LE MERIDIANE DI CARLO PAGGETTI: DAL 10 AL 24 AGOSTO A CHIUSI IN MOSTRA LO SPETTACOLO DEL TEMPO

giovedì 07th, agosto 2025 / 11:08
LE MERIDIANE DI CARLO PAGGETTI: DAL 10 AL 24 AGOSTO A CHIUSI IN  MOSTRA LO SPETTACOLO DEL TEMPO
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CHIUSI – L’uomo, fin dall’alba dei secoli, da quando cominciò a camminare in posizione eretta, a cacciare e poi a coltivare la terra ha sempre avuto il problema di “misurare il tempo”. Cioè di comprenderne lo scorrere ripetitivo, ma non proprio. Di capire l’avvicendarsi delle stagioni, e il passare delle ore nell’arco della giornata. Il perché dopo la notte torna il giorno e se i giorni sono tutti uguali, e perché non lo sono…

L’orologio quello delle piazze e dei campanili, quello da polso o da taschino, è uno strumento che misura il tempo, ma è recente. Oggi anche l’orologio è passato un po’ in disuso, sostituito di fatto dai cellulari che fanno tutto, dalle foto all’agenda, dalla banca al cinema. Qualcuno ci gira i film con il cellulare. Solo il caffè non riesce a farlo, ma per il resto… Ma prima, prima dell’orologio, come si misurava il tempo? Guardando il sole e con “macchine” basate appunto sul sole e sul movimento della terra intorno ad esso.

Carlo Paggetti, che un mese fa ha proposto a Chiusi una mostra antologica delle sue opere di pittura, scultura e ceramica, realizzate in circa 60 anni di lavoro, è un’artista eclettico e anche se autodidatta, ha sempre avuto una grande passione per questo tipo di “macchine” e “attrezzi” per misurare appunto il tempo, che sono opere complesse. Roba che richiede conoscenze, studio certosino, applicazione matematica e, anche una bella mano, perché a Paggetti le cose piace farle bene. E ne ha fatte tante di queste “macchine del tempo”. 

Il 10 agosto ne presenterà un bel numero, in una mostra intitolata “Carpe diem, cogli l’attimo” allestita nell’orto vescovile, appena dietro a Piazza Duomo a Chiusi. Si tratta di una esposizione assolutamente inusuale di “Orologi solari” detti anche Meridiane, di varia forma e misura, realizzate negli anni con utilizzo di materiali diversi e, essendo Carlo Paggetti un artista, tutte di bella foggia e con richiami interessantissimi. Certo per poterle apprezzare serve il sole, ma la mostra si tiene d’agosto, dal 10, appunto, al 24, e il sole non dovrebbe mancare. La meridiane di Paggetti sono “costruzioni complesse” anche se apparentemente (solo apparentemente) rudimentali, ma “spaccano il secondo”, come si suol dire degli orologi. E’ interessatissimo vedere, atraverso questi strumenti come per secoli seguire l’ombra che si muove per il movimento della terra intorno al sole, sia stato possibile “ingabbiare” il tempo e scandirne lo scorrere.

Di meridiane se ne vedono parecchie in giro. Sulle facciate delle chiese, sulle torri, nelle facciate di ville e palazzi gentilizi e anche poderi di campagna. Ma quelle realizzate da Carlo Paggetti sono anche opere d’arte. Perché il fatto che egli sia un pittore e uno scultore, si nota in questi lavori particolarissimi. L’inaugurazione della mostra sarà domenica 10, alle ore 10 e 10…  Il 10 agosto è un po’ la nostra “mezza estate”, ed è forse il momento migliore per vederle all’opera le meridiane di Paggetti, che ha voluto accompagnare l’esposizione con un “libello” intitolato “Il mutare degli e…venti“, che non è un catalogo, ma una sorta di guida per capire sia le opere esposte che ciò che ci sta dietro, il lavoro e il “pensiero” di Paggetti e pure la “commistione”  tra gli elementi: aria, acqua, terra e fuoco (che sono la base dei materiali con cui le costruisce) ma anche l’intreccio e la relazione tra il sole e il vento, il giorno e la notte, il caldo e il freddo, l’estate e l’inverno… L’autore considera evidentemente lo scorrere del tempo uno spettacolo che ha il sole come protagonista principale e non a caso accompagna le sua meridiane con installazioni e richiami anche al teatro e alla natura. 

Una mostra incosueta, di oggetti inusuali, ormai passati alla storia, ma, come dicevamo, perfettamente funzionanti. E l’Orto vescovile di Chiusi è un luogo magico. Con un panorama mozzafiato che spazia dalla Valdichiana romana (si vede benissimo quello che era l’ultimo tratto del Clanis) al Monte Cetona, all’Amiata e una esposizione al sole che renderà le meridiane di Carlo Paggetti macchine vive. Senza motore però. Silenziose come lo scorrere del tempo. Un motore in realtà c’è ed è la luce che fa muovere l’ombra che lo gnomone (di solito un picozzo di ferro) proietta sulla base segnando l’ora…

La Mostra è patrocinata dall’Opera Laicale della Cattedrale, dalla Fondazione Orizzonti e dalla Libera Università Iris Origo di Chianciano. Rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10m,00 alle 12,30 e dalle 16,00 allle 19,00. Al’inaugurazione verrà introdotta da Massimo Giulio Benicchi, Massimiliano Barbanera e Giannetto Marchettini.

m.l.

 

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