CHIUSI, UNA GIORNATA DI LAVORO CONTRO GLI INCIVILI. MA QUALCUNO ACCUSA: “E ALLORA IL PROGETTO ACEA?”

lunedì 24th, giugno 2019 / 12:17
CHIUSI, UNA GIORNATA DI LAVORO CONTRO GLI INCIVILI. MA QUALCUNO ACCUSA: “E ALLORA IL PROGETTO ACEA?”
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CHIUSI – Ieri, su iniziativa del Comune e di alcune associazioni venatorie, si è svolta “la Giornata ecologica“. Gruppi di volontari hanno ripulito boschi e scarpate dai rifiuti. E ne hanno raccolti parecchi. Ti tutti i tipi e di tutte le taglie. Dalle buste e bottiglie di plastica ai copertoni, da vecchi lavandini a coperchi metallici, ombrelli, elettrodomestici.. Insomma di tutto di più.

La domanda che sorge spontanea è: ma certi oggetti non sarebbe più facile portarli all’isola ecologica piuttosto che in mezzo ad un bosco? Sembra quasi che qualcuno faccia apposta a deturpare il territorio.

Quei sacchi i e quei cassoni pieni di rifiuti abbandonati che ieri sono stati raccolti nei boschi chiusini sono una fotografia all’inciviltà. Al malcostume. All’ignoranza.

Ovviamente una “giornata ecologica” non risolve il problema anche se è iniziativa lodevole. Né si può confidare sempre e solo sul volontariato.

C’è gente che deve aver fatto una bella fatica per potare un lavandino o una lavatrice, ma anche solo 4 copertoni fino in mezzo alla “macchia”. Quindi è una scelta, una precisa volontà. Non un atto compiuto d’istinto come può essere gettare a terra una lattina o una bottiglietta di plastica.

E’ difficile anche capire quale sia la molla che fa compiere certi gesti. E certe scelte, se non quella di far del male all’ambiente e alla fine a se stessi.

Qualcuno ha storto il naso vedendo che i volontari erano quasi tutti cacciatori, gente che nei boschi ci va per uccidere animali, cosa non molto ecologica. Ma i cacciatori, proprio per favorire l’habitat degli animali, curano il territorio. Lo hanno sempre fatto.

Poi, c’è anche chi ha colto l’occasione della Giornata ecologica, per contestare altre scelte dell’Amministrazione Comunale, mettendo ad esempio in contrapposizione  la ripulitura volontaria dei boschi mentre si pensa di avallare il Progetto Acea per la realizzazione di un impianto che tratterà fanghi di depurazione, adombrando di conseguenza per Chiusi un futuro da “centro raccolta rifiuti” da mezza Italia… Cosa questa che sarebbe “in contraddizione anche con le sbandierate iniziative per il rilancio del turismo, vedi ad esempio la partnership con Slow Food”.

A parte il fatto che parlare di “rifiuti” nel caso del Progetto Acea non è proprio corretto, perché nessuno farà una discarica o un inceneritore e l’impianto tratterà solo fanghi di depurazione, ci sembra quantomeno fuorviante anche dire che quell’impianto (se sarà realizzato) metterà in discussione ogni progetto di valorizzazione e sviluppo turistico, perché darà un chiaro indirizzo alla “vocazione economica” della città… Ci sembra fuorviante ed esagerato, perché il Progetto Acea prevede a regime una ventina di occupati…

Un’azienda con 20 dipendenti, in mezzo ad un’area industriale (non in mezzo a vigneti e oliveti) può davvero cambiare i connotati di un territorio e indicarne la vocazione? Anche la quantità di fanghi che l’impianto tratterà è di 80 mila tonnellate/anno, esattamente quanti ne tratta il depuratore attuale.

La cautela in questi casi non è mai troppa, lo abbiamo scritto decine di volte, ed è necessario verificare tutto nei minimi dettagli, ma non ci sembrano francamente numeri tali da far diventare Chiusi da cittadina commerciale, produttiva e ferroviaria (e parzialmente turistica) “la città dei rifiuti”. Dire una cosa del genere ci pare una sciocchezza. 

Tra l’altro, è bene ricordare che città e realtà molto avanzate, molto “green” e molto più vocate al turismo di quanto non lo sia Chiusi (pensiamo a certe città del Nord Europa) non solo i depuratori e gli impianti per il trattamento fanghi, ma hanno anche gli inceneritori e i termovalorizzatori  e li fanno funzionare. Ci ricavano pure energia, riscaldamento… Non sappiamo se a Zurigo, ad Amsterdam, a Stoccolma, ma anche in cittadine di 8-10 mila abitanti come Chiusi, in Germania, Olanda, Svezia la gente si solleverebbe contro un impianto per il trattamento dei fanghi di depurazione. Di sicuro nessuno lassù si sognerebbe di scaricare la lavatrice dismessa in mezzo a un bosco.

 

 

 

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