ARRIVA IL TRENO SIENA-ROMA, MA PASSA PER… GROSSETO. SERVE ANCHE QUELLO VIA CHIUSI (E UNA STRADA DECENTE PER IL MARE)
SIENA – E’ in partenza sul primo binario espresso per Roma… Non è una battuta. Il Gruppo Fs ha reso noto che in alcuni week end sarà attivato il collegamento ferroviario diretto dalla Capitale alla città del Palio e viceversa. Attenzione però: non si tratta del treno ibrido, proposto nei mesi scorsi anche dal Consigliere regionale toscanom Stefanoi Scaramelli. Treno che avrebbe dovuto fermare anche a Sinalunga, Chiusi, Orvieto e Orte. Tutt’altra cosa, il treno che prenderà il via è solo un convoglio turistico. Funzionerà nei week end del 27 settembre, del 4 ottobre e del 1 novembre, con ritorno il giorno dopo. Partenza alle 7:42. E non passerà per la linea Siena-Chiusi, ma per la Siena-Monte Antico-Grosseto con fermate anche a Monteroni d’Arbia, Buonconvento, Montepescali, Orbetello, Capalbio e Tarquinia. Il materiale rotabile sarà costituito da carrozze “gran comfort” degli anni ’70. Una linea turistica, appunto, adatta ad un turismo slow, perché molto panoramica: le Crete senesi, le pendici del Monte Amiata, la Maremma, l’Argentario e la costa degli etruschi, tra Toscana e alto Lazio. Biglietto a partire da 29 euro. Un “di più” per prolungare un po’ la stagione turistica nelle domeniche d’autunno.
Certo non è un servizio ferroviario per chi vaggia di fretta. In sostanza è un prolungamento del Treno Natura, solo che non viaggerà trainato dalla locomotiva a vapore.
Nessuna traccia invece del treno ibrido (diesel ed elettrico) Siena-Roma, via Chiusi, che sarebbe, quello sì, un collegamento in più, utile ai fini turistici, ma non solo. Il treno ibrido è stato presentato qualce mese fa alla stazione di Chiusi, alla presenza dell’assessore regionale Baccelli e di alcuni dirigenti di Trenitalia. Ma sulla tratta in questione non è mai entrato in funzione né si sa se verrà attivato.
Per la verità oggi è possibile andare in treno da Chiusi a Grosseto e viceversa, passando per Siena. Ma il tempo di percorrenza è piuttosto proibitivo e sfiora le 4 ore, quando va bene. Si può fare, ma solo se non si ha fretta e si vuole godere, appunto, delle bellezze del paesaggio. C’è anche il pullman Grosseto-Siena (leggermente più veloce) per poi proseguire in treno in direzione Chiusi, ma è un viaggio avventuroso, tipo far west… Però anche questo collegamento, con qualche miglioria potrebbe diventare interessante, soprattutto nel periodo estivo.
Del resto anche anche in auto per andare da Chiusi e Grosseto (110 km circa) ci vogliono da un’ora e 40 minuti alle due ore a seconda del traffico e delle condizioni meteo… Qualche minuto in più, per raggiungere Orbetello o Capalbio, passando da San Casciano Bagni, Acquapendente, Sorano, Pitigliano… In entrambi i casi, strade panoramiche e suggestive, ma tortuose e con molti saliscendi… Paradossalmente, da Chiusi e paesi limtrofi è quasi più agevole arrivare all’Adriatico (da Magione a Giulianova è tutta superstrada: i km sono di più, ma si viaggia meglio e più velocemente).
Quando negli anni ’70 fu realizzata la linea Direttissima, quella che oggi viene usata per l’alta velocità, fu progettato proprio a ridosso della stazione di Chiusi anche l’innesto di una ipotetica linea per Grosseto e per il mare Tirreno. Cosa che è rimasta sulla carta e non ha ma visto la luce. E anche sul versante stradale, negli annni ’70-80, quando ancora Chianciano era Chianciano e Chiusi sembrava destinata ad uno sviluppo tumultuoso che invece si fermò, si parlò a lungo di una strada diretta per il mare che, partendo appunto da Chianciano avrebbe dovuto “tagliare” in buona parte in galleria la Valdorcia e le colline di Montalcino (e quindi i tratti pieni di tornanti) per sbucare nei pressi di Sant’Angelo Scalo, dove cominca la provincia di Grosseto… Ovviamente anche questa rimasta lettera morta. Non solo non si è fatta la strada veloce, ma anche quelle esistenti sono decisamente peggiorate: il ponte a nove luci sull’Orcia crollato nel 2012 è ancora da ricostruire, la Cassia è un cantiere infinito con tratti e gallerie sempre chiuse per lavori che non vedono l’epilogo. I tornanti de La Foce, poco dopo Chianciano e quelli tra il Passo del Lume Spento e Sant’Angelo, dopo Montalcino sono bellissimi per il Giro d’Italia, la Strade Bianche o l’Eroica, ma per una strada di scorrimento, l’unica o quantomeno la più importante per collegare la Valdichiana al mare, sono una iattura, un calvario.
E non è certo più agevole arrivare a Sant’Angelo passando per Radicofani, il Monte Amiata (vivo d’Orcia Abbadia SS.) e Castel del Piano. Si può fare. Ma ci vuole pazienza e attenzione.
Tutto questo per dire che anche il miglioramento della “strada per il mare” (da Chiusi, Chianciano, Sarteano, Città della Pieve, Cetona a Grosseto) dovrebbe essere preso in considerazione da chi governa la Regione e dagli stessi comuni che si trovano lungo il percorso. E non solo per un discorso turistico. Si tratta di zone che hanno radici storiche comuni, un dialetto comune e pressoché identico, relazioni consolidate e adesso, con la Asl unica Toscana Sud Est, anche relazioni sanitatrie. Non è infrequente che per una visita o un intervento chirurgico dalla Valdichiana si debba andare a Grosseto , ad Orbetello o a Castel del Piano. Nel 2025 non ci puoi mettere due ore per fare 100 km come all’inizi del ‘900…
A questo proposito l’adeguameno e la velocizzazione della linea ferroviaria Chiusi-Siena e qualche ritocco al “link” (treno o pullman) Siena-Grosseto potrebbe risultare molto utile.
Nel cahier de doleances dei comuni e del comitato Opzione Zero per il rilancio della stazione di Chiusi-Chianciano, oltre alla Perugia-Chiusi, che è assolutamente decisiva e prioritaria, forse dovrebbe essere inserito anche il collegamento Chiusi-mare. Riprendere il mano il vecchio progetto della ferrovia diretta prevista negli anni ’70, potrebbe apparire velleitario, ma chiedere una “aggiustata” alle strade e alle ferrovie esistenti non è chiedere la luna.
m.l.











Non è certo chiedere la luna, proprio ora che in tutto il mondo, in particolare in Europa, si punta ad un rilancio de del vecchio treno, come una valida alternativa all’aereo e all’auto, particolarmente inquinanti. Bisognerebbe riprendere in mano diversi progetti, tutti validi, basta non ascoltare più le urla campanilistiche che hanno finito per far ghettizzare questa vasta area territoriale del Centro Italia, lasciando peraltro il capoluogo umbro isolato nella sua collinetta.
Non è che Siena sia messa molto meglio rispetto a Perugia e pur avendo nel suo territorio provinciale una stazione importante come quella di Chiusi, idonea anche alla AV, si balocca con il miraggio di una stazione in linea a 60 km di distanza. E in territorio altrui…
Comunque da Chiusi a Grosseto è tutta quattro corsie dall’entrata A1 chiusi, poi uscita Valdichiana per prendere la superstrada fino a Siena e poi Grosseto. Se ci pensate così da Chiusi a Grosseto è tutta quattro corsie e il tempo è lo stesso che per Montalcino.
Anzi per l’adriatica per avere le quattro corsie devi arrivare a magione, per Grosseto arrivare a querce al pino
E’ vero, passando per Siena sì… ma i km, da 106 diventano 150… e il tempo di percorrenza se non superiore, di meno non è… D’altra parte per andare a Grosseto in treno, da Chiusi, qualche anno fa si faceva prima ad andare a Roma e poi prendere la Tirrenica, c’era anche il Frecciarossa in tutte e due le tratte…
X Marco Lorenzoni. Per rispondere al tuo intervento dopo quello di Renato che nota che occorrerebbe almeno per una volta uscire dal campanilismo, e quindi non solo tale possibilità contempla un fatto culturale ma non credo che bisognerebbe spendere tante parole per chiersi il perchè. Basterebbe avere in mente le visioni di ciò che fà la gente trasmesse dalla televisione alla fine del Palio,anzi di tutti i Palii ed analizzarne i valori che fanno scaturire quell’emotività e quelle reazioni.
Il medio evo culturale esiste e dà i suoi frutti. Da li la considerazione delle querce che non possono fare limoni. Sarò provocatorio, ma in questo caso la diversità nella peculiarità dei luoghi e della loro storia -secondo il mio pensiero- corrisponde a fatica alla bellezza, anche seppur tenuto conto di un mondo globalizzato che tende a distruggere tutte le diversità. Sicchè di aspettative-come si dice a Chiusi: ” poca lana”. Difatti nella storia il triangolo della toscana tenuto e mantenuto in arretratezza ha uno dei vertici nel territorio di Siena, l’altro a Grosseto ed un altro sconfina nel Lazio con le province di Terni-Viterbo. La ragione di tutto questo come in ogni altro aspetto, esiste e non è una invenzione od un sofisma.E allora pensiamo alle vie di comunicazione quando la gente è cosi ? Quello che c’è ed esiste è perfettamente corrispondente ai livelli della gente, per il semplice motivo che è la gente che elegge,vota e va a far contare e pesare le idee nella politica.
Sono tanti gli anni di legislazione regionale in cui i nostri territori hanno espresso mandato politico-amministrativo a propri rappresentanti “locali” unitamente a Deputati e Senatori decantando logorroiche litanie sulla realizzazione della Due Mari e ammodernamenti di linee ferroviarie secondarie. Siamo consapevoli dei risultati ottenuti o no? E si continua a pensare, divagare, fantasticare su “progetti” incartapecoriti interregionali…come svago per appassionati pensionati.
Ricordare ciò che è successo (e ciò che poteva succedere e non è successo) però fa bene: 1) perché la gente ha poca memoria; 2) perché oggi la situazione non è incoraggiante ed è pure peggiore di 10, 20, 30 anni fa… 3) proprio per ricordare che i deputati, senatori, consiglieri e assessori regionali espressione del territorio (e ce ne sono stati) hanno fatto e ottenuto poco, in molti casi hanno compiuto o avallato scelte sbagliate e scellerate o suicide… E tutto questo serve per votare con maggiore cognizione di causa quando ci sono le elezioni. Il prossimo 12 ottobre, per esempio
X Marco Lorenzoni. Si Marco tutto vero ciò che dici ma siccome teoricamente i risultati di tali anni, anzi di tali decadi, dovrebbero servire a far aprire gli occhi,mi domando una volta in cabina dove mettere la croce. E ti parla uno che da quando ci sono state le elezioni, ogni r3eferendum, ogni consultazione ha sempre votato,consapevole di tale valore civico e soprattutto consapevole che molta gente ha sperato che le cose cambiassero,ma come vedo si stà sperando invano e mi chiedo a chi rimettere la fiducia, come di certo se lo chiedono tanti. In questo guazzabuglio le certezze semmai ci fossero state si allontanano e cosa resta allora ? Qui siamo al punto che in qualsiasi modo si voti si rischi di sbagliare se la nostra finalità è indirizzata a dover cambiare le cose. Non sono mai stto per natura un agnostico ma di fronte a tanta sfiducia e pur sapendo che è sulla sfiducia che si appoggia la conservazione, più mi guardo intorno e più aumenta l’incertezza perchè tutto è affidato ad equilibri instabili, che si rompono per un nonnulla non avendo memoria che un secondo prima sia stta chiesta la fiducia dei cottadini per cose precise e non per aria fritta. A sinistra si rischia di innalzare una diga per contrastare la destra ma per scopi elettortali si preferisce talvolta la non chiarezza contatndo che poi ogni iniziativa possa essere presa di qualunque tipo dopo le elezionie dopo le riconferme alla reggenza. paralelamente a tutto ciò esiste l’indeterminazione che l’alleato che ha deciso di correre con il proprietario dell’autobus scenda dall’autobus per diatribe interne alla coalizione che certe forze è palese che le metteranno fuori e le faranno valere. Il tutto esiste perchè esiste un partito che guida un autobus che rischia il fuoristrada e c’è chi ha seminato massi sull’asfalto che restringono la careggiata e che portano il veicolo fuori strada regalando la carcassa al carro attrezzi che verrà a sostituire quell’autobus. forse in primis sarà difficile che succeda ma nel tempo tale possibilità credo che esista perchè è nelle cose di rimpiccolire un partito e farne una frazione di esso ed alla fine espellerlo. E allora mi chiedo tutto questo e quando un uomo della strada e semplice citadino se le chiede tali domande-ed è lecito che se le chieda- cosa deve fare tale uomo della strada ? Forse l’unica risposta sarebbe quella di PARTECIPARE OGNUNO CON LE PROPRIE FORZE ED ATTITUDINI, ma al punto di dove è la politica mi chiedo se serva. E quando un semplice cittadino si fa questa domanda vuol dire che siamo alla frutta e forse anche al caffè….sono curioso di vedere fra un po’ di tempo se tutte queste- chiamiamole precognizioni- si avvereranno e se la sinistra aumenterà i propri brandelli o li ridurrà.Perchè di brandelli si parla grazie agli ” strateghi ” che l’hanno fatta sorgere creandola a tavolino come partito delle tessere ed i nomi li sai anche tu.