strutture da mettere in piedi che marcheranno pesantemente la nostra vita quotidiana sul territorio.Perchè tutti si perdono in discorsi, tutti se li senti parlare sui social si intendono di logistica, di strade, di ferrovie, e tutti dicono cose diverse a seconda del vento che in quel momento li trasporta e questo succede la maggior parte delle volte soprattutto in periferia perchè ormai ci hanno abituato-e quesa è la cosa che più scotta -a reagire dopo che le cose sono state decise e contratti siglati, senza sentire la popolazione del luogo se sia contenta o meno o possa rifiutare tali piani pre-stabiliti da accordi che transitano nelle segreterie dei partiti e che raggiungono l’esecuzione transitando con una ”normalità” impressionante sopra la testa delle persone, le quali come recitava Giuseppe Giusti in ”Sant’Ambrogio”
sono per la maggior parte ” in altre faccende affaccendati ed a questa roba morti e sotterrati”….e questo avviene perchè ci si confronta e si discute quasi sempre su aspetti e cose di carattere personale, di interrelazioni personali , ma mai nemmeno una volta si faccia riferimento ad istanze sociali o che possano riguardare il modo di come sono gestiti i nostri soldi e oppure di come sarà Chiusi fra 20 anni….
La politica infatti ha raggiunto la condizione che si possa permettere di fare e di decidere ciò che vuole senza ascoltare i cittadini,tranne pochissime volte- e ne abbiamo visto gli effetti – che questi ultimi insorgono e formano i comitati e si fanno sentire. E’ questo che temono più di ogni altra cosa e come strategia sono portati a dare il contentino perchè i loro entourage che tale strategia l’hanno capita hanno lo stesso scopo di portare voti a fine di avere il consenso.E’ il vecchio principio del concedere,fra l’altro anche a parole , per poi quando l’hai concesso puoi ritornare sui tuoi passi quando nessuno o pochi ti controllano ed il loro controllo non serve più ad elezione finite perchè risono nuovamente nel seggiolone per un altro lasso di tempo. Ma è mai possibile che la gente non lo capisca questo e non capisca a cosa serva ? Ed allora chiediamocelo questa situazione da dove venga e perchè venga. Forse troveremo il modo di cambiare musica, che sempre non vuol dire passare con salti al di la del muro, ma organizzarsi per programmi più seri ,più consistenti e che alla gente diano un segno di avanzamento anche ad iniziare appunto come dicevate dalla cognitività di quanto si porta avanti. Se non crediamo in questo e cediamo su tale fronte non aspettiamoci altro che migliori la situazione in cui versano Chiusi ma anche la Provincai e la Regione.